Bates Motel – 1×06 The Truth

Bates Motel – 1x06 The Truth“The Truth” irrompe in questa prima annata di Bates Motel con un’irruenza improvvisa, andando letteralmente a portare una parola di verità alla narrazione e alle coordinate a disposizione dello spettatore.

Potrebbe essere stata una scelta un po’ affrettata quella di inserire un episodio così decisivo in questo momento della stagione, avendo tutta l’aria di essere la cartuccia principale se fosse stata piazzata alla fine. In questo caso, oltre a una dimostrazione di grande coraggio, potrebbe anche essere la garanzia che le sorprese sono tutt’altro che finite. O meglio, l’aver posto il momento della verità a metà stagione, potrebbe testimoniare una ragionata articolazione narrativa che vede una prima parte fatta di caratterizzazioni, fughe dagli stereotipi e dalle aspettative inevitabili visto il testo a cui si fa riferimento; seguita da una seconda in cui il cuore del racconto comincia a rivelare la sua natura più esplosiva per quanto riguarda l’azione e più perturbante relativamente ai contenuti.

Bates Motel – 1x06 The TruthLo stesso episodio in questione è diviso sostanzialmente in due tronconi: in una prima metà, anche attraverso una serie di mirati riferimenti simbolici, si tratteggiano i binari che porteranno alla fine e al contempo si creano le condizioni per le deflagrazioni conclusive; nella seconda, infatti, grazie a situazioni ad altissima tensione e pericolose per i protagonisti, emerge la verità su Norman e sul rapporto col trauma del giovane protagonista. Soffermandoci però ancora un attimo sulla prima parte, emerge che i riferimenti a ciò che accadrà nel finale iniziano già con la splendida quanto metaforica colluttazione tra Norman e la madre: appena quest’ultima viene a conoscenza della vera identità di Shelby corre in auto per rintracciarlo e sfogare su di lui la sua rabbia, ma repentinamente Norman salta in macchina dal finestrino e tenta di fermarla. Sospendendo per un attimo l’incredulità, la scena dei due in auto che si strattonano, con il risultato di far compiere alla vettura cerchi attorno all’insegna del motel, ha un forte portato simbolico. L’insistere sulla centralità del Bates Motel allude sia alla location, che sarà lo spazio del cruento finale, sia al cognome, quello del Norman Bates che chiunque conosce da prima dell’esistenza di questa serie, e attorno al quale verterà lo scioglimento finale.

Qualche parola ora sul tanto alluso finale. Nella seconda parte dell’episodio Shelby, dopo aver scoperto che la ragazza di origini orientali che teneva nascosta in casa sua è stata liberata e si nasconde nel motel di Norma, scatena tutta la sua ira sulla famiglia Bates. Il misterioso edificio è teatro di un acceso scontro tra Shelby da una parte e Norman, Norma e Dylan dall’altra; in un primo tempo solamente verbale, ma che non ci mette troppo a piazzare al centro le armi da fuoco. Oltre a essere una scena ad alto tasso adrenalinico, questa è anche l’occasione, come spesso è successo in passato, per portare Norman all’esasperazione emotiva – che avviene sempre attraverso la visione della madre in difficoltà – tanto da avere le reazioni irrazionali che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi episodi. Dopo una breve e inaspettata colluttazione tra Norman e Shelby, lo scontro diventa armato e si riduce al solo poliziotto e a Bates Motel – 1x06 The TruthDylan, mentre i due Bates scappano in auto. Fuori campo si sentono degli spari, si vede Shelby insanguinato avvicinarsi verso la macchina e poco dopo cadere a terra stramazzato. Dylan è riuscito a prevalere e con questo ha rinsaldato anche il rapporto con Norma. Una sequenza di ordinaria follia che coinvolge un serial killer, che ricorda molto da vicino il finale di un altro racconto con al centro un assassino seriale: stiamo parlando di Killer Joe, ultimo film di William Friedkin, dove l’esplosione della follia domestica si manifesta in maniera non tanto dissimile.

Nonostante la suspense di cui è pregna questa sequenza, il vero motivo di interesse dell’episodio è riservato agli ultimissimi minuti. Una volta rimasti soli, Dylan chiede a Norma la verità sulla morte del padre di Norman, cosa che fa partire un flashback che è molto più che un semplice riassunto a sorpresa. Grazie a questa sequenza scopriamo che è stato lo stesso Norman a uccidere il proprio padre, che la madre ha organizzato una messa in scena per convincere il figlio e chiunque altro dell’accidentalità di quella morte. Ma perché, persuadere anche Norman? Il vero scopo di quel flashback è di arrivare a ciò che tutti sapevano, ma in molti avevano almeno per un attimo dimenticato: Norman Bates non sarà solamente un serial killer, ma avrà nel disturbo bipolare la principale peculiarità, tanto da dare il titolo al testo da cui prende i natali (Psycho). Norman non si accorge degli omicidi che commette, si trasforma in un’altra persona, assume una personalità nuova, quella di un omicida spietato, che in quest’episodio per la prima volta iniziamo a conoscere veramente.

Voto: 7,5

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

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