The Americans – 1×10 Only You


The Americans – 1x10 Only YouDopo ben dieci episodi è possibile dirlo con certezza: The Americans è una serie tv di grandissimo valore, che dimostra lo stato di ottima salute del canale che la produce e trasmette (FX). A rafforzare ulteriormente questo concetto arriva “Only You”, probabilmente il migliore tra i segmenti visti sin qui.

A tre episodi dalla fine è ormai chiaro il meccanismo narrativo dello show, così come inconfondibili sono gli espedienti retorici e ideologici che mette in campo: da una parte una trama orizzontale solidissima e alimentata instancabilmente puntata dopo puntata, affiancata da “casi” quotidiani che hanno come più evidente ambizione quella di creare suspense e tensione nel racconto, detonando gli ordigni a orologeria costruiti dagli sceneggiatori; dall’altra, come secondo (e meno superficiale) obiettivo, quello di sviluppare la caratterizzazione dei singoli personaggi, impegnati in situazioni costruite ad hoc. La complessità narrativa e gli argomenti trattati sono ulteriormente esaltati dalla coralità del racconto, la quale trae enorme giovamento dalla struttura seriale dell’opera, potendosi infatti permettere di gestire con le opportune gradazioni le quantità d’attenzione da riservare ai singoli personaggi.

Curtis, right? Should have let me catch you the first time, I’m upset now”

The Americans – 1x10 Only YouStan è fuori di sé, non ha più il controllo sulla situazione; è in preda a una voglia di vendetta smisurata, perché vittima dello scherzo del destino che lo sta facendo sprofondare verso l’abisso. L’uccisione del suo partner è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, l’ultimo di una serie di scossoni in grado di incrinare il suo stato psicofisico. Da quel momento in poi, la deflagrazione del suo risentimento non ha avuto freni, portandolo sino all’omicidio a sangue freddo e alle spalle dell’incolpevole Vlad. Naturalmente, per un professionista come Stan, questa condizione di quasi assente lucidità è letale e tutto fa pensare che, dopo essersi macchiato di omicidio, la scia di sangue possa essere tutt’altro che terminata. Tuttavia il senso di colpa non è placato solo attraverso la vendetta, ma soprattutto tramite un discorso sulla famiglia di rara spietatezza: presentandosi ubriaco al motel dove alloggia Phillip, Stan parla del defunto Amador come di qualcuno che, non essendosi mai sposato, non aveva alcun segreto. Ecco, risiede forse qui il cuore di una delle questioni principali della serie: la famiglia è il luogo dove si dà e si riceve amore, dove si cresce e ci si forma, ma anche quello in cui conservare i segreti, nascondere le cose di cui ci si vergogna. Tale concetto viene sviluppato in maniera egregia successivamente dalle scene che hanno al centro Stan e le sue due donne. Prima Nina, con la quale ha un brusco diverbio che lo vede colpevole in quanto assassino di uno dei migliori amici della donna e impossibilitato a dirle la verità. Poi la moglie Sandra, dalla quale cerca per la prima volta conforto e ascolto, perché è nella famiglia che certe cose trovano riposte, perché è quello l’unico luogo sicuro in cui ci si può sfogare.

– “Doesn’t look so bad”

– “Let me know if you want to switch”

The Americans – 1x10 Only YouLa coppia e la famiglia sono senza dubbio il fulcro tematico di The Americans e, nonostante la perfezione della ricostruzione storica, la cura di ogni dettaglio e la nutrita coltre di misteri presenti nella narrazione circa l’incrocio tra i due maggiori modelli sociali e culturali della Guerra Fredda, l’oggetto d’analisi preferenziale è sempre più spesso la coppia e le sue dinamiche. Naturalmente a questo proposito Phillip e Elizabeth sono il nucleo familiare per antonomasia, probabilmente proprio per la loro atipicità, foriera di aporie e contraddizioni in grado di mettere sul tappeto una quantità smisurata di questioni. Dopo il tradimento di Phillip, tra loro non è più lo stesso: Elizabeth nonostante il suo ormai non più eludibile amore, non riesce più a fidarsi e ha optato per la repressione dei propri sentimenti e per servire esclusivamente la Madre Russia. La separazione è però inevitabile e, benché si cerchi di darle meno peso possibile, questa investe la famiglia come un treno in corsa, andando a destabilizzare equilibri costruiti in lunghi anni. A ciò si aggiunge il rapporto particolare che Elizabeth ha con Gregory, informatore di colore innamorato di lei, le cui vicende sono al centro dell’episodio. La scrittura delle sequenze che li ritraggono è magistrale, perfetta nel mettere in scena sia il loro rapporto sia le ripercussioni sulle loro rispettive individualità. Ancora più potente è la sinergia creatasi tra queste sequenze e quelle che vedono interagire i due protagonisti, forte di dettagli significativi come la consuetudine di aprire la fontana della cucina per non farsi ascoltare dai propri figli: non un oggetto qualunque ma il simbolo del focolare domestico. Il tradimento della donna, infine, pone le basi per un finale che vede la situazione sentimentale tra i due estremamente delicata, ora che entrambi si sono macchiati di un adulterio al quale non hanno saputo né voluto resistere.

Do you know why I’m the best in my job? I’m a guard dog”

The Americans – 1x10 Only YouSe delle coppie al centro della serie si è già parlato molto, grazie a episodi precedenti in cui sono state approfondite le condizioni familiari sia dei protagonisti sia del triangolo costruitosi attorno a Stan, ciò che fa di questa puntata la migliore realizzata fino a ora è la perfezione del caso del giorno: questo, non a caso, riprende un personaggio già presentato nel terzo episodio, lo approfondisce tanto da creare un rapporto di affezione con lo spettatore, per poi dargli il commiato attraverso una morte eroica, in perfetta coerenza con la statura acquisita fino a quel momento. Gregory, attivista da una vita per i diritti degli afroamericani e ora informatore del KGB, viene intercettato dall’FBI e sacrificato dai russi per placare la bufera creatasi attorno alla morte di Amador. Tuttavia gli viene offerta una scappatoia, la possibilità di rifarsi una vita e un’identità a Mosca, ma questi non la accetta perché preferisce morire piuttosto che pensarsi come un fuggitivo fino alla fine dei suoi giorni. La grandezza della sua storyline emerge nel finale grazie alle due sequenze di chiusura. Nella prima The Americans dimostra di saper utilizzare alla perfezione il montaggio alternato, avvicendando immagini che mostrano il tesissimo dialogo in campo e controcampo tra Gregory e Claudia ad altre dell’FBI che perquisisce la casa dell’uomo di colore. Nella seconda e conclusiva sequenza assistiamo a un emozionate e registicamente perfetto montaggio musicale in cui Gregory, sotto le note di To Love Somebody di Roberta Flack – cantante jazz che con la sua presenza allaccia un discorso crossmediale con Gregory sulle radici afroamericane attraverso la musica nera –, si sacrifica per la causa, concludendo nella migliore maniera possibile la sua parabola cristologica, esaltata dall’intensa interpretazione di Derek Luke.

Voto: 9

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Informazioni su Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

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