666 Park Avenue – stagione 1 episodi 10-13


666 Park Avenue - stagione 1 episodi 10-13Dopo qualche mese di pausa torniamo ad occuparci di 666 Park Avenue: contrariamente alle decisioni della ABC di sospenderla e mandare in onda le ultime quattro puntate la prossima estate, nel resto del mondo si è deciso di continuare con la regolare messa in onda, permettendoci così di assistere ad uno dei più brutti e senza senso finali di serie di sempre.

Per iniziare dobbiamo fare un passo indietro, partendo dalle ultime puntate andate in onda in US: gli episodi 8 e 9 avevano segnato una svolta sotto ogni punto di vista, migliorando -solo nella qualità- quello che era ormai chiaro essere un esperimento fallito. Comunque, se fosse stata confermata almeno una stagione completa, 666 avrebbe potuto toccare la soglia della sufficienza, avendo il tempo di concludere tutte le story line che erano già state aperte. La decisione di produrre solamente tredici episodi non ha dato alla serie neanche il tempo di fare ciò, stravolgendo sia le trame principali che quelle secondarie e creando un finale totalmente scollato dalle puntate precedenti. Vi ricordate il personaggio di Renè Ferretti -della serie Boris-, celebre regista della fiction Gli Occhi del Cuore, che quando viene a sapere della cancellazione della sua serie decide di girare l’episodio finale dell’attentato in due giorni, fregandosene della qualità, perché avevano venduto la serie ai greci? Ecco, lo scrittore della serie David Wilcox (Fringe) ha attuato il metodo Ferretti, facendo morire dei personaggi principali solo per eliminare qualche story line e aggiungendone altri per poter dare una fine allo show.

Se esistesse un manuale che spiegasse le cose da fare per avere una serie TV fallimentare, si chiamerebbe Sceneggiatura di 666 Park Avenue e i capitoli potrebbero essere questi:

– Personaggi e Interpreti

666 Park Avenue - stagione 1 episodi 10-13Per far partire una serie con il piede sbagliato basta prendere grandi nomi della serialità e far interpretare loro ruoli inutili e noiosi. Si veda l’esempio di Terry O’Quinn, che dopo sei brillanti stagioni di Lost si è trovato ad interpretare un misterioso proprietario immobiliare newyorkese forse imparentato con il diavolo. L’eccitazione deve finire qui, perché già dopo un paio di episodi capiamo di trovarci davanti ad una figura troppo ingessata e statica, che punta tutta la sua forza su certi sguardi e certi toni di voce, ma così immobile che a stento ci accorgiamo della sua presenza. Il personaggio oltretutto è quasi sempre relegato nel palazzo, interagendo solo con i soliti personaggi. Discorso analogo per il protagonista maschile, Dave Annable, anch’egli con un lungo passato in casa ABC, con il suo ruolo insipido da bravo ragazzo un po’ ingenuo, che che alla fine si scopre marionetta nelle mani della moglie e di suo padre. L’unico personaggio riuscito è quello della protagonista femminile Rachael Taylor, che forse però non piace al pubblico della rete, visto che è alla sua seconda serie cancellata consecutiva. Per concludere basta inserire random alcuni inquilini del palazzo e farli morire quando non se ne ha più bisogno o quando non si sa come concludere le loro sottotrame, come è successo ai coniugi Brian e Louise ed alla bionda Alexis.

– Stile

666 Park Avenue - stagione 1 episodi 10-13Non importa lavorare su un prodotto sia innovativo che coerente con il mood della rete, basta prendere l’ultima moda televisiva e sfruttarla anche se non si hanno le possibilità. Dopo che Murphy ha riportato l’horror e le case stregate in auge, la ABC ha deciso di trasferire sul piccolo schermo il romanzo del 2011 666 Park Avenue, che parla proprio di una casa misteriosa. Le analogie tra i due casi però finiscono qui, dato che nel primo si è potuto e voluto puntare su qualcosa di nuovo e soprattutto di ben scritto; nel secondo – forse per il romanzo di partenza, forse per la paura di strafare su un canale generalista – l’autore ha deciso di raccontare male e poco l’aspetto horror, puntando di più sui cari e vecchi misteri che hanno fatto la fortuna di serie come Desperate Housewives. Neanche la fotografia e la regia hanno osato, non riuscendo a caratterizzare la serie a livello estetico – come invece era avvenuto in American Horror Story.

– Trama

666 Park Avenue - stagione 1 episodi 10-13Forse sul fronte della trama l’autore David Wilcox ha una minore responsabilità visto che, come ho già detto prima, la serie si basa su personaggi e atmosfere già scritte, anche se in fase di adattamento sono state fatte enormi modifiche: nel libro Jane non sposa Henry, ma un certo Malcolm Doran, l’erede di una ricca famiglia newyorkese che le farà scoprire, nel loro nuovo appartamento al numero 999 di Park Avenue, di possedere poteri fuori dal normale. Nel romanzo inoltre la luce è puntata soprattutto sulla suocera di Jane, che nasconderebbe una natura infernale. É evidente la marcata differenza tra i due progetti e proprio per le grosse differenze non si capisce perché Wilcox abbia portato avanti solo quegli aspetti del libro che si sono rivelati sbagliati, senza correggere i punti deboli che invece hanno fatto affondare creativamente lo show. Oltretutto c’è stato anche un grosso problema nel tempo a disposizione per la narrazione: la scelta di una conclusione anticipata e la voglia di dare un finale allo show hanno cozzato tra di loro e il risultato è stato un finale incoerente.

– Effetti speciali

666 Park Avenue - stagione 1 episodi 10-13

In aggiunta ad un lavoro di regia poco creativo e piuttosto standard, anche gli effetti speciali non hanno brillato per innovazione o realismo: la presenza del green screen era molto forte e presente e anche la varietà degli effetti era povera e monotona. Abbiamo visto muri che risucchiavano gli inquilini del Drake, specchi che diventavano collegamenti tra diverse realtà e pavimenti sui quali si aprivano botole verso l’infermo. L’effetto sorpresa stava più nel cosa accadeva piuttosto che nel come, anzi, molto spesso questi effetti speciali palesemente finti distraevano dalla trama, rompendo un momento di suspance non senza strapparci anche qualche risata.

É chiaro quindi che 666 Park Avenue è stato un esperimento fallito, non solo rispetto alle aspettative del pubblico, ma anche rispetto al panorama televisivo del momento. É mancata l’audacia nell’intraprendere alcune scelte forti e la voglia – o la paura –  di uscire dagli schemi. A tutti questi difetti è da aggiungere anche la pessima scelta di trasmettere le ultime quattro puntate a sei/sette mesi di distanza, facendo scordare agli spettatori americani la storia che difficilmente un previously on… può evocare al meglio.

Voto episodi: 4½

Voto stagione: 5

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Informazioni su Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. Intanto studio, perché il pezzo di carta è importante, si sa! "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

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