Game of Thrones – 3×01 Valar Dohaeris 6


Game of Thrones – 3x01 Valar DohaerisDopo un’estenuante pausa di quasi un anno, torna Game of Thrones con la sua terza stagione. Tra le più attese di questo 2013, la premiere della serie targata HBO non delude, anche se avrebbe potuto fare qualcosina in più.  

Se la prima stagione è servita a farci entrare nel vasto mondo di Westeros ed Essos e la seconda ci ha permesso di comprendere le evoluzioni del Gioco del Trono di Spade, questo terzo anno ha il più complesso compito di dover allargare notevolmente la narrazione, per seguire quella originaria dei testi di George Martin e provare a compattarla in dieci episodi da una cinquantina di minuti ciascuno. Un lavoro tutt’altro che semplice per Benioff e Weiss, che hanno tra le mani una delle saghe più ampie ed elaborate con cui uno sceneggiatore – televisivo – si sia mai trovato a dover fare i conti.

Game of Thrones – 3x01 Valar Dohaeris

Il risultato è ben illustrato in questa ottima premiere, che però soffre la grande divisione di personaggi in luoghi e vicende differenti. È per questo che, memori dei problemi di gestione visti lo scorso anno, gli autori hanno deciso di non inserire tutti i personaggi in questo inizio di stagione, ripromettendosi di riprenderli nei prossimi episodi (è il caso dei veterani Bran e Arya Stark, ma anche di un certo numero di personaggi nuovi).

Sin dalla prima scena, veniamo messi di fronte ad una narrazione che riprende rapidamente il filo di quanto accaduto nell’ultimo episodio della seconda stagione: Samwell Tarly, scampato miracolosamente agli Estranei, si riunisce con il resto dei Guardiani della Notte, mentre Jon Snow viene condotto da Mance Rayder, il Re oltre la Barriera. Entra così in scena un potente Ciarán Hinds, che ha anche il pregio di rendere finalmente convincente la recitazione di Kit Harington, finora troppo monolitica e fredda.

Game of Thrones – 3x01 Valar DohaerisUno dei personaggi più amati di Game of Thrones è certamente Tyrion Lannister, il Folletto. Lo avevamo lasciato malconcio e privato del potere che era riuscito anche a gestire con una buona sicurezza e capacità; il ritorno del padre Tywin lo ha, infatti, nuovamente portato a fare qualche passo indietro. Tyrion sa benissimo di potersi fidare di ben poche persone: non solo la sorella probabilmente ha cercato di farlo uccidere durante la Battaglia delle Acque Nere, ma la sua precaria vita è sempre più appesa ad un filo. Il momento più interessante che lo riguarda è certamente il confronto con quel padre che avevamo visto più ammorbidito lo scorso anno nel rapporto con Arya, ma che ora torna ad essere quell’uomo dispotico e potente che tutti conoscono. Nel suo confermare, ancora una volta, l’assoluta contrarietà a dare a Tyrion l’eredità che gli spetta, ossia Castel Granito, Tywin conferma tutto il suo disprezzo nei confronti del figlio, colpevole di aver “ucciso” la madre nel venire al mondo. Se, durante il breve periodo in cui era stato Cavaliere del Re, Tyrion era riuscito a ritagliarsi dei momenti felici, torna dunque adesso nell’indifferenza della sua quotidianità. Unica nota negativa è il confronto con Cersei, che funziona solo per la grande chimica e professionalità dei due attori, ma che non reca nessuna novità di rilievo ai due personaggi e rischia solo di rallentare ulteriormente il ritmo.

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Approdo del Re, però, è anche Margaery Tyrell, la nuova promessa sposa di un sempre più patetico Joffrey, più impegnato a darsi delle arie che a saper davvero gestire il potere nelle sue mani. La Tyrell, che non ha mai nascosto le sue pretese al Trono, cerca rapidamente di rimarcare le differenze tra lei e la ben più algida Cersei: approfittando della ricchezza delle sue terre d’origine,  la ragazza cerca infatti di conquistare la fedeltà e l’amore del popolo. La differenza tra le due donne è evidente e, siamo certi, capace di arricchire notevolmente la narrazione futura.
Chi, invece, è del tutto immersa nei giochi di potere senza volerne davvero far parte è Sansa Stark, la quale si trova a fantasticare su terre lontane – e libere – con la fida compagnia di Shae. La ragazza, che pone interamente le sue speranze in Ditocorto (ma Ros ci ricorda di stare molto attenti a quell’uomo) vorrebbe solamente andar via da quella città che inizialmente rappresentava la speranza di un futuro migliore e che ora si è trasformata in un incubo di morte e torture.

Game of Thrones – 3x01 Valar DohaerisChi credevamo fosse morto, Davos Seaworth, ci porta invece a Roccia del Drago: Stannis Baratheon, dopo la plateale sconfitta subita per mano dei Lannister, è costretto a leccarsi le ferite in compagnia di una sempre più manipolatrice (ed affascinante) Melisandre. La Sacerdotessa Rossa, mai come adesso, dimostra di avere totalmente in pugno quello che è a tutti gli effetti il reale erede al Trono di Spade, spingendo Stannis a far arrestare Davos, nonostante questo si dimostri ciecamente fedele nei confronti del suo Re. Una fedeltà che, speriamo, non gli costi davvero caro come si può temere.

Rapido, ma indispensabile, è anche l’arrivo di Robb Stark nel castello di Harrenhal, ora conquistato dal suo esercito. Il tempo a sua disposizione è poco ed esclusivamente funzionale a mostrare che la posizione della madre Catelyn è sempre più precaria, anche a causa dei primi malumori tra i generali dell’esercito del Nord.

Game of Thrones – 3x01 Valar Dohaeris

La parte dell’episodio che funziona sicuramente meglio è quella riguardante Daenerys Targaryen, che dopo la sua esperienza a Qarth, si sposta nella città di Astapor, presso la Baia degli Schiavisti. La ragazza, sicuramente molto più sicura di sé ora che i suoi draghi continuano a crescere a vista d’occhio (e quanto son fatti bene!), ha però bisogno di un esercito ben più vasto del suo modesto khalasar: ha bisogno degli Immacolati, eunuchi cresciuti per combattere mediante un allenamento fatto di dolore e crudeltà. L’approccio ancora disincantato e corretto della donna contrasta fortemente con quello dello schiavista presso il quale si rivolge, e si palesa nelle continue offese ai suoi danni passati sotto silenzio a causa delle diversità di lingua. Pur senza brillare certamente di assoluta novità, il confronto funziona e ci permette di confermare un’indole tutto sommato onesta di Daenerys, che ora dovrà vedersela con uomini e donne ben differenti da quelli di Westeros a cui lei appartiene. Eppure il momento più coinvolgente è proprio sul finale, con l’arrivo di Ser Barristan Selmy della Guardia Reale, giunto a prestare fedeltà alla donna: dall’espressione di Mormont, il timore è che Barristan sappia dell’accordo tra lui e la Corte di Approdo del Re circa il tentativo di assassinio dell’ultima della casata Targaryen, mettendo così in serio pericolo la posizione di Jorah.

Molti dunque, sono gli avvenimenti di quest’episodio, che soffre, però, di una certa staticità dovuta alla preparazione di quella che sarà questa nuova stagione. Probabilmente anche il prossimo episodio sarà incentrato sull’avvio di nuove trame per spiccare poi il volo, si spera, quanto prima. L’episodio, comunque, non annoia ed ha il pregio di riportarci nuovamente nel fantastico mondo di Game of Thrones. E scusate se è poco.

Voto: 7

NOTE

Nella nuova sigla possiamo notare la città di Astapor e soprattutto Grande Inverno in fiamme.

Vi ricordiamo che a breve partirà il FANTAGIOCO SULLA SERIE

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6 commenti su “Game of Thrones – 3×01 Valar Dohaeris

  • Sara

    Però 7 è un voto troppo severo! GoT soffrirà sempre per la gestione dei tempi e degli spazi da dare ai suoi personaggi che sono tanti e, il più delle volte, molto interessanti!

    Concordo comunque su tutto e, in special modo, con la storyline di daenerys come la migliore. Spero che in questa terza stagione le venga dato ancora più spazio!

     
  • Attilio Palmieri

    Io concordo col voto. Game of Thrones è sicuramente il prodotto di punta della HBO, specie dopo il fallimento di Luck lo scorso anno, la non eccellente accoglienza critica di The Newsroom e la la carenza (per ora) di prodotti originali dell’attuale stagione.
    Dopo una prima stagione eccezionale dal punto di vista dell’originalità e della coesione, che ha dimostrato a tutti di saper e poter fare un prodotto di estrazione fantasy ma con questioni e approcci decisamente più adulti della media; dopo una seconda stagione a mio avviso meno compatta e più dispersiva, in cui quando si era fuori da King’s Landing era poco più che perdere tempo e darsi una pausa per poi ri-immergersi nel fantastico mondo di King’s Landing. Dopo, insomma, un trend discendente la terza stagione è la prova del nove, la strada per capire se GoT sa imparare dai suoi errori e limare i suoi difetti. Questa premiere a me dice di no, ma forse è solo una mia impressione. Ovviamente è chiaro che si tratta in ogni caso di un prodotto di alta qualità e che la storia da dipanare è difficile, ma le strade sono due: o prendi il toro per le corna e hai il coraggio di tagliare con l’accetta la materia prima selezionando solo ciò che davvero ti serve a creare una storia ad orologeria, pur con il rischio di stravolgere i romanzi; oppure rispetti tutti, pur con la consapevolezza di star usando un medium differente, che non ti perdona i pur necessari spiegoni (anche se li esponi con le tette in primo piano). Mi sembra abbiano scelto la seconda e di conseguenza anche di esporsi alle critiche del caso.

     
    • Joy Black

      Non concordo con il voto,avrei dato almeno un 7,5/8-, ma sono d’accordissimo con le argomentazioni di Attilio. C’è da dire però che in questa stagione faranno solo la prima metà del terzo libro proprio per non condensare (o tagliare) gli eventi. Vedremo se sarà servito.

       
  • Mario Sassi L'autore dell'articolo

    Sono d’accordo con te, Attilio. Si tratta sicuramente di un coraggio non da poco quello che tu suggerisci: posso assicurarti di aver visto dei lettori del libro lamentarsi perché Mance Rayder si sarebbe dovuto presentare suonando.
    D’altronde, l’episodio che a mio avviso è andato meglio lo scorso anno è il nono, in cui la presenza di personaggi è sensibilmente ridotta.

     
  • andrea

    “Eppure il momento più coinvolgente è proprio sul finale, con l’arrivo di Ser Barristan Selmy della Guardia Reale, giunto a prestare fedeltà alla donna: dall’espressione di Mormont, il timore è che Barristan sappia dell’accordo tra lui e la Corte di Approdo del Re circa il tentativo di assassinio dell’ultima della casata Targaryen, mettendo così in serio pericolo la posizione di Jorah.”

    Mi sono perso qualcosa nelle prime 2 stagioni oppure il particolare che Mormont ha l’obiettivo di assassinare Daenerys è da considerarsi uno spoiler dai libri?! Se sì grazie!

     
  • Mario Sassi L'autore dell'articolo

    No Andrea, non è uno spoiler. Se ricordi l’episodio 1×05 “The Wolf and the Lion” si discute proprio di questo in una riunione alla presenza di Re Robert.
    Robert, infatti, vuole ordinare l’uccisione di Daenerys (con la contrarietà di Ned) proprio basandosi sulle informazioni ricevute da Jorah Mormont. Ora, non si parla di una diretta azione dell’uomo, ma è innegabile che stia fungendo come spia per Approdo del Re ed abbia quindi un ruolo attivo nel tentativo di omicidio (che poi lo stesso Mormont sventerà, sapendolo).