Fringe – 5×11 The Boy Must Live

Fringe - 5x11 The Boy Must LiveForse per la prima volta non siamo poi così contenti che Fringe sia tornato dopo la pausa natalizia, consapevoli di immergerci nella visione di quelli che sono gli ultimi minuti della serie a cui ci siamo affezionati, chi più chi meno, negli ultimi 5 anni. Questo terz’ultimo episodio è un buon antipasto di series finale, che riesce a elargire rivelazioni e al tempo stesso mantenere alto l’hype – ma non senza difetti.

“Walter Bishop. You’re alive. I’ve never thought I’d see you again.”

Fringe - 5x11 The Boy Must LiveDopo un viaggio nel subconscio di no-pants Walter, i nostri protagonisti si dirigono all’appartamento di September/Donald, dove assistiamo ad una delle scene più significative dell’intera serie, ma che ci fa sorgere più di qualche dubbio.
Se, infatti, da un lato otteniamo preziose informazioni da “Donald” (la sua storia e quella di Michael, l’origine e lo sviluppo degli observers e, finalmente, il famoso piano concordato con Walter), dall’altro queste rivelazioni hanno conseguenze discutibili. Perché mai gli osservatori dovrebbero punire un trasgressore “umanizzandolo”, prendendosi quindi la briga di sperimentare una tecnica di “regressione biologica” con il solo scopo punitivo?

Fringe - 5x11 The Boy Must LiveMa al di là di questo, comunque passabile alzando di poco l’asticella della sospensione d’incredulità, ciò che più dà origine a dubbi è il forzatissimo collegamento con la celebre frase The boy is important, he must live, che September dichiara non essere riferita a Peter, ma a suo figlio Michael. Ma anche no, risponderebbe qualunque spettatore attento che ricorda bene come l’importanza del “boy” sia stata ribadita più volte all’interno della serie, e sempre palesemente in riferimento a Peter: si tratta di un escamotage per collegare il tutto che non ho apprezzato.

“The observers will never exist. They will never invade”

Fringe - 5x11 The Boy Must LiveAltro elemento discutibile sono le conseguenze del piano, concettualmente intrigante in quanto si vuole cambiare un elemento del futuro per avere un passato-presente migliore, che prevede un semi-reset in cui gli osservatori non esisterebbero più (o, meglio, esisterebbero senza aver sacrificato le emozioni). Questo comporterebbe l’inesistenza di September e, di conseguenza, la sua mancata interferenza col passato: Walternative troverebbe la cura per Peter,  che quindi non sarebbe mai andato nell’altro universo e, ad occhio, molte cose viste nelle prime stagioni sarebbero diverse o inesistenti. Ma sono convinto che nel finale questo reset sarà diverso da ciò che ci si potrebbe aspettare, attenuato da qualche espediente spero credibile.

“I will have to sacrifice myself”

Facendo finta che, dato che mancano diversi nastri da recuperare, i nostri abbiano chiesto a September dove si trovino le parti mancanti da recuperare in una scena tagliata, dal piano emerge un elemento importante: Walter deve sacrificarsi.
Anche per questo, egli cerca e trova un momento affettivo con il figlio, ora che grazie al tocco di Michael ricorda tutto ciò che (non)  è successo, citando alcune vecchie sequenze che al nostro animo già nostalgico non sono certo passate indifferenti: il primo incontro al Saint Claire, la notte del “you called me dad”, l’addio prima di entrare nella macchina. Si tratta di ricordi che da un lato rendono “valide” cose viste dagli spettatori, ma che, per le varie peripezie della quarta stagione, sono state cancellate (in sostanza  è come se gli autori ci dicessero “si è vero non sono mai accadute, ma loro le ricordano quindi è come se lo fossero”, cosa che temo accadrà nuovamente nell’eventualità del piano-reset); e che dall’altro suggeriscono l’ipotesi che il sacrificio per Walter non sia la sua vita, ma il non-avere Peter dopo il reset.

Fringe - 5x11 The Boy Must LiveAltro momento toccante è il confronto con September, dove rispunta il celebre White Tulip che diede origine a quello splendido (per quanto mi riguarda il migliore della serie) episodio omonimo della seconda stagione, e che dovrebbe conferire forza e coraggio a Walter nella sua missione. Ma il tulipano bianco non c’è: qual è, dunque, il senso della sua introduzione? Che il luogo dove Walter l’ha custodito (che al momento non ricorda) sia una parte importante del piano?
In ogni caso un plauso ai due straordinari attori John Noble e Michael Cerveris, che da soli riescono a dare un surplus significativo all’episodio.

 “I’m experiencing something that I do not understand”

Fringe - 5x11 The Boy Must LiveSequenza senza dubbio importante, quanto interessante, è quella che vede il capitano Windmark a colloquio con il boss degli observer (nonché il sosia di Hank Schrader di Breaking Bad) in quel 2609 definito in “Letter of transit” come “inabitabile”. Dal confronto tra i due emerge come, nonostante la presunta natura insignificante dei fuggitivi, Windmark voglia distruggerli – mostrando una irrazionale (per loro) rabbia e desiderio di vendetta. Il nemico si sta dunque umanizzando (esemplare anche la sequenza in cui Windmark e il suo compare ascoltano la musica) senza neanche attuare il piano.

Fringe - 5x11 The Boy Must LiveE’ un episodio che mette molta carne al fuoco per l’attesissimo finale di settimana prossima, in cui si partirà dal fatto che l’elemento principale del piano sia ora in mano a Windmark: perché Michael ha scelto di consegnarsi sebbene sia consapevole di essere cosi importante? Che forse abbia un altro piano più “diretto” in mente, come quello di umanizzare gli observers attraverso i propri poteri empatici (ora che sappiamo che sono “umanizzabili”, visto il passato comportamento di September e l’attuale, più moderato, di Windmark)? O è semplicemente un escamotage per rendere il series finale ancora più avvincente? Lo scopriremo presto, negli 85 minuti che ci separano dalla fine di una serie che, tra alti e bassi, ci ha tenuto compagnia in questi anni, attutendo in piccola parte il dolore per la fine di Lost.

“The Boy Must Live” è un episodio che, nonostante le perplessità sollevate, ha l’innegabile merito di essere ricco di tutto: 40 minuti intensi, ben orchestrati, densi di risposte, di azione, di fantascienza e di momenti emotivamente toccanti, con la speranza che il finale riesca a chiudere bene e in modo credibile tutte le vicende in sospeso.

Voto (sulla fiducia): 8

Note

–      La parola formata dai glifi  è “GRACE”

–      September dimostra di amare la musica più degli altri

–      Indovinate quale personaggio è interpretato da questo attore in Fringe.

 

4 Risposte

  1. Michele scrive:

    Il personaggio è Windmark!
    Il trucco che hanno gli observers a mio parere è fantastico.

    Però non ho ancora mai capito a cosa servono i glifi e cosa starebbero a significare, tranne i disegni sulle porte di qualche episodio fa. Forse mi son scordato qualcosa però.

    Non so davvero come farò ad abbandonare anche questa serie dopo Leverage qualche settimana fa e dopo Lost…

     
  2. Michele Hume scrive:

    Bravo 😉

    I glifi non servono a niente, sono solo un piccolo “easter egg” che svela una parola inerente la puntata.

    Sarà dura lasciarsi Fringe alle spalle…

     
  3. John Lucke scrive:

    Fringe è sempre Fringe, su questo nulla da obiettare: ci sono cose di questa serie che sicuramente mi mancheranno, una su tutte la gestione delle parti emozionali e le evoluzioni dei personaggi sempre gestite al meglio, anche per merito di scelte di cast sempre ottime anche per quanto riguarda le “seconde linee”.
    Però ci vorrebbe l’onestà intellettuale da parte degli autori di ammettere che la trama è divisa in 3 sottostorie a se stanti: le prime 3 stagioni a costituire la prima, e poi quarta e quinta che costituiscono altre 2 storie separate; richiamare elementi delle prime stagioni o tentare di cambiare il significato di frasi che sono state l’ossatura della serie, come fatto in questo episodio stravolgendo il “The boy must live”, quasi a voler strizzare l’occhio ai fan come a dire “era previsto dovesse andare tutto così dall’inizio”, a me danno un senso di rabbia.
    Non mi sto schierando con chi dice che Fringe sarebbe dovuto finire con la terza stagione, mi sta bene che abbiano continuato, anche con storie separate da quanto visto in precedenza; nessuno dice che tutte le serie devono avere una trama unica che l’accompagna dall’inizio alla fine, però questi tentativi loffi di dare l’impressione di una uniformità globale alla trama che inglobi le cinque stagioni insieme sono controproducenti.
    E’ inutile stare qua a dire se le ultime due stagioni siano piaciute o meno, ognuno ha i suoi gusti e le sue idee, però i fan non sono stupidi, e capiscono le forzature, specie quando sono evidenti.

    Detto questo, Fringe sicuramente mi mancherà (e mi mancheranno la Torv, Noble e, anche se un pò meno, non me ne voglia, Joshua Jackson… spero di rivederli tutti al più presto in altre serie), è una delle serie che più mi hanno preso in questi anni è che ho sempre seguito con curiosità, attenzione e affetto, ma, a meno che mi facciano cambiare idea con le ultime due puntate (ma la vedo difficile), quello che vedremo più che un series finale per me sarà solo la conclusione di quest’ultima storia.

     
  4. September scrive:

    Impossibile criticare Fringe se non fosse esistio Lost sarebbe la serie Zero per tutti quelli che amano incollarsi allo schermo e guardare una puntata dopo l’altra l’evolversi di storie e personaggi, affezionandosi a tutto cio e sentendosi parte integrante della serie stessa.
    Non so come finirà Fringe ma di sicuro nella doppia puntata di sabato tutti noi resteremo a bocca aperta ad ogni scena e storceremo il naso per qualche domanda a cui gli autori non daranno risposta semplicemente perchè in Fringe ad ogni risposta ottenuta si sollevano altre domande e cosi sarà fino alla fine,ma che ha intrapreso questo viaggio attraverso universi paralleli e linee temporali infinite amerà a prescindere questa serie qualunque sia il finale,
    Detto questo sono curioso di sapere se Olivia morirà(in all possible future tou’re going to die disse settembre…) e come morirà( uomo nel dirigibile nella magnifica puntata fumetto), sono curioso di vedere come peter si inserirà nel finale(deve essere per forza di cose un pezzo importante del puzzle pur non essendo il Boy che deve sopravvivere) e soprattutto voglio vedere che succederà se davvero il piano dovesse andare a buon fine.
    Dico questo perchè nel caso gli observer dovessero davvero essere sterminati prima ancora di nascere da Michael allora cosa succederebbe alle linee temporali che abbiamo visto nelle prime stagioni?Senza September Walternativo salverebbe Peter il quale non andrebbe mai nell’universo di Olivia dunque non la incontrerebbe e quindi non nascerebbe mai Etta e poi non ci sarebbe la necessità di liberare Walter dal St Claire e nessuno mai salverebbe Michael(come avvenuto in inner child) e senza Michael non ci sarebbe nessun piano……Insomma paradossi su paradossi …..Ecco perchè amo Fringe!

     

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