Person of Interest 1×13 – Root Cause 6


Person of Interest 1x13 – Root CauseCon l’andare avanti degli episodi, Person of Interest sta riuscendo a farmi cambiare totalmente idea rispetto all’impressione iniziale. Seguendo uno stile che ormai procede da parecchi episodi, la serie sta avendo successo nel compattarsi, facendo tesoro delle critiche che deve avere ricevuto anche negli U.S.A. Qualcosa è cambiato e questo episodio conferma un trend assolutamente positivo.

È il caso di dirlo: sembrava un episodio come tanti altri, autoconclusivo; anzi se guardiamo solamente alla trama della puntata in senso stretto anche piuttosto deboluccio, seppure costruito con grande esperienza. Poi, improvvisamente, iniziano ad uscir fuori le chicche, in una conclusione epica davvero molto, molto interessante.

Ci sono due aspetti in generale che colpiscono di questo appuntamento: da un lato la costruzione della trama e della nascita di una nuova nemesi per Finch (ma di questo parliamo in chiusura), dall’altro i piccoli momenti che, pur non essendo affatto utili all’economia dell’episodio, riescono ad arricchire la narrazione quali elementi di contorno di gran classe e, a tratti, persino divertenti.

Person of Interest 1x13 – Root CauseQuesto nuovo respiro lo si percepisce sin dall’inizio: per gli autori dev’essere stato un bel gioco quello di scrivere la conversazione tra un Finch al comodo della sua tana e Reese impegnato, come al solito, a fare a botte con un uomo che minacciava di morte l’ex moglie (evidentemente un numero della Macchina). Quando gli autori si permettono momenti come quello accennato è evidente che stanno prendendo confidenza con il materiale in loro possesso e questo non può non essere che un bene prezioso. Questo filone, d’altronde, prosegue anche con lo scambio di sguardi con lo studente circa la possibilità di aver concluso, sessualmente parlando, con Zoe.

Insolito, ma particolarmente gradito, anche quel tocco di satira che viene effettuata in particolare in due momenti: il primo quando Finch recupera le informazioni sul “numero” che la Macchina ha tirato fuori grazie all’utilizzo di un social network (a significare quanto, ormai, rifornirsi di informazioni è divenuto quasi banale); il secondo, invece, quando – dopo un momento in pieno stile MacGyver in cui si costruisce un amplificatore per il Wi-Fi – annulla in mezzo secondo la protezione WPA della connessione di casa dello spiato, accedendo letteralmente al suo intero computer.

Person of Interest 1x13 – Root Cause

Il caso settimanale è forse meno forte del solito, ma funzionale sia per il graditissimo ritorno di Zoe Morgan – che abbiamo imparato a conoscere ed amare nel sesto episodio della serie – sia per l’introduzione di Root, una misteriosa donna che riesce a mettere in crisi persino il nostro Harold.

Per quanto riguarda Zoe, sfortunatamente il tempo a sua disposizione è assai poco, ma si dimostra sempre più un personaggio secondario che potrebbe davvero donare tanto. Il fatto che gli autori l’abbiano fatta tornare, è sintomatico della sua forza televisiva che sicuramente è riuscita a far breccia. Anche in questo episodio si conferma straordinaria nel suo mettere in crisi il socio in affari della vittima – il reale mandante dell’omicidio – costringendolo a battere in ritirata (e, abbiam visto, proprio questa scelta sarà un enorme errore per lui).

Person of Interest 1x13 – Root CauseMa è innegabile, questa volta, che  è proprio Root, a cui fa riferimento il titolo dell’episodio, l’inserimento più gradito in assoluto. Gli autori, dopo aver costruito la coppia che sembra essere l’opposto dei nostri Reese e Finch – l’uno sul campo di battaglia, l’altra dietro un pc – ci fanno entrare via via in un gioco sempre più perverso e folle. Il momento in cui Finch realizza di avere di fronte un hacker molto più capace di quanto pensasse – lui che scappa e distrugge il cellulare persino nel suo luogo sicuro è piuttosto insolito – è perfettamente riuscito. Vera perla, tuttavia, è la conversazione finale, quella in cui si svela che Root è un passo avanti al nostro beniamino, dato che ne conosce l’identità. La costruzione dei due personaggi riesce ad essere, per quanto nel caso di Root appena accennato, di grande presa sul pubblico, anche perché ricalca in maniera spudorata quel dualismo ed aspetto di sfida che negli anni si è formato intorno ai personaggi di Sherlock Holmes ed il professor Moriarty. Due geni che si sfidano direttamente in un sadico gioco delle parti.

Person of Interest riesce così a rimanere sui binari, guadagnando sempre più un interesse che, ammettiamolo, per buona parte del suo esordio non era riuscito a suscitare. Adesso è tutto cambiato: adesso possiamo parlare di una serie che si avvia alla sua maturità con ottime prospettive, sorprendendo sempre più della propria capacità di reinventarsi e migliorarsi.

Voto: 8 

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6 commenti su “Person of Interest 1×13 – Root Cause

  • dezzie86

    Sono d’accordo. Davvero un buonissimo episodio, e l’introduzione di un nuovo personaggio non può che fare bene. Spero mantengano questo ritmo, perchè verso la 5a o 6a puntata stavo per stroncare la serie… 🙂

     
  • mara

    qualcuno mi sa dire se vale la pena imbarcarsi con questa serie? le premesse sono le migliori ma le prime puntate che ho visto non sono così entusiasmanti..

     
  • Uncle_Spike

    Zoe è Splendida, mi aspettavo di trovare più dubbi sull’Harcker donna, qualche tentativo di capire chi sia…anyway, mi sto appassionando sempre di più.

     
  • liuk

    ho visto serie tv che facevano veramente cag…..house in primis..altra cag..colossale the mentalist per non parlare poi di scrubs con umorismo banale da 4 soldi ecc.
    finalmente trovo person of interest. hooooooooooooo..questa si..la migliore insieme a fringe e legend of the seeker