Durham County – Stagione 1

Durham County - Stagione 1Chi considera gli Stati Uniti e l’Inghilterra come gli unici due punti di riferimento della qualità seriale televisiva, dovrà cambiare idea: sono sempre più numerosi quei paesi che sfornano show molto apprezzati sia dalla critica che dal pubblico, ma che, proprio per le loro origini considerate di nicchia, fanno fatica ad oltrepassare i confini di stato e diventare dei veri e propri fenomeni mondiali.

La serie canadese Durham County (del 2007) entra di diritto nell’elenco degli show di qualità che all’estero non sono riusciti a replicare lo stesso successo che hanno avuto in patria. Dopo aver collezionato cinque vittorie e dodici nominations ai Gemini Awards del 2008 (gli Emmy canadesi), la serie ha registrato un feedback debole in Europa, andando in onda solo in Germania, Francia ed Italia (che non ha trasmesso neanche tutte e tre le stagioni che compongono lo show).

Il primo ciclo di Durham County racconta la storia del detective della omicidi Mike Sweeney (Hugh Dillon), che si trasferisce in periferia insieme alla sua famiglia nella contea canadese di Durham, per ricominciare a lavorare dopo l’omicidio del suo partner e la scoperta che la moglie ha un cancro al seno. Tuttavia la convinzione che il suo nuovo vicino di casa, la sua nemesi d’infanzia Ray Prager (Justin Louis), potrebbe essere un serial killer, lo porterà attivamente al lavoro per scoprire la verità su una serie di omicidi.

Durham County - Stagione 1Ciò che per prima cosa colpisce l’attenzione è l’atmosfera cupa, dark e a tratti malata che pervade tutto l’arco narrativo a partire dalla sigla. La scelta di raccontare questa storia – che potrebbe risultare comune a molti altri show dello stesso genere – da un punto di vista quasi da film horror dà alla serie molta intensità ed aiuta nella fase di caratterizzazione dei personaggi. Infatti, appena respiriamo l’aria della contea, capiamo subito che anche i personaggi ne sono influenzati e che le storyline non potranno che esserne condizionate. Le indagini, che legano i sei episodi della stagione, hanno il solo scopo di creare una base solida sulla quale raccontare i personaggi ed i loro rapporti sia del presente che del passato. Non viene posta troppa attenzione al lato crime ed anzi quest’aspetto è un vero e proprio espediente, una scusa per raccontare altro. Le interazioni tra i personaggi sono il fulcro vero e proprio della serie: il rapporto controverso tra Mike e Ray (i personaggi più complessi) legati da un passato comune che li ha visti protagonisti di un mistero che li perseguita anche nel presente; il rapporto tra Mike, sua moglie e la donna trovata morta, un triangolo che porterà all’uomo problemi sia dal punto di vista amoroso che penale; il rapporto tra Ray e la sua famiglia, dove il clima di paura si fa più intenso e palpabile.
Durham County - Stagione 1Tutti i personaggi in qualche modo sono deviati e proprio questo aspetto rende difficile una divisione netta tra i buoni e i cattivi, creando un’ambiguità di fondo che non ci fa capire subito le cause e le conseguenze dei loro comportamenti, ponendo così lo spettatore su un piano attivo e coinvolgente. I segreti che caratterizzano la stagione sono chiariti puntata dopo puntata ed anche la scelta di svelare un dettaglio alla volta, senza anticipare troppo, ma anzi, creando situazioni in cui il malinteso la fa da padrone, aumenta la curiosità e la voglia di iniziare la puntata successiva.

Complici una fotografia desaturata, un’ambientazione pallida e fredda e la trama alla “chi ha ucciso Laura Palmer”, la serie a tratti ricorda Twin Peaks, citata molto spesso nelle sei puntate della prima stagione, partendo dalla cittadina in cui si svolge la storia (vicino al confine che divide il Canada dagli Stati Uniti), passando per il luogo in cui è stata trovata la vittima (accanto ad un corso d’acqua), fino a delle vere e proprie citazioni (come il nome del capo di Mike, il sovrintendente Palmer). Nonostante i numerosi rimandi alla serie lynchiana, l’intento di Durham County non è quello di copiarla, ma di trarne ispirazione, decidendo di omaggiarla apertamente per allontanare ogni accusa di copiatura o plagio. Infatti i due prodotti, pur avendo molti punti in comune sia nella trama, che nello stile e nella costruzione dei personaggi, hanno due identità ben separate.

Durham County - Stagione 1

La forza di questa serie è quella commistione di elementi che la rende particolare ed unica: con uno stile che ricorda il drama anni ’90, vengono messi in scena problemi attuali tramite dei personaggi molto moderni. Il ruolo della ragazzina ingenua è fuori moda ed infatti la figlia di Mike si propone immediatamente come aiuto detective per le indagini. Anche i due personaggi principali sono figli del presente: i due uomini sono molto diretti, sanno reciprocamente che sono in guerra aperta e non se lo mandano a dire, anzi, si affrontano più volte faccia a faccia accusandosi apertamente. Questa scelta ha dato i suoi frutti, portando gli autori a raccontare solo il necessario, senza l’uso di riempitivi per produrre più episodi. Per questo le puntate filano lisce, mantenendo sempre alto il livello della narrazione e quindi l’attenzione del pubblico.

Gli orfani di Twin Peaks adoreranno questa serie, arricchita da uno humor cupo ed inquietante che prende vita nelle vie di quella che potrebbe essere una Wisteria Lane più sinistra e dark. I sobborghi ed i suoi misteriosi abitanti colpiscono ancora.

Voto: 9

 

Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. Intanto studio, perché il pezzo di carta è importante, si sa! "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

5 Risposte

  1. John Lucke scrive:

    Non ne avevo mai sentito parlare… sembra molto interessante… grazie per la segnalazione… appena potrò gli darò volentieri uno sguardo.

     
  2. samuel scrive:

    La recensione mi ha convinto!
    L’unico problema è che non riesco a trovarla in streeming, nemmeno googlandola, chiedo un aiuto del pubblico.

     
  3. alessandro scrive:

    per ora sono solo alla terza puntata, la serie è piuttosto cruda e perversa e tutto sommato mi sta piacendo abbastanza

    sono qui però per muovere una piccola critica se me lo consentite

    trovo che questo clichè del serial killer affascinante, scaltro e sicuro di sè sia un pò fuorviante

    tutta la peotica cinematografica incentrata sul complicato tema dei serial killer è stata potentemente influenzata dal quello forse più famoso, Ted Bundy. Questo serial killer era si affascinante e intelligente ma paradossalmente rappresentava un eccezione. I serial killer sono come le persone normali, con la piccola differenza che coltivano l’hobby di uccidere. Voglio dire che come tutte le altre persone si differenziano per carattere, personalità e QI ( elevato o meno). Non esiste una profilo caratteriale guida al quale ricondurre tutti i serial killer. Ve ne erano alcuni che ad esempio erano piuttosto stupidi, la pulsione di uccidere non ha niente a che vedere con l’intelligenza o una visione superiore di vedere le cose.

    la mia non è una critica alla serie in sè ripeto, in generale però penso che si stia abusando di uno stereotipo seriale che è tutt’altro che una scienza esatta

     
    • alessandro scrive:

      smentisco quello che ho detto, ho finito di vedere la prima stagione e devo dire che il profilo del killer è stato caratterizzato in modo molto realistico

       

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