Bates Motel – 1×04 Trust Me

Bates Motel –  1x04 Trust MeFresco di rinnovo per una seconda stagione di altri dieci episodi, Bates Motel continua il proprio cammino, percorrendo una strada tortuosa che utilizza il suo (discontinuo) intersecarsi con il capolavoro di Hitchcock come fonte per sollevare interrogativi dal sapore psicologico, che potrebbero risultare ben più interessanti rispetto a quelli che ci offre la trama originale.

Lo scorso episodio, con il plot twist finale, aveva spostato l’asse del racconto sul ritrovamento da parte di Norman della ragazza cinese nello scantinato del vice sceriffo Shelby. Questa scoperta ci aveva già sedotto e con voli pindarici cominciavano a fluttuare le associazioni mentali che collegano Keith Summers all’intera stazione di polizia e quest’ultima alla tratta di donne. Numerosi i frammenti che descrivono la tranquilla White Pine Bay – spazio urbano bloccato in uno spazio/tempo quasi indefinibile – come una città copertina dietro cui si celano nuclei criminali di imponente fattura che operano con il benestare delle forze dell’ordine. Il pregio di Trust me sta proprio nello stravolgere questo punto di vista costruito con tale pienezza di dettagli.

Sometimes you hear and you see things that aren’t there

Bates Motel –  1x04 Trust MeNorman avrebbe potuto immaginare tutto: non solo la ragazza potrebbe non essere nello scantinato di Shelby, ma potrebbe anche non esistere (nei limiti dell’importanza e del significato che vogliamo dare agli ultimi secondi del pilot). Nel dialogo madre/figlio appare con sconcertante evidenza la tendenza di Norman a soffrire di allucinazioni con conseguente trance mentale; l’apprensione della madre da un lato e la risolutezza del ragazzo dall’altro, oltre a mostrare il primo vero germoglio dell’insanità mentale del futuro psycho killer, descrivono quella che potrebbe essere la fonte generatrice del morboso rapporto tra N&N. Come è già stato fatto notare nella recensione dello scorso episodio Norma è un personaggio che qui si costruisce ex novo. La Norma di Psycho è una delle personalità di Norman (che nel film sono solo due – Norma e la madre – mentre nel racconto vi è la presenza di una terza personalità: Norman bambino). Si è sempre pensato a Norman Bates come il deviato risultato dell’oppressione di una madre dispotica e morbosamente manipolatrice, ma se non fosse poi così semplice? Se, al contrario, fosse la schizofrenica instabilità che avvolge il personaggio di Norma ad avere radici nel rapporto con un figlio che ha precocemente mostrato segni di psicosi? In tutto ciò, che ruolo svolge il padre di Norman, in quest’episodio ripetutamente definito come un uomo violento? Tutte queste supposizioni, più che avere valore autonomo, servono a riportare la serie nei giusti binari del suo essere prequel: esplorazione del passato di un’anima per rendere manifeste le ragioni che hanno generato quel comportamento futuro che tutti conosciamo.

I’m sorry you had to deal with her all alone. She’s crazy

Bates Motel –  1x04 Trust MeL’inizio dell’episodio riprende la fine del precedente arricchendolo di un dettaglio che introduce un altro elemento importante di questa puntata: l’alleanza Norman–Dylan. Il rapporto con il fratello, elemento completamente originale rispetto a film e racconto, ha avuto un esordio sulla scia del conflitto e qui comincia a distendersi fino a diventare ancora di salvataggio per il nostro protagonista. Sgomento, di fronte alla madre in preda ad una crisi di nervi che urla verso quella porta chiusa della discarica e confessa «I didn’t defend myself. I killed the crap out of him», Norman ha bisogno di una valvola di sfogo, di un confronto. La splendida interpretazione di Freddie Highmore seduto sul letto mentre ascolta la madre piangere, basta da sola a spiegare il perché della confessione al fratello: quella rigidità sulle spalle in contrasto con il leggero tremolio del volto, le lacrime quasi incombenti su un viso che, voltandosi verso la feritoia da cui provengono i singhiozzi di Norma, mostra tradimento e paura. I due fratelli entrano in reale contatto per la prima volta grazie all’ammissione reciproca della pazzia della madre. Dylan (che noi sappiamo essere a conoscenza dei loschi traffici della ridente cittadina dell’Oregon) pare credere anche alla storia della ragazza asiatica prigioniera, ma quel suo «I’m gonna help you», è palesemente riferito ad altro. Sprona Norman ad andare da Bradley con la chiara volontà di accrescere il solco appena nato tra N&N, sa che la madre trae parte della sua forza dal rapporto con il figlio minore e creare una sorta di limbo tra di loro è il primo passo per distruggerla. Non è chiaro se sia stato Dylan a denunciarla, fatto sta che Norma viene arrestata tra la fierezza di Romero e la confusa espressione di Shelby, del quale non riesco ancora a spiegarmi se l’ambiguità mimica sia legata a qualcosa di celato dal personaggio o ad una sfumatura caratteriale che l’attore non riesce ad esprimere (di certo il costante confronto con la perfetta interpretazione della Farmiga accresce questa sensazione a mio parere disorientante).

“I like being with you, Norman”

Bates Motel –  1x04 Trust MeL’aspetto meno rilevante dell’episodio è il filone rosa, di quella sfumatura tenue tendente al teen drama. Questa storyline sembra esser stata infilata di prepotenza come ad obbedire all’imperativo: Real life. Drama slogan della A&E. L’impatto che questo confronto tra i due adolescenti ha sulla trama principale è pressoché minimo e quasi irrilevante se non per l’analisi di un’ulteriore personalità di Norman: un normale ragazzo di diciassette anni. A dispetto di quanto avremmo immaginato, non è poi così goffo in questo campo di battaglia, anzi, la sua impacciata timidezza è mostrata come una dose, un po’ eccessiva a dire il vero, di fascino aggiunto. Come verrà gestita l’intimità raggiunta con Bradley sul fronte Emma (assente in quest’episodio) è una domanda la cui risposta non ha un peso rilevante e, tra l’ossessione per la tratta di donne e la tassidermia che orna la casa della ragazza, tutto lascia presupporre che, al di là di Bradley, quello con Emma sarà un legame di lungo corso.
Nel complesso Trust me è un buon episodio, ma nonostante puntata dopo puntata la serie cerchi di brillare di luce propria le suggestioni più interessanti derivano ancora dal confronto con l’illustre riferimento cinematografico. La storia, che presenta pure tratti di un giallo di buona fattura, non riesce ancora a far sbocciare la sua indipendenza narrativa: se questo sia un bene o un male lo scopriremo vedendo quali tra le numerose portate messe sul vassoio arriveranno a tavola; dopo tutto il motel resterà aperto pure nel 2014.

Voto: 7-

 

 

1 Risposta

  1. davide.ca scrive:

    La puntata nel complesso mi è piaciuta. Due cose che avrei cambiato:
    1) il rapporto dei fratelli cambia in modo troppo forte per risultare credibile. abbiamo appena visto Norman cercare di ammazzare il fratello con un pesta carne ed ora si danno consigli sulle ragazze…
    2) mi sarei concentrato più sul sul lato psicologico della storia. vogliono creare altre storyline? va bene, però il rapporto madre figlio deve essere comunque a centro. In questa puntata non interagiscono come nelle precedenti. Spero che in futuro sperimentino più su questo versante.

     

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