The Following – 1×06 The Fall 6


The Following - 1x06 The FallArrivati al sesto episodio e vicini al giro di boa di metà stagione, si è finalmente palesata la vera abilità di The Following: riuscire a tenere l’episodio su ritmi velocissimi ma non far accadere assolutamente nulla.

Nello scorso episodio c’era stato un bel po’ di trambusto e sembrava che si stesse andando verso una lieve ripresa: i tre fronti d’azione con Joey che tenta di scappare, Claire rapita, Ryan che finalmente trova la casa in campagna e il cliffhanger in chiusura. Ma già in questo episodio è tutto bello che scomparso.

“Hey, you shouldn’t be such a smartass with a gun in your face.”

The Following - 1x06 The Fall

Ostaggio dei tre rapitori, Hardy non ha nessuna difficoltà nel prendersi gioco di loro cercando e puntando le debolezze di ciascuno – dall’omosessualità latente di Jacob e Paul, alla questione del comando – e ci regala un momento di buona recitazione (finalmente si sono ricordati che Bacon è un bravo attore). Purtroppo però, per quanto divertente sia vedere i muniti di pistola avere paura dell’altro disarmato, arriva Denise a rovinare il tutto. Ripreso il comando, dà una bella scossa ad Hardy – ce l’hanno proprio tutti col suo pacemaker – e tenta di sistemare la situazione invocando, come fosse un oracolo, l’aiuto di tale Roderick – che in soli due episodi viene citato più dello stesso Carroll. I tre realizzano lentamente di essere gli ultimi nello scalone sociale del loro maestro, quelli più sacrificabili. Così agiscono con quello che hanno e usano come leva contro Hardy our little friend in the basement, Megan. Nulla di originale certo, ma è l’unica scelta possibile; banale sì, ma davvero l’unica; fatte allontanare tutte le forze dell’ordine dalla casa, Debra Parker si diverte a stuzzicare l’odio/amore mai sopito di Denise per la madre con insinuazioni da prima lezione di psicologia. Alla fine il matricidio a qualcosa è servito. Non c’è nulla di nuovo sotto il sole, se non l’analisi psicologica venduta come d’avanguardia e uno sguardo al passato dell’agente Parker.

Prima di abbandonare il terzetto, menzione speciale va al coltello lasciato sul tavolo da Paul e alla velocità di Hardy nel prenderlo mentre ci sono sia Jacob che Paul nella stanza.

“Parental influence defines us.”

The Following - 1x06 The FallI genitori di Debra Parker fanno parte di una setta, da cui lei è scappata a sedici anni dopo aver rifiutato una sorta di rito di iniziazione. Tralasciando qualsiasi facile ironia sull’assoluta mancanza di fantasia di questa storia, almeno ha il merito di definire meglio il personaggio. Tutto qua, perché per il resto è la solita solfa sul trauma infantile/adolescenziale che fa da molla per le future scelte di vita. Ormai impantanati in stilemi triti e ritriti, la serie riesce a collezionarne uno dopo l’altro, annullando ogni volta la speranza di vedere quel quid in più che ci si aspettava. Parliamoci chiaro: pur riconoscendo che non ci si annoia, i colpi di scena sono  scontati e prevedibili e, inoltre, la storia non avanza. Ma dopo sei puntate, non diventa legittimo voler vedere almeno l’anteprima del grande piano di Carroll? Comunque, a rovinare ulteriormente il tutto, è l’incompetenza che accomuna tutti gli agenti, tutte le unità d’azione, dal primo all’ultimo: abituati in anni e anni di polizieschi che con sofisticatissimi mezzi riescono a scovare il peggiore dei cattivi o almeno ad andarci vicino, siamo costretti a credere, invece, che non riescono nemmeno a decriptare un’email o ad inseguire il rapitore di Claire – la salvano, va bene, ma almeno il tentativo di prenderlo lo potevano fare.

“I’ve been watching you Claire.”

The Following - 1x06 The Fall

E qui arriviamo probabilmente alla parte peggiore della puntata. Non poteva mancare all’appello l’ex soldato allontanato per problemi psichiatrici, con un gran talento per i computer: Charlie, stalker di Claire per due anni, è anche colui che ha permesso a Carroll di comunicare dalla prigione col mondo per mettere su il proprio esercito. Il punto è che questo personaggio è un’altra macchietta già vista: il tipo solitario e sociopatico con instabilità mentali che si innamora da lontano, mentre spia la propria vittima. Reclutato direttamente da Roderick, ha maniacalmente appuntato ogni singola azione di Claire e, giusto per non lasciare nulla all’immaginazione, ci viene tutto sistematicamente spiegato da didascaliche inquadrature. Come se non bastasse, è lo stesso Charlie a darci ulteriori (e ormai inutili) informazioni. Questo è un altro chiaro problema della serie: quando servirebbe mettere dei segmenti d’azione in più, vengono omessi (come la tanto richiesta visione dei reali poteri di assuefazione di Carroll) e quando si potrebbe tranquillamente togliere per lasciar fare allo spettatore, viene mostrato ogni minimo dettaglio. Allo stesso modo hanno trattato l’innamoramento: già comprensibile tra le righe del comportamento di Charlie, l’hanno dovuto infarcire di un ennesimo flashback con l’adepto che riporta a Carroll la newsletter giornaliera sulle attività di Claire. La ridondanza dell’informazione smorza la tensione che si stava creando tra i due e che sfocia prima in un bacio e poi nelle testate di Charlie – I should never touch like that. It’s impure. Bastava un andamento più asciutto del tutto e avremmo avuto un buon climax ascendente – e che magari avrebbe fatto rivalutare un po’ Natalie Zea.

The Following - 1x06 The FallNell’ultima parte, la puntata ha qualche intuizione in più: ci viene rivelata la portata della setta, che annovera molte più persone di quante mostrate sinora e un’organizzazione a compartimenti stagni. Ci sono carrolliani tra gli SWAT e nella polizia locale, Roderick il braccio destro ancora sconosciuto, Denise che riesce di nuovo a scappare con Joey e gli altri due abbandonati al loro triste destino. Insomma: siamo esattamente come all’inizio, se non per il terzetto spezzato (ma ce ne faremo una ragione). Megan e Claire vengono salvate, quindi rimane ancora Joey come unico e solo obiettivo. Se questo è il grande romanzo di Carroll, l’ultima speranza giace nell’annunciata seconda parte, perché finora abbiamo visto tre semi-incapaci rapire un bambino e altrettanti incapaci agenti dell’FBI non saper fare il proprio lavoro, a parte l’unico che avevano bandito. La curiosità che rimane è: riusciranno quegli inetti di Jacob e Paul a cavarsela? Come non avere fiducia in questa possibile storyline? In ogni telefilm che si rispetti c’è sempre almeno una – una?- linea comica. E questa la devono proprio sviluppare.

Voto episodio: 5

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Informazioni su Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).


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6 commenti su “The Following – 1×06 The Fall

  • xfaith84

    è vero, ci sono ancora un sacco di cliché, ma io non l’ho trovata così terribile.
    La storia della Parker e della setta non brilla certo in originalità, ma credo che per indagare il tema delle menti manipolate non si potesse fare in modo molto diverso. Certo è che The Following si potrebbe impegnare un po’ di più, questo è sicuro.

    Kevin Bacon invece è una delizia per gli occhi, le sue interazioni con i ragazzi e il modo in cui li raggira (con una freddezza dovuta sì alla sua esperienza, ma anche al fatto che è vero quando dice che non ha alcuna paura di morire) sono perfetti e lui è di una bravura incredibile. Senza dubbio uno degli attori più sottovalutati di Hollywood, ma questo lo dicono tutti. Anche Hollywood XD

     
  • sara

    il punto è proprio quello: non fare nulla in maniera diversa. capisco che tutto deve essere inerente alla storia e che quindi non puoi certo inventare chissà quale passato, ma la scena dell’iniziazione come scusa per un tizio di portarsi a letto delle ragazzine no eh. un po’ di inventiva!

    e anche su Bacon: come lo lasciano fare e gli danno dei momenti in cui emergere è fortissimo. magari lasciargli più spazio e non asservirlo sempre agli stratagemmi della storia non potrebbe che giovare anche alla serie. concordo anche sul fatto che sia sottovalutato – e la mente non può che viaggiare verso footloose (so aduuulescens)

     
  • xfaith84

    non capisco se la questione dell’iniziazione ti sembra troppo scontata o troppo inverosimile, perché ahimè, di storie del genere ce ne sono in tutto il mondo.
    Esistono un sacco di sette in cui il “guru” sostiene la necessità per la sua sopravvivenza, e dunque della comunità, di unirsi a delle giovanissime, e purtroppo ci sono molte testimonianze di casi in cui i genitori hanno avallato la cosa. E’ una piaga sociale, altroché.

    Per quanto riguarda Bacon.. Footloose tutta la vita, ma anche Mystic River, Sleepers e tanti altri film in cui è stato impeccabile!

     
  • sara

    scontata sia per la storia in sé ma soprattutto per come è stata presentata. la mia convinzione è che esiste un numero molto limitato di storie da raccontare ma milioni e milioni di modi diversi per farlo: the following non se ne inventa mezzo. è come se usasse il solo fulcro della storia, in quanto funzionale al racconto, ma non aggiungesse nulla di proprio e quindi di interessante. perciò tutto appare come un cliché. è come se la serie non avesse una personalità specifica ma pescasse nell’immaginario comune accozzando cose (anche azzeccate) ma senza ristrutturarle. (che poi la questione delle sette sia notizia quotidiana siamo assolutamente d’accordo)

    oddio Sleepers! che mi hai ricordato! uno di quei film che svezza le ragazzine innamorate (assieme a ragazze interrotte, per quanto mi riguarda!)

     
  • xfaith84

    certo, che the following non innovi assolutamente nulla è un dato di fatto. Secondo me dipende davvero dall’occhio con cui si guarda la serie: io non mi aspettavo praticamente NULLA XD perché il trailer mi aveva già fatto capire che c’era poco per cui esaltarsi; di conseguenza prendo le cose per quello che sono e per farmi veramente prendere male ci vogliono puntate come la 1×04 che è stata oggettivamente una roba impossibile da guardare. Per il resto, continuo a seguirla perché l’idea di base mi piace da matti, spero che ad un certo punto agli autori si accenda la lampadina e sappiano stupirci!

     
  • September

    Prima puntata che mi ha veramente sorpreso.
    I buchi rimangono e soprattutto dopo 6 puntate siamo al punto di partenza e questo è inaccettabile.
    Iniizia ad intrigarmi di più però, soprattuto inizia a piacermi la figura dell’agente parker e quella del fantomatico Roderick, ed ho gradito particolarmente le sorprese sugli agenti corroti di fbi e polizia locale.
    7++ alla puntata
    4 alla prima parte di stagione