Girls – 2×02 I Get Ideas 1


Girls - 2x02 I Get IdeasBasta fare un giro di valzer sul web per capire quanto Girls, con una sola stagione alle spalle, sia riuscita a dividere il pubblico. Accusata di razzismo, nepotismo, egocentrismo, Lena Dunham pare aver colto l’antifona e, contemporaneamente, anche l’occasione di rispondere con lo stile, i difetti e le parole di Hanna.

 

“Nothing was happening.”

Decidere se sia davvero la voce della sua (nostra) generazione non è il solo punto focale, perché la bravura di Lena Dunham non è solo in “cosa” scrive/interpreta, ma anche in “come” scrive/interpreta. Ha preso le critiche, le ha messe nel suo orticello e le ha usate per costruire un momento topico per la puntata e per il personaggio: il dialogo della rottura con Danny Glover/Sandy.

Girls - 2x02 I Get Ideas

Nelle parole di Sandy fanno eco le voci dei detrattori di Girls: it felt like just waiting in line and all the non sense that goes through your brain when you’re trying to kill time. Così l’egocentrismo di Lena/Hannah si scatena, nonostante il tentativo iniziale di razionalizzare in un dialogo – e che inevitabilmente si sposta sul tanto discusso credo politico di Sandy. Ed ecco la forza di Girls: da creatrice, sceneggiatrice, produttrice ed interprete della serie, la Dunham poteva benissimo decidere un’altra reazione per il suo personaggio, magari far fare ammenda al suo ego e al suo isterismo mal celato – e quindi fare, anche lei, un gigantesco mea culpa. Invece no. Sceglie volutamente di enfatizzare ancora di più i difetti, rendersi anche più irritante; non sceglie di essere ipocrita, ma di essere fedele alla sua creatura e quindi sincera. Hannah Horvath e le sue compagne di non-avventura non possono restituire la totale pluralità di milioni di venticinquenni, ma si incaricano di dipingere al meglio possibile quei difetti costitutivi della suddetta generazione nel più crudele dei modi: senza filtro e senza lieto fine da favola. Che la si odi o la si ami, è da riconoscere il coraggio – e la capacità – di Lena Dunham di aver imposto come protagonista del suo show un’esistenza qualsiasi: ad ogni puntata non corrisponde un’avventura, una svolta, un evento sconvolgente. Altri erano i giorni in cui si sognava una vita alla Carrie Bradshaw, adesso bisogna aprire gli occhi e realizzare che quelle erano – belle – illusioni.

“He’s not reading your essays, he’s not reading you.”

Girls - 2x02 I Get IdeasTremate! Tremate! Jessa è tornata. Occhi di ghiaccio e pochi vestiti: il suo finto trasandato chic era davvero mancato nella prima puntata. E’ tornata e, tempo qualche minuto, la vediamo come l’avevamo lasciata, con l’aggravante di Thomas-John al suo fianco. Se Hannah è ancora chiusa nel suo piccolo mondo di illusioni che continua a difendere con le unghie, Jessa è la felice rassegnazione ad una vita che per lei – e solo per lei – sembra essere una continua, comoda, odierna (re)invenzione. Ora è moglie felice, pittrice, orgogliosa lettrice di just one newspaper, talmente calata in questa nuova fase/parte da farsi anche portatrice di una nuova devastante saggezza, che non rimarrà inascoltata. Bastano poche frasi perché Hannah metta in discussione Sandy: è il totale supporto creativo ciò che è alla base di ogni rapporto; se Sandy non è capace di comprendere l’enorme potenziale artistico di Hannah non può davvero starle accanto. Il punto è sempre lo stesso: non è lei a doversi chiedere se ha del reale talento, il problema è la cecità esterna (prima dei genitori, ora del suo nuovo e responsabile ragazzo). Questa è l’amarezza con cui fare i conti, è questo l’innesco di riflessioni in cui Lena Dunham ha veramente talento – al contrario di Hannah.

“You destroyed my heart. Thanks. Okay, track 10.”

Girls - 2x02 I Get IdeasSolitamente la deriva romantica è la rovina di qualsiasi personaggio: ma a questa regola sfugge l’eccezione Adam. Le oltre dieci tracce di canzoni d’amore/odio postate sul web per Hannah e il suo finale da stalker con tanto di arresto – Hannah, you called the po-po? – sono nel pieno stile di uno dei personaggi migliori della serie. Faccia da schiaffi che si presta a tutto: passa disinvolto dalla parte del bastardo, al cucciolo ferito, allo schizzato portato fuori in manette. E più cresce l’amore per il suo personaggio, più ci si spazientisce davanti all’ennesimo atto immaturo di Hannah: sventato – dal tempismo di Adam – l’immancabile taglio (self-made) di capelli post rottura, Hannah decide prima di chiamare la polizia, poi ci ripensa, ma poi è troppo tardi. Ed è paradossale realizzare come sia proprio questo l’ingrediente che tiene incollati alla serie: le sue azioni, oscillanti tra l’incosciente e l’inutile, oggetto di continui ripensamenti, irritano ed incuriosiscono, creando la necessità di vedere se riuscirà a combinare di peggio.

“You’d be really good at bathing a pig.”

Girls - 2x02 I Get IdeasRay e Shosh sembrano aver ormai trovato il loro equilibrio l’una nella stranezza dell’altro, sancito da un dialogo magistrale quanto improbabile, nel letto e nella stanza finalmente disordinati di una Shosh finalmente rilassata e disordinata. Coppie che nascono, coppie che si infrangono: oltre ad Hannah e Sandy, anche George ed Elijah, che confessa la fulminea scappatella etero, la stessa che vuole a tutti i costi omettere con Hannah. Davanti ad una Marnie convinta che non ci sarebbero conseguenze alla loro confessione, Elijah sentenzia realistico: She will take this so, so personally and it’ll become a huge thing about “why aren’t you attracted me? Why didn’t you invite me?”.

E’ sempre lo stesso egocentrismo che, rinfrancato, boccia poi il nuovo lavoro di Marnie con una forzata ed inutile integrità artistica. Quella tra Hannah e Marnie è la relazione più a rischio della serie, quella che sta accumulando più bugie ed ipocrisie, che sembra non aver più nulla da dirsi. Il tutto significativamente rappresentato nel negativissimo colloquio di Marnie con la gallerista, impersonata dalla comica freddezza di Laurie Simmons, madre di Lena Dunham – già presente nel lungometraggio della figlia, Tiny Forniture. Schiacciata, nella scorsa stagione, dall’ingombrante peso (e non è facile ironia) di Hannah, Marnie pare aver preso – di nuovo – coscienza dei forti limiti dell’amica e magari essere vicina al taglio del cordone ombelicale che le legava, creando quel distacco che potrebbe dare nuovo spessore al personaggio.

E’ un bell’episodio che fa il suo dovere: fatto il punto di ogni situazione nel precedente, è ora di rimettere tutto in movimento, sbilanciando e rimescolando lo status quo. Ovviamente, tutto alla lenta velocità dell’inedita New York di Lena Dunham.

Voto episodio: 8,5

Condividi l'articolo
 

Informazioni su Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Un commento su “Girls – 2×02 I Get Ideas

  • Attilio Palmieri

    Perfettamente d’accordo, complimenti per la recensione.
    Le tracce di Andam sono tra i momenti più creepy dell’intera serie.
    Rispetto all’episodio, il monologo/dialogo tra Hannah e Sandy è un segmento di rara acutezza, in cui l’autrice parla di se stessa e della propria creazione in secondo grado, tirando dentro le critiche che si fanno su Girls e sulla sua persona, masticandole e spuntandole una ad una.
    Tanto di cappello.