Girls – 2×09 On All Fours

Girls - 2x09 On All FoursParlare di Girls diventa sempre più complicato. Ad un episodio dalla fine, Lena Dunham, che scrive (assieme a Jenni Konner) e dirige On all four, ci scaraventa contro una puntata triste, crudele, fisica – soprattutto fisica. Le situazioni iniziate nello scorso episodio, vengono ora trascinate in una spirale di imbarazzo e disagio, che si riversa incontrollabile sullo spettatore. 

 

“Hannah, did you hymen grow back?”

Più Anais Nin, meno Jane Austen: non c’è spazio per sentimentalismo o riflessione. L’imperativo è vivere vivere vivere, per riuscire però a collezionare fallimenti, insoddisfazioni, umiliazioni – where’s sexual failure? 

Girls - 2x09 On All Fours

Nel dialogo iniziale tra Hannah ed il suo editore, sentiamo il peso di questo paradosso: a nessuno interessa il grande amore, ciò che vende è il sesso con un minorenne gay. Le si chiede sostanzialmente di fallire sempre e comunque, di agire senza pensare (dando per scontato che sia la sua unica e vera natura), ma di tirarne fuori un libro di successo (dice nulla?).
Alla fine del quinto episodio, One Man’s Trash, Hannah confessava a Joshua di aver sempre tentato di fare ogni esperienza possibile per cercare di salvare gli altri; tuttavia tali esperienze – forzate da questa strana concezione escatologica della vita – non riescono ora a trovare una forma letteraria per venire fuori. Sembrano invece trovare forma sullo stesso corpo di Hannah: non è bastato denudarlo, fino quasi ad abusarne, ma è stato necessario denudare persino la sua mente, talmente affollata da non essere più domabile. Il pianto liberatorio finale (e incompreso) con Joshua era troppo poco, così riaffiora dal suo passato un disturbo ossessivo-compulsivo, che sfocia persino in una strana sorta di autolesionismo. Inoltre, intorno a lei c’è ormai il vuoto siderale: il suo infallibile cinismo non ha un pubblico su cui sfogarsi, le sue irritanti ed isteriche azioni non sense sono chiuse nel suo appartamento e ricadono totalmente su di lei, al massimo in una telefonata ai genitori – Who’s going with you [to the hospital], baby?  – Uh, any one of my, like, 12 to 15 very close friends.

“And sometimes being really good all time feels really bad.”

Girls - 2x09 On All FoursLa parte più “leggera” dell’episodio è affidata al terzetto Marnie/Shosh/Ray alla festa organizzata dall’azienda di Charlie. Fatto ormai passare come l’uomo del secolo per aver inventato un’app blocca-chiamate-di-cui-potresti-pentirti, il travestimento di Charlie da gallo cedrone dura l’arco di poco più di una puntata, per poi cedere di nuovo alle grazie della sua ex.
Ammantata di nuova sicurezza, Marnie si lancia ad inseguire il suo sogno di cantante che, fresco fresco di qualche giorno, tenta di eclissare il protagonismo di colui che vorrebbe riconquistare. Il risultato è, ovviamente, una manciata di minuti di assoluto imbarazzo per Charlie ma di totale goduria per noi. Sembra di vedere Marnie per la prima volta: la sua consapevole vulnerabilità in mezzo ai ghigni di banali hipster-nerd la rende simpatica, il suo mettersi praticamente in ridicolo ci costringe a stare dalla sua parte. E quello slancio di fiducia finale – I’m on a journey. It’s my journey, and I’m ok. And please don’t pity me –, privo di snobismo e piedistallo, attrae anche Charlie. Non sappiamo cosa succederà nella prossima puntata, ma tutto il tifo è (inaspettatamente, giuro) per il ritorno di fiamma.
Sull’altro versante, invece, continua la discesa verso la rottura, nell’aria da tempo: la speranza li rivorrebbe ai fasti di I Get Ideas, ma guardare la metamorfosi in bitch di Shoshanna è sensazionale, così come guardare Ray in preda alla gelosia – I’m socializing. I’m sorry if that’s not working for you, my social butterfly-ness.

“He has the face of an old-timey criminal.” “No, he looks like Peter Pan.”

Girls - 2x09 On All Fours

Mentre Ray è ancora un personaggio legato alla costola di Shosh, Adam ha ricevuto lo spazio necessario per materializzarsi come protagonista a tutto tondo, sebbene in funzione del richiestissimo ritorno della coppia primigenia della serie, Hannah&Adam. Quali che siano i motivi, ciò non toglie l’esemplare costruzione/distruzione di Adam, prima reinventato “normale” e poi incapace di opporsi alle vecchie abitudini, evocate dall’incontro con Hannah di ritorno dall’ospedale con tanto di cotton fioc come souvenir. E questo incontro reca in sé qualcosa di epico. Pur caricato di tante aspettative, non riesce a deludere: c’è un’aura di grande semplicità a circondarli, non ci sono urla o macchinazioni perché la casualità è reale, anzi, è resa tale.
Ancora una volta, qui si potrebbe discutere sulla quantità di realismo che la serie riesce a rendere, eppure – per una volta – non ci interessa: meglio non intellettualizzare anche il senso di naturalezza della scena. I rompicapi servono per il dopo-incontro, che diventa a questo punto il demone della serata di Adam: non riesce ad esorcizzare Hannah e così gli argini del suo tentativo di “normalizzazione” cadono tutti. La fisicità dell’episodio arriva quasi ai vertici con Adam e non tanto per l’esplicita scena di sesso, quanto per la brutalità del suo repentino cambiamento e per l’impietosa macchina da presa che non nasconde nulla, dal disagio/disgusto di Natalie (Shiri Appleby) alla glacialità/confusione di Adam.
E’ la crudele proiezione di quello che era il rapporto tra Hannah e Adam, è la scena che ci dà la misura di quanto fosse insana la loro relazione: ma allora era tutto condiviso, soprattutto la pazzia, l’essere sopra le righe e sopra le regole, in un percorso che alla fine li ha portati a sembrare innamorati l’uno dell’altra.

Girls - 2x09 On All FoursIl punto più alto di scarnificazione del corpo (e non solo) è proprio in chiusura di episodio: sola in bagno, Hannah decide di pulire l’altro orecchio con lo stesso incriminato cotton fioc – do you think maybe you could clean the other one out? Just because it’s feeling a little uneven aveva chiesto e non ottenuto. Nonostante il dolore provato solo qualche ora prima, decide di farlo nuovamente ma senza lasciarci vedere cosa succederà: il suo è un autolesionismo profondo, più della ferita stessa, perché è la diretta conseguenza di un qualcosa che non riesce a controllare, un impulso di autodistruzione senza salvatore o salvatrice finale.

On all Fours è un episodio strano, complesso, a tratti crudele, che ci mette a disagio, ma vero e straordinariamente triste, come forse non avremmo mai creduto di vedere in Girls. La curiosità è quindi alle stelle per l’episodio finale, che sfodera come autori niente meno che la coppia Dunham&Apatow, ai quali va nuovamente il compito del gran ritorno di Jessa.

Voto episodio: 9

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

6 Risposte

  1. Penny Lane scrive:

    Mamma mia Sara rece perfetta. Brava!

     
  2. Sara scrive:

    ah ah esagerata! Grazie grazie. Sarà che mi è troppo piaciuta la puntata! e in più se mi sfoderi adam così a lungo insomma, non posso che cedere!

     
  3. Attilio Palmieri scrive:

    Bravissima Sara, condivido tutto.
    Il momento spartiacque tanto atteso, diventa il perno dello stesso episodio: l’incontro Hannah-Adam è poesia e gli attori sono perfetti nel rendere i rispettivi imbarazzi.
    E che coraggio Lena a grattarsi il culo in primissimo piano, in faccia a ogni perbenismo.

     
  4. xfaith84 scrive:

    da detrattrice della serie XD mi permetto di dire che questa è stata una bella puntata, forse la più interessante della stagione. Finalmente non si gira intorno alle cose con disinteresse o mera accettazione, ma c’è un confronto, c’è un tentativo di affrontarle – anche se chiaramente non per forza questo ha dei risultati positivi.

    Recensione molto bella sara, ho un unico appunto. Non sono così d’accordo con l’idea che quello che c’era tra Adam e Hannah fosse condiviso. O meglio, lo era di più rispetto a quello che è successo con Natalie, evidentemente!, ma come dimenticare a questo punto le dichiarazioni di Hannah in One man’s trash, la sua tendenza a “dire sì” a qualunque cosa provenisse dagli altri anche quando non davvero da lei accettata? Mi è venuta in mente una scena della scorsa stagione, in cui durante uno dei soliti rapporti tra Adam e Hannah lui le diceva di dire le peggio cose e lei le diceva con fare distaccato, atono, come a preannunciare quello sfogo nella quinta puntata di questa stagione.

    La condivisione – percepita tale da Adam e parzialmente dal pubblico – non era vera accettazione da parte di Hannah, che a questo punto credo – credo – sia obbligata come personaggio ad evolvere da questa posizione. Mi sembra di capire, ma potrei sbagliare, che questa fase di crisi, di peggioramento del suo OCD sia funzionale proprio a questa svolta, forse per la prossima stagione.

     
  5. Sara scrive:

    Per tutta la prima stagione, ho sempre pensato (un po’ ingenuamente) che la disponibilità di Hannah a piegarsi alle richieste di Adam fosse una sorta di accettazione passiva forzata, un modo per tenerselo stretto.
    Alla luce della seconda stagione, penso invece che ogni cosa era “condivisa” nel senso che ognuno era spinto dai propri motivi per accettare quelle situazioni: Adam per una stranezza congenita (per dirla semplicisticamente) le proponeva e Hannah, per la sua fame di esperienze, le ha sempre accettate. e lo scopriamo solo dopo, cioè nel dialogo con Joshua, che è uno dei momenti in cui lei realizza, guardandosi all’indietro, che tutto quello che ha fatto non ha che peggiorato il suo rapporto con se stessa. Anche se la sua voce era atona e distaccata, lei decide sempre di stare al gioco di Adam, non ha mai una reazione come quella di Natalie: condividevano, ognuno per i propri egoistici motivi. Così, dopo essersi allontanati, vediamo lui tentare di normalizzarsi e lei ormai preda indifesa di se stessa: perciò quando si incontrano di nuovo, sotto una nuova luce perché entrambi hanno provato ad intraprendere strade diverse, il momento è bellissimo. Il punto sarà scoprire se hanno imparato qualcosa da tutto quello che hanno combinato o se torneranno quello che erano prima.

    Fatto sta che: più c’è Adam in una puntata e più, quella puntata, sarà bella! Ma sono io che ho gli occhi a cuore ogni volta che lo vedo o è veramente il personaggio meglio scritto della serie?! aaaahhhh, spero di avere tuuutta la terza stagione per scoprirlo!

     
  6. xfaith84 scrive:

    credo che la differenza stia nel come si guarda ad Hannah: per me una persona che accetta tutto per “fame di esperienze” e che poi ha un tracollo del genere stava mentendo a se stessa per tutto il tempo, dunque non vedo un’autentica accettazione delle situazioni, ma una persona incastrata in uno schema. Parlo in termini di “senno di poi”, ovviamente, ma non credo che quello di Hannah sia un “motivo” per cui lei accettava le situazioni, ma credo sia un disagio bello e buono, ragione per cui ora non riesco assolutamente a vederlo in termini di condivisione.
    Credo che se tornassero insieme alla fine di questo crollo di Hannah o comunque dopo questa presa di coscienza, lei si relazionerebbe con lui in modo molto più sano, e in questo caso eventualmente sì, con una vera e propria condivisione delle scelte interne al rapporto.

    Poi, è chiaro che a confronto con Natalie sia tutta un’altra storia!

     

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