The Following – 1×09 Love Hurts 2


The Following - 1x09 Love HurtsLa difficoltà di chiamarsi Claire Matthews, ovvero la dura vita delle omonimie: la puntata di questa settimana potrebbe essere banalmente riassunta così. Alla base c’è un’idea semplice ma d’effetto, che viene finalmente usata bene, in una puntata finalmente costruita benino – seppur con tutti i limiti del caso.

“Tell me what inspires you. I need your help to finish our story.”

Preso il suo posto di mentore emerito nella villa di campagna per lui organizzata, Joe Carroll spinge ora dall’interno le azioni dei suoi seguaci, che hanno il doppio compito di costruire un’azione verticale, che duri cioè il tempo della puntata, e di far anche avanzare la trama orizzontale. L’obiettivo continua ad essere Claire, ora sotto protezione dell’FBI in un luogo ancora sconosciuto, unico pezzo mancante per formare la felice famigliola: sulla sua assenza (fisica) viene costruito l’intero episodio.

The Following - 1x09 Love Hurts

In apertura viaggiano parallele le parole di Carroll ai suoi e le parole della coppia Hardy/Parker che, mentre fanno il punto della situazione ai loro superiori, inseriscono anche la stesse critica che tanto si è mossa verso la serie: la totale incompetenza fin qui dimostrata dalle forze dell’ordine. Dopo la scelta dell’agente Parker come capro espiatorio e dopo averla declassata a baby-sitter di Hardy, il discorso risuona un po’ come ruffiana ammissione di colpe, che di certo non migliora la loro reputazione. C’è però una sensazione di maggiore costruzione generale, che infatti si protrae per tutto l’episodio.
I seguaci, descritti dai due come un gruppo di menti disturbate e facilmente influenzabili, vengono mostrati invece, durante la prima riunione con Carroll, mentre si consumano tra sorrisi e sguardi d’intesa/ammirazione per il suo discorso di romanzata dichiarazione di guerra: è lo snodo che attendevamo da tempo e che ha poi inizio – giusto per sgonfiare la tensione creata – con un imbarazzante provino della prima a scendere in guerra. Ad onor del vero, scopriamo che il momento è calibrato per il seguito.

“I want my chapter to have an happy ending.”

La sovrastruttura dell’annunciato grande romanzo prende forma con una nuova pedina, prima sconosciuta: tale Amanda Porter, la Marin Ireland già vista nei panni di Aileen Morgan in Homeland, che sfodera una recitazione decisamente sopra le righe – a tratti anche troppo – ma al servizio, appunto, di una storia e un personaggio che pare voler uscire dal coro delle banalità precedenti.

The Following - 1x09 Love Hurts

Il suo passato viene ricostruito attraverso il solito flashback dell’udienza avuta con Carroll, ma questa volta (forse una delle poche) era davvero necessario: oltre a delineare il personaggio, ha il merito di rafforzare la storia che ha pensato per il suo capitolo. La sua insofferenza per il tradimento viene proiettata su Claire e Hardy, da punire però in maniera speculare e indiretta: se la vera Claire Matthews non è disponibile, si può sempre ripiegare su tutte le altre – chiunque esse siano.
Votata ad armi decisamente inusuali, Amanda riesce ad uccidere, cinica e a sangue freddo, ben due Claire e a rilanciare la palla delle citazioni tra Hardy e Carroll. Ecco, questo gioco alla frase ad effetto, dell’enigma, anche se non più isolato al solo Poe, continua ad appesantire comunque la narrazione: sì, Carroll è uno scrittore; sì, sta dirigendo un romanzo e sì, è anzitutto uno scontro tra due menti (?), ma alla lunga sanno di giochini buttati lì a far scena e senza nessuna utilità. In questo caso hanno qualche giustificazione in più, ma è decisamente meglio quando la guerra su commissione di Carroll prende corpo e vigore – in questo caso dell’instabile Amanda. In questo senso diventa comprensibile la distanza tra il già citato provino di una irritante ed emozionata Amanda, che presenta la sua idea davanti a Carroll, e l’Amanda assassina che uccide fredda e quasi divertita, da vera psicopatica – resa, a questo punto, particolarmente bene.
Altro merito della puntata è l’aver dato una vaga credibilità alla polizia che, proprio sul finire, riesce a sventare il terzo omicidio. La sequenza finale con buoni e cattivi nella folla di un rave dà la sensazione – ancora una volta – di già visto, ma senza disturbare: la costruzione è in crescendo, coronata dalla sparizione di Louise e da una spara chiodi come arma, che concorrono a chiudere dignitosamente il capitolo di Amanda.

“I want my life to mean something. That’s really all I ever wanted.”

The Following - 1x09 Love Hurts

Stiamo parlando pur sempre di The Following e quindi non può andare tutto liscio. Se la storyline più importante pare aver imboccato (tardi) la strada giusta, altri due fronti non danno segnali di miglioramento. Nella tenuta rurale, Emma e la sua volontà di diventare first lady subiscono una sonora battuta d’arresto, con l’aggravante di Roderick sempre intorno a rigirarle il dito nella piaga-Jacob. In un’altra sconosciuta casa di campagna, ritroviamo – finalmente! – Jacob e il moribondo Paul, rifugiati in questa proprietà che scopriamo essere della famiglia del primo con l’arrivo della madre (e non una qualunque, ma la Karen Hayes di 24, interpretata da Jayne Atkinson). Questi due fronti continuano a sovrapporsi nel corso della puntata: mentre Roderick disturba Emma ricordandole il suo “fidanzato” per tenerla lontana dal maestro, i due ragazzi affrontano e forzano l’inevitabile destino, non prima però di aver approfondito – sì, ancora – come e quando sia nato il loro rapporto e come Jacob sia indissolubilmente legato a Paul per il voto di silenzio sulla sua famosissima incapacità ad uccidere.

The Following - 1x09 Love HurtsScherzo del destino (e degli autori), vuole che il suo battesimo sia proprio sulla pelle del fido compagno. Parallelo al sacrificio di Charlie dello scorso episodio, anche qui ci viene propinato il sacrificio di Paul – un soffocamento bagnato dalle lacrime amare di Jacob – in nome della solita vita più elevata, alla luce soffusa del solito camino acceso; avranno anche risparmiato gli archi da soap-opera di quart’ordine, ma in complesso la scena non ha nulla da invidiare alla precedente. Il cerchio si chiude, inevitabilmente, alla soglia della villa con l’apparizione di Jacob, che per l’occasione raccatta il miglior sguardo di sfida per Emma che è riuscito a trovare. Roderick (che si spera continueranno ad approfondire) va avanti, nel frattempo, a mietere un successo dopo l’altro: oscura Emma riportandole Jacob e scopre dove si trova Claire. Qualcuno che sappia usare a proprio favore la più sofisticata tecnologia allora c’è.

Diventa sempre più facile fare ironia gratuita su questa serie (da cui, mea culpa, non riesco a sottrarmi), che in troppe occasioni inciampa su stessa e lo rende inevitabile; arrivati ormai a sei episodi dalla fine, l’atteggiamento più sano sarebbe di rassegnarsi agli strafalcioni, riderci su e puntare ai momenti migliori che ogni tanto fanno capolino – il che accade soprattutto quando c’è di mezzo Kevin Bacon. Problema è riuscire a concentrarsi solo su quelli.

Voto episodio: 6+

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Informazioni su Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).


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2 commenti su “The Following – 1×09 Love Hurts

  • Son of the Bishop

    Bella recensione , concordo pienamente in tutto , questa volta davvero tutto : l’ episodio è movimentato , dialoghi interessanti e il personaggio preso in considerazione è molto interessante .
    Certo le scene sono spesso esagerate come il personaggio di Amanda , ma sinceramente la scena del bar l’ ho trovata troppo esagerata e mi è anche venuto da ridere .
    Comunque se l’ episodio presenta un ottimo ritmo ed è in sé nonostante alcune sciocchezze piacevole , il futuro ?
    Più che altro non si riesce proprio a capire dove vuole andare a parare Joe Carroll con la sua storia e la paura per il futuro è tanta .
    Mi è piaciuto molto il rientro in scena di Jacob e Paul .
    Anche il finale mi è piaciuto ma il personaggio di Roderick proprio non mi piace .
    Per il commento finale concordo al 100 % .
    Bella recensione complimenti

     
  • September

    Nonostante il voto complessivo sulla serie non vada oltre la sufficienza devo dire che le ultime due puntate mi sono piaciucchiate, finalmente un po di svolte nella trama orizzontale e delle buone scene. Ottimi gli ingressi di Amanda e soprattutto Roderick che in sole 2 puntate è diventato il mio personaggio di contorno preferito.
    Odiosa odiosa la scena in cui Paul chiede a Jacob di ucciderlo per dare signifcato alla sua vita….stessa frase pronunciato solo una puntata fa da Charlie, che poi questo significato qual’è? boh…
    In queste cose rasenta il ridicolo following ma il massimo della ridicolezza lo offre nel trattamento riservato a Ryan e all’FBI…ci fosse una volta che Ryan non si ritrovi da solo a rincorrere il pazzo di turno!! Ci fosse una volta che un agente arrivi in tempo!!! morti come se piovesse e quelli dell’fbi sembra che stiano affrontando un caso dove il criminale è uno scippatore di borsette!!!
    Purtroppo queste leggerezze sono imperdonabili ma almeno qualcosa di buono inizia ad intravedersi.
    La cosa peggiore è che fin dalla prima puntata questa serie risulta al massimo godibile ma mai appassionante o misteriosa neppure per un attimo.