Breaking Bad – 5×07 Say My Name 9


Breaking Bad - 5x07 Say My NameUna delle tante cose che ricorderò per sempre di Breaking Bad è la dissolvenza sul nero di ogni finale di puntata. Tenere il fiato sospeso per tutto l’episodio e poi vedere quel nero nel completo silenzio della colonna sonora è una delle cose più uniche che rare che ci regala questo show.

You’re goddamn right

Con Say My Name la trasformazione di Walter White in Heisenberg è ufficialmente completata. Non che prima non ce ne fossimo accorti, ma con la conferma che ci dà lo spacciatore davanti al King of Meth non possiamo più sperare che un giorno di questi ritorni dall’aldilà il timido professore di chimica. La spocchiosità con cui Walter affronta il boss di un’altra banda di spacciatori è quasi fastidiosa: l’espressione senza nessuna emozione di Heisenberg è raggelante.
Non solo il contorno fotografico è come sempre impeccabile, ma anche il dialogo, pur nella sua semplice linearità, offre davvero spunti di surreale realtà: paragonare lo spaccio di metanfetamina alla Coca-Cola è insieme spot e critica verso uno dei brand più conosciuti del mondo.

Breaking Bad - 5x07 Say My NameOrmai Walter è l’Imperatore, colui che produce un prodotto perfetto e che vuole sempre di più, ancora e ancora, fino a scoppiare di potere. E’ quello che tenta di fare con una ormai sconsolata Skyler: arriva nell’autolavaggio e comanda la moglie come se fosse una dipendente qualsiasi, non lasciandole nemmeno il tempo di dire una parola. Lo sguardo che la donna lancia a Jesse dall’ombra mi ha fatto pensare, e non poco: abbiamo visto che i due personaggi finalmente si sono incrociati, e succede sempre più spesso. Anche le due battute che si scambiano sembrano buttate lì a caso, ma secondo me non lo sono. Jesse legge il nome della ditta “Vamonos” e Skyler gli risponde “magari”: ve l’immaginate se fossero loro due a dare la caccia a Walter nell’ormai famigerato flashforward? Lo ammetto, l’ho buttata lì a caso, ma sarebbe di un’epicità unica.

Do you want the money, Jesse?

Breaking Bad - 5x07 Say My NameLo scambio di battute che hanno Walter e Jesse nel laboratorio è indice di quanto White sia arrivato ad avere un sentimento morboso verso il giovane. Al professore non è rimasto più niente e nessuno, ciononostante Walt vede in Jesse l’unica ancora di salvezza che rimasta, l’unico che davvero l’ha capito e seguito nell’ultimo anno. Lo sguardo che lancia dalla finestra a Jesse e Mike ce lo immaginavamo già: Walter si sente come un padre per il ragazzo, e farebbe di tutto pur di tenerselo vicino. Ormai però si è spinto troppo in là, è andato oltre quella soglia da dove poi è impossibile tornare indietro. Jesse verrà a sapere di tutto, della sua fidanzata lasciata a soffocare nel suo vomito (una delle scene più crude che si siano mai viste in tv), di Brock e della sigaretta, e naturalmente di Mike.
Jesse ha già cominciato il suo processo mentale da quando sente fischiettare Walter mentre si prepara a cucinare, subito dopo avergli fatto quel discorso sul ragazzino ammazzato da Todd. Ed ecco quindi che ci ritorna prepotente alla memoria l’immagine di quella tarantola intrappolata nel vaso di vetro, perfetta metafora di Walter che, qualunque mossa faccia, non troverà mai più la via d’uscita.

Let me die in peace

E’ da inizio stagione che i riflettori sono puntati su Mike, e ora abbiamo capito perché. Mike è sempre stato in contrapposizione a Walter, ma mai a Jesse, che ha sempre trattato come un figlio o un nipote. Ovviamente ciò si ricollega alla gelosia di Walter nei suoi confronti, ma non solo: la vecchia volpe non ha mai digerito l’interferenza di Walter nella vita che si era costruito sotto la protezione di Gus Fring. La bile che riversa su Walter nel finale con quello sfogo rabbioso racchiude esattamente il riassunto di tutto Breaking Bad: l’equilibro criminale che si era creato è stato spezzato da un folle – genio, ma pur sempre folle – che credeva di essere più furbo di tutti, ma che non ha fatto altro che mandare tutto a puttane.

Breaking Bad - 5x07 Say My NameLa tensione di Breaking Bad è ben rappresentata anche dalle inquadrature che ci riservano, alla schiena di Mike prima e a quella di Walter su tutte le furie un attimo dopo, quando sappiamo benissimo che la pistola nella borsa di Mike non c’è già più: per metterci all’erta, rilassarci, e un attimo dopo colpirci con un gancio dritto sul naso. Quando Mike ha quell’espressione persa nel vuoto e Walter ha un moto di nervosismo infantile – guardategli la faccia – mi sono sentito morire dentro. Per un attimo mi sono immedesimato nella pochezza di Walt, pensando a quanto sia diventato un bambino in tutto e per tutto. Voler tenersi il giocattolo, fare il più forte coi più deboli, sbarazzarsi di tutti gli ostacoli che si frappongono tra di lui e i suoi obiettivi, anche se sono persone conosciute da una vita. La cosa ancora più moralmente abissale è la presa di coscienza di Walter sui nomi dei nove galeotti, che può ottenere senza sforzo da Lydia: come per tutte le cose della vita quotidiana, bastava pensarci un attimo. Walter, pur sempre nel suo genio, non è più un essere umano: è un animale che va dritto all’obiettivo senza un minimo di raziocinio.

La scelta dell’ambiente dove far morire Mike non è affatto casuale: prima o poi, su quel fiume, passerà il cadavere di Walt. E’ solo questione di tempo. You’re a time bomb… tick, tick, ticking.

Breaking Bad arriva ad una puntata dalla fine della stagione picchettando la situazione: da qui in poi, Walter sarà solo contro tutti e scivolerà sempre più verso un baratro senza fine. Mentre cucina col suo nuovo compagno di giochi Todd, Walt dice che non c’è bisogno di diventare come Antoine Lavoisier. Ecco, vi lascio con una citazione di Joseph-Louis Lagragne, che del chimico dell’800 disse: «Alla folla è bastato un solo istante per tagliare la sua testa; ma alla Francia potrebbe non bastare un secolo per produrne una simile».
A buon intenditor…

VOTO: 8/9

Note sparse:

– Ormai Hank sta sempre più stringendo il campo attorno a Walter. Adesso, con la complicità dell’avvocato, potrebbe bastargli solo un pentito su nove per fare due più due.
– La scena in cui Mike abbandona la nipote al parco è magistrale: ad un certo punto, nel terrore più totale, Mike sembra sentire solo il cigolio dell’altalena.
– L’unica nota un po’ stonata si riscontra nell’uscita dalla macchina di Mike: a quell’età, ferito a quel modo, difficilmente potrebbe fare quei metri che lo separavano dal fiume.

Condividi l'articolo
 

Informazioni su Ste Porta

Guardo tutto quello che c'è di guardabile e spesso anche quello che non lo è. Sogno di trovare un orso polare su un'isola tropicale.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

9 commenti su “Breaking Bad – 5×07 Say My Name

  • Antonio

    Braking Bad è una serie sublime e mi ha abituato a certi livelli tanto alti che se non fosse per le tue sempre puntuali e sagaci recensioni finirei per non cogliere alcune stupendi dettagli.

     
    • dezzie86 L'autore dell'articolo

      Grazie mille Antonio, facciamo del nostro meglio. 😉
      Per curiosità mia, quali dettagli ti erano sfuggiti?

       
      • Antonio

        Soprattutto quella tua riflessione sulla smorfia infantile di W.W. alla fine dell’episodio … il “magari” di Skyler l’avevo notato ma gli avevo dato poco peso… e tra i dettagli tecnici avevo glissatto nella scena della fuga di Mike sul cigolio dell’altalena .
        Nella foga sto preferendo troppo spesso lo streaming al download . Appena saranno finiti gli episodi probabilmente li rivedrò tutti in HD 😀
        Ah,complimenti ancora per il parallelo tra la tarantola e W.W.

         
  • Ambrosia

    Devo essere sincera: fino a qui, a me Walt era sempre piaciuto. In linea di massima concordavo con le sue decisioni, anche le più crude (Gale, Jane, Brock) perchè avevano un senso, servivano a proteggere sè stesso e la famiglia e, soprattutto, erano ponderate, frutto di scelte (opinabili) ma cmq prese lucidamente….. Il colpo a Mike invece è stato uno scatto di rabbia, un raptus d’ira, che mi ha fatto decadere il personaggio.
    Siamo nella parabola discendente di Heisenberg, giusto nella puntata che celebra il suo nome.
    Epico.

     
    • xfaith84

      io avevo dubbi anche prima, soprattutto con la vicenda Brock, ma questo è davvero un punto di non ritorno… quando dice “ah ma già, potevo chiederli pure a lydia” è proprio un modo per evidenziare l’inutilità dell’atto stesso, il raptus, come dice ambrosia, la scelta non ponderata.
      Tifare per walt ora sarà davvero difficile, forse impossibile.

       
      • Mary

        io sto odiando Walt dal sesto episodio di questa stagione..Aveva l’opportunità di mollare tutto e riconquistare la sua famiglia, invece ha preferito restare in questa melma perché “vuole ricostruire l’impero che perde da giovane”
        Ma vattene a quel paese, spero finisca con lui che ritrova se stesso, altrimenti che muoia nel suo impero di Ego!!

         
    • dezzie86 L'autore dell'articolo

      Vero. Come dice anche xfaith è difficilissimo adesso sperare che Walt se la cavi: ora non lo fa più per il sostentamento futuro della sua famiglia, lo fa solo per “divertimento” personale.
      La sete di potere è davvero terribile.

       
  • Angelo

    aspetto con ansia il commento del finale. L’ho appena visto ed ogni volta aspetto anche la vostra recensione per ripercorrere la puntata.