Girls – 2×10 Together 4


Girls – 2x10 TogetherLo scorso anno Girls fu (con Homeland e Boss) una delle principali novità della stagione televisiva, tanto da attirare attorno a sé gran parte dei discorsi della critica più o meno specializzata. Il finale fu l’episodio che senza dubbio divise maggiormente, con una decisa superiorità dei detrattori, tra i quali figuravano anche alcuni sostenitori della prima ora.

La seconda stagione della serie creata da Lena Dunham è stata anticipata dal consolidamento della sua fama dovuto alla vittoria di considerevoli riconoscimenti e al buzz che sempre più pervasivamente ha invaso blog e social network con gli intenti più disparati. Quest’annata arriva tra applausi e polemiche, alle quali l’autrice risponde proponendo un registro stilistico abbastanza diverso rispetto alla precedente, sicuramente più cupo, dove, essendo gli (irrealizzabili) obiettivi e i sogni già stati presentati, c’è spazio soprattutto per mostrare il loro infrangersi contro la realtà e il loro essere catapultati nel fallimento insito nella loro stessa natura. Una condizione di vanagloria quella dell’inizio, che non era altro che il testimone della miopia dei protagonisti, bisognosi solo di sbattere la testa contro il muro per capire di star correndo in un vicolo cieco.

I want you. I want to see you every morning and I want to make you a snack every night. And eventually I want to have your little brown babies, and I want to watch you die”

Girls – 2x10 TogetherCominciamo dalle cose meno positive, che sostanzialmente si riducono a una soltanto: la gestione della storyline dedicata a Marnie. Si tratta del solo vero happy ending della stagione, per certi versi l’unico meritato: una sorta di premio karmico agli impacciati e spesso patetici sforzi recenti, il contentino dato a un martirio fatto di ingenuità e umiliazioni pubbliche – il canto deriso della scorsa puntata è solo la punta dell’iceberg di una serie molto lunga. Se da un lato questi fattori hanno dimostrato la voglia di mettersi in discussione della ragazza, dall’altro ne hanno sancito tutta l’impossibilità, oltre che la fatica ad uscire da schemi precostituiti ormai troppo solidi; la riuscita di questo obiettivo necessiterebbe di una forza che la fragile Marnie non ha.
L’analisi delle ragioni dello scioglimento positivo del filo narrativo che lega Marnie a Charlie potrebbe (e dovrebbe) essere più o meno questa; ciò che però stona è sia il registro scelto, sia, soprattutto, la scarsa compatibilità tra le loro vicende e quelle degli altri personaggi. La sdolcinata dichiarazione d’amore tra i due rientra dalla finestra nell’immaginario di Girls, sebbene a prima vista sembri non appartenerle: questa scelta, infatti, ha il sapore del giudizio severo, che incasella i due personaggi nella più consueta mediocrità adolescenziale. Ciononostante, si fa un po’ fatica a far parlare tra loro questo “lieto fine” e la condizione nella quale gli altri personaggi terminano la stagione.

I can’t be surrounded by your negativity while I’m trying to grow into a fully formed human”

Girls – 2x10 TogetherIl discorso è completamente diverso per quanto riguarda la conclusione della storia tra Ray e Shosh: all’inizio della relazione hanno destato immediatamente simpatia per via del loro essere dei freak senza causa, delle anime disperate in cerca di affinità, ma dopo poco è stato chiaro che la fragilità e la solitudine che portavano con sé avrebbero potuto solamente essere moltiplicate dalla loro relazione. Ray, trentatreenne senza speranza, travestito da nichilista a tempo perso, nonostante faccia di tutto per plasmarsi alle esigenze della giovane compagna, sembra non avere gli strumenti per interpretarne la difficile personalità.
È a Shoshanna però che l’autrice dedica la conclusione più severa: quella che è unanimemente stata identificata come la più simpatica tra i personaggi della serie viene finalmente mostrata per quella che è realmente, una ragazza ingenua, vittima dei suoi fantasmi, dei suoi folli sogni e del suo ego smisurato. La sua immaturità le impedisce di gestire al meglio la colpa del tradimento (sebbene Ray l’abbia più volte tranquillizzata) e finisce per mandare in frantumi la relazione. Se però, per una ragazza come Shosh, sarebbe stata comprensibile e pacificante una redenzione che assumesse le sembianze della clausura, il finale con il bacio al biondo di cui Ray è geloso ne condanna definitivamente l’egoismo e la superficialità.

– “You are here”
– “Well, I was always here”

Girls – 2x10 TogetherIl cuore dell’episodio, nonché il senso profondo della stagione, è però dedicato a Hannah, che risponde con questo finale a tutte le accuse subite (sia come personaggio che come persona) mettendosi a nudo completamente, pagando per tutte le colpe e le responsabilità dei suoi comportamenti. La stesura del libro – e con essa il suo sogno di diventare scrittrice – è il vettore attraverso il quale passa lo scavo interiore di questa puntata, mentre le sindromi e i disturbi ne sono la perfetta cartina al tornasole. L’egocentrismo estremo, la superficiale e spesso violenta mancanza di rispetto che l’ha contraddistinta, sfociano in una solitudine totale, dove il sentimento più positivo che provocano al prossimo è quello della compassione.
Persino Marnie, personaggio fragile e vittima per antonomasia, quando entra in casa in cerca dalla (ex) migliore amica, non trovandola, suppone che sia nascosta e afferma che sarebbe troppo ridicolo guardare sotto al letto, con il rischio di smascherarla in tutto il suo patetismo. Andandosene, Marnie, le dà una lezione di maturità per Hannah inaspettata, uno schiaffo morale che la getta definitivamente nell’abisso. Le altre persone a lei più vicine, i genitori, non si comportano tanto diversamente, non credendo alla prima e sincera richiesta d’aiuto della figlia, perché ormai assuefatti alle prese in giro e saturi dei vizi di Hannah. La protagonista incassa soltanto, da chiunque, finanche dal tossico vicino di casa, che per la prima volta le comunica tutto il disprezzo che prova per lei, mettendola in maniera franca e violenta di fronte a tutte le sue colpe. Stesso discorso per lo sfogo nella segreteria telefonica di Jessa, amica della quale avrebbe avuto estremo bisogno e che l’ha abbandonata, lasciandola senza alcuna certezza.
Solo Adam c’è nel suo presente, il personaggio forse più weird dell’intera serie, quello che nella prima stagione ci è stato presentato per lungo tempo come uno squilibrato, un sodomizzatore, un ragazzo dai gusti perversi, ma dal grande cuore, disposto in piena coerenza con la sua follia a correre nudo per strada, come un principe azzurro che protegge il suo unico amore, e a dare a Hannah quello che, nel momento di maggiore sincerità della stagione, ha ammesso di desiderare.

Una stagione decisamente migliore della precedente, che chiude con un finale amarissimo, indorato dall’unica cosa che di positivo rimane alla protagonista, ovvero quel sincero sentimento che prova per Adam, per altro abbondantemente ricambiato.

Voto episodio: 8

Voto stagione: 8

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Informazioni su Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".


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4 commenti su “Girls – 2×10 Together

  • Chiara

    Bellissima recensione. Ho letto critiche a questa stagione, ma io credo che sia stata decisamente più onesta, amara, e forte – diciamolo, certe puntate sono coltellate a cuore aperto – della precedente.
    Mi chiedo se il finale non sia ancora più amaro di quello che sembra: Adam salverà Hannah o starà con lei nell’abisso?

     
  • Penny Lane

    Bella analisi Attilio! Non sono molto d’accordo però con il giudizio su Shoshanna. Secondo me ha dimostrato grande maturità e lungimiranza, sapendo guardare in faccia i propri desideri (che saranno anche adolescenziali, ma data l’età direi che ci sta tutto). Ha deciso di voler vivere la propria giovinezza staccata da un legame che l’avrebbe repressa e resa infelice, nonostante i sentimenti per Ray fossero reali, e questo non è un comportamento da ragazzina a mio avviso. Non riesco a condannare neanche il bacio col biondino, servito probabilmente per dare definitiva chiusura alla storia con Ray. Sarà anche un comportamento infantile, ma dannatamente realistico.

    Per il resto concordo su tutto. Adam in versione principe azzurro mi ha fatto commuovere, e sono solo riuscita a pensare a quanto Hannah non si meriti un ragazzo così.
    Bella stagione.

     
  • Attilio Palmieri L'autore dell'articolo

    Sul finale tante interpretazioni sono possibili: l’amore vince sull’odio? (cit.); Hannah nel momento di massima disperazione e solitudine capisce che è meglio aggrapparsi a Adam anche se non sa se lo vuole davvero?; il carattere fiabesco e cartoonesco degli ultimi minuti certifica la precarietà e la falsità di quel momento?
    Solo la terza stagione ce lo dirà.
    Riguardo a Shosh, a mio modo di vedere, tutte le decisioni che prende e che ha preso sono state dettate dall’istinto, da una superficialità che fa capo all’ingenuità e al dominio dei sensi sulla ragione. Il rancore, la ripicca, le vendette adolescenziali, sono la testimonianza di una ragazza che certamente è più giovane del suo compagno (o ex compagno) e che in quanto tale merita di vivere la propria età, ma anche che probabilmente è bel lungi dall’aver raggiunto la maturità che la sua età richiederebbe.

    Certo è che, se leggiamo le sequenze riguardanti Hannah di questi ultimi due episodi sotto il filtro di “One Man’s Trash”, è proprio difficile non riconoscere i meriti di questa stagione.

     
  • Davide Cinfrignini

    La Storyline dedicata a Marnie e Charlie si poteva sostanzialmente esuarire con la puntata precedente, lo sviluppo in questa puntata è quantomai lineare e prevedibile, stonando sensibilmente con il tono cupo dell’intera puntata. Da questa stagione comunque Marnie non ne esce meglio rispetto alle altre due protagoniste ; il suo riavvicinamento a Charlie è un forte compromesso nella sua vita sentimentale dovuto alla contemporanea e imprevedibile ascesa sociale e affermazione artistico/creativa di Charlie ( quello che Marnie pensava di aver trovato in Booth-Jonathan). La svolta alleniano-nichilista di Ray (personaggio-rivelazione della stagione) più che un travestimento mi sembra riesca a fornire in pieno la dimensione tragica del personaggio e si può anche porre in relazione di causa ai suoi continui fallimenti lavorativi, alla sua mancanza di ambizione e al suo disadattamento sociale. Ottima la scelta di chiudere con la riconciliazione tra Adam e Hannah, in particolar modo dopo la splendida sequenza del loro incontro casuale durante la nona puntata.