The Following – 1×01 Pilot

The Following - 1x01 Pilot

Questo 2013 si apre, televisivamente parlando, con una delle serie TV più attese dell’anno. Scritta da Kevin Williamson, noto tra l’altro per la saga di Scream e The Vampire Diaries, The Following è una serie elettrizzante, brillante e al cardiopalma, che regala alla FOX un sospiro di sollievo in quest’anno nero.

With such name as `Nevermore’.

Che il cinema e la televisione, negli ultimi anni soprattutto, si siano dedicati molto ai problemi mentali, è un dato di fatto. Serie TV più o meno valide, da Homeland ad American Horror Story: Asylum, passando per Perception e soprattutto Criminal Minds, hanno dedicato ampio spazio all’indagine psicologica della mente umana. Su un filone narrativo simile all’ultima serie citata, anche questo The Following apre le porte alla follia, e lo fa nella sua maniera più visceralmente violenta: con l’immagine del serial killer.

The Following - 1x01 Pilot

Figura tanto temuta quanto oscuramente affascinante, il serial killer colpisce per la freddezza del suo percorso e la costruzione di un progetto, di un piano, che non ha nulla a che vedere con il normale modo di pensare della gente comune. Il serial killer terrorizza – e su questo potremmo dilungarci enormemente, soprattutto facendo riferimento al sublime Joker di Heath Ledger – perché genera il panico ed il caos in tutti coloro che potrebbero essere sue potenziali vittime. Ma televisivamente parlando, è una figura che buca lo schermo, soprattutto se il suo ruolo viene interpretato da qualcuno come James Purefoy che unisce il gotico fascino di Edgar Allan Poe alla glacialità di un Danny Rolling, l’assassino seriale americano che ha ispirato più volte Williamson.

La trama di base della serie è abbastanza semplice: allontanato dal Bureau, Ryan Hardy viene richiamato in servizio dopo l’evasione di Joe Carroll, un serial killer che anni prima aveva ucciso un nutrito numero di ragazze universitarie sue allieve di Letteratura. Data la sua esperienza (era stato lui, infatti, a catturarlo la prima volta), Hardy viene nuovamente lanciato in quell’incubo da cui sperava d’essere uscito. A questo si aggiunge la diffidenza dei suoi colleghi e la paura ed empatia verso l’unica vittima sopravvissuta, oltre all’ex moglie di Carroll.

The Following - 1x01 PilotIl primo plauso va immediatamente fatto, oltre a Purefoy, a Kevin Bacon, uno degli attori hollywoodiani più sottovalutati: la sua interpretazione dell’ex agente dell’FBI, anche se in sé si tratta di un personaggio non particolarmente originale, è piuttosto efficace ed asciutta. Sia l’empatia che la rabbia emergono nella sua recitazione senza sembrare mai affettate o artificiose.

Buona l’interpretazione dei comprimari, a cui però viene dato troppo poco spazio per mostrarsi seriamente. Altra nota sicuramente positiva è il comparto musicale, pregiato e quasi mai invadente, tranne in qualche scena d’azione. La regia è affidata a Marcos Siega, che per Williamson aveva già girato il pilota di The Vampire Diaries. La sua regia è, purtroppo, di mestiere, senza elementi di particolare spicco, ma senza nemmeno cadute di stile. Di particolare efficacia i flashback e soprattutto la loro breve durata che permette di inquadrare senza troppi fronzoli gli elementi fondamentali legati ad un passato che, chiaramente, verrà svelato nella sua interezza con il passare degli episodi.

“Signore aiuta la mia povera anima”

The Following - 1x01 PilotUno degli elementi più interessanti di questo primo episodio è sicuramente l’ottima trovata del network di “amici” del serial killer. Senza star qui a svelare nulla di fondamentale, il fenomeno delle groupie dei serial killer è qualcosa di ben noto. Qui, però, si raggiunge un livello sicuramente superiore e che impreziosisce un pilota che, altrimenti, sarebbe potuto benissimo essere un film per il cinema.

L’unico punto dolente riconoscibile è la preoccupazione circa il futuro della serie. Pur avendo a disposizione un totale di 15 episodi, sembra intravedersi il rischio di annullare l’ottima spinta iniziale e trasformare tutto in un procedurale stantio e già visto. La speranza è che, dopo questo ottimo pilot, si prenda una direzione non lontana da Person of Interest, serie lodata a più riprese per essere stata in grado di gestire perfettamente i numerosi episodi a sua disposizione (dopo qualche puntata di assestamento).

The Following - 1x01 Pilot

L’ultimo elemento di analisi riguarda una delle argomentazioni che ha fatto storcere il naso a vari critici, ossia la non poca violenza presente all’interno del pilota, soprattutto in una serie – è il caso di sottolinearlo – che non va in onda su una rete via cavo, ma sulla FOX (lo stesso canale di Glee, per intenderci), nota per le proprie posizioni conservatrici e per il non sempre ottimale trattamento delle proprie serie. Eppure, la violenza presente in questo episodio non è gratuita, ma spesso funzionale nel creare la giusta tensione nello spettatore nei confronti delle oscenità e crudeltà del personaggio di Purefoy. D’altronde, se ultimamente si parla sempre più spesso della bellezza delle serie via cavo americane contro quelle delle generaliste, qualche provvedimento va pur sempre preso.

Arrivando al nocciolo della questione, l’esordio di The Following non può passare certamente inosservato. Un ottimo thriller a tinte forti con un cast d’eccezione e la possibilità (e speranza) di poter fare molto bene anche in futuro, soprattutto basandoci sull’ottimo finale. Un consiglio? Guardatelo. Non ve ne pentirete.

Voto: 8 ½   

 

Mario Sassi

Napoletano trapiantato da anni a Roma, non nasconde la sua anima nerd e la sua passione per serie TV e cinema.

6 Risposte

  1. samuel scrive:

    Mi è piaciuto moltissimo e il tempo sembrava volasse.

    Non riesco a togliermi dalla testa Sweet Dreams

     
  2. September scrive:

    Il miglior pilot dell’anno senza dubbio. Trama semplice nulla di particolare in realtà ma impreziosita da grandi recitazioni,da un paio di idee niente male come la rete di serial killer e la morte a sorpresa di sarah fuller che personalmente credevo fosse destinata ad essere protagonista per lungo tempo.
    Ci sono tutte le carte in regola per cui questo possa essere un successone.
    Riguardo la violenza per quanto mi riguarda se messa al punto giust e fatta bene allora più ce ne è e meglio è!!! Le varie fox nbc cbs dovrebbero imparare dai via cavo se vogliono davvero fare tv di qualità e i casi di breaking bad, walking dead e sons of anarchy ne sono un esempio.

     
  3. Michele Hume scrive:

    Sarà il solito procedurale generalista: una vittima in ogni episodio da salvare.
    Sopra la media, fatto bene, ma non merita un altro minuto del mio tempo.

     
  4. Attilio Palmieri scrive:

    Sul rapporto tra violenza e network generalista la questione è molto più complessa. A differenza del cable, queste emittenti devono sottostare a delle precise regole di censura, soprattutto rispetto al prime time, oltre che alla dittatura dei rating dai quali letteralmente dipendono. Più violenza, nudo, bad words ci sono, più i rating si abbassano perché l’obiettivo è escludere meno fette di pubblico possibili, indipendentemente dalla serie che si trasmette.

     
  5. MarkMay scrive:

    Questo pilot, che presenta molti aspetti positivi ma qualche d’uno anche negativo, ha perlomeno il grande merito di far parlare di sé (e vista la scarsità delle proposte 2012/2013 scusate se è poco). Gli aspetti positivi e negativi più importanti sono ben descritti nella recensione, ma io vorrei andare un pochino più in profondità… Ho adorato il fatto che ci siano moltissimi riferimenti ai social network (following/follower, amici, network) e che questa visione vada a scannerizzare in maniera molto sottile anche la parte oscura e pericolosa di questo strumento. Dall’altra parte trovo un pò superficiale (vista l’accuratissima introspezione psicologica che già hanno fatto e che sicuramente faranno dei personaggi principali) rendere i follower così piatti/devoti ad una causa che, a mio modo di vedere, non può reggere il confronto con i disastri che accadranno; è come se fosse una sfida tra i due giocatori, ma relegare tutti gli altri a semplici pedine immobili mosse da una mano invisibile la trovo una cosa un pò superata, ma si può tranquillamente sorvolare…
    Ps:Condivido i dubbi di chi ha paura che la serie si trascini in un vortice di procedurale stile Alcatraz per cui non mi sbilancio più di tanto sul telefilm, son stato fregato troppe volte dai pilot per cascarci un’altra volta xD

     
  6. Erre Mancini scrive:

    Deluso. Molti cliché. A partire da “L’-EX-AGENTE-FBI-SCRITTORE-ALCOLIZZATO”, ma per fortuna gli autori ci risparmiano il canonico “NE-HO-VISTE-TROPPE”. Autori che non fanno altrettanto con il resto dei dialoghi, tirati fuori dal Canzoniere delle serie TV. Ascrivere l’istinto omicida alla passione per il grande E. A. Poe, mi sembra di una leggerezza clamorosa. Abbiamo visto tutti i modelli di serial killer, negli ultimi anni, vendercene uno così non appaga. Regia senza un minimo di ambizione stilistica, nemmeno dal punto di vista fotografico. L’idea dei “followers” è interessante, ma delicatissima. Joe Carroll si candida a Genio del Male, ok. Ma la produzione non ci può fare accettare le sue capacità manipolatorie/persuasive e la sua vocazione alla Morte, in maniera assiomatica. Tuttavia, arrivo sino alla sesta puntata. Vedremo.

    PS. Un pilot ECCELLENTE? “Utopia” della britannica Channel 4.

     

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