Banshee – 1×01 Pilot 1


Banshee - 1x01 PilotUn’estetica da videogioco/fumetto, dodici protagonisti e una trama ricca di spunti in bilico tra noir, pulp e action. Senza troppe pretese, ma con molte potenzialità, arriva sugli schermi il progetto per cui Alan Ball (sebbene qui solo produttore esecutivo) ha lasciato le redini di True Blood, traslocando dalla Louisiana di Bon Temps alle periferie della Pennsylvania.

Creato dai due esordienti David Schickler e Jonathan Tropper, Banshee (prodotto dal network Cinemax, specializzato nell’action badass, vedasi Strike Back e Hunted) ha beneficiato fin dall’inizio della supervisione di due pezzi da novanta come il suddetto Alan Ball (American Beauty, Six Feet Under) e Greg Yaitanes, qui anche in veste di director del pilot e in passato premio Emmy per Dr. House (oltre che regista di episodi per Lost, Heroes e Prison Break).

Banshee - 1x01 PilotLa storia è presto detta: un ex-ladro, uscito di prigione dopo 15 anni, parte alla ricerca della sua ex-amante/partner e la rintraccia a Banshee, un paesino dove la donna si è costruita una nuova identità. Uno strano scherzo del destino gli offrirà l’opportunità di spacciarsi per lo sceriffo della città, il che lo porterà, però, a rimanere invischiato in trame e intrighi imprevedibili. Tutto questo, mentre uomini ancora avvolti nell’ombra gli danno la caccia per farlo fuori. Nulla di originale, dunque, sotto il profilo narrativo, ma la solida struttura del prodotto, le atmosfere, i personaggi già ben delineati con pochissimi elementi e il giusto mix di sex and violence, garantiscono un’ora di assoluto intrattenimento, lasciando più di qualche curiosità per gli sviluppi futuri.

Banshee - 1x01 PilotL’apporto dei due produttori esecutivi dietro al progetto è evidente fin dall’inizio: Ball non rinuncia alle sue peculiarità (ambienti underground, sesso esplicito, violenza, gore), mentre Yaitanes impreziosisce il tutto con una grande solidità dietro la macchina da presa, che si accompagna ad un ottimo uso di montaggio, musica e, soprattutto, fotografia (l’aspetto tecnico forse più degno di nota). Questo fa sì che una trama non particolarmente (almeno all’inizio) originale acquisti spessore, grazie anche alla delineazione di un folto universo di personaggi accattivanti, tutti ancora da scoprire per quanto ognuno già marcato con una precisa caratteristica.

Banshee - 1x01 PilotChiari i richiami ad ambienti e personaggi di David Cronenberg (la stessa trama di partenza riprende A History of Violence), così come alle atmosfere e alcuni toni che potrebbero ricordare il lynch-iano Twin Peaks (già il nome Mr. Rabbit sembra essere un omaggio al visionario regista). Non manca, però, il gusto per un pulp più scanzonato (vedasi, come riferimento, il piccolo gioiello Slevin – Patto Criminale) e per una componente action più testosteronica che, anche nell’uso della musica, ricorda vagamente Sons of Anarchy. Questo ovviamente non vuol dire che la serie non abbia una propria identità: il tutto viene miscelato con le giuste dosi e, seppure senza la pretesa di elevare il racconto (per ora) a livello tematico, Banshee trova la sua forza proprio nel risultato d’insieme più che nelle singole caratteristiche.

Banshee - 1x01 PilotIl pilot pecca forse giusto nella gestione del ritmo, passando da brusche e vertiginose accelerate a momenti troppo statici (compreso un finale che si spegne su un cliffhanger un po’ debole), necessari tuttavia alla presentazione di tutti i protagonisti, tra i quali spiccano il cattivo Kai Proctor (figlio di un Amish), l’hacker Job, l’ex-pugile Sugar e ovviamente la coppia di protagonisti ex-ladri formata da Anthony Starr e dalla sexy Ivana Milicevic (già candidati al premio di coppia più hot della stagione). Ciò nonostante, proprio la ricchezza del “sottobosco” di Banshee e le tante sottotrame appena accennate ci lasciano sufficiente curiosità per volerne sapere di più e per proseguire la visione.

Banshee - 1x01 PilotInsomma, in una stagione avara di interessanti novità, Banshee si inserisce come efficace prodotto di genere, con tutte le potenzialità per poter diventare anche qualcosa di più. I presupposti ci sono tutti, così come gli elementi narrativi (organizzazioni segrete, mafia locale, intrighi politici, passati oscuri), che pur non aggiungendo nulla di nuovo (e né reinventando quello che già c’è), fanno il proprio lavoro in maniera impeccabile ed efficace. In attesa di scoprire cosa si cela tra le strade fatiscenti della città, questo “ricevimento di benvenuto” nella città non ci è dispiaciuto.

Voto: 7+

Note:

– Trovate i sottotitoli italiani per la visione dell’episodio QUI.

– Il sito ufficiale dà la possibilità di gustare la web-serie prequel, che introduce tutti i personaggi della serie (ma solo per un pubblico di maggiorenni).

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