The Walking Dead – 3×09 The Suicide King

The Walking Dead – 3x09 The Suicide King3,2,1, via! Riparte la terza stagione di The Walking Dead e lo fa col botto! 12,3 milioni di spettatori, cifra che supera il precedente record detenuto dalla stessa serie e la consolida come lo show via cavo più visto di sempre.

Quando nella seconda stagione venne superato il tetto dei sette milioni di telespettatori l’AMC andò in brodo di giuggiole e presumiamo che non si sarebbero mai aspettati che quella cifra sarebbe potuta addirittura quasi raddoppiare. Ebbene sì, il rebranding della terza stagione, il lavoro di rara intensità compiuto sul merchandizing e in generale su tutte le forme paratestuali che afferiscono al marchio della serie, hanno reso possibile l’impossibile, ottenendo rating in grado di traumatizzare gli equilibri tra i network e le piattaforme cable.

The Walking Dead – 3x09 The Suicide KingGlen Mazzarra, artefice dell’enorme salto di qualità di questa terza stagione, ma sostituito per la prossima ventura, dà immediatamente al pubblico ciò che vuole, ovvero azione, violenza e adrenalina. Il cliffhanger a cui ci aveva appeso nello scorso episodio viene sciolto immediatamente all’inizio di questa midseason premiere: Merle e Daryl vengono costretti ad uno scontro all’ultimo sangue dal Governatore, ma i due riescono immediatamente a ritrovare quell’intesa da tanto tempo persa e per tanto desiderata (da Daryl anche sognata) e, con l’aiuto del gruppo capitanato da Rick, fuggono da Woodbury. Il ritorno non è dei più felici perché, sebbene il gruppo sia stato integro fino a questo momento, alcuni conflitti e non detti erano incubati ormai da troppo tempo per non esplodere. Quale detonatore migliore di Merle? Questi smaschera Michonne e si pone di traverso tra Daryl e il resto del gruppo, tanto che i due fratelli scelgono di andarsene per la propria strada. Nulla sarà come prima senza Daryl, ma Carol, madre della defunta Sophia e donna con cui Daryl ha una relazione, è l’unica a capire veramente la scelta del suo compagno, sebbene da questi abbandonata.

The Walking Dead – 3x09 The Suicide KingPer tutta la prima parte di stagione l’apprezzamento principale degli spettatori è stato quello verso i due gruppi e i rispettivi nuclei narrativi, avvalorato dal desiderio irrinunciabile di assistere all’incontro/scontro delle due fazioni e dei loro leader. Il midseason si pone proprio in corrispondenza a questo evento, ma la conseguenza di maggiore rilevanza che emerge non è la sanguinosità dello scontro, né il famoso conflitto fratello contro fratello, ma la constatazione della debolezza di due capi carismatici che arrivano a collidere quando sono ormai privi di energie, lontani dal vigore di un tempo e incapaci di ripetere le gesta di equilibrio e lucidità che in passato li hanno contraddistinti. Mutilato nel corpo e nella mente, il Governatore non padroneggia più la diplomazia come una volta a seguito dell’uccisione della figlia (già ‘non-morta’); mentre Rick è in preda ad una precarietà psicologica sconosciuta fino ad ora, dovuta principalmente alla morte di Lori, ma in misura minore anche a quella di Shane che ancora tenta di trascinarlo nelle tenebre.

The Walking Dead – 3x09 The Suicide KingSe il Governatore, a seguito dell’uccisione della figlia e della mutazione simbolica che gli apre la nuova vita da orbo, è in preda ad una crisi d’identità, Rick non se la passa di certo meglio. Glenn e Maggie gli hanno nascosto i particolari delle torture ricevute durante la prigionia a Woodbury, ma non riescono a tener dentro anche la rabbia accumulata. Glenn in particolare è quello che si oppone maggiormente al reinserimento di Merle all’interno del gruppo, mettendo così in luce la debolezza di Rick, ormai allo sbando e disposto a perdere un elemento fondamentale come Daryl pur di superare almeno un problema con relativa facilità. Il momento della verità arriva però nel finale quando è chiamato a decidere se accettare o meno nella prigione Tyreese e il suo gruppo. Nonostante il parere favorevole di Hershel e la buona predisposizione di tutti gli altri, figlio compreso, Rick è categorico nell’impedire l’annessione dei nuovi arrivati al gruppo. Memore della morte della moglie e di tutti i traumi ricevuti, l’ormai ex poliziotto è di un’ostinazione insensata, che infatti sfocia nella follia allucinatoria che si concretizza con l’apparizione di una donna in abito bianco (verosimilmente Lori vestita da sposa); una scena che rende chiaro a tutti la fragilità e l’inadeguatezza di un leader ormai allo sbando.

Una puntata che riallaccia i fili con il finale della prima metà della stagione, che offre l’azione e la violenza auspicate, ma che nella parte centrale si perde in eccessive verbosità, giustificate dalla partenza di Daryl, ma pur sempre momenti di stanca e di eccessiva verbalizzazione di concetti che si sarebbero potuti esprimere in maniera più asciutta.

Voto: 7,5

QUI i punteggi di questo episodio nel nostro The Walking Game

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

1 Risposta

  1. September scrive:

    Puntata di transizione se ce ne è una, poco robiante ma che ci regala almeno 3 cose fondamentali:
    .l’addio di daryl
    .le allucinazioni di Rick
    .la follia del governatore

    e di sicuro nulla sarà come prima!!

     

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