Downton Abbey – Terza Stagione

Giunta dopo una seconda stagione non proprio esaltante, la terza annata di Downton Abbey ha recentemente chiuso i battenti, in attesa solamente dello speciale natalizio. Gli autori hanno deciso di mischiare le carte con una sequenza di plot di grande interesse (accompagnati da alcuni evitabili) che confermano l’ottimo stato di salute della serie.

La prima stagione di Downton Abbey aveva avuto un successo forse insperato, ma che faceva leva su un’ottima scrittura ed una caratterizzazione dei personaggi eccellente. Non si può dire lo stesso della seconda, vittima sicuramente di una trama (quella della guerra) meno affascinante. La terza, invece, è di perfetta rottura degli schemi narrativi della serie: parte dalla messa in discussione del Conte stesso, che si ritrova, per una serie di vicissitudini, a vedere il proprio potere diminuire considerevolmente.

Tutto inizia con la perdita, per una serie di investimenti sbagliati da parte di Robert, della dote di Cora – argomento tanto caro alla prima stagione –, che mette in dubbio la possibilità stessa di mantenere economicamente la tenuta di Downton, con tutte le drammatiche conseguenze del caso. La questione rimarrà di fondo per tutto il tempo della narrazione, ma è indispensabile per rendere effettivo ciò di cui si parlava sin dall’inizio, ossia includere Matthew all’interno della gestione della tenuta. I numerosi contrasti che vedono protagonisti i due uomini rappresentano uno scontro generazionale e mentale tra l’uno, il conservatore, che preferirebbe che nulla cambiasse nonostante i tempi lo facciano, e l’altro, il progressista, il quale ben presto si rende conto che l’unico modo per resistere al mondo che cambia è adattarsi alla nuova situazione. I due sono complementari – come dice un insolitamente saggio Tom – ed indispensabili per non raggiungere gli estremi. È necessario Matthew per mantenere Downton viva, ma Robert deve arginare la foga del giovane che rischia di perdere la visuale del lato umano.

Grande protagonista di questa stagione è sicuramente Mary, il personaggio che merita la menzione speciale per essere quello scritto con maggior cura in assoluto. La nuova Mary, quella sposata e cresciuta, è una donna nuova, sicura di sé e di ciò che vuole, ma allo stesso tempo capace di una grandissima umanità. In più di una occasione, proprio perché è la più vicina alla mentalità del padre, è lei ad agire per spingerlo a cambiare idea, a non intestardirsi nonostante tutti gli siano contro. Mary è a tutti gli effetti pronta per essere la nuova tenutaria di Downton, senza più rivali. Il tanto atteso matrimonio con Matthew, quindi, non solo va in porto, ma non indebolisce nessuno dei due personaggi (cosa difficile, dato che spesso le coppie che si formano rischiano di far scemare l’interesse su di loro).

Nonostante siano molti gli avvenimenti che accadono in questa stagione, sia nella famiglia che tra i membri dello staff, indubbiamente lo shock maggiore lo si riceve con la morte della dolce e tenera Sybil, la figlia minore e la più amata. Il suo decesso per parto è sconvolgente anche per lo spettatore, che mai si sarebbe aspettato questa risoluzione (molti avrebbero puntato sulla più inutile Edith), ma che riesce a dare nuova linfa all’aspetto più drammatico della serie. La morte di Sybil, infatti, arriva con un’irruenza tale da scardinare ogni tipologia di rapporto, mettendo tra l’altro seriamente in pericolo il matrimonio tra Robert e Cora. Questo evento, infatti, presterà il fianco all’ennesima critica contro Robert a causa del suo attaccamento alle vecchie tradizioni.

Ma arriviamo a lei. La vera ed unica star di Downton Abbey, l’attrice che potrebbe catalizzare un intero episodio solo su un suo discorso: parlo ovviamente di Maggie Smith, interprete della straordinaria Lady Violet. Con un altro Emmy intascato per la sua straordinaria interpretazione, riesce non solo ad essere convincente quando deve farci dono di una delle sue perle di saggezza, ma giganteggia nei momenti drammatici. La sua camminata nel corridoio, dopo la morte di Sybil, è qualcosa di magistrale e non fa altro che confermare l’idea che gli autori non possano permettersi di lasciarla andare. Molto divertenti anche i suoi litigi verbali con Shirley MacLaine che interpreta l’americanissima madre di Cora. Due mondi, due grandi attrici.

Più sottotono è invece ciò che accade nella Downton “proletaria”, che ha visto storyline molto deboli e l’introduzione di personaggi con poco smalto (anzi, nullo). Ovviamente la parte del leone spetta a Bates e ad Anna, anche se la vicenda è durata davvero troppo, sfiancando anche chi ne era appassionato. Si sarebbe potuto sottrarre un po’ di tempo alle poco affascinanti avventure di Bates in carcere e dedicarsi ad altro, considerando che hanno ben poco approfondito personaggi di maggiore interesse. E poi, soprattutto, perché rendere la storia di Ethel così centrale, considerando che non importava proprio a nessuno?

Il finale di stagione, invece, pur risultando ben scritto ed interessante, sembra quasi un saluto della serie: tutto finisce bene, tutti sono felici nonostante alcune soluzioni piuttosto surreali predisposte. L’estrema felicità con cui tutto si conclude lascia un sapore di delusione: se finora hanno cercato di mantenere una credibilità quanto più possibile conforme, il finale è troppo perfetto per essere credibile. C’è sempre da dire, però, che siamo in attesa dello speciale di Natale che potrebbe, in questo senso, preparare ad una quarta stagione già confermata. L’anno scorso era toccato al matrimonio tra Matthew e Mary: quest’anno vedremo.

Voto Stagione: 8 ½ 

Mario Sassi

Napoletano trapiantato da anni a Roma, non nasconde la sua anima nerd e la sua passione per serie TV e cinema.

2 Commenti

  1. sabrina scrive:

    Mi sono trovata per caso a seguire la serie Downton Abbey e non ho faticato ad appassionarmi ad essa. Non vedevo l’ora di vedere la terza serie, ma dopo aver letto della tragedia sulla morte di Sybil, non ho più la stessa voglia.
    Mi domando come si possa concludere una recensione dicendo che tutto finisce bene, personalmente non ci vedo niente di così “bene” nella morte di Sybil, ma si sa le recensioni, anche se fatte da esperti, sono solo opinioni personali, come il fatto che il pubblico si sia “sfiancato” delle vicende di Anna e Bates perchè troppo lunghe…….. Comunque quello che posso dire con certezza è che la III serie perderà una telespettratrice………e certo non ho la sfera di cristallo per scrivere l’opinione del pubblico quale sarà.

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  2. gigi scrive:

    che schifo di serie

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