The Walking Dead – 3×16 Welcome to the Tombs

The Walking Dead – 3x16 Welcome to the TombsIl giorno della premiere della terza stagione e dunque dall’esposizione del contesto narrativo di quest’annata, fatto di due gruppi, due leader e due spazi ben distinti, tutti sapevano come sarebbe finita, tutti aspettavano lo scontro finale che inevitabilmente sarebbe arrivato nell’ultima puntata.

Tutti quelli che sin dall’inizio ci hanno creduto, tutti quelli che hanno digerito bocconi amari fatti di lunghe sequenze melodrammatiche ed episodi che sembravano non avere alcuno scopo se non quello di allungare il brodo per arrivare al season finale, sono rimasti a bocca asciutta. Tutti gli spettatori che da una serie come The Walking Dead sapevano di non poter chiedere lo sguardo sistemico sulla società e sulla Storia di Mad Men o lo spaccato sull’America di Justified o, ancora, l’indagine sul male di Breaking Bad, ma semplicemente un action girato bene, culminante in uno scontro senza esclusione di colpi, sono rimasti delusi. Abbondantemente delusi.

The Walking Dead – 3x16 Welcome to the TombsDi quest’attesissimo episodio non tutto, come può sembrare, è soggetto a facili stroncature, in quanto non mancano sequenze e spunti che mostrano cosa sarebbe potuto essere e non è stato The Walking Dead. Innanzitutto i primi fotogrammi: da un’inquadratura ormai codificata nell’immaginario televisivo come “lostiana”, partono le vicende di quest’episodio finale. Il particolare ravvicinato dell’occhio del Governatore ci porta al suo volto senza più alcuna umanità che non fa presagire nulla di buono sul suo futuro e su quello di Rick e compagni. Una volta scoperto il tradimento di Andrea e Milton, decide di non avere pietà per loro, perché se fosse stato altrettanto spietato un tempo – dice – a quest’ora sua figlia sarebbe ancora viva. È a questo proposito che, in seguito al rifiuto di Milton di uccidere Andrea, pensa di ferirlo mortalmente e chiuderlo nella stanza con la donna, in modo da costringerlo ad ammazzarla una volta trasformatosi in zombie. Questa sequenza è chiusa dalla migliore battuta dell’episodio, nonché una delle più riuscite in assoluto della serie, recitata dal Governatore a Milton per dimostrargli la sua determinazione: “In this life now, you kill or you die. Or you die and you kill”

The Walking Dead – 3x16 Welcome to the TombsPurtroppo le cose belle finiscono qui, dopo solo cinque minuti. Tutto ciò che viene dopo è nel migliore dei casi la conseguenza di buone potenzialità mal espresse, mentre in altri il risultato di scelte sbagliate alla radice. Nel primo novero rientrano senza dubbio le scelte di messa in scena, figlie della decisione di affidare a Ernest Dickerson la responsabilità di dirigere uno dei finali più attesi dell’anno. Dickerson è un regista da curriculum di tutto livello e dall’esperienza non indifferente, tanto da poter vantare un passato da direttore della fotografia di Spike Lee in alcuni dei film migliori dell’autore afro-americano, tra cui Do the Right Thing. In “Welcome to the Tombs” Dickerson sembra avere in testa chiaramente su quali figure filmiche impostare la messa in scena, la quale sembra non poter prescindere dal montaggio serrato nelle sequenze più adrenaliniche, dall’uso del fuori campo in quelle dove la tensione è ai massimi livelli e da campi più lunghi e dal potere (almeno nelle intenzioni) lirico e metaforico nei momenti di scioglimento. Il problema è che il montaggio serrato non ha nulla di originale ed è anzi alla base di quasi ogni sequenza d’azione, ma soprattutto l’uso del fuori campo, benché ostentatamente ricercato, dà vita a vere e proprie cadute di stile come il taglio netto della sequenza quando Andrea sta cercando di liberarsi – come se qualcuno avesse anche solo per un attimo creduto che non ci fosse riuscita – o come, più avanti, la messa fuori campo dello scontro tra Andrea e Milton (ormai trasformato in walker) per non raccontare come mai Andrea, ormai libera e navigata terminator di zombie, non riesca a evitare di farsi mordere mortalmente.

The Walking Dead – 3x16 Welcome to the TombsVeniamo ora ai momenti “lirici”, o presunti tali. La morte di Andrea, attorno alla quale tutti i presenti si raccolgono in un oceano di buone intenzioni – come se non fosse la stessa traditrice e approfittatrice di sempre – viene scelta come il momento emotivamente più forte dell’episodio. Errore grave perché a morire non è Rick né Daryl, ma un personaggio la cui empatia dello spettatore è prossima allo zero. Non solo. La morte di Andrea si pone anche come il momento di massima tensione, dopo il quale tutti quelli che l’hanno digerito convinti di avere come ricompensa uno scontro tra i più cruenti, rimangono a bocca asciutta. Gli autori decidono di non concludere la storyline del Governatore, di non chiudere la vicenda che vede legati i due gruppi e destinata a finire con il più classico dei “ne rimarrà solo uno”, ma di lasciare il ritorno del malvagio orbo alla prossima stagione e dedicare il finale a un momento di riconciliazione e quasi rinascita di un nuovo gruppo, una nuova e allargata famiglia che emerge dalle ceneri dei caduti (Lori, Andrea ecc.). Questo finale è difficilmente perdonabile perché dopo la morte di Andrea, Michonne avrebbe meritato vendetta, così come Rick e il Governatore sarebbero dovuti giungere al tanto agognato scontro finale, così, infine, come tassativa, violenta e inevitabile sarebbe dovuta essere la rivincita di Daryl, specie dopo tutto l’iter passato con Merle.

Nulla di tutto questo succede in quest’episodio, che va a chiudere una stagione all’inizio molto più promettente di quanto poi ha dimostrato nel finale e che, se avesse avuto la metà delle puntate, sarebbe stata decisamente un’altra cosa.

Voto episodio: 6 –

Voto stagione: 7 +

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

12 Risposte

  1. September scrive:

    Secondo me è giusto fare un discorso ampio su questo finale. Esso delude? certamente come sottolineato nella recensione delude e prende in giro tutti i fan, tutti quelli che volevano lo scontro o meglio a cui era stato fatto credere da 8 puntate che ci sarebbe stato uno scontro epico e sanguinoso.
    Il finale sorprende? assolutamente si. Alzi la mano chi si sarebbe aspettato la morte di milton, di Andrea, la follia cosi divampante del governatore, la freddezza di carl e l’accoglienza del gruppo ai superstiti di Woodbury.
    Il finale dunque ha deluso ma sorpreso in poche parole ha sovvertito le nostre certezze.
    Restano dunque dei temi sviluppati ottimamente ma anche dei vuoti incredibili che senza l’aspettativa che si era creata sullo scontro sarebbero stati accettabili ma che proprio a causa della lunga attesa a cui ci avevano predisposto risultano francamente inaccettabili.
    Resta un cold open secondo me fenomenale nella sua semplicità, resta la scena agghiacciante dell’omicidio pepretato da Carl, l’ottima sequenza dell’assalto alla prigione e la follia del massacro del governatore.
    La puntata in se è stata ottima ma la seconda parte di stagione è stata un susseguirsi di ottimi episodi con poca logicità e azione.
    Andrea finalmente muore e lo fa senza infamia e senza lode, molto piu onorevole la fine di milton che in poche puntate pur non brillando ha saputo crearsi un astoria molto più coerente di Andrea che come la peggiore schizofrenica non ha mai deciso che fare ed anche se in punto di morte dice che ha fatto quel che ha fatto solo per salvare tutti francamente non è una cosa che mi è piaciuta molto, le cose erano molto chiare ed evidenti da qualche puntata e ha saputo solo stare con 2 piedi in una scarpa ed è giusto abbia fatto quella fine.
    Il futuro è incerto la scena finale pessima davvero, una conclusione deludente in un episodio tutto sommato ottimo.
    Speriamo che Gimple sappia che pesci prendere dalla prima all’ultima puntata

     
    • Michele scrive:

      Il finale sorprende? assolutamente si. Alzi la mano chi si sarebbe aspettato la morte di milton, di Andrea, la follia cosi divampante del governatore, la freddezza di carl e l’accoglienza del gruppo ai superstiti di Woodbury.

      Ho la mano alzata. La morte di Andrea non era scontata ma quasi, quella di Milton era prevedibile visto l’andazzo, la follia del governatore era più che ovvia, come l’accoglienza del gruppo di superstiti da parte del gruppo.
      Molto più sorprendente, ma forse ripensandoci nemmeno così tanto, la freddezza di Carl.

      Resta un cold open secondo me fenomenale nella sua semplicità, resta la scena agghiacciante dell’omicidio pepretato da Carl, l’ottima sequenza dell’assalto alla prigione e la follia del massacro del governatore.

      Scena agghiacciante dell’omicidio di Carl? Resa veramente malissimo. L’idea certamente lo è, ma come è stata girata è veramente pessima. La sequenza dell’assalto della prigione e il massacro del Governatore sono veramente inguardabili. Il primo sembrava jackass e il secondo qualche telefilm dei primi anni 2000 su italia 1. Scelte stilistiche e fotografiche veramente penose, e lo dico sulla base di 3 stagioni ad altissimo livello. Fin’ora avevano tenuto uno stile bellissimo, e si son accartocciati proprio su questo finale?

      Ovviamente non è un attacco personale, September, ho usato solo il tuo commento perchè il primo… scusami per questo!

      Son rimasto abbastanza deluso da questo episodio, non perchè mi aspettassi qualche duello da far west, ma perchè le migliori cose di TWD (fotografia, montaggio, empatia) son state buttate a casaccio in un episodio importante come questo.

       
  2. Turel Caccese scrive:

    Attendevo con ansia la vostra recensione. Dunque: Disastro.
    Quanta dannata musica c’era in questo episodio?
    Perchè per via di tutta sta musica le scene in motocicletta mi hanno ricordato Renegade?
    Perchè hanno fatto un episodio che sembra un recap di 40 minuti fatto di fretta con momenti salienti?
    Perchè non hanno chiamato un regista migliore? Perchè non l’hanno scritto meglio?
    Forse non lo sapremo mai, forse la quarta stagione sarà l’inizio della fine (citando sempre Lost)

     
  3. MarkMay scrive:

    Io mi trovo, forse per la prima volta da quando leggo le tue recensioni, in disaccordo sul giudizio dell’episodio… Come specificato altre volte non entro nel merito delle scelte tecniche della regia perché non ne capisco niente per cui direi solo cavolate, però sull’analisi della storia non mi trovo d’accordo… Riconosco lo sguardo un pò retorico che il telefilm ha accentuato nelle ultime 2/3 puntate, ma a parte l’inizio scoppiettante della terza serie il telefilm è sempre stato molto retorico negli atteggiamenti e se ci si fa caso questo finale buono/buonista rispecchia in pieno il percorso attuato dal suo personaggio principale, ovvero Rick… Detto questo non mi ha pesato il fatto di NON vedere uno scontro come siamo abituati, ed anzi ho molto apprezzato questo voler giocare con la situazione in modo diverso e più razionale; concordo sul fatto che Michonne, Rick e Daryl meritino di concludere questa storia, ma sarà proprio quello che succederà nella quarta stagione, per cui non mi preoccuperei per loro (e cmq, ritenendo TWD un telefilm MOLTO realistico nonostante il tema trattato, non mi dispiacerebbe che il Governatore uscisse di scena in altri modi).
    Su Andrea posso essere d’accordo, un personaggio MAI entrato nelle simpatie del pubblico, però devo dire che come fatto con Milton (personaggio di una banalità e di una inutilità incalcolabile fino a 3 episodi fa) la costruzione della loro fine a me non è dispiaciuta, ed è pur vero che la storia tra Andrea ed il Governatore la sappiamo solo noi, con il gruppo si è sempre comportata abbastanza bene per cui ci sta che il gruppo reagisca in questo modo alla sua dipartita (ricordandola soprattutto per essere tra quelle del gruppo iniziale).
    Senza parlare di un altro dei lati positivissimi di questo finale: Carl.
    Debbo dire che la sua gestione in questo episodio mi è piaciuta molto, è un ritorno a quello che poteva essere ma non è stato nella seconda serie, anche se credo che questa volta niente e nessuno lo bloccherà; debbo dire che non avendo creato spunti per la quarta stagione (oltre al presumibile ritorno del Governatore), questo lato oscuro di Carl sarà secondo me il tema predominante della quarta serie, e devo dire che ciò apre orizzonti MOLTO interessanti; per cui, per le aspettative che mi ero creato io, questo finale mi ha convinto parecchio (anche se rimango convinto che l’aver aumentato da 13 a 16 gli episodi abbia nuociuto alla serie, che secondo me in quella lunghezza avrebbe avuto una stagione senza alcuna sbavatura o momento morto).

     
  4. September scrive:

    Voto stagione 8,5
    voto episodio 7,5
    voto episodio finale 3

     
  5. Attilio Palmieri scrive:

    Caro MarkMay, il problema è che la regia, il montaggio, le scelte di messa in scena, le inquadrature e più in generale la forma, è sostanza. La televisione, come il cinema, è un mezzo d’espressione audiovisivo, dove la componente estetica è sostanziale. Senza quella, ovvero senza la forma, nulla esiste. Può esistere un prodotto audiovisivo senza storia, senza trama, apparentemente anche senza tematiche (Warhol l’ha dimostrato più volte), ma assolutamente non può esistere privo di messa in scena. Non sono tecnicismi fini a se stessi se in uno dei momenti centrali dell’episodio (Andrea/Milton) la costruzione della suspense è sbagliata tanto da ottenere l’effetto contrario grazie ad uno stacco di montaggio che sembra fatto con le forbici. Ogni cosa, ogni emozione, ogni soluzione narrativa, è efficace solo se rappresentata in modo efficace.
    Se sono interessato a “cosa succede” o soprattutto a quello senza considerare il come, allora mi leggo un romanzo o la trascrizione del plot.
    Detto questo secondo me l’errore più grave è stato non dare a Daryl la vendetta che meritava nel finale perché nelle ultime due stagioni il suo percorso di crescita portava inevitabilmente a quello.
    Su Carl io sinceramente sono molto perplesso: prima ragazzo cresciuto, poi immaturo e terrorizzato, poi ancora cinico e saggio al contempo; mi sembra tutto senza particolare senso o attenzione a una coerenza complessiva del personaggio, ma solo strumentale al resto. Poi quando rimprovera il padre per tutto ciò che non ha fatto, ergendosi a coscienza matura della famiglia, mi sono cadute le braccia.

     
  6. Mattia scrive:

    scusate ma davvero non comprendo la delusione per lo scontro che non c’è stato… per come la vedo, in questo finale si sono creati i presupposti per una quarta stagione dove lo scontro finale tra i due gruppi potrà essere meglio costruito e sviluppato di quanto lo sarebbe stata una banale sparatoria negli ultimi 10 minuti dell’ultima puntata. Ok, e se si fossero scontrati? che aspettative avremmo potuto avere dalla prossima stagione? credo che sarebbe stato ingiusto e frettoloso concludere la storia in questo modo, grazie al cielo nn è stato così. Un personaggio come il Governatore ha ancora molto da dare, soprattutto in termini di degrado psicologico… non vedo l’ora di vedere come e quanto possa svilupparsi la sua follia!! Uno scontro finale merita di essere meglio preparato, dev’essere epico e ricco di colpi di scena. Grazie al cielo non l’hanno condensato in 10 minuti finali dell’ultima puntata

     
  7. DarkTele scrive:

    Un finale di stagione assolutamente deludente.

    Andrea doveva restarci secca “mangiucchiata” da Milton (visione troppo cattiva ma esclusivamente personale), oppure trasformata e uccisa da Michonne, siamo lontani anni luce dalla scena epica della morte di Sophia.

    Inutile il tentativo di redenzione pre-morte, ha praticamente sbagliato il 90% delle scelte prese in 3 stagioni e bastano due occhi lustri e qualche singhiozzo per lasciarla morire felice??

    L’assedio a una PRIGIONE dettato esclusivamente dalla follia e dalla voglia di vendetta, stile parata del 4 luglio, manco un minimo di strategia. Ne bastano due con un paio di m4 per mandare in fuga un gruppo di 10 persone armato di calibro 50, lanciagranate e dio solo sa quali altre armi. Probabilmente erano convinti di giocare a Call Of Duty. Ho preferito di gran lunga il primo attacco con il diversivo del camion zombie.

    In sostanza ora abbiamo un governatore in fuga che dio solo sa come tornerà alla carica, rimasto con pochi alleati titubanti e scossi e abbiamo una prigione che ormai assomiglia più ad una casa di riposo.

    Mi dispiace per Carl, completamente in preda agli autori, ogni puntata sembra una persona diversa e la sua giovane età/esperienza di recitazione lo tradisce spesso.

    In sostanza non è un finale di stagione che mi lascia con quella frenesia del “non vedo l’ora che venga trasmessa la prossima stagione”, come è successo nel finale della seconda.

    Voto personale della stagione: 8
    Voto personale della puntata: 4

     
  8. lorebakery scrive:

    Questa stagione non merita la sufficienza. Lasciando da parte tutte le incongruenze gia’ citate il vero problema è che lo show è diventato troppo commerciale: quando un personaggio non è amato dal pubblico automaticamente viene fatto fuori (anzitempo), e con una morte il piu’ delle volte ridicola: Lori , Merle, Andrea….
    Andrea… una ventina di minuti per raccogliere le pinze con i piedi. Ho fatto una prova empirica: 15 secondi al massimo. Era riuscita a liberarsi entrambe le mani ed aveva un’arma in mano…..non le avessimo visto aprire teste di zombie con ogni arma ed in ogni situazione… è talmente irrealistico date le sue skills che si lasci mordere da Milton che la scelta di questo tipo di morte da parte degli autori la trovo un insulto all’intelligenza.

    La psicologia dei personaggi. Il piccolo Carl, che è comprensivamente turbato, prima è scapestrato, poi è un saggio ometto, poi un piccolo Hitler. Il nostro Rick comincia come dittatore, poi ha il momento visionario allucinato, poi torna il buon leader misurato e ristabilisce la democrazia. Merle ad inizio stagione è il solito bastardo, la puntata dopo è l’eroe. Ho l’impressione che la caratterizzazione dei personaggi e la loro eventuale subitanea catarsi o al contrario lo sprofondare nella follia sia talmente casuale ed incoerente, e questo mi disturba oltremodo. In sostanza ritengo che ci siano nella serie problemi piu’ gravi da risolvere che vanno oltre ad un finale deludente; nella seconda parte di stagione, diciamocelo chiaramente, NON E’ SUCCESSO NULLA! Voto stagione: 5-

     
  9. September scrive:

    @Michele

    Figurati non c’è problema vorrei che tutte le discussioni fossero cosi aperte.
    Sullo stile ti do pienamente ragione io infatti parlavo più che altro di scelte. Queste scelte, queste idee mi sono piaciute.
    Sapere che Carl uccide un ragazzo ormai disarmato rende benissimo l’idea della trasformazione del ragazzo ma sicuramente girata non benissimo.
    Assalto alla prigione secondo me bello perchè ci hanno fatto credere e capire fino all’ultimo istante che rick e company erano andati via e dunque l’effetto sorpresa ha funzionato.
    Su milton ed andrea voglio precisare. Credo che chiunque guardi walking dead si possa aspettare che da un momento all’altro possa morire qualsiasi personaggio. Lo abbiamo visto con shane, con Dale, con Lori ma al tempo stesso possiamo credere che chiunque potesse sopravvivere anche 2 personaggi nel mirino del governatore come andrea e milton, Proprio perchè in quella situazione io credevo non sarebbero morti entrmbi. Milton in una puntata è passato da fidato assistente a nemico e credevo allungassero un po questo dualismo e che lui fosse piu prudente e non che aspettasse che il governatore lo uccidesse come se niente fosse. Riguardo Andrea tra lo scontro che doveva avvenire, Milton dalla sua parte, Tyreese in crisi di coscienza alla fine se la sarebbe svangata e ne ero ancora piu convinto dopo che milton aveva lasciato a terra quella pinza.
    Secondo me queste idee anche se realizzate male hanno creato suspense ed hanno funzionato.
    Quello che non ha funzionato è l’orribile finale e lo scontro non consumatosi. Lo scontro non doveva avvenire per forza ma farci capire per 8 puntate che sarebbe stato inevitabile e poi evitarlo è stata una presa per i fondelli. A quel punto tanto valeva esaltare meglio il personaggio di Andrea fdarla intervenire di piu e meglio e magari farla morire in un tentativo di mediazione andato a male o sacrficandosi alla merle per il gruppo. La sua morte non ha avuto senso. Non ha salvato se stessa non ha salvato il gruppo non ha salvato milton ma a che serviva questa morte soprattuto in un season finale, soprattuto 30 minuti dopo la triste e disturbante morte di merle, sopratttuo in una puntata dove era morto un altro personaggio importante come milton?
    queste sono le cose che non ho apprezzato aldila dello stile e la regia

     
  10. Gigi scrive:

    Solo io ho trovato surreale il finale dove il Governatore va via verso non si sa quale meta?Non sarebbe stato logico tornare a woodbury o al massimo ritornare all’attacco della prigione???Altra cosa che non rispecchia la più comune logica è la fuga di numerose persone armate alla vista di due mitra!L’unica cosa che mi consola è che ci sarà un futuro scontro nella quarta serie con il Governatore, questa volta si spera più reale e coinvolgente!

     
  11. kerygmatico scrive:

    Dovevo smaltire una sbornia. Con questo episodio l’ho fatto e alla grande. Caspita: è una dannata serie TV e nulla più!
    Beviamoci sopra e attendiamo il finale di breaking bad o un nuovo film di Lynch per il capolavoro! :)

     

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