
Lost and Found
Con questo episodio Touch comincia a darci qualche informazione in più e alcuni tasselli iniziano a prendere forma (andare al loro posto è chiedere troppo per ora); tuttavia non si esime dal proporci i soliti problemi di forma, tra avvenimenti poco credibili e dialoghi che ci fanno chiedere seriamente chi li abbia scritti.
Partiamo però dai lati positivi.

Ricompare anche la macchinina della puntata Safety in Numbers e scopriamo che proprio Amelia, paziente del dottor Teller di dieci anni prima, aveva una passione per questo particolare giocattolo. I dettagli sembrano cominciare a quadrare, ma in maniera ancora troppo confusa per iniziare a festeggiare. Inoltre, la direttrice della struttura sembra sapere qualcosa su tutta la vicenda che ha coinvolto Teller e Amelia: cosa è successo davvero? Quello che vede Arthur in quel corridoio è frutto di un’allucinazione o di qualcosa di più inspiegabile, come la famosa macchinina sbucata proprio dalla stanza 6 qualche puntata fa?

Certo, vedere questo tizio sanguinare e capire che forse non sta benissimo rimette già uno straccio di realismo nella storia, ma a me che questo prenda e se ne vada dal luogo dell’incidente come se niente fosse proprio non va giù.
Le storie coinvolte dall’anomalia questa volta sembrano avere un legame più stretto, complice il fatto che riguardino da vicino sia Martin che Clea. Questi ultimi, che lentamente cominciano a trovarsi sulla stessa lunghezza d’onda, condividono una situazione uguale e opposta nel loro rapporto genitori/figli: se infatti Martin deve imparare a capire suo figlio e a comunicare con lui nonostante le difficoltà, Clea ha dovuto sin da piccola adattarsi e trovare un modo per comprendere sua madre andando oltre la malattia; uno sforzo di gran lunga più difficile, che sicuramente aggiunge una punta di “già visto” alla vita della ragazza, ma che sicuramente apre alla possibilità di un confronto più produttivo sia con Martin che con Jake.
In ultimo, un dettaglio si fa notare e fortunatamente in modo positivo: Martin ritrova il bambino scomparso grazie al sogno iniziale, in cui il figlio andava sull’altalena e lo abbracciava subito dopo. Di cosa si tratta? Una coincidenza, un modo per smuovere i cuori degli spettatori, o possiamo aspettarci che questi eventi comincino finalmente a coinvolgere anche lo stesso Martin?
Voto: 6 ½
Noosphere rising
Il concetto di noosfera (sfera del pensiero umano) e il solito spiegone iniziale di Jake avevano fatto pensare ad un’altra discreta puntata, in cui analizzare ciò che succede ai numeri e alle anomalie quando le “coscienze collettive si sincronizzano” e le speranze di tutti convergono verso una sola richiesta. Ovviamente, se ciò accadesse davvero, le nostre speranze di vedere una successione di buone puntate di Touch dovrebbe funzionare, e invece ci troviamo davanti alla puntata più inutile e peggio strutturata dall’inizio della serie.

Tolto questo, alla puntata rimane veramente pochissimo e quel poco che c’è è pure scritto male.
Partiamo da Abigail, zia di Jake che, per rispettare davvero tutti i cliché del genere, è ricchissima, stronzissima e nasconde un segreto; ecco, questa donna – che cerca di conquistare un bambino con un tablet nuovissimo che solo lei può avere, perché ricordiamo, è ricchissima e ha un lavoro di livello altissimo – decide anche di comprarsi l’intero istituto regalando tablet come se non ci fosse un domani. Messa alle strette da Clea, scatta il colpone di scena: lei deve proteggerlo. Da chi, da cosa e perché non si sa, dato che alla domanda legittima della ragazza lei prende e se ne va, come da manuale. La curiosità viene stroncata da tonnellate di nervosismo per una scena che definire prevedibile è dire poco.
Nel frattempo si sviluppa una serie di storie forse tra le più deboli fin qui incontrate e sulle quali c’è davvero poco da dire. L’assistente di Logan Coteweiler – non ricordo il nome e non credo ci sia bisogno di cercarlo – passa tutto il suo minutaggio a cercare di salire su un cavallo (yaaaawn), poi cade disperato a terra ed ecco che arriva il cavallo a consolarlo (double yaaaaaaaawn); inutile dire che, dopo averci ammorbato per un episodio sull’importanza di avere quel terreno, finisce col lasciarlo all’altro tizio di cui non ricordo il nome, perché ha avuto l’illuminazione mentre cavalcava. Davvero davvero.

Ora, è davvero tutto qui quello che ci può proporre questa serie? Le parti più interessanti vengono relegate ai margini dell’episodio, mentre tutto il resto risulta scontato e scritto male.
La puntata Noosphere Rising si oppone con forza ai passi avanti della precedente Lost and Found e a questo punto non so davvero cosa si possa fare per recuperare.
Voto: 4 ½
Nota:
Ma in tutto questo, il numero 6 fa parte della sequenza di Amelia o no? L’ultimo numero che vede Arthur è 9756, ma Martin riporta il numero 1188 dopo il 975, che era effettivamente il numero dominante nella puntata Lost and Found.
