The Carrie Diaries – stagione 1 episodi 11-13

The Carrie Diaries - stagione 1 episodi 11-13E’ l’ennesimo teen drama targato CW, prequel di quel grande successo che è stato Sex and the City: più cliché di così non poteva essere. Eppure questa serie, mai premiata dagli ascolti, è stata inaspettatamente qualcosa di diverso nell’essere paradossalmente “l’ennesimo teen drama”.

Nel mare magnum delle serie tv in corso, tra ritorni eccellenti e immeritate cancellazioni, termina anche la corsa di The Carrie Diaries dopo tredici episodi. Priva di sconvolgimenti, ha percorso passo dopo passo le tappe fondamentali del suo genere senza mai pretendere o provare ad essere altro da sé. E, probabilmente, ha funzionato proprio per questo.

1×11 – Identity Crisis

The Carrie Diaries - stagione 1 episodi 11-13

In bilico tra ciò che si è e la proiezione del proprio futuro, non c’è solo la natura della serie stessa ma tutti i personaggi, magistralmente impegnati in questo episodio a capire quali sono i limiti della finzione. Se TCD pare voler quasi essere un monito per tutti suoi simili, Carrie e i suoi fidi compagni hanno ancora molta strada da fare prima di poter arrivare alla piena consapevolezza dell’età adulta – nonostante fingano di essere adulti. Ma in un modo o nell’altro tutti arrivano a capire che un documento falso, improvvisarsi imprenditori, essere il miglior amico della propria madre o gabbare una commessa infuriata – facendo l’occhiolino a Julia Roberts in Pretty Woman – sono passi troppo lunghi per la propria gamba; sono prematuri tentativi, e l’onestà riuscirà comunque ad avere la meglio, nonostante le destabilizzanti conseguenze. In questo senso, la chiusura sulla confessione di Walt – prima a se stesso, poi a Carrie circa la sua omosessualità – è quanto di più vicino ci sia alla verità, riassumendo quelle che sono le paure di tutti ma che tocca a lui realizzare per primo, in quanto profondissime: you’re figuring out who you want to be, I feel like I’m struggling with who I want to be with. In poche pennellate e tanti sorrisi, TCD riconferma il suo miglior tratto distintivo: la leggerezza, la semplicità, non mera superficialità (che alle volte fa capolino), ma il saper mostrare, il saper raccontare con azioni mai affettate o irritanti. Decisamente il miglior episodio dei tre.

Voto episodio: 8,5

1×12 – A First Time for Everything

The Carrie Diaries - stagione 1 episodi 11-13Before there was sex, before there was the city, there was just me: Carrie Bradshaw ci viene ripetuto all’inizio di ogni puntata: mentre la città che non dorme mai è stata presentata in tutto il suo splendore sin dall’episodio pilota, la seconda parte è ancora un pezzo mancante della Carrie diciassettenne. E quale modo migliore di affrontare lo spinoso tema della verginità, se non con il più famoso pezzo della signora Ciccone? Ovviamente, Like a Virgin. Ma non è solo Carrie nell’occhio del ciclone: ci sono tutti i componenti della famiglia Bradshaw costretti alla scoperta della propria sessualità. Il personaggio che sorprende di più, in questi ultimi episodi, è Dorrit: antitesi della sorella, ossessionata dalla ricerca della perfezione, si butta tra le braccia della sua nuova fiamma Miller, ansiosa di conoscere, di sapere. La pulce dispettosa, liberata dal trucco troppo pesante e dai vestiti troppo cupi, getta la maschera dell’insensibile ribelle e rinasce a nuovi colori. Magari la costruzione è stata lenta e questa evoluzione avrebbe meritato maggior tempo, ma si profila comunque come uno dei migliori personaggi. Tom, invece, non ha subìto la stessa parabola ascendente di Dorrit nonostante il tentativo di sganciarlo dal solo ruolo di padre, ma è apprezzabilissimo vederlo sotto altra luce. Tanti riferimenti pop e tanti a SatC: su tutti, la festa al Plaza con tanto di litigio e rottura tra Carrie e Sebastian nel finale, che ricorda l’addio tra Carrie e Mr. Big di qualche anno dopo.

Voto episodio: 8

1×13 – Kiss Yesterday Goodbye

The Carrie Diaries - stagione 1 episodi 11-13Quando sembra che la serie non possa più sbagliare un colpo, Carrie e il suo diario inciampano proprio alla fine, con un episodio un po’ pasticciato e sottotono, con buoni spunti, ma non brillante nella realizzazione. Carrie e Sebastian riescono a tornare insieme per ben due volte e a lasciarsi altrettante in soli due giorni (per la serie, stessi sessanta minuti per noi), chiudendo senza lieto fine la stagione – e senza farci gustare il ballo di fine anno. Non convince affatto questo inutile ed isterico tira e molla, perché fino ad adesso la loro storyline non aveva avuto praticamente nessun difetto e, soprattutto, perché tutta questa velocità non lascia che presagire brutte notizie. Hanno accozzato molte più svolte in questo episodio che in una stagione intera, sacrificando malamente uno dei personaggi partiti meglio: Maggie. Ignorata da qualche tempo a questa parte, la ritroviamo nei panni di disperata e decadente femme fatale al bancone di un bar a giocarsi la sua più longeva amica, Carrie: chiusura davvero banale – peccato. I fronti Mouse/West, Walt/Bennet e Dorrit/Miller hanno decisamente trainato la puntata, coerenti ai loro ruoli e degnati del giusto spazio.

The Carrie Diaries - stagione 1 episodi 11-13You are you, Carrie Bradshaw: you will never be satisfied with a man who sits at home and asks you what’s for dinner – è il discorso tra Larissa e Carrie e fa da perno all’episodio: cristallini riferimenti al suo futuro, corredati dal trasferimento della piccola Carrie in un loft a Manhattan, sono segnali che sembrano gridare alla totale autosufficienza non solo all’episodio ma dell’intera stagione, senza renderne necessaria una seconda. Sarà per un certo quid di forzato e necessario, ma il dialogo arrivato con un tempismo perfetto, per quanto divertente e brillante, rinforza l’impressione di addio per sempre. E’ la prima meta, il primo traguardo: Carrie è a New York e, mentre scrive, può guardare le luci di Manhattan – il viaggio fisico è compiuto, c’è da costruire tutto il resto. Siamo solo al trampolino di lancio.

Voto episodio: 7,5

The Carrie Diaries non ha mai bluffato con il suo pubblico: glam, scintillante e ingenuo, non ha cambiato una virgola delle caratteristiche del suo genere. Sì, è stato l’ennesimo teen drama, ma spogliato di trash (stranamente) e intrecci inverosimili, vagamente retrò ma senza eccessi, con ottimi attori e bellissima musica. Riflettendoci meglio: un prodotto così fuori dal coro, così lieve, non è da sporcare con una discesa di qualità; magari sarebbe meglio conservarlo nella sua sorta di purezza. Chissà, solo casa CW ci saprà dire se dovremo davvero scoprire il viaggio di ritorno da New York a Castelbury e aggiungere altri pezzi all’adolescente Carrie Bradshaw.

Voto stagione: 8,5

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

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