Game of Thrones – 3×03 Walk of Punishment

Game of Thrones – 3x03 Walk of PunishmentDopo due episodi di assestamento e preparazione, Game of Thrones comincia finalmente a muovere dei passi importanti verso il fulcro della narrazione di quest’anno. I vari personaggi messi in gioco iniziano a fare sul serio e le prime conseguenze sono evidenti.

Chi, come me, ha apprezzato sin dalla prima stagione questa grande serie, lo ha fatto per la capacità degli autori di sapersi giostrare – non sempre col massimo risultato, va detto – tra la grande moltitudine di personaggi che calpestano i continenti descritti da George Martin. Ognuno di questi personaggi, con i propri difetti ed i propri punti di forza, rappresenta uno spaccato della vita e dei sentimenti che, in formule differenti, riguarda l’intera umanità; personaggi che, seppur odiati o osteggiati nelle stagioni precedenti per loro atteggiamenti, crescono e si evolvono con estrema credibilità, rendendo difficile identificare in loro gli abituali attanti di “eroe”, “antagonista” e simili.

“You’re nothing without your daddy and your daddy ain’t here.”

Game of Thrones – 3x03 Walk of Punishment

Prendiamo il caso di Jaime Lannister, l’incestuoso membro della famiglia più ricca ed influente di Westeros: lo abbiamo conosciuto sin dall’inizio come quello scanzonato e folle uomo che non si pone troppe domande, disposto anche a lanciare giù da una torre un ragazzino pur di mantenere i propri segreti. Tra gli scontri con Ned Stark ed il suo periodo da prigioniero, è l’avvicinarsi alla brutta Brienne di Tarth ad ammorbidirlo, a permettergli di mostrare lati di sé che non sono puramente malvagi: i consigli sul da farsi rivolti alla donna ed il successo del suo tentativo di difenderla dallo stupro (inventando la storia degli zaffiri, riferito al mare limpido e non certo ai minerali) vengono ripagati con la perdita della propria virilità. Quella cruda e meravigliosamente recitata perdita della mano destra rappresenta per quell’uomo, da tutti identificato come il più grande spadaccino al mondo, una vera e propria castrazione e per assurdo proprio nei momenti in cui si prodiga per la difesa di qualcuno. A questo punto, però, le conseguenze non possono che essere estremamente severe e, in un certo senso, davvero ben viste: il personaggio di Jaime si appresta a cambiare notevolmente.

“You little bastard…”

Game of Thrones – 3x03 Walk of PunishmentQuanto appena detto per il rampollo Lannister può dirsi anche per il giovane Greyjoy, il personaggio che si trova in questo momento nella situazione più incomprensibile: prigioniero di strani uomini, viene liberato da questo ragazzo (definito, per l’appunto, bastardo; bastardo di fatto, come Jon Snow, o semplicemente come offesa?) che, a dir suo, sarebbe d’accordo con Yara, la sorella di Theon. Se ancora fumoso è lo stato in cui la giovane piovra è stata catapultata, è indubbio che anche il suo personaggio abbia nel corso del tempo subito delle modificazioni importanti: da strafottente “prigioniero” degli Stark ad impotente figlio di una casata severissima come quella dei Greyjoy, fino al palese fallimento di ogni sua pretesa di successo.

“I wonder how many times did Bran or Rickon stare across the moors of Winterfell waiting for me to return”

Game of Thrones – 3x03 Walk of PunishmentUn altro personaggio che, suo malgrado, si è ritrovato a dover fare i conti con gli sbagli del passato è Catelyn Stark la quale, sin da quando ha liberato Jaime Lannister dalla sua prigione, sta vivendo una vera e propria crisi interiore dovuta anche ai numerosi lutti che stanno costellando questi ultimi anni: dalla morte del marito a quella dei due figli minori (ella, infatti, non sa che sono sopravvissuti), alle figlie prigioniere del nemico; la sua posizione di madre viene costantemente messa in dubbio proprio a causa di ciò che accade ai suoi stessi figli, ora più che mai lontani ed in difficoltà. L’unico che può aiutare – e che in verità sinora ha boicottato – è Robb, impegnato in un gioco più grande di lui.
Davanti a noi vediamo una donna che ha perso ora anche quel padre che non vedeva da anni: risulta azzeccata, quindi, la vicinanza con lo zio Brynden “Blackfish” Tully, un uomo rude ma dal forte polso che riesce ad alleviarle, almeno in parte, il peso della sconfitta.
In verità uno straordinario plauso va fatto agli autori per l’asciutta quanto immediata rappresentazione dei due nuovi membri Tully: mentre il debole Edmure non riesce nemmeno a colpire la barca con il corpo di suo padre, Blackfish lo fa con una tale semplicità da evidenziare la statura che differenzia i due personaggi, confermata anche dal successivo incontro con il nipote e Re Robb.

“All men must die. But we are not men.”

Game of Thrones – 3x03 Walk of PunishmentCi ricordiamo la piccola e dolce Daenerys Targaryen del primo episodio della prima stagione? Quella fanciulla, vittima sacrificale di un fratello folle e crudele, donato al grande barbaro di un continente a loro avulso? Quel faccino non c’è più: Daenerys è diventata un perfetto erede del “Drago”, una vera Targaryen che non permette più a nessuno di comandarla ed indicarle la via. La sua ostinazione e la sua caparbietà potrebbero costarle un drago, ma non c’è più paura nei suoi occhi, solo decisione e desiderio di rivalsa: se fino a qualche episodio fa il mercante di schiavi si permetteva di insultarla palesemente, la situazione si ribalta alla spiazzante “moneta” con cui vorrà pagarlo. Cosa ci aspetta è ancora presto per dirlo – ho seri dubbi che darà via un drago con grande facilità – ma quel che è certo è che Daenerys non è più una povera sprovveduta in balia del vento. Che lo dimostri seriamente, stavolta.

“Which is why I’m naming you new Master of Coin”

Game of Thrones – 3x03 Walk of PunishmentNon va certamente meglio all’altra grandissima famiglia, i Lannister, i quali, ad Approdo del Re, ci regalano una delle scene silenziose più belle dell’intera serie: la presa di posizione intorno a Tywin Lannister evidenzia, senza parlare e senza grandi colpi di scena, ciò che Approdo del Re è diventata; la fretta di Ditocorto di sistemarsi accanto a Tywin, i comportamenti più dimessi di Varys (finalmente è tornato!) e Pycelle, lo spostamento delle sedie di Cersei e Tyrion. Tutto viene esemplificato perfettamente da movimenti e rumori, nessuna parola. La grandezza di questa scena si accompagna al lato “comico” delle avventure sessuali del giovane Pod alle prese con la sua prima volta; tuttavia, se quel momento può risultare anche divertente, rallenta davvero troppo il ritmo per essere apprezzato appieno. Probabilmente una versione più breve e soprattutto più pregnante sarebbe stata da preferirsi; è sufficiente, però, a mostrarci come Tyrion sia del tutto convinto che il padre lo abbia incastrato nel peggiore dei modi possibili, obbligandolo ad assumere il ruolo di Maestro del Conio di una corona terribilmente indebitata e destinata a fallire.

Per il resto, c’è ben poco altro da aggiungere: sia Arya che Melisandre sono in viaggio, entrambe verso mete non proprio chiarissime. Sarà interessante capire, soprattutto per la Sacerdotessa, quali siano i piani attualmente in gioco. Jon Snow, invece, si appresta a muoversi verso la Barriera, questa volta come nemico (ma sarà davvero così?).

Terzo episodio di Game of Thrones che evidenzia un velocizzarsi delle vicende – seppur non ancora del tutto convincente. Dopo la necessaria preparazione, però, è arrivato il momento di iniziare a fare sul serio.

Voto: 7 ½ 

 

Mario Sassi

Napoletano trapiantato da anni a Roma, non nasconde la sua anima nerd e la sua passione per serie TV e cinema.

1 Risposta

  1. LaFra scrive:

    Ottimo episodio. I momenti ironici sparsi hanno secondo me alleggerito la narrazione e strappato un mezzo sorriso (fra tanta morte e disperazione ci voleva). Sempre alto il livello!

     

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