Ciao, mi chiamo Stefano, ho venticinque anni e guardo Falling Skies. Credo sia l’unico modo per approcciarsi a questa serie, ormai. No, davvero, dico sul serio: scorrono i titoli di coda e una domanda aleggia spettrale sopra la mia testa: perché? Perché io continuo a guardarla e perché l’hanno addirittura rinnovata? Il terz’ultimo e il penultimo episodio della seconda stagione non fanno altro che confermare il nostro giudizio: questo show non ha nè capo nè coda.

2×08 – Death March

Il trasferimento verso Charleston continua, con una bambina random che viene scaraventata (?) contro un convoglio, suo fratello freak che si aggira tra i camion senza che nessuno se ne preoccupi e l’arrivo alla terra promessa che in realtà sta sottoterra.
Ecco, questo è più o meno tutto quello che abbiamo da dire su questa puntata, perché del resto non rimane praticamente nulla.

Ho preso degli appunti durante l’episodio, e la cosa che ho sottolineato tre volte è stata la voce “ottimismo imperante”. Ecco una cosa che non sopporto, l’ottimismo cieco e senza domande alla Settimo Cielo che pervade Falling Skies. Certo, se alla fine si scoprisse che Tom Mason non è nient’altro che il figlio di Dio potrei rimangiarmi tutto, ma visto che Mason non è Gesù Cristo mi domando come faccia a convincere tutti che andrà tutto bene. Avrà mica sbirciato nei copioni delle prossime puntate?
A parte gli scherzi, già la vita fa abbastanza schifo senza un’invasione aliena, figuratevi come possa essere la vita braccati continuamente da mostri che rapiscono e lobotomizzano i bambini. Eppure, tra sventolii a stelle e strisce, il nostro amato (?) prof di storia convince tutti che non tutto il male viene per nuocere, come ci insegna la storia (americana, ovviamente).

Non bastasse questo, ormai per un quarto di puntata ci dobbiamo sorbire la tiritera sentimentale tra Hal e Maggie, con lei che custodisce un incredibile segreto: è stata una galeotta e ha partorito. Ovviamente la reazione di Hal non è di quelle da soap opera, visto che deve pensare ad ammazzare delle bestie immonde e soprattutto a sopravvivere. Insomma, la reazione di Hal è comprensibile, visto che lui quella Maggie non la conosceva e probabilmente non la conoscerà mai. E Maggie cosa fa? Mette il broncio perché Hal non si strappa le vesti e non la manda a quel paese. Ah, le donne, chi le capirà mai.
Per finire, l’inquietante bambina impiantata che abbindola il piccolo Matt sembra essere una sorta di spia, visto che il bambino gli spiffera allegramente il piano della II Mass e lei scappa poco dopo col fratello ormai diventato skitter. Skitter che spaventa tutti in un primo momento, ma dopo cinque minuti tutti se lo sono già dimenticato, manco fosse una semplice mosca da scacciare.

Sinceramente il finale doveva creare pathos ma non lo fa: per un attimo ho pensato davvero che lì non avrebbero trovato niente, ma Falling Skies non è Battlestar Galactica (ve lo ricordate quel cliffhanger, vero?) e quindi tutto, al momento, si sistema.
Difficile dare un giudizio, ma di sicuro la sufficienza è lontana ancora anni luce dall’essere raggiunta.

VOTO: 4½

2×09 – The Price of Greatness

La penultima puntata di solito dovrebbe essere quella che sconvolge un po’ le carte in tavola per preparare lo spettatore a un finale pirotecnico, considerato anche il fatto che per una serie di fantascienza dovrebbe essere più facile rispetto ad altri show.
E invece no, Falling Skies continua nell’apatia generale, tentando di inserire un po’ di movimento che si rivela per la maggior parte noioso e scontato.

A Charleston comanda l’ex insegnante di storia di Mason (che caso!), interpretato dal grande John Locke Terry O’Quinn. All’inizio sembra tutto rose e fiori, cibo a volontà, letti comodi, docce rinvigorenti. E invece niente è come sembra. Ora, è un procedimento abusato nei prodotti cinematografici farci rilassare per poi ributtarci nel baratro in men che non si dica, ma così ha davvero poco senso e crea l’ansia che si prova stando in fila alla posta.
Ovviamente i nostri eroi, in poco più di una giornata, capiscono che “c’è qualcosa che non va”, cominciando a guardarsi in giro sospettosi. La Dottoressa Glass arriva a questa conclusione solo perché un suo collega ha fatto lo stronzo con lei. Ma davvero? Per quale motivo una dovrebbe sospettare che “c’è qualcosa che non va” solo perché ha incontrato un maleducato? Hai vissuto mesi con Pope e adesso ti esplode il sesto senso?

Il despota John Locke di Charleston è anche lui ossessionato dalla storia e vuole farne parte: ma ovviamente non nella maniera buona in cui tenta di farlo Mason, ma in maniera tirannica e con la faccia da cattivone. Oltre a questo, secondo me c’è qualcosa sotto: non saranno mica gli alieni spilungoni a comandare il nostro amato pelatone? Staremo a vedere.
A questo punto mi sarei aspettato un super colpo di scena finale per lanciare la volata al season finale… e invece no. Come succede sempre quando c’è di mezzo l’esercito si pensa bene a fare il classico colpo di stato, instaurando una dittatura militare. Tra tutta questa roba trita e ritrita mi sento di salvare solo un personaggio, l’unico davvero interessante e l’unico che credo riuscirà ad essere ricordato quando questo show sarà finito: Pope. L’unica scena in cui mi sono gasato è stata quella dove gli viene offerto il pranzo in cambio di informazioni su Mason. Sarà forse perché è quasi uguale a questa?

Ormai siamo giunti all’ultimo giro di questo estenuante Gran Premio televisivo. Settimana prossima vedremo come andrà a finire questa seconda stagione, anche perché fare peggio del finale della prima credo sia impossibile. Riusciranno i nostri eroi a trovare il modo di sconfiggere gli alieni? Riuscirà Hal a bombarsi Maggie? Ben ritornerà vincitore? Che fine hanno fatto le costruzioni giganti nel centro di tutte le città americane?
La risposta a tutte queste domande è una sola: bho. E sinceramente possiamo anche aspettare il verdetto in tutta tranquillità.

VOTO: 5