Black Mirror – 2×02 White Bear

Black Mirror - 2x02 White BearL’Inghilterra non è certo nuova a serie tv di spessore, ma Black Mirror di Charlie Brooker ha sicuramente consacrato l’alto livello qualitativo della tv inglese, confermando – se non superando – l’ottima prima stagione.

Il secondo episodio di quest’anno è un capolavoro in pieno stile Black Mirror: disturbante, alienante, inquietante e infine riflessivo. La scelta di avere il punto di vista di un personaggio apparentemente estraneo al mondo in cui si trova è funzionale a farci comprendere il totale disorientamento dinanzi alla mercificazione del dolore: le decine di observers che, armati di smartphone, riprendono la nostra protagonista fuggire da pazzi mascherati che le sparano contro è una situazione non solo inquietante, ma spaventosa perché, in fondo, consideriamo quella realtà quasi credibile e potenzialmente realistica.
La forza di Black Mirror sta proprio qui: catapultarci in un mondo tanto assurdo quanto realistico, ed è proprio questo realismo a farci paura.

Ma tutte le premesse iniziali sono capovolte da un plot twist che ci riporta ad un mondo più vicino al nostro (si elimina il fattore “malattia” e “pazzi furiosi che ti inseguono”) ma non meno preoccupante: scopriamo che la protagonista è una condannata per aver concorso all’omicidio di una bambina (filmandone l’uccisione) e che per questo si trova in un “justice park”.
Il twist è disorientante quasi quanto l’incipit, e anche qui protagonista e spettatore condividono paure, ansie e, infine, consapevolezza.

Ora è tutto evidente: la critica di Charlie Brooker non si muoveva solo sull’incontrollabile desiderio di registrare e condividere tutto, anche la sofferenza umana, ma è andata ben oltre. Al centro dei riflettori, infatti, c’è la spettacolarizzazione della giustizia da parte dei media, che arrivano a “dare in pasto” i condannati al discutibile senso di giustizia del popolo.

Black Mirror - 2x02 White BearUn’aspra critica ai media e al popolo vendicativo che condivido pienamente, essendo spettatore ogni giorno della mercificazione della tragedia tramite i media, che incanalano la rabbia del pubblico verso quella del colpevole a tal punto da non ritenere più sufficiente il carcere. Emblematico il suicidio del fidanzato che “è sfuggito alla giustizia”. Una giustizia fatta di contrappasso, vendetta e spettacolo. Basta immaginare uno Schettino qualunque al posto della nostra protagonista, e comprendiamo che la realtà distopica dipinta da Charlie Brooker non è poi così lontana dalla nostra.

Fa ancora più paura poi, nel finale, la ciclicità di questa “espiazione di colpa”: la ragazza è condannata a ripetere la traumatica esperienza all’infinito, tramite l’azzeramento completo della memoria tra una volta e l’altra. E ogni volta sarà di nuovo “merce”, prodotto mediatico da dare in pasto a spettatori “affamati” di vendetta, che gioiscono della sofferenza di chi ha sbagliato. L’autore cerca da un lato di aprire un varco verso l’uscita da questo ciclo infinito, mostrando come la condannata ricordi qualcosa (di ininfluente nel nostro caso, ma potrebbe essere più rilevante in altri), ma dall’altro l’impressione è che la via d’uscita non ci sia, con l’emblematico dialogo Please just kill me” – “That’s what you always say.

Black Mirror - 2x02 White BearBocciatissimo, invece, il ridondante finale (quello durante i titoli di coda): davvero non necessario lo “spiegone”, dovevano concludere l’episodio prima, quando avviene il reset della memoria, o al limite con l’inquadratura su “White Bear Justice Park“. Peccato per questo neo, che comunque non inficia lo splendido episodio e può considerarsi più come un “extra” che una parte dell’episodio stesso.

Black Mirror, dunque, non delude le attese e sforna un secondo episodio eccellente, a mio parere migliore del primo, che consacra la serie come gioiello del panorama televisivo internazionale.

Voto: 8,5

 

4 Risposte

  1. Joy Black scrive:

    Io invece ho apprezzato le scene dopo i titoli di coda. Hanno mostrato “l’altra parte”, il modo in cui viene realizzato questo “show” e come il pubblico si approcci ad esso non più come qualcosa che è “sete di giustizia” ma pure Enterteiment, contribuendo a rendere ancora più realistico tutto.

    Altro capolavoro per Black Mirror, anche se leggermente inferiore rispetto agli altri episodi.

     
  2. dezzie86 scrive:

    Concordo con il commento di Joy, a parte l’ultima riga: qui sono d’accordo con Michele, a mio parere questo secondo episodio è stato più bello del primo, anche se ovviamente sono due gioielli che non dimenticheremo facilmente.

     
  3. Michele Hume scrive:

    L’enterteiment era già chiaro dalle battute finali dell’episodio (teatro con famiglie, fuori uscita a la “grande fratello” ecc), per me è stato davvero superfluo.

     
  4. xfaith84 scrive:

    a mio avviso coda assolutamente necessaria a mostrare “l’altra parte”, il dietro le quinte, nella sua parte più cruda, asettica, quotidiana. Farlo immaginare non basta, lo scopo di questa puntata è stato sbatterci in faccia il limite estremo dello show relazionato alla mercificazione. Altro che superfluo! Mi sbilancio e dico persino che senza quella coda lo scopo della puntata sarebbe stato raggiunto in modo solo parziale.

     

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