Bates Motel – 1×02 Nice Town You Picked, Norma


Bates Motel – 1x02 Nice Town You Picked, NormaA blot on an honorable career: così certa critica (soprattutto inglese) bocciava nel 1960 uno dei film più citati, riprodotti, saccheggiati di sir Alfred Hitchcock, approdato ora in televisione in versione prequel, nel tentativo di ricostruire la vita di Norma&Norman Bates.

La prima puntata ha cercato di definire, sostanzialmente, il territorio d’azione e l’orizzonte d’attesa della serie, riempiendosi di citazioni – più o meno esplicite – e riprendendo alcuni capisaldi del film (come la famosa highway, qui ancora inesistente). In questo secondo episodio, invece, è chiaro il tentativo di distendere la dipendenza, creando luoghi e storie ex novo che non stridano, ma siano funzionali al modello di partenza/punto d’arrivo.

“Interesting morning in White Pine Bay.”

Bates Motel – 1x02 Nice Town You Picked, Norma

Sotto la patina di tranquillo paesino dell’Oregon, White Pine Bay ci lascia intravedere la sua vera natura: mafia, prostituzione, campi di marjuana, omertà, giustizia sommaria, il tutto corredato da poliziotti indecisi tra consapevole menefreghismo e collaborazione/copertura dei cattivi. La città è quindi un vero e proprio personaggio della serie, che riflette in toto l’immagine stessa dei due protagonisti: sotto un’apparenza decisamente ordinaria, si nasconde tutta la banalità del male che aspetta di essere liberato come da una sorta di vaso di Pandora. In Norman, il male è ancora un germoglio che trae la sua linfa vitale dall’insano rapporto con la madre e dall’aria malata che lo circonda. A peggiorare il tutto è l’arrivo del fratellastro Dylan (Max Thieriot), teppista retrò con tanto di moto e chiodo, odiato dalla madre Norma perché potenziale ostacolo per la loro felicità – you can’t stay here, you’re toxic.

Gli elementi lanciati per caratterizzare l’ambiente sono molti e trovano ragione d’esistere se osservati nella totalità, come tasselli di un quadro più ampio di cui conosciamo già l’esito finale. Ed è in questo senso che si vede con chiarezza qual è il limite, non solo di Bates Motel, ma di qualsiasi prodotto che voglia “svelare il dietro le quinte” di un altro lavoro, in questo caso della mente di Norman: ogni scelta tende verso una meta già nota e corre quindi su un binario già tracciato. Di conseguenza, tutto quello che accade deve avere una spiegazione plausibile e rientrare nel disegno generale, altrimenti viene sentito come “errore”; perciò bisogna guardare ancora all’insieme, altrimenti alcune scelte fatte sembrano quantomeno azzardate se prese singolarmente – uomini bruciati in pieno giorno o malviventi in lacrime davanti ad una spogliarellista.

“And she’s not a bad person, she’s just not perfect.”

Bates Motel – 1x02 Nice Town You Picked, NormaLa bravissima Vera Farmiga continua ad appannare il resto del cast sia per importanza stessa del personaggio, sia per l’innegabile bravura nel rendere tutta la complessità di Norma. L’insano rapporto con il figlio risulta ancora più inquietante nei momenti di “normalità”, quando decide di usare, per esempio, la propria avvenenza per farsi corteggiare dal vicesceriffo e tenere così sotto controllo le indagini del ben più temibile sceriffo Romero (Nestor Carbonell). Nulla può sfuggire al suo maniacale controllo e questa iperprotettiva ombra oscura non conosce limiti o confini d’azione: Norman non è più capace di comprendere quanto la sua vita sia gestita dalla madre e, di conseguenza, ha sviluppato verso di lei una sorta di amore “puro”, che rende perciò impuro ed ingestibile qualsiasi altro affetto. E’ in questi frangenti più sottili e sommessi che si comprendono le potenzialità di Bates Motel: la diluizione stessa del tempo seriale necessita di personaggi e storyline che devono sì arricchire, ma concorrere soprattutto a rivelare la degenerazione progressiva della mente di Norman. Il faccia a faccia tra i due fratelli, con tanto di batticarne brandito come arma, o l’imbarazzo di Norman verso la nudità della madre rivelano, senza forzature, il percorso intrapreso, sostenuto anche dalla recitazione di Freddie Highmore. L’attore è particolarmente bravo a rendere i momenti di vuoto dialogico, forte di una gelida vacuità nello sguardo che si carica della somiglianza con Anthony Perkins; qualche perplessità in più c’è, invece, nelle parti senza la Farmiga, dovute forse a storie ancora agli albori e quindi con meno spessore ed autonomia.

“So what’s with all the stuffed animals? Are they real?” “They were once.”

Bates Motel – 1x02 Nice Town You Picked, Norma

Se la parte teen non aveva precedentemente convinto, assume invece una maggiore complessità con l’approfondimento del personaggio di Emma. Malata di fibrosi cistica, recita William Blake a memoria e ottiene la benedizione di mamma Bates, che si illumina nel sentire quanto breve sia la sua aspettativa di vita. Al contrario del radioso faccino di Bradley, così palesemente sensuale e quindi minaccioso, la piccola Emma e il suo little pet appaiono decisamente più gestibili.

Il fattore tempo è un altro punto interessante della serie: la commistione di elementi retrò con altri iper-moderni rimandano – apparentemente – una sensazione di confusione temporale e di accozzaglia feticista di oggetti demodè. Credo invece che la scelta di un’ambientazione contemporanea, rappresentata soprattutto dai molti i-phone e dall’abbigliamento delle ragazze della scuola, faccia da contraltare ai gusti passatisti dei personaggi principali. Norma sceglie di vivere in una casa palesemente antica e sfoggia gonne, camicie, impermeabili degni di una casalinga di fine anni ’50 e ciò si riversa, ovviamente, sull’abbigliamento e i gusti stessi di Norman – lo vediamo guardare film in bianco e nero, per esempio. Adesso ci viene introdotto l’ambiente di Emma: lei è immersa in un mondo di immobilità temporale, di ricerca dell’indeterminato, che ci assale una volta entrati nel negozio del padre, famoso tassidermista. Oltre ad essere un legame fondamentale con il film, la pratica della tassidermia è l’unico modo per eternizzare il tempo fisico, per controllare e gestire la morte. Perciò il mood antiquato di casa Bates, così lontano dalla modernità della scuola e dei suoi studenti, si intona perfettamente con il personaggio e l’ambiente di Emma – l’unica che ha infatti diritto di essere amica di Norman.

Bates Motel – 1x02 Nice Town You Picked, NormaLa parte dell’avventura hentai con risvolto da mafia messicana lascia sicuramente perplessi e non convince, così come l’abbozzo di storyline per Dylan, già assoldato dalla criminalità organizzata locale. Ma questi due elementi sono appena accennati e di difficile giudizio – anche se non sembrano promettere granché.

Questo episodio viaggia meglio dell’altro e annoia meno, nonostante ci siano alcuni punti morti e altri difficilmente compatibili con il resto, soprattutto perché la lettura di secondo grado, cioè con la memoria al film, continua ad essere la chiave di lettura dominante.

Voto episodio: 7

P.S. Dato che di Hitchcock non si parla mai abbastanza, tra qualche giorno uscirà nelle sale italiane Hitchcock, tratto dal romanzo di Stephen Rebello, Alfred Hitchcock and the Making of Psycho, che racconta la vita del regista inglese alla fine degli anni ’50 alle prese con il suo nuovo progetto, Psycho – appunto. 

Condividi l'articolo
 

Informazioni su Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *