Hannibal – 1×01 Apéritif 8


Hannibal - 1x01 ApéritifÈ finalmente iniziata la serie tv targata NBC dedicata al più famoso serial killer cinematografico, Hannibal Lecter. Questo episodio pilota si dimostra molto buono sul lato della messa in scena, ma non altrettanto per quanto riguarda la costruzione di trama e personaggi.

Lo sappiamo bene, il personaggio letterario di Hannibal Lecter non è certo nuovo a trasposizioni cinematografiche (se ne contano ben cinque), ma finora le sue vicende non erano ancora state portate sul piccolo schermo, compito affidato allo sceneggiatore Bryan Fuller (Heroes, Pushing Daisies). Figlio dello scrittore Thomas Harris, che su questo personaggio ha basato le sue fortune, Hannibal Lecter è divenuto celebre con il volto dello straordinario Anthony Hopkins ed è entrato a pieno titolo nell’immaginario (e negli incubi) degli spettatori.

Ebbene, se si guarda questo “Aperitivo” con l’intenzione di fare un paragone tra i personaggi ritratti in questa serie e gli originali presenti in “Red Dragon” (compreso il film di cui quest’ultimo è un remake, ossia “Manhunter”), allora il giudizio non può che essere del tutto impietoso. Abbandonando, invece, quello che già conosciamo (anche perché la serie sembra prendere chiaramente le distanze dalle trasposizioni cinematografiche), proviamo ad approcciarci al materiale che ci viene fornito con uno spirito diverso.

Hannibal - 1x01 Apéritif

Protagonista di questo pilot – a dispetto del nome della serie – è Will Graham, profiler dell’FBI che soffre di una serie di problemi mentali (come egli stesso ammette, la Sindrome di Asperger) che gli impediscono di avere con gli altri esseri umani una sana interazione; come se non bastasse, Graham raggiunge un livello tale di immedesimazione con i serial killer che insegue da riuscire a ricostruire perfettamente la loro psiche ed il loro modo di agire. Se la resa scenica di questa ricostruzione è davvero ottima (anche se ricorda da vicino la serie “Unforgettable”), questa forte intuizione del personaggio sembra più una capacità soprannaturale e rischia di alienare non poco lo spettatore. La recitazione di Hugh Dancy è molto buona, anche se a tratti un po’ troppo isterica (ma immagino che il personaggio vada ancora affinato).

Hannibal - 1x01 ApéritifQuel che tocca constatare, però, è che una delle debolezze maggiori della serie riguarda proprio colui che le dà il nome, ossia il personaggio di Hannibal Lecter: il suo arrivo a metà dell’episodio già stupisce per il poco spazio a lui riservato; come se non bastasse, poi, Hannibal è solamente e vagamente accennato, con una recitazione del pur discreto Mads Mikkelsen che non rende giustizia a tale figura. In questo pilota Hannibal viene rappresentato da una freddezza e da un distacco eccessivi, che non permettono la minima empatia – ovviamente distorta, dato il personaggio in questione. Per assurdo, guardare questa interpretazione senza tenere in mente le informazioni già in nostro possesso su Lecter, mostra tutte le debolezze strutturali di un personaggio a stento tratteggiato e che non ha, per ora, alcun fascino.
Escludendo le efficaci scene d’alimentazione (non riusciremo a guardare della carne senza avere un terribile sospetto), il personaggio di Mikkelsen dev’essere osservato con tutto il nostro bagaglio culturale alle spalle per poterlo anche solo vagamente comprendere. Questo però non può che nuocere ad un attore che, per quanto si possa impegnare, non potrà raggiungere facilmente le vette di un Hopkins in stato di grazia.

Hannibal - 1x01 Apéritif

Sui comprimari c’è ben poco da dire: nonostante una presenza anche massiccia di Laurence Fishburne, il suo Jack Crawford non è distante da un qualsiasi investigatore che può essere trovato nelle innumerevoli serie poliziesche del panorama televisivo; non c’è carica, non c’è particolarità alcuna che possa per ora rendercelo più interessante. Sarà curioso vedere se l’arrivo di attrici piuttosto blasonate come Gina Torres (che di Fishburne ne è la moglie) e soprattutto Gillian Anderson (la mai troppo compianta Scully di X-Files) sarà in grado di dare maggiore linfa alla lista dei comprimari.

Per quanto riguarda la trama, invece, non c’è molto di cui discutere se non che si nota una certa confusione nella sua resa scenica che costringe lo spettatore a prestare più attenzione del solito per seguire le voluttà della trama ed i suoi incastri non sempre felici. È però ancora presto per emettere un giudizio e l’aspetto positivo è che, trattandosi di una serie di 13 episodi, gli autori possono diluire poco la trama ed invece rafforzarla notevolmente nel corso delle varie puntate.

Il giudizio parziale di questo episodio, quindi, raggiunge a stento la sufficienza, anche se si intravedono interessanti margini di miglioramento. Già i prossimi episodi potranno dirci chiaramente se questa serie merita maggiore attenzione o meno. Per ora il giudizio è sospeso.

Voto: 6

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8 commenti su “Hannibal – 1×01 Apéritif

  • Ambrosia

    WTF! Cos’è sto telefilm? Ragazzi non faccio in tempo a finirne uno che ne comincia un altro. Mi metto all’opera 😉

     
  • Attilio Palmieri

    Diversamente dalla recensione, la mia opinione è differente: questo pilota mi è piaciuto davvero tanto.
    Chi conosce la storia sa di cosa si tratta e, specie in una testualità lunga come quella delle serie tv, non credo che bisogna aver fretta di dire tutto e subito. Questo inizio ha sicuramente scandito l’atmosfera, che nel suo essere rarefatta e in alcuni frangenti finanche sofisticata, ha le sue qualità migliori.
    In seconda battuta ha iniziato a presentare i personaggi. Fin da subito è evidente che lo scopo è quello di evitare il one man show del cattivo di turno e segnatamente che il villain si “mangi” la serie. Per questo motivo è stata data tanta attenzione al personaggio di Will Graham, centrale anche nella materia letteraria e oscurato un po’ nell’immaginario collettivo dall’interpretazione del Lecter di Hopkins. C’è da dire però che in Manhunter – a mio parere il miglior adattamento delle opere di Harris, seguito a ruota da Il silenzio degli innocenti – il personaggio di Graham è invece una figura estremamente sfaccettata. Il modello infatti sembra essere proprio quello del film e dei protagonisti di Mann, seppur in un’atmosfera che non è quella dell’ipertrofismo sensoriale degli anni Ottanta.
    La penso invece in maniera radicalmente opposta su Mads Mikkelsen: per me la sua interpretazione è straordinaria. Anzi, devo ammettere che ho deciso di seguire Hannibal soprattutto per la sua presenza. L’attore danese mi piacque tantissimo nei due film di Refn – diversissimi tra loro – che ha interpretato, ovvero Pusher II e Valhalla Rising; ma ha trovato la vera consacrazione – per me ma soprattutto per la critica internazionale – con Il Sospetto di Thomas Vinterberg, grazie al quale, meno di un anno fa, ha vinto la Palma d’Oro come migliore attore protagonista.
    In Hannibal sono convinto che la sua recitazione fatta di scarti e sottrazioni, sempre ambigua e inquietante, radicalmente minimalista (in questo senso antitetica a quella di Hopkins), possa essere una carta vincente.

     
  • moonacre

    Premetto che io mi sono approcciato a questa serie, cosi’ come a Bates Motel senza conoscere minimamente i serial killer a cui si rifanno, mai visto nessun film ne mai sentito parlare di hannibal lecter o norman bates e nemmeno i miei coetanei delle superiori, li conoscono, e la cosa mi sembra piuttosto anomala, dato che navigando su vri siti di serie tv pare che tutti li conoscono. mha!

    Quindi mi ritrovo completamente estraneo ad ogni pregiudizio riguardo le due serie e devo dire che sono stremamente entusiasta sia per l’una che per l’altra.

    Per quanto riguarda hannibal questo aperitivo mi e’ piaciuto davvero molto, il ritmo incalzante l’ho trovato perfetto, le sequenze alla unforgettable come hai giustamente detto’ mi sono piaciute particolarmente, will e’ un personaggio davvero interessante ed empatico appunto, anche con il pubblico, da quanto ho letto in giro pare sara’ lui il protagonista e quello lo di hannibal non sara’ molto diverso da quello di brody rispetto a carrie in homeland. riguardo hannibal e’ un personaggio davvero molto freddo e distaccato, l’esatto opposto di will. essendo questo appunto un aperitivo possiamo aspettarci che pian piano hannibal verra’ approfondito e reso piu’ vivo perche’ al momento e’ davvero difficile stabilire un feeling con il suo personsggio. certo chi si aspettava un nuovo dexter e’ rimasto deluso, ma non essendo questo il mio caso sono davvero soddisfstto da questo pilot. dal punto di vista piu’ tecnico l’episoio mi e’ parso di qualita’ molto elevata, degna di una serie cable, come si profilava anche the following al pilot, o anche awake l’anno scorso. speriamo che non faccia la fine di quest’ultimo (e gli ascolti non fanno presagire in bene) e che la trama non si riduca ad un procedurale.

    a parte questo secondo voi e’ uno svantaggio non aver visto nessun film su hannibal o norman bates o magari puo’ essere un bene per godermi le due serie senza il fantasma degli originali a cui rifarmi per giudicare gli sviluppi della trama? o forse una preconoscenza dei personaggi puo’ assicurarmi un’esperienza piu’ completa?

     
    • Mongoose

      Se vai alle superiori è più che comprensibile che tu non conosca Hannibal o Norman Bates. Quella di Hannibal è una saga (prima cartacea poi cinematrografica) che ormai ha un paio di decenni, mentre per Norman Bates si deve andare ancora più indietro.
      Io ti consiglio di vedere Psyco (il film del 1960 di Hitchcock); anche se non è facile per un giovane riprendere in mano un film cosi datato, è un grande capolavoro, una pietra miliare della cinematografia di genere.
      I seguiti sono decisamente superflui.
      Discorso simile per Hannibal. Guarda “Il Silenzio degli Innocenti”, primo film della saga e grandissimo cult (uno dei pochissimi film ad aver vinto i 5 oscar più ambiti: miglior film, regia, attore, attrice e sceneggiatura… tutto quello che conta insomma), tutti gli altri film della saga sono evitabili, come per Psycho.

       
  • Mario Sassi L'autore dell'articolo

    @moonacre L’approcciarsi a questa serie senza conoscere Hannibal Lecter non dovrebbe – almeno per ora – crearti particolari scompensi anche perché alcuni suoi film sono bruttini (Hannibal le Origini del Male, ad esempio). Anzi, forse ti permetterà di apprezzare particolarmente alcuni aspetti – se ovviamente gli autori lavoreranno nel senso di “conosciamo il personaggio” e non il “diamo per scontato che sappiano chi è”. Per quanto riguarda Bates Motel, vale lo stesso discorso: essendo poi questo un prequel, non dovrebbe essere un problema (ma fidati, vale davvero la pena guardare Psyco!).

    @Attilio. Non vorrei che puntare l’attenzione soprattutto su Graham sia un modo “elegante” per la rete per non dare troppa centralità al personaggio di Hannibal e non alienare lo spettatore che si sarebbe ritrovato a fare il tifo per lo psicopatico (cattivo). Mikkelsen non lo conosco granché bene, ma per ora sinceramente non mi convince; ma come ho detto, mi riserbo di vedere più avanti come andranno le cose perché ha troppo poco spazio in questo episodio per fare la differenza.

     
  • Patricia

    @Mario Sassi non mi trovo molto d’accordo con la tua recensione.naturalmente sono solo opinioni personali si fa per discutere in amicizia. Ma nn trovo corretto pensare di basare il giudizio su questa serie sull’immaginario collettivo che abbiamo su hannibal Lecter o sui film già visti.la serie e’ ispirata ai romanzi di Harris e’ vero ma nn potevano fare un polpettone del già visto o incentrarlo subito su Hannibal si sarebbe velocemente esaurito nn trovo il fatto di incentrare la serie su will un “politically correct” ma un modo astuto x sviluppare originalmente la storia e lasciare un po’ di suspance sullo spettatore certo spero pure io di vedere + in azione Hannibal ma già dal 3^ epesodio si vede e un po’ della freddezza si scioglie(anche se a me nn da poi questa impressione). Sono molto d’accordo sul giudizio di Attilio sia del film sia su Mads. È davvero molto bravo una caratterizzazione perfetta per il personaggio e’ riuscito a renderlo inquietante e affascinante allo stesso tempo gli basta uno sguardo per azzerare la salivazione ! X me è la carta vincente come dice Attilio proprio nn sono in sintonia cn te Marco. Non trovo corretto fare paragoni cn Anthony nn ha senso anche se tutti lo conosciamo.Mikkelsen e’ un bravissimo attore ha fatto molte cose interessanti nn e’ proprio l’ultimo arrivato. Poi ritengo vero che va seguito x seguire la trama ma vale anche x altre serie vedi homeland e following twin peaks dexter nn stiamo certo parlando big bang theory o new girl !!

     
  • Mario Sassi L'autore dell'articolo

    @Patricia Quando ho scritto questa recensione era andata in onda solo la prima puntata quindi non potevo sapere come poi si sarebbero orientati (e sono d’accordo, un po’ di freddezza si scioglie ma mica poi tanto). E sono d’accordo anche con te quando mi dici che non potevano copiare quanto fatto sinora; però ricordiamoci che fare una serie su un determinato personaggio, non certo sconosciuto, presuppone anche doversi allineare in qualche modo a chi quel personaggio sia. Altrimenti avrebbero potuto chiamarlo in qualsiasi altro modo, no?

    Per Mikkelsen ho premesso di conoscerlo poco oltre quanto visto sinora. Purtroppo continuo a ritenerlo non così straordinario come dite, spero di ricredermi.

     
  • Patricia

    Sai sono gusti personali secondo me invece mantenerlo oscuro nell’ombra per farlo agire nel tempo accrescendo la tensione e’ molto + intrigante ! anche se magari nn tutti approvano questo stile ma almeno è un po’ originale(anche se nn e’ il primo)!
    Mads mi piace tantissimo ha uno sguardo tutt’altro che freddo de gustibus 😉