Black Mirror – 2×03 The Waldo Moment 5


Black Mirror – 2x03 The Waldo MomentCon questo episodio finisce anche la seconda stagione di Black Mirror, una delle opere televisive più originali e più importanti degli ultimi anni. In questi sei appuntamenti la serie trasmessa da Channel 4 (la stessa di Utopia, non a caso), ha messo gli spettatori di fronte a racconti distopici riguardanti in alcuni casi un futuro prossimo, in altri un vero e proprio presente possibile, su cui è inevitabile interrogarsi.

Tra le caratteristiche principali della serialità televisiva britannica vi è senza dubbio quella di realizzare prodotti di qualità – che nella maggior parte dei casi hanno come referenti diretti d’oltreoceano le serie create dalle emittenti cable – disponendoli in formati strutturalmente originali, radicalmente diversi da quelli dell’industria seriale statunitense. Black Mirror è da questo punto di vista un caso emblematico: due stagioni da tre episodi lunghi cinquanta minuti circa, ciascuno dei quali racconta una vicenda completamente autoconclusiva. Le analogie sono soprattutto di natura tematica – sebbene ci siano continuità anche nello stile di ripresa e nella fotografia – sintetizzate perfettamente dal titolo, il quale fa da collante alludendo allo specchio nero, a un riflesso del reale che al contempo lo contiene e lo deforma, mostrandone la sua trasfigurazione meno rosea.

The Waldo Moment”

Black Mirror – 2x03 The Waldo MomentL’ultimo episodio di questa stagione non trova la ragione della sua efficacia in trame articolate e relazioni dense di avvenimenti; viceversa si evidenzia per un plot abbastanza semplice e sostanzialmente lineare: all’interno di un programma d’intrattenimento emerge con sempre più successo il numero di un personaggio di nome Waldo, un cartone animato digitale che, con il doppiaggio di un comico – il quale ne manovra anche i movimenti – si distingue per le sequenze di insulti dalla lunghezza senza precedenti e ripetuti riferimenti all’attualità. Immediatamente la relazione tra un soggetto (in questo caso il personaggio di Waldo) e il suo successo popolare diviene una delle questioni su cui la puntata s’interroga, tanto da proporre in prima battuta l’ipotesi di realizzare un pilota di una serie con protagonista lo scurrile orsacchiotto blu, aprendo in questo modo in maniera autoriflessiva alle logiche industriali televisive. L’idea vincente però arriva in un secondo momento: inserire Waldo nel luogo del successo di pubblico e del consenso per eccellenza, la politica, dove la sua capacità di coinvolgere le masse e di attirare grandi fette di ascoltatori può non solo essere quantificata, ma anche portare a casa risultati tangibili.

What is a politician?”

Black Mirror – 2x03 The Waldo MomentCon Waldo la satira riempie il vuoto lasciato dalla politica, mette luce sull’autoreferenzialità del sistema dei partiti, facendosi occhi e orecchie delle masse, divenendo, infine, valvola di sfogo di un sentimento di protesta generalizzato e incorporando istanze comuni di una cittadinanza sofferente che non si riconosce più nei partiti tradizionali e sale sul carro animato del vincitore con il miraggio di mandare a casa un’intera classe politica. Waldo è virus e antidoto insieme, in quanto da un lato s’inserisce in modo irreversibile nelle spaccature, nelle crepe di una politica ormai inadeguata, ma al contempo, riuscendo ad attirare l’attenzione di grandi folle, ne desta il senso critico e la voglia di ribellione. Il modus operandi è quello dell’insulto, dell’improperio, dell’offesa diretta che prende la forma del turpiloquio becero e unidirezionale. Il primo incontro tra Waldo e il candidato del partito conservatore è emblematico di quello che sarà poi l’atteggiamento dell’orso dai pixel blu: “che cos’è un politico” gli chiede Waldo, ricevendo come risposta una banale e retorica similitudine con Batman, colui che vigila, mette ordine e aggiusta le cose – nel solco della tradizione dei Tories britannici – a cui Waldo controbatte con offese e insulti a ripetizione. Tale atteggiamento non è altro che una lucidissima messa alla berlina delle disfunzionalità della politica istituzionale e dell’agire dei suoi esponenti, i quali fanno della monotonia e della trasfigurazione del linguaggio l’unica strategia comunicativa. Se da un lato l’insulto è una coazione a ripetere che non prevede nelle sue corde lo scambio dialettico, dall’altro sembra essere la migliore delle scale al paradiso della politica, coadiuvata da un’ipermediatizzazione quotidiana figlia della presenza costante di schermi che mostrano il nuovo idolo delle folle in azione.

We don’t need politicians. We’ve all got iPhones and computers, right?”

Black Mirror – 2x03 The Waldo MomentSe qualcuno era ancora convinto che Black Mirror fosse una serie di fantascienza, con questo episodio sarà costretto certamente a ricredersi. In realtà già nella prima stagione, e per la precisione nella prima puntata, gli autori hanno affrontato la materia partendo da una prospettiva molto simile, che prosciugava quasi totalmente gli elementi sci-fi per raccontare un presente possibile, dove naturalmente la prospettiva è tutto tranne che ottimistica e la tecnologia ha una funzione strumentale di prim’ordine. Ciò che davvero lascia a bocca aperta di “The Waldo Moment” è che quello che per gli autori britannici è uno dei tanti mondi possibili e per certi versi scongiurabili, per i cittadini (e gli spettatori) italiani non è né più né meno che la realtà, emersa, quasi fosse tutto pianificato, nella maniera più esplosiva proprio nello stesso periodo (addirittura lo stesso giorno!) in cui l’episodio è stato trasmesso, quello delle elezioni politiche. L’episodio infatti sembra essere una sorta di manuale d’istruzioni circa il fenomeno del Movimento Cinque Stelle e dell’agire del suo leader Beppe Grillo. Come Waldo anche il comico genovese nasce come entertainer che da quando entra nella scena politica fa dell’insulto la sua pratica comunicativa programmatica – e il Vaffa-Day è la più chiara delle dimostrazioni – facendosi portavoce della rabbia di un bacino elettorale (sempre crescente) ormai scollato dalla politica e dal sistema dei partiti. Proprio come avviene all’orso blu, Grillo e il suo movimento procedono all’insegna dell’urlo “tutti uguali, tutti a casa” e nascondono le eventuali debolezze attraverso una mascotte in grado di fare da parafulmini, ragionando così sulla smaterializzazione del corpo della politica, polverizzandone così i punti di fragilità.

Change, Future, Believe

Black Mirror – 2x03 The Waldo MomentDopo una campagna elettorale delle più aspre si arriva ai tanto attesi risultati elettorali: Waldo non arriva primo, ma riceve una quantità inaspettata di voti piazzandosi dietro solo al partito conservatore e prosciugando l’elettorato del labour party. Con inspiegabile veggenza, proprio come in Italia, il parlamento risulta spaccato e ingovernabile per via della scheggia impazzita digitale, vero e proprio soggetto politico virale. Il finale da questo punto di vista è quanto mai apocalittico, dove la dittatura delle immagini marcate Waldo si impone sul contingente e dove politicamente il suo “partito” sembra avere ottenuto la maggioranza assoluta (stesso obiettivo di Beppe Grillo). Se in un primo momento l’iconoclasta gesto di rompere lo schermo – che ancora una volta pone l’accento sull’immaterialità del movimento – riusciva quantomeno a portare a casa crepe e danneggiamenti di varia natura, nel finale la tecnologia, proprio come Waldo, sembra impenetrabile e inscalfibile, in poche parole imbattibile, e ogni tentativo di distruzione riceve una spinta verso l’esterno uguale e contraria. Le parole che scorrono sugli schermi non sono diverse da quelle di tutti gli altri, perché sono quelle del “bignami del politico”, che fanno leva sulla fiducia, sul futuro e sul cambiamento, vero e proprio oppio dei popoli contemporaneo.

Con “The Waldo Moment” Black Mirror chiude alla grande dimostrando un’acutezza di pensiero che ha pochi paragoni.

Voto: 8,5

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Informazioni su Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".


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5 commenti su “Black Mirror – 2×03 The Waldo Moment

  • MarkMay

    Non seguo Black mirror ma sentendo parlare di questo episodio da altre persone mi sono incuriosito e l’ho guardato… Beh dire che è stato spiazzante è dir poco… Non ho molto da dire sul telefilm in quanto non lo conosco, dico solo che da italiano mi ha fatto un effetto strano, ed il finale (che cmq trovo la parte più debole, con un finale un pò forzato e che secondo me stona con la ottima costruzione, seppur veloce, di Waldo e del suo approdo al successo) non lascia molta speranza per il futuro. Le parti migliori della puntata sono da riscontrare nell’incontro tra il protagonista ed il membro dell’Agenzia (che realizzerà probabilmente il successo finale di Waldo), e stamperei ed attaccherei nel muro la frase che il candidato che vincerà dice (più o meno) in macchina: “Se il mio avversario politico è un orsetto blu allora viviamo in un sistema assurdo; ma forse è veramente così… Solo che queste strade non si costruiscono da sole!” Ho trovato questa frase la sintesi perfetta della situazione politica in cui si trova la nostra generazione (e non parlo solo di quella italiana): delusa, senza speranza e senza la forza ma con la paura di sognare, pronta ad attaccarsi al primo attaccabrighe che promette di “uccidere” i fautori della nostra paura ed avendo come scopo SOLO quello. Questo è un prodotto spiazzante, che dovrebbe far riflettere non solo chi ha un incarico pubblico e che si trova a combattere col fallimento di un sistema, ma anche coloro che promettono di cambiare il vecchio sistema, senza far sapere con cosa e come lo vogliono cambiare, e questo è molto pericoloso.

     
  • Michele Hume

    MarkMay ti consiglio vivamente di recupare il resto della serie, sono solo 5 episodi!
    Questo, per dire, è a mio parere quello più debole 😉

     
  • LASABRI

    Trovo questa serie la piu’ illuminante e folgorante degli ultimi anni. L’attenta analisi del presente proiettata in un futuro che potrebbe essere domani. Geniale.

     
  • carlos

    La puntata mi sembra davvero interessante, ma io ho deciso di vedere la seconda stagione in Italiano su SKY, visto che va in onda dal 19 Marzo!

     
  • Enrico Giammarco

    Black Mirror ha, in generale, un’eccellente costruzione narrativa. Non può comunque essere considerato realmente rappresentativo dei rischi dall’abuso della tecnologia, in quanto si tratta di un affresco a tinte (scure) uniche.