The Big Bang Theory – 6×16/17 The Tangible Affection Proof & The Monster Isolation


The Big Bang Theory – 6x16/17 The Tangible Affection Proof & The Monster IsolationDopo i crolli verticali delle due stagioni precedenti, illuminate saltuariamente da episodi (pochi) degni di nota, la sesta stagione di The Big Bang Theory procede su un livello decisamente più alto, non ancora con la continuità e soprattutto l’originalità delle prime annate, ma in ogni caso con puntate per nulla noiose.

Quando, come in quest’occasione, il racconto è impostato su una “situazione eccezionale” condivisa da tutti i protagonisti, si assiste forse al migliore espediente per dipanare le maglie narrative in modo da mettere l’accento sulle caratteristiche profonde di ogni personaggio. In “The Tangible Affection Proof” ad offrirsi come pietra angolare narrativa è San Valentino (naturalmente sfruttando la coincidenza settimanale), occasione per far ruotare la storia attorno alle dinamiche tra le coppie, per mettere allo specchio modi diversi di intendere la festività e la relazione sentimentale tout court e, infine, per saggiare le reazioni di chi ancora non ha una relazione. É chiaro che in questi target rientrano tutti i personaggi, così come ciascuna coppia possiede un discreto potenziale, figlio della specificità della sua relazione; il caso di Raj calza a pennello per sottolineare, con ironia beffarda, la condizione di un single a San Valentino.

The Big Bang Theory – 6x16/17 The Tangible Affection Proof & The Monster IsolationQuesto il discorso in potenza. La prova dei fatti non è però così rose e fiori: vi è infatti una decisa discontinuità tra l’efficacia di alcune soluzioni e quella di altre. La disamina della relazione tra Sheldon e Amy alla prova del Valentine Day è, ad esempio, quella riuscita meglio, quella contenente il maggior tasso di originalità in quanto ad azioni e reazioni dei personaggi: l’espediente del regalo fa emergere una predisposizione di entrambi allo spiazzamento del partner che li presenta ancora una volta come la coppia meglio assortita della serie – senza contare che la sequenza della scelta del regalo per Amy è forse il momento comico migliore. Pollice verso invece per le sequenze che riguardano le coppie Howard/Bernadette e Leonard/Penny: la scena della cena, con il litigio annunciato della prima coppia – poi prontamente sedato con la più prevedibile delle riconciliazioni – e quello altrettanto scontato della seconda, è una cosa che abbiamo visto ormai decine di volte e, soprattutto nella declinazione della gelosia di Penny per una sua ex fiamma con Leonard testimone, presta il fianco alla più dolce delle dormite. L’episodio si rialza parzialmente, però, con l’appuntamento inaspettato di Raj nel finale che, alla riunione dei single in fumetteria, si becca un invito da una ragazza timida e problematica apparentemente a lui affine.

Voto: 7 –

The Big Bang Theory – 6x16/17 The Tangible Affection Proof & The Monster Isolation“The Monster Isolation” si pone in perfetta continuità con l’episodio precedente, prendendo le mosse dall’appuntamento di Raj e mostrandone il dark side, la catastrofica fine, il contraltare dell’happy ending della scorsa puntata. La reazione di Raj alla dipartita della ragazza con cui aveva appuntamento è l’architrave dell’episodio e, anche in questo caso, l’occasione per saggiare quanto The Big Bang Theory oscilli tra soluzioni esilaranti e variazioni sul tema più o meno riuscite. In questo caso, sebbene non si esca infastiditi dalla visione, si ha nuovamente la sensazione del già visto rispetto alla delusione sentimentale di Raj e al tentativo degli amici di tirarlo su. Tuttavia la presenza di momenti comici intelligenti e paradossalmente nonsense, come quello che ruota attorno all’acquisto delle aragoste, rendono il tutto comunque godibile.

The Big Bang Theory – 6x16/17 The Tangible Affection Proof & The Monster IsolationTutt’altro discorso invece per le scene che vedono protagonisti Sheldon e Penny (e in seconda battuta anche Amy). La ripresa del “Fun with Flags” è tutt’altro che una ripetizione, bensì l’occasione per The Bug Bang Theory di ragionare sulla propria dimensione seriale, sulla riconfigurazione del già noto, tentando di sorprendere lo spettatore con gag nuove in un regime visivo e tematico familiare come quello del gioco inventato da Sheldon. Il fatto che la maggior parte della sequenza venga mostrata attraverso la mediatizzazione prodotta dalla telecamere, accentua l’autoriflessività del momento, così come fanno analogamente le risate finte piazzate in punti tali da commentare le battute sotto il segno della consapevolezza e del dialogo con lo spettatore relativamente ad una situazione conosciuta.

Voto: 7,5

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Informazioni su Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

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