The Following – 1×02 Chapter Two

The Following - 1x02 Chapter TwoTanto tempo fa, un certo regista russo dal nome impronunciabile – tale Sergej Ėjzenštejn – disse che le storie raccontate al cinema sono solo sette. Tra queste lo scontro tra Bene e Male è sicuramente una di quelle più usate, se non abusate: The Following è, in ordine cronologico, l’ultima versione della battaglia del buono contro il cattivo – i cattivi, in questo caso.

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“I’ve been planning this for a long time.”

Con Carroll dietro le sbarre, è ora il turno degli accoliti di mettere in moto la macchina degli omicidi pianificati da tempo. Chapter Two si apre infatti con i primi “lavori” di Jordy nella confraternita femminile, negli stessi termini e modalità usati dal maestro – su tutti, gli occhi.

The Following - 1x02 Chapter Two

Già da questa breve storyline si vedono i problemi di The Following: la serie chiede allo spettatore molti (se non troppi) atti di fiducia incondizionati. In poche mosse vediamo Jordy riuscire a compiere un pluriomicidio, svanire nel nulla e poi ricomparire nella sorvegliatissima casa di Claire: per quanto possa essere stato un piano ben congegnato, rimane difficile credere fino in fondo che grazie al training – non solo  mentale – di Carroll, Jordy sia diventato prima il più scaltro degli assassini, poi il più debole, che crolla nel momento cruciale – I’m not sure I’m ready to die. E’ come se lo spettatore dovesse credere a priori alle abilità persuasive e carismatiche di Carroll, decantate a più riprese, sulla base dei vari risultati conseguiti dai suoi accoliti; risultati che, almeno finora, sembrano più dovuti all’incompetenza delle forze dell’ordine piuttosto che alle acquisite abilità dei nuovi serial killer. Ma in questo si potrebbe forse nascondere un gioco più sottile.

“Maybe he’s not so bad. Maybe we just don’t understand him.”

The Following - 1x02 Chapter TwoIl rapimento di Kyle si macchia dello stesso errore: per quanto una sceneggiatura non debba mai essere prolissa nei dettagli e debba invece lasciare degli studiati vuoti temporali per accelerare il ritmo del racconto, in questo caso non far vedere proprio nulla degli atti pratici del rapimento o degli omicidi fa risultare il quadro incompleto e debole. Così ci si ritrova nuovamente davanti al fatto compiuto, con tata Denise, gli ex vicini di casa gay Bill e Willy e il piccolo Kyle che occupano il loro nuovo quartier generale. Il nucleo della setta è riunito e promette scintille: riprese le vere identità, vediamo Billy/Paul diventare il terzo incomodo, che spia l’intimità della ritrovata coppia benedetta da Carroll, insofferente verso Kyle e la stessa Denise/Emma. Carroll e il suo genio avranno previsto anche questo? Il personaggio di Emma, in ombra nella precedente puntata, viene investito di nuovo spessore, grazie ai flashback che fanno luce sul suo passato: vittima di una madre mangia uomini che la disprezza, trova nelle parole e negli occhi del suo scrittore preferito il coraggio del matricidio – “in death, she found hope” – ed anche l’amore. Seppellito il cadavere nella parete, Emma trasforma la sua casa nel tempio di Joe Carroll. Sembra che i poteri di dominio psicologico dello scrittore non abbiano confini, perciò la speranza è che diventi molto più centrale non solo tramite le azioni e le parole altrui, ma come vero e proprio antagonista a tutto tondo e che ci facciano vedere come funziona la sua logorante ascesa nella mente altrui.

“The challenge, Ryan. Accept it.”

The Following - 1x02 Chapter Two

Sul fronte occidentale dei buoni, capitanati dal viso scavato di Ryan Hardy, arriva a rimpolpare le fila Debra Parker, agente dell’Unità Religioni Alternative dell’FBI, che ha le sembianze di Annie Parisse (Kara di Person of Interest). Anche lei, guardando le pareti della casa/tempio, ci racconta del carismatico serial killer Carroll, assunto a dio incontrastato dai suoi seguaci nell’immagine di un Edgar Allan Poe redivivo – “Carroll’s using Poe’s work as a religion.” Per quanto affascinante, far poggiare tutta l’architettura sulle opere di un oscuro scrittore come Poe non riesce a dare solidità, ma anzi si lascia additare come mero cliché, un espediente colto che dovrebbe aggiungere un tocco di intellettualità al gioco forza psicologico. Sa di forzato e, come tutte le cose forzate, di finto.
Le immagini che la scrittura di Williamson e la regia di Siega creano sono suggestive, nonostante una colonna sonora a tratti snervante e banale. Ci sono tanti elementi, tanti presupposti interessanti ma che non sembrano ancora conciliarsi bene tra loro, se non nel fantomatico bigger plan romanzesco annunciato da Carroll a/per Hardy. Ad insinuare un elegante dubbio e a far pensare al sopracitato sottile gioco, è una delle scene finali dove si vede l’agente Parker consegnare a Carroll un gigantesco tomo delle opere complete di Poe e scambiare uno sguardo di sfida, reso volutamente ambiguo.

“I don’t think first kisses are supposed to have this much discussion.”

The Following - 1x02 Chapter TwoCome ogni eroe che si rispetti, anche Ryan ha la sua dama da salvare: la bella Claire Matthews, ex signora Carroll. Dopo una breve relazione, che ci viene frammentariamente ricostruita per mezzo di brevi flashback, Ryan e Claire si ritrovano nuovamente e nelle circostanze peggiori. Il face to face di Claire con Joe sembra avere il solo scopo di infiammare ancora di più l’affetto (o amore) mai sopito di Ryan per Claire e rendere la sfida più accesa. Eppure non è quel momento topico che ci si aspetterebbe perché le poche battute – neanche troppo sottili – di Carroll si perdono in un tentativo di strangolamento. Anche se ancora innamorato della moglie, non era lui il magister della fine arte dell’eloquenza, della manipolazione? Il destino dello spettatore di The Following appare lastricato di attesa e speranza.

L’ultimo elemento che si aggiunge agli altri è un inquietante accolito che, con la maschera di Edgar Allan Poe, dà fuoco – gratuitamente? – ad un uomo in pieno giorno.

La parola chiave è – insomma – scetticismo. L’alone di attesa che si è creato intorno a questa serie, che ha promesso di far sbarcare su network nazionale un prodotto finora dei canali via cavo, non può che nuocere gravemente alla sua salute. Le aspettative sono molte e crescenti: forse per questo i difetti sembrano ancora più grandi e – per certi versi – intollerabili. Perciò la seconda parola chiave è fiducia. Questo Chapter Two non fa che imbrogliare ancora di più la matassa, senza fare però passi avanti: anche il voto, quindi, è dato da un misto di fiducia e scetticismo.

Voto episodio: 6,5

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

4 Risposte

  1. MarkMay scrive:

    Io sono abbastanza d’accordo per quanto riguarda i difetti riscontrati anche in questo secondo episodio, però devo dire che non mi trovo d’accordo sul voto alla puntata e sulla sensazione generale riguardante il telefilm… Spiegandomi meglio credo che tutto ciò che scrivi sia assolutamente vero, però lo sviluppo SOLO orizzontale della serie (c’è il seguace della puntata, ma la storia prosegue come un romanzo, senza tanti e troppi riempitivi) mi fa ben sperare per il futuro… Posto che io non credo minimamente alla ex moglie di Carroll (il che potrebbe creare scenari molto interessanti verso il finale di stagione) la storia prosegue bene ed in modo lineare; è vero che il processo di fidelizzazione della figura autoritaria (e probabilmente mai messa in discussione) di Carroll può essere un pò forzata ma credo che i FlashBack serviranno proprio per spiegare in che modo Carroll si è insediato nella psiche dei suoi seguaci ed in che modo riesce ad essere così convincente… Pienamente d’accordo invece sui buchi “improbabili” della polizia; rendere Carroll un genio del male imprendibile alla Lupin non significa per forza che anche i suoi seguaci siano altrettanto bravi, però è una forzatura che ci può anche stare. Io continuo ad essere fiducioso, un pò per la scarsità dei pilot autunnali, un pò perché nonostante alcuni evidenti limiti (non stiamo guardando Homeland, tanto per essere chiari) il prodotto mi piace credo che continuerò a guardarlo…

    Ps:una cosa sul rapimento del figlio: non hanno mostrato niente del rapimento semplicemente perchè è stata una rapina non rapina, la tata l’ha preso e sono andati via in macchina tranquilli come se andassero a fare un campeggio, non vedo cosa avrebbero dovuto far vedere di più (se era questa la critica riferita al rapimento di Kyle, io l’ho interpretata così)

     
  2. sara scrive:

    Ti rispondo prima sul PS: se non ricordo male, alla fine del pilota vediamo solo l’incontro della tata con i due ex vicini, in un posto indefinito. La mia critica è in questo: teoricamente Kyle era il bambino più sorvegliato al mondo, quindi, sebbene fosse la tata, com’è possibile che sia riuscita a caricarlo in macchina sfuggendo indisturbata agli agenti che erano per tutta la casa? Aggiungere un dettaglio in più, cioè far vedere come fosse riuscita – non so- a preparare la macchina, prendere un’uscita secondaria, seminare la polizia o non so che, avrebbe aiutato sia la dinamica della puntata che lo stesso personaggio della tata – dandole quel tono machiavellico che le stanno costruendo addosso. Ed è giusto un esempio di quello che mi pare manchi a questi due episodi: sono d’accordo sul tenere il ritmo veloce, ma non per questo bisogna sacrificare ogni cosa. Far vedere più azioni “pratiche” aiuta a costruire anche i personaggi, la loro psicologia, così che non venga tutto affidato all’uso dei flashback o di dialoghi, sguardi o atteggiamenti- che, per carità, servono e ne sono pienamente convinta – ma credo vadano solidificati.
    Giuro che un voto così severo l’ho dato proprio nella speranza che un tema bello ed importante come il dominio della mente sia trattato nel miglior modo possibile, perciò mi auguro un grande sviluppo del personaggio di Carroll.
    Credo renderebbe ancora più bella la serie vedere magari, nel corso delle puntate, uno dei buoni passare al lato oscuro.
    Ok, ora sto viaggiando un po’ troppo :)

    Sia chiaro: anch’io continuerò a seguirla e a sperare! L’unica differenza è che per adesso (ma siamo solo alla seconda puntata) mi sento un filino più scettica che fiduciosa. Spero di essermi spiegata!

     
  3. Ambrosia scrive:

    “far poggiare tutta l’architettura sulle opere di un oscuro scrittore come Poe non riesce a dare solidità, ma anzi si lascia additare come mero cliché”
    Sono assolutamente d’accordo, l’espediente del serial killer deviato/fissato con un poeta si ritrova in tantissimi film (Red Dragon vi dice niente?) e speravo in qualcosa di più. Pazienza.

    Piccolo punto dolente: mi sono subito domandata come mai fosse sparita l’agente donna della prima puntata, e perchè mai sostituirla con questa…. volete dire che hanno fatto questo switch solo per inserire nel plot l’infiltrato di joe nell’FBI?? Credo ci potessero essere migliaia di altri modi….. Vedramo lo sviluppo, al momento a me questo telefilm piace, così come Bacon :)

     
  4. moonacre scrive:

    anche a me ha infastidito questo switch (anche se sono contento di vedere kara in un’altra serie tv, dato che su POI l’hanno fatta fuori) sinceramente odio questi ripensamenti postpilot. un caso molto simile lo si ha avuto con white collar, nel pilot vi era un’agente donna lesbica che dal’episodio successivo è stata rimpiazzata con un’altra agente con la stupida scusa che l’altra era stata traferita, (come se il fatto che fosse lesbo non centrasse niente). e poi vi ricordate il pilot di eureka? per rengerlo coerente con la serie come minimo la metà delle scene era da rigirare. ma dico perchè non ci pensano prima e si evitano queste stupide gaff.
    tornando a the following, riguardo alla completa devozione dei following spero si degnino di farci vedere bene come fa carroll a convincere la gente a ficcarsi coltelli negli occhi, perchè sinceramente le azioni dei seguaci mi sembrano a dir poco esagerate. quindi anche io sono molto scettico riguardo l’evoluzione di questo serial.

    p.s. hei voi avete riconosciuto (senza leggere i crediti) quale dei gemelli Ashmore interpreta Mike? Aaron (steve di warehouse 13 e jimmy di smallville) o Shawn (Bobby Drake / Iceman di x-men)?

     

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