The Following – 1×10 Guilt

The Following – 1x10 GuiltA meno 5 episodi dalla fine, The Following si avvia verso una conclusione ancora avvolta nel dubbio, che non è però legato ad un’imprevedibilità nel susseguirsi degli eventi, ma ad una trama orizzontale che, cinta da una metafora dopo l’altra, pare aver smarrito il punto d’arrivo

Un enigma diventa accattivante quando lungo il cammino vengono disseminati indizi che, una volta messi insieme, portano alla risoluzione dell’enigma stesso. Senza alcun elemento a cui aggrapparsi, l’interesse per la componente misteriosa diminuisce progressivamente. Guilt è un episodio cucito bene da un punto di vista drammaturgico, tutto accade perché deve accadere. Nonostante un ritmo a tratti lento, a mio parere legato alla debole fluidità spaziale dell’ensemble attoriale, l’evoluzione degli eventi è lineare e i pezzi del puzzle si incastrano in maniera piuttosto armonica senza eccessive forzature.

You’ve failed twice. This time, I want my wife.

The Following – 1x10 GuiltL’unico colpo portato a segno dall’FBI – il salvataggio di Claire (sebbene sia stato un colpo riuscito a metà perché si lasciano sfuggire Charles Mead) – in questa puntata viene vanificato. Ovviamente Ryan doveva essere presente, sia all’ennesimo fallimento del Bureau che alla cattura della sua amata; così passa, un po’ troppo velocemente, dal non sapere neanche dove si trova a capo della sua scorta. Brock e Vincent (super addestrati nella milizia dei costituzionalisti radicali) non riescono a fare un passo senza destare sospetti, Roderick – forse per la divisa, forse per i suoi tratti quasi angelici o forse perché è l’uomo invisibile – riesce a passare inosservato. Fatto sta che Claire e Ryan riescono comunque a scappare e si rifugiano da Tyson (interpretato da David Zayas il caro Angel Batista di Dexter), ex collega del Bureau adesso nel programma protezione testimoni. Rifugiarsi da Tyson, che vive in the wonderful land of the nonexistence, oltre ad essere un’ottima idea (Hardy, onore al merito), offre a Claire la possibilità di confrontarsi con il passato di Ryan e soprattutto con la sua ossessione per la maledizione della morte che lo porta ad allontanare le persone che ama.

Per quanto possa sembrare banale come soluzione, è questo tormento che definisce il punto focale della caratterizzazione del nostro protagonista per come abbiamo imparato a conoscerlo in questi dieci episodi: Ryan crede davvero di essere responsabile per tutte le morti che lo circondano ed è questo il motivo di quel suo fare a volte un po’ troppo drammatico. Su consiglio di Tyson – I just refused to budge – Claire prova a non desistere e scatta l’agognato I love you con tanto di bacio. Ma Roderick è in agguato: Claire – indotta da quel Don’t you want to see Joey? – va con lui, Ty viene ferito e Ryan si ritrova in ospedale a temere (di nuovo) per la vita di una persona a lui cara.

I’ve killed now. I killed my best friend because of you, I have a real taste for it now. I’d watch my back if I were you.

The Following – 1x10 GuiltA Villa Carrol  nel frattempo assistiamo al ritorno di Jacob e alle sue visioni. Per quanto, in coerenza con la piattezza del suo personaggio, tenti di perdonare Emma, il fantasma di Paul continua incessantemente a ricordargli le sue colpe. Durante una sorta di ménage à trois in absentia, Jacob rivive l’omicidio di Paul, stavolta con quella violenza con cui non è mai riuscito ad entrare in simbiosi. Il dialogo immaginario tra i due è la rappresentazione visiva della coscienza di Jacob che si evolve, che muta verso la rinascita attraverso la morte e per la morte e adesso tocca ad Emma beneficiare di questa ritrovata lucidità.

A mio parere questa tipologia narrativa, condita da un macabro simbolismo, avrebbe dovuto essere più presente nella rappresentazione drammatica dei personaggi della setta e soprattutto nello stesso Joe, che ci appare troppo spesso al di sotto delle sue potenzialità narrative. Relegato al ruolo di capo Santone del vivaio omicida, si limita a muovere i fili dei suoi adepti come fossero dei burattini: mai un confronto che riesca a restituirci la pienezza e la complessità del suo personaggio. Solo con Ryan, seppure con i limiti del mezzo telefonico, riesce a venir fuori parte di quel malato e perverso machiavellismo che ci aveva convinti nel Pilot. La telefonata con Ryan è criptica e ricca di allusioni metaforiche che, se di primo acchito ci sono apparse leggermente decontestualizzate, potrebbero invece essere collegate al grande cliffhangerone finale che porta in ballo Molly. L’ex fidanzata di Ryan, presentataci da Tyson in questo episodio, è dunque una carrolliana? Hardy ha quindi anche un altro ruolo in The Carrol Game? E qui fioccano le supposizioni, il che è cosa buona e giusta. Tutto sommato Guilt è un buon episodio, la storia va avanti e crea le digressioni funzionali ad un ulteriore avanzamento; ma con tutta la buona volontà e le intense espressioni di Kevin Bacon, l’entusiasmo fatica a salire.

Voto: 6+

 

7 Risposte

  1. xfaith84 scrive:

    comunque questa puntata è la fabbrica dei pirla.. vogliamo parlare dell’agente che fa scappare Claire e Ryan e che aspetta davanti alla porta i cattivoni pur dopo aver visto benissimo che tipo di armi hanno?! Cosa voleva, il cartello “Spostati da quella cavolo di porta”?!
    E poi va beh, Claire che si ricorda del figlio a momenti alterni e che in un raptus si consegna.. bah.
    Mille punti per l’amico-di-cui-mi-sfugge-il-nome, che fa Angel Batista in Dexter e che senza cappello è quasi irriconoscibile! XD
    A parte questo, puntata così e così. Ma ormai c’è poco da aspettarsi da questa serie.. ufh

     
  2. Ambrosia scrive:

    Ma anche il fatto di Molly….abbiamo capito che sono tutti coinvolti, ormai non c’è più bisogno di tirar fuori uno della setta dal cappello ogni due inquadrature.
    Claire Matthews è ufficialmente diventata il mio personaggio più odiato.
    p.s: Credete che anche lei sia parte del piano? Ormai sospetto di tutti. Eccheppalle però.

     
  3. dezzie86 scrive:

    Ma il tizio super addestrato della milizia che punta la pistola contro Claire?! Ma scherziamo? Ma sono tutti deficienti? Boh…

     
  4. xfaith84 scrive:

    l’idea che Claire potesse far parte del piano mi aveva quasi convinto all’inizio, ora mi sembrerebbe un po’ troppo… però arrivati a questo punto c’è ben poco di sensato a cui potersi appellare! Bah..

     
  5. Son of the Bishop scrive:

    La puntata nonostante il recupero di Claire l’ ho trovata noiosissima poi ora davvero Ryan non sapeva che la sua ex frequentava nel carcere Carroll … ma dai !
    Puntata pessima arriverò a fine prima stagione e mi fermo ne ho già troppo di questa serie , anche Carroll sta diventando abbastanza sciocco e pesante (unica cosa che mi piaceva dello show)

     
  6. September scrive:

    Questa puntata è stata forse la peggiore. La toria di jacob ed emma la sto odiando inquadratura dopo inquadratura. Non empatizzo con nessun personaggio.
    Non mi fa pena neppure più kavin bacon!!!!
    Sicuramente non è un brutto telefilm ma che volete da me quando in una serie la trama di appassiona il giusto, i personaggi non li senti addosso e non hai grandi aspettative allora vuol dire che la serie non è un capolavoro.
    Dispiace molto perchè avrebbe grandi potenzialità

     
  7. sabina scrive:

    brava la prof…….:)

     

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *