Person of Interest – 2×14 One Percent 4


Person of Interest - 2x14 One PercentDopo gli ultimi due adrenalinici episodi, Person of Interest ritorna ai suoi schemi più classici, con un caso che torna a parlare di “connessioni” (ma non solo tecnologiche). Materia d’interesse sono stavolta i social network. Del resto, come recitava la locandina del film di David Fincher: “non puoi farti 500 milioni di amici senza farti qualche nemico”.

Si sa, seppur solo come produttore esecutivo, quando in ballo c’è J.J. Abrams abbondano easter eggs e indizi nascosti di vario genere. Person of Interest non è da meno e, seppure in un episodio di passaggio, inizia ad introdurci quelli che forse sono i primi effetti del virus introdotto da Kara la puntata scorsa.

Person of Interest - 2x14 One PercentTrattasi di tre interferenze su blue screen (frazioni di secondo che gli spettatori, però, non si sono fatti sfuggire) che la Machine subisce mentre osserva i protagonisti agire sullo schermo. I tre codici che appaiono sono stati immediatamente decriptati dagli internauti, che hanno scovato, nel primo caso, un passaggio del Macbeth (la scena di Lady Macbeth sonnambula in cui la donna si chiede: “Perché dobbiamo temere che qualcuno lo sappia, quando nessuno può chiamare il nostro potere a render conto?”) e, negli altri due casi, testi tratti dal sito dell’Istituto Nazionale della Salute, in particolar modo le pagine dedicate al bioterrorismo e all’Antrace. Insomma, cosa si sta insinuando dentro la Macchina, che da qui ad altri tre mesi (visto che siamo nel 2013, ne sono passati già due dei cinque predetti da Finch) dovrebbe esplodere causando chissà quale disastro?

Person of Interest - 2x14 One PercentMa veniamo all’episodio. Passati appunto due mesi dalla morte di Kara Stanton e di Mark Snow, la situazione è tornata alla normalità, con Reese e Finch impegnati a risolvere “casi irrilevanti” e con l’Agente Carter che ha ripreso ad investigare sulla scomparsa dei due agenti. Tornano in scena i social network (che, ricordiamo, Finch ha contribuito a creare), con una figura nemmeno troppo vagamente ispirata a quella di Mark Zuckerberg (un genio che ha mollato il college, che ha rotto i rapporti con il suo socio/amico e che poi ha quotato in borsa la sua creazione). Anche nel suo aspetto più procedurale, Person of Interest ha già dimostrato diverse volte di riuscire a dare un tocco in più di approfondimento psicologico anche ai singoli casi, qui riassumibile in un’unica frase:

“Every technology ages, John. The only thing that never gets old is connecting with people”.

Person of Interest - 2x14 One PercentDi nuovo, il caso di puntata serve a sviscerare le condizioni esistenziali dei personaggi, a partire dai due protagonisti Finch e Reese, gli unici a riuscire a far finta di non esistere in un mondo dove la tecnologia ti rende rintracciabile ovunque. Il “numero” dell’episodio si trova a tradire e ad essere tradito, trovandosi in una condizione di isolamento che per certi versi si riflette su quella dei nostri vigilanti. Non senza un pizzico di rassegnazione, i due sono sul finale costretti a distruggere la prova che potrebbe renderli visibili al mondo, loro che sulla “visione” e sull’indagine basano la più grande ragione di vita. Non è un caso che, infatti, la Macchina alla fine individui Logan Pierce come minaccia per il suo admin.

Person of Interest - 2x14 One PercentParallelamente, vediamo anche messa in discussione la “connessione” tra Carter e Fusco, amici sì, ma non abbastanza da condividere segreti che potrebbero minare la loro etica professionale (o, meglio, solo quella di lei). Il bisogno di parlare da parte del detective compromesso si scontra, così, con l’impossibilità da parte del prossimo di aiutarlo. Lionel finisce anch’egli, in questo modo, in una condizione di assoluto isolamento, privo di quelle connessioni che potrebbero aiutarlo a sbloccarsi. Chi può vivere, del resto, senza amici? Nemmeno gli animali ci riescono, come sembra volerci dire l’intermezzo con Bear, affetto da depressione canina e stufo della sua monotonia.

Person of Interest - 2x14 One PercentPiù sottile (ma anche più interessante) è infine lo svisceramento che viene fatto delle dinamiche nel passato tra Finch e Nathan. L’11 settembre viene richiamato in causa con un rapido accenno, come momento di totale smarrimento per il popolo americano, in cui si è fatto maggiormente sentire il bisogno di condivisione e di unità in un’intera nazione, qui evidenziato dal contrasto tra un Nathan terrorizzato da ciò che ha appena vissuto e un Finch invece alienato nella propria solitudine. Probabilmente è questa la differenza di visione che ha portato alla rottura del rapporto tra i due, come dimostra il finale, con un Nathan interessato ai casi irrilevanti (che sia stato un precursore di Reese?) e un Finch che, invece, non comprende pienamente le intenzioni dell’amico.

Person of Interest - 2x14 One PercentAbbiamo più volte ribadito come Person of Interest sia ormai capace di dare un certo spessore ai suoi casi di puntata. Questo episodio, nonostante un poco amabile “number” da salvare, non fa eccezione, parlando di “connessioni” e di 11 settembre in maniera interessante e per nulla pedante o ruffianamente retorica (capito Touch?). Per di più, vengono fatti piccoli passi avanti nelle trame principali, inseriti non come contentini per il pubblico “affamato di trame orizzontali”, ma ben integrati (tematicamente parlando) nel tessuto della puntata. In attesa di comprendere dove la storia del virus voglia andare a parare, Person of Interest si dimostra dunque uno dei pochi prodotti capace di unire i gusti variegati del pubblico, continuando a imporsi come uno degli ormai rari drama davvero solidi e funzionanti del palinsesto broadcast.

Voto: 7,5

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4 commenti su “Person of Interest – 2×14 One Percent

  • September

    La forza di person of interest è che oltre ad essere una serie sontuosa negli episodi a trama orizzontale essa è altrettanto fenomenale e sottile negli episodi come questo a trama verticale.
    In questo episodio( apparentemente a trama verticale) troviamo una nuova propsettiva nella figura di Nathan, vediamo come egli fosse ossessionato dal non poterli salvare tutti e lasciare tutto in sospeso con l’ultimo flashback che inquadra lui armato in prossimita di una potenziale scena del crimine ci apre 2 strade:
    1-morirà proprio nel tentatico di salvare la ragazza
    2-salverà la ragazza e sarà l’origin story del man in the sue, il primo vigilante elegante
    Lo sapremo presto
    In questa puntata inoltre vediamo porre dei limiti nel rapporto carter-fusco
    L’11 settembre viene nuovamente richiamato come spinta propulsiva all’origine della macchina
    Tutto sommato tanto verticale questa puntata non era….

    In tutto questo Jonathan Nolan trova anche il tempo di analizzare dei temi cardine della nostra società come le relazioni, umane, i social network, l’avidità,il potere, la noia dei ricchi, la gioia dei poveri.
    Non so voi ma io person iof interest ormai lo promuovo nell’olimpo delle serie degli ultimi 2 anni. Certo indietro rispetto a breaking bad,sons of anarchy,homeland ma avanti molto avanti a decine e decine di serie apparentemente piu acclamate da pubblico e critica.

     
  • Shadow Meister

    Pur essendo partito, per la prima volta, non avendo voglia di guardare l’episodio, devo ammettere che è venuto fuori abbastanza bene, anche se io il tipo l’avrei lasciato li a morire…comunque dove avete trovato le info su cosa rappresentano le interferenze “blue screen”?