The Walking Dead – 3×14 Prey

The Walking Dead - 3x14 PreyDopo le rispettive dichiarazioni di guerra, The Walking Dead vive ormai nell’attesa che la battaglia abbia inizio. E lo fa concentrandosi questa volta su Woodbury e sui suoi “perplessi” abitanti. L’egida del Governatore si è infatti trasformata in trappola mortale e qualcuno potrebbe averlo capito troppo tardi.

Esattamente come la precedente Arrow on the Doorpost, anche questa puntata è destinata a dividere il pubblico, molto del quale si starà già probabilmente scagliando contro l’ennesimo episodio inutile, lanciando accuse di “brodo allungato” e manifestando una comunque giustificata insofferenza.

The Walking Dead - 3x14 PreyTuttavia, per quanto sembri ormai assodato l’errore commesso nel prolungare la durata della stagione da 13 a 16 episodi, questo Prey rappresenta comunque un passo in avanti rispetto all’occasione mancata della precedente puntata, dove il confronto dalle enorme potenzialità tra Rick e il Governatore si era risolto con pochi picchi d’interesse e tanti sbadigli. La storyline di Andrea è stata infatti gestita meglio rispetto a quella di Rick di una settimana fa e, per di più, era necessario mettere da parte gli accadimenti alla Prigione per concentrarsi un momento sul percorso dei personaggi a Woodbury. Prey rappresenta, inoltre, un interessante esperimento in chiave di genere: se infatti il confronto Rick/Governatore richiamava in maniera evidente alcuni connotati tipici del Western, la fuga della “vittima” Andrea dal “mostro/killer” Phillip, pur con innegabili sbavature, si inserisce nel tentativo di  rievocare i topoi dell’horror più classico.

The Walking Dead - 3x14 PreyCerto, che lo spettatore provi suspense o infinita noia, dipende inevitabilmente dal grado di empatia/antipatia che un personaggio discusso (e mai molto amato) come Andrea suscita in lui. Tuttavia, è innegabile che il lungo inseguimento ambientato nel fabbricato sia realizzato in maniera impeccabile tanto dal punto di vista registico e fotografico, che di montaggio. Ovvio che l’apparizione finale del Governatore, con Andrea ad un passo dalla prigione di Rick, sappia dichiaratamente di forzatura narrativa, ma anche questo aspetto rientra nel cliché tipico dell’horror, ovvero quello del carnefice che, una volta creduto morto, rispunta invece fuori, non si sa bene come, nel momento in cui la vittima è a pochi centimetri dalla definitiva salvezza.

The Walking Dead - 3x14 PreyPer quanto possa essere considerata egoista, antipatica o poco furba, Andrea è stata trattata dagli autori sempre in modo molto coerente e attento. Basti solo pensare che, in questo episodio, la ritroviamo, dopo tante traversie, a correre disperata in mezzo ai boschi come l’avevamo lasciata nel finale della seconda stagione, sancendo così il suo nuovo fallimento nel tentativo di trovare una propria stabilità. L’essere invisibile agli occhi degli altri (come a Rick nel finale), il ritrovarsi abbandonata in mezzo ad una radura deserta, braccata e poi trovata dal suo carnefice, è l’emblema un po’ della solitudine che caratterizza il personaggio, sempre voce fuori dal coro, privata dei suoi punti di riferimento (la sorella, Dale, Shane), quasi rifiutata dai suoi compagni e ora tradita dall’uomo in cui aveva riposto le proprie speranze di sopravvivenza (e anche qualcos’altro). Questo tratto della sua personalità era il terreno comune sul quale aveva trovato Michonne, nonostante tra le due, come vediamo nel flashback, si fosse comunque sempre conservato un velo di incomunicabilità.

The Walking Dead - 3x14 PreyL’utopia di una una comunità felice, dove tornare alla vita di prima, ha accecato in primis lei, ma anche Milton e Tyreese, ormai anch’essi prigionieri di quelle “catene” che, non a caso, aprono la puntata. Sono loro i walkers del Governatore, le pedine che egli sta utilizzando per i suoi scopi. Sono loro quelli incatenati alla sua mercè, senza più possibilità di fuga. Come infatti accade in ogni horror che si rispetti, se riesci a scappare dal luogo del terrore, in qualche modo finirai per tornarci, forse in una situazione persino peggiore della precedente. La crescente follia del Governatore è, del resto, l’altro nodo fondamentale di Prey: dopo molte puntate in bilico, Phillip si è ormai trasformato definitivamente in un villain psicopatico, con tanto di canzoncina inquietante da fischiettare e badile alla mano, quasi come omaggio al Jack Torrance che cerca la “sua” Wendy.

The Walking Dead - 3x14 PreyL’episodio è, però, comunque segnato da imperfezioni abbastanza grossolane, una su tutte il momento in cui Andrea ha l’occasione di uccidere Phillip all’inizio. Dando per scontato che se il Governatore morirà, sarà nello scontro finale, è abbastanza inutile continuare a propinarci gente che prova ad attentare alla sua vita, se tanto dopo arriva puntuale un intervento esterno a rovinare tutto. Un po’ troppo accelerata, inoltre, la presa di coscienza di Tyreese, al quale basta un semplice dialogo (nemmeno troppo lucido) con Andrea per insospettirsi sul luogo in cui si trova. Allo stesso tempo, è gestito male l’incendio nella fossa dei walkers. Dando anche qui per assodato che sia stato Milton a provocarlo (a meno di un colpo di scena clamoroso), risultata del tutto inutile l’espediente di tenere nascosto il volto del piromane nella suddetta scena.

Dopo la parentesi felice di Clear, The Walking Dead è tornato sulle vicende principali sbagliando probabilmente ad annunciarci così presto la guerra tra le due fazioni. Così facendo, gli ultimi due episodi sono infatti sembrati un modo per tergiversare (e probabilmente lo sono), quando invece, senza le aspettative dell’imminente scontro, in particolare questo Prey poteva essere promosso come un buonissimo episodio di passaggio e preparazione.

Voto: 6,5

 

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