Girls – 2×04 It’s A Shame About Ray


Girls - 2x04 It's A Shame About RayDopo il one woman show della scorsa puntata, dominato dall’ego di Hannah/Lena, Girls ritrova finalmente la strada della coralità sfornando un episodio bello, divertente, amaro, ma, allo stesso tempo e inaspettatamente, tenero.

Perché si, anche i cinici hanno un cuore, anche se non lo mostrano volentieri.

“Grow up!” Marnie

Due cene, due campi di battaglia. Finito l’apparente idillio con Elijah, Hannah decide di festeggiare sia il recente “divorzio” che il nuovo lavoro con i suoi amici; all’appello manca solo Jessa, impegnata su un altro disastroso fronte. Ma per tutti il menù prevede le stesse pietanze: scontri ed epifanie.

Girls - 2x04 It's A Shame About Ray

Cavalcando l’onda del disagio di Marnie, Audrey decide di affrontare la rivale – I’m tired of being polite – in nome di una gelosia tutt’altro che infondata. Apparsa sin dall’inizio nella sola veste di nuova e capricciosa ragazza del troppo premuroso e debole Charlie, Audrey ha ricoperto un ruolo funzionale per continuare a costruire l’emblema del ragazzo–zerbino, che non si smentisce ovviamente neanche in questo caso. Charlie decide, infatti, di correre dietro a Marnie, prendersi un bel due di picche per Booth Jonathan – that little Ewok in fuc*ing capri pants? – e tornare poi con la coda fra le gambe da Audrey, che gli ha ovviamente restituito il favore andando via. Chissà se la rivedremo: lei, le sue fasce, una nuova azienda di senape e un magistrale uso del termine butthole ci avrebbero magari divertito ancora un po’. Ma se Charlie sbaglia posizione, Hannah evita ancora – e senza farsi troppi problemi – di spalleggiare Marnie: ancora convinta del suo “tradimento”, non fa che continuare il suo dissacrante atteggiamento contro l’amica – she’s too self-involved to commit suicide -, vagheggiando una qualche fantomatica maturità contro l’azzeccatissimo grow up! di Marnie – uh, excuse me, I am grown up. That’s why I cooked all this food. Eppure il consiglio di crescere, maturare non vale solo per Hannah, ma per tutti, presenti e non: quello stesso filo rosso che lega Marnie e Charlie ne è la quintessenza perché sono, l’uno per l’altra, il simbolo di un passato che non riescono ancora a lasciar andare.

Oh my God. Did you live with me?

Girls - 2x04 It's A Shame About RayE poi ci sono loro: Shosh e Ray. Con poche, pochissime battute potrebbero far risollevare anche la peggiore puntata di questa serie. Perfettamente assortiti, costruiti in pochissime pennellate, senza essere mai banali o irritanti, stanno diventando insieme un grande punto di forza. Funzionano benissimo come coppia proprio perché non si soffocano l’un l’altro ma si esaltano a vicenda, sguazzando all’unisono nel mare magnum delle loro stranezze. E tutto viene sviluppato di conseguenza: anche il più banale dei discorsi, dalle loro bocche, prende un’altra e più divertente piega. In questa puntata particolarmente, i loro dialoghi sono un vero e proprio climax ascendente del loro tipico humor misto anche a tanta tenerezza, e scanditi dalle lente epifanie di Shosh che realizza, prima, la loro convivenza – I would’ve liked to have been informed of that fact – e poi l’essere innamorata di Ray. E a sorprendere è proprio la sua di reazione: una confessione di colpe – I’m a huge fuc*ing loser – e d’amore – I love you so fuc*ing much – così sincera da smuovere anche l’indifferenza del cinico più convinto. Cosa succederà e come sceglieranno di sviluppare i due personaggi è ben difficile da prevedere: l’affiatamento – che sembra qui raggiungere il culmine – può rappresentare anche il loro momento di saturazione e quindi la discesa verso la rottura per riprendere ognuno la propria autonomia potrebbe ovviare un futuro appiattimento. Staremo a vedere.

“Grow up!” – Jessa

Girls - 2x04 It's A Shame About Ray

Oltre al divorzio Elijah/Hannah, siamo arrivati anche al divorzio della coppia Jessa/Thomas-John. Che non potessero avere lunga vita assieme era prevedibilissimo, il punto interessante era vedere come ci si sarebbe liberati del marito. Nulla di meglio che usare il retaggio delle tradizioni, dei doveri coniugali con chi ama essere la distrazione, non seguire le regole, agire solo per sfuggire alla noia: cena di famiglia con algida matriarca repubblicana e credente, con tanto di marito succube, immaturo e che cade vittima del fascino della nuora. Una nuora che non ha di certo nulla del background richiesto: ambizioni, istruzione o lavoro; così – finalmente – il castello crolla, più o meno come lo “humie” di Taj (ebbene sì, e il padre si chiama Big Taj, giustamente) lanciato a terra da Jessa. Davanti a lui, l’inossidabile sicurezza di sé rimane tale – I’m going to be so fuc*ing fat like Nico. And you know why? That’s because i’m gonna be full of experiences. But you’ll have only lived with me – eppure le parole feriscono, soprattutto quando si parla dell’artisticità, o meglio delle incapacità. Si tratta di uno dei temi più importanti della serie: è sul riconoscimento delle proprie capacità, sia artistiche che non, che Hannah e Jessa vogliono che siano basati i loro rapporti, sia d’amore che d’amicizia – in caso contrario parte un pugno sul naso. Una comune voglia di piedistallo. “And someday, some fuc*ing asshole is gonna make a movie out of your life and it’s gonna be called: Hi, i’m Jessa, and I destroy people’s lives ‘cause i’m fuc*ing bored.”

Girls - 2x04 It's A Shame About RayLa puntata si chiude con Jessa che sceglie di andare proprio dalla sua vecchia amica Hannah che, ormai sola, intona nella vasca da bagno una propria, struggente versione di Wonderwall e, proprio sul you’re gonna be the one who saves me, Jessa appare nella stanza. Per la prima volta le vediamo entrambe, insieme, immerse – letteralmente – ognuna nella propria solitudine, voluta e cercata perché convinte di poter fare a meno di chiunque, incapaci di perdonare o di scusarsi, convinte che tutto sia dovuto e mai che debba essere guadagnato, come se l’amicizia o l’amore si misurassero con il grado di adulazione e attenzione che si riceve: riusciranno due così grandi personalità a convivere sotto lo stesso tetto?

L’amarezza che si cela in questa puntata la rende più vera, più vivida e intensa di tutti i deliri, gli isterismi e le azioni no-sense che Girls pare accumulare. Tutti i nuovi personaggi hanno smesso di gravitare intorno al nucleo originario: prima l’uscita di Danny, poi di Elijah, Thomas-John e Audrey. C’è sapore di ritorno alle origini, con le ragazze e la loro quotidianità più semplice e crudele al centro: lo scontro più difficile e inevitabilmente con cui fare i conti. In tutto ciò, manca solo Adam all’appello – e manca veramente tanto.

Voto episodio: 8,5

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Informazioni su Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

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