Fringe – 4×14 The End of All Things 8


Fringe - 4x14 The End of All ThingsE’ piuttosto difficile in questa stagione dare un giudizio univoco alle puntate di Fringe, perché sono quasi sempre ambivalenti: quando per la maggior parte si tratta di un episodio inutile, c’è sempre un dettaglio meraviglioso da salvare; quando è un puntatone, c’è d’altro canto qualcosa che non funziona fino in fondo. Ed è il caso di questa, comunque bellissima, “The End of All Things”.

Le rivelazioni promesse, com’è ovvio, non vengono esattamente portate a galla, o meglio: si comincia a dare qualche risposta, ma i nodi cruciali di questa stagione non vengono ancora totalmente chiariti e lasciano parecchi punti oscuri.

Osservatori

Fringe - 4x14 The End of All ThingsDopo aver a lungo atteso una risposta sulla natura di questi misteriosi personaggi, arriviamo ad avere una definizione sufficientemente chiara, con buona pace di chi temeva soluzioni aliene e simili. Gli Observers sono umani evoluti (“uno degli infiniti futuri possibili per la razza umana”) ai quali è stata data la possibilità di osservare i loro inizi. La scena, ambientata in una postazione di vetro, poteva essere girata meglio, sia scenograficamente che a livello recitativo (sorry, Joshua): ciò non toglie che l’idea di poter “assistere” al Big Bang, benché ruffianotta, sia stata parecchio emozionante.

I temi tirati in ballo da September, ahimé, più che chiarire la questione tendono ad aggiungere nuove domande. A parte la spiegazione del perché il nostro Osservatore preferito abbia causato tutto questo (desiderava assistere alla scoperta… e poi dicono che la curiosità è donna), ma comunque non si capisce fino in fondo dove sia il vero problema: l’anomalia è rappresentata da Peter o da Henry?

La questione “Peter” si presenta già piuttosto complicata: September deve correggere il proprio errore, ma è il sacrificio di Little Bishop, che entra nella macchina, a farlo effettivamente scomparire dalla sua linea temporale. Perché, allora, sparisce proprio dall’incidente del lago e non prima? Evidentemente il problema non è tanto che i due universi entrino in conflitto, quanto la sopravvivenza di Peter adulto (che è importante, importantissimo!) e la conseguente nascita di Henry.
Ci si potrebbe chiedere perché allora September non abbia semplicemente impedito a se stesso di distrarre Walter, ma credo che questo sia da imputare al fatto che gli Observers esistano al di fuori del tempo: quando loro si muovono in eventi che per noi sono “passati”, per loro continuano ad essere presenti, rendendo di fatto impossibile il concetto stesso di “modifica del proprio passato”, perché semplicemente questo per loro non esiste.

Fringe - 4x14 The End of All ThingsArriviamo però alla questione più dibattuta: Henry.
September definisce Henry come “a child that was not meant to be”, ma subito dopo sostiene che “he was born to the wrong Olivia Dunham”.
Ma quindi, qual è il problema? Che nasca un Henry non previsto dalla storia o che non nasca quello giusto? Se il tutto sta nell’impedire la nascita del primo, cancellare Peter dalla sua timeline ha senso; se invece lo scopo è far nascere l’Henry giusto, che senso ha eliminare Peter dalla vita di Olivia? E ancora, come potrebbe essere l’Henry giusto quello nato dalla nostra Olivia considerato che, se September non avesse distratto Walternate, Peter sarebbe rimasto nel suo universo rosso?

Diciamo che si intravedono delle complicazioni nella spiegazione di tutta questa massa di eventi: non mi azzardo ancora a parlare di plot hole, ci mancherebbe, però qualche dubbio sulla risoluzione di tutto c’è.

Timeline

La domanda ormai intasa il mondo di blog, forum e diari segreti in cui parliamo di Peter agende per gli appunti riservati alle serie tv: il giovane Bishop è effettivamente nella timeline sbagliata o in quella giusta?

La fine dell’incontro tra Peter e September si basa su un “Go Home” che il nostro Little Bishop interpreta prima come un “vai nella tua linea temporale!”, poi con un “ah, forse intendeva letteralmente!” (quando mai gli asettici Osservatori sono stati metaforici?! Mi verrebbe da chiedertelo, Peter) per poi scoprire che era giusta la seconda deduzione. Bene, bravo, ci congratuliamo. Ma poi nella sua testa scatta il criceto sbagliato e decide che no, è giusta la seconda ipotesi ma lo è anche la prima (?), quindi lui è nella timeline sbagliata e “deve andare a casa” aka nel suo universo. Intendiamoci, non mi metto certo a dire che sia per forza nella timeline giusta (anche se, lo ammetto, ci spero un po’, non fosse altro perché in alternativa la quarta stagione non avrebbe ragion d’essere), ma il modo con cui Peter è pervenuto a questa conclusione mi fa seriamente dubitare della sua intelligenza.

La teoria per cui questa sarebbe la timeline giusta, però privata del fattore Peter, può essere sorretta da più di un dettaglio. Innanzitutto, perché mai “l’essenza” dispersa di Peter avrebbe dovuto farsi più intensa proprio qui e non in altre linee temporali? L’esempio del registratore, che può sovrascrivere qualunque cosa pur tenendo memoria delle precedenti registrazioni, è calzante: di più, si adatta perfettamente al caso, dato che “solo con particolari strumentazioni” è possibile recuperare certe immagini sepolte. E non è questa la funzione che potrebbe avere il Cortexiphan su Olivia?

Fringe - 4x14 The End of All ThingsE’ interessante, poi, notare altri dettagli: anche qui è Jones ad informare Olivia del Cortexiphan, così come era stato lui a raccontarle degli esperimenti di quando era bambina (1×14 Ability); e se Olivia non avesse avuto i ricordi originali, sarebbe stato impossibile per lei capire che aveva bisogno di Peter per essere “innescata”. Coincidenze dovute a necessità di sceneggiatura o c’è dell’altro? Gli autori stanno camminando su una linea molto sottile, che ha da una parte una svolta meravigliosa e dall’altra il baratro più profondo: Fringe è stata una serie spesso in grado di propendere verso la prima delle due ipotesi, c’è solo da sperare che continuino a farlo.

Incredibilmente, sono successe altre cose di cui parlare (brevemente)

– Prima che Peter decidesse di fare ragionamenti da cui deve chiaramente astenersi, September gli stava dicendo una cosa importantissima: “There is no time. I’m going to need you to do something for me.” Cosa dovrà fare? E poi, September è davvero morto o è stato “reclamato” dai suoi colleghi tricologicamente danneggiati? Ma soprattutto, chi gli ha sparato?

– I suddetti colleghi non sanno minimamente quale sia il coinvolgimento di September nel rientro di Peter: non sanno – come noi, del resto – per quale motivo non abbia cancellato le tracce lasciate dal ragazzo e non sanno se sia coinvolto o meno nel suo ritorno nelle acque del lago Reiden. Sarà solo l’Osservatore a chiarire la cosa nel suo dialogo con Peter, e a dire che “è stato lui a riuscire a tornare in forma fisica, forse per aggiustare le cose”. Se quindi non sapeva di questa eventualità, come mai non ha cancellato le tracce di Peter nel tentativo di sistemare il suo errore?

– La finta Nina Sharp (una superba Blair Brown) è quasi certamente dell’altro universo, e non un mutaforma. Non solo, infatti, l’originale sarebbe morta da tempo, ma il riferimento fatto a tal Leland Spivey (morto over here, ma vivo e vegeto con Jones) e al fatto che possa essere dell’altra parte sembra non lasciare più dubbi a riguardo.

– Olivia non riesce a colpire Jones, che descrive questo come uno dei benefici dell’aver ricostruito il suo corpo a livello atomico. Anche il nostro Jones usufruiva di questo vantaggio: nella 1×20 “There is more than one of everything” Olivia gli spara, ma le pallottole gli attraversano il corpo allo stesso modo. Perché questo riferimento? Perché Olivia non se l’è ricordato? Ma soprattutto: perché diavolo non ha sparato al dispositivo?!

La puntata è piuttosto complicata, soprattutto se si pensa che il prossimo episodio andrà in onda il 23 Marzo, lasciandoci per quasi un mese con più di una domanda aperta. Tuttavia, questa “The End of All Things” si presenta come una delle puntate più avvincenti di questa debole annata e comincia a farci intravedere quali potenzialità potrà avere il finale di stagione – o di serie. I dubbi sono tanti, ma personalmente voglio dare fiducia alla piega che si sta prendendo, sperando se non altro che si continui su questa linea.

Voto: 8

– I glifi formano la parola: UNIT

– Gli osservatori sono: ovunque. Ci stanno accerchiando.

Condividi l'articolo
 

Informazioni su Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

8 commenti su “Fringe – 4×14 The End of All Things

  • Paco

    Episodio intenso, denso di informazioni, di avvenimenti, di nuove domande, di (poche) risposte. Un 9 per me se lo merita, tra tutti i riferimenti alle puntate e le serie scorse e al fatto che ormai gli autori hanno il pedale dell’acceleratore completamente premuto. Non prende 10 solo perché non ho ancora capito chi ha sparato all’osservatore (Cluedo Fringe Version: lo voglio a casa :D), e Peter non ha ancora capito (col il suo QI enorme) che si trova nella timeline giusta…già con i ricordi di Olivia che lui non aveva dello scorso episodio ci sarebbe dovuto arrivare. Ci vediamo il 23 marzo 🙁

     
  • vermetto80

    A me è sorto spontaneo un dubbio: non sia mai che September è in qualche modo imparentato con Peter e famiglia Bishop? La butto là. Magari è il bisnipote di Peter e Olivia il che spiegherebbe l’importanza del Henry giusto e l’interesse per la scoperta di Walternativo…e magari ha pure ereditato il cervello fine di Peter!

     
    • xfaith84 L'autore dell'articolo

      ciao vermetto! l’idea che possano essere imparentati ci può stare, ma il punto è che allora diventa fondamentale l’esistenza dell’henry giusto, no? ecco, con la soluzione di cancellare peter dalla sua timeline mi sembra portare a tutto fuorché a quello… in effetti peter – nonostante il suo cervello fine, come giustamente puntualizzi tu – deve essere importante, se no la curiosità di september proprio non si spiega…

       
  • Gigio

    Manco mezz’ora per andare a chiedere a un consulente scientifico “come” rappresentare il Big Bang, quella sembra più la nascita del Sistema Solare. Episodio fiquo, comunque.

     
  • alessala

    Premesso che questo episodio mi ha deluso parecchio (tanta carne al fuoco in annunci a promozioni vari, per poi scadere in un infinito caos a cui si aggiungono altre domande e si rischia di perdere il già labile filo del discorso)….ecco, questa tua recensione mi ha definitivamente convinto che in realtà sto cominciando veramente a perdere la bussola. Come hanno fatto ad arrivare ad un tale grado di complessità è da invidiare (?); non è da invidiare il fatto che questa complessità si stia trasformando in un semplice “non ci sto capendo più niente”. Comincio inoltre a dubitare che gli autori arrivino con delle risposte nette alla fine di questa stagione. Certo, se sperano ancora in una quinta ok, ma considerata la situazione assai precaria della serie…ho idea che assisteremo ad un finale incompleto e con molto buchi (altro che warmhole e sovrascritture spazio-temporali…qui è meglio che si riguardino la serie dal primo episodio per capire che hanno combinato un bel marasma)…

     
  • alessala

    Ah un’altra cosa: evidentemente ci sono dei plot hole. Spero ancora che gli autori possano aggiustare. Ma la spiegazione di September è un insieme di contraddizioni, alcune anche molto vicine tra loro, tipo appunto il discorso dell’Henry sbagliato: prima non doveva esistere, poi dice che doveva esistere, ma doveva nascere da un’altra donna. Allora: quello che dici tu è corretto. Se tutto il casino sta nel fatto che doveva nascere Henry da Olivia e non da Alt Olivia, secondo me non ha proprio senso aver cancellato completamente Peter. O forse si presupponeva che, una volta nato Henry da Alt Olivia, il danno, diciamo così, era stato fatto e non c’era altra soluzione che cancellare Peter completamente per impedire l’incontro con Alt Olivia? Giustamente, tu dici: non ha senso comunque perché che bisogno c’era di cancellare Peter dall’episodio del lago, visto che se lui fosse morto da bambino non avrebbe comunque mai incontrato Olivia e quindi niente nemmeno Henry “giusto”?
    Oltre che qualcosa non torna: ovvero, Peter è andato dentro la macchina e puf…sparito…cioè, alla fine cosa ha fatto September? Come ha agito per fare in modo che Peter sparisse? Ha fatto tutto Peter! E poi…perché nessuno spiega mai come sono andate le cose in questa versione gialla? Es: i due universi sono congiunti, ma li ha congiunti Peter. Ma se Peter non è mai esistito, come è potuto accadere? Ha fatto tutto la macchina da sola? E’ una domanda che ci portiamo dietro dall’inizio della quarta stagione e ancora nessuno si degna di rispondere. Anzi, mi da fastidio il fatto che molte delle cose che potrebbero essere spiegate di quest’universo giallo siano lasciate lì, oppure ridiscusse solo quando, improvvisamente, ad uno dei personaggi salta in mente di fare una domanda particolare. MA SCUSATE? NON NE PARLANO MAI DELLE DIFFERENZE TRA LE DUE TIMELINE? PETER NON CHIEDE COSA E’ DIVERSO E COSA NO? Capisci cosa intendo? Boo…a me sembra tutto molto lasciato lì…

     
    • xfaith84 L'autore dell'articolo

      well, sul “cosa ha fatto september” direi che non è necessario un intervento attivo da parte sua, ma presumibilmente ogni sua piccola “intromissione” ha condotto peter alla macchina, che poi ha fatto quello che ha fatto. sui due universi e su come si siano congiunti per collaborare, così come sulle differenze tra le timeline, c’è in effetti un buco, ma qui non lo vedo come buco della trama, bensì come qualcosa di cui semplicemente non hanno ancora parlato. personalmente credo che se questa vicenda fosse “vera” tutti noi ci saremmo messi intorno ad un tavolino a “trovare le differenze”, ma in una serie tv io spero di non vedere mai e di non sentire mai un’elencazione del genere, tipo lista della spesa: mi annoierei da morire.
      io credo che se – se – riescono a sistemare/hanno già in mente come sistemare le questioni che ho e abbiamo puntualizzato, questa rischia di essere davvero una bella stagione. non bisogna necessariamente tirare le somme subito…

       
  • Paco

    Io, finché non mi tirano fuori uno tra Bellivia o Sam Weiss come deus-ex-machina/conoscitore dei segreti che più segreti non si può, sono apposto così 😀
    Fringe potrebbe continuare con questa china e rendermi felice, anche se fosse l’ultima stagione. L’importante, come dice xfaith, è che gli autori sappiano dove andare a parare (cosa sulla quale non voglio dubitare, dato che sono 3 anni e mezzo che la mia fiducia è (quasi) sempre ripagata 🙂 Perciò secondo me non è il momento di soffermarci sulle risposte non ancora arrivate: evidentemente non era il momento giusto per ottenerle…