Arrow – Stagione 1

Arrow – Stagione 1Una delle novità di quest’anno che non ha ricevuto, però, grande attenzione, anche a causa del canale su cui è trasmessa (quella CW solitamente guardata con grande sospetto), si rivela essere un prodotto da intrattenimento semplice ma efficace, indebolita soprattutto dalla necessità di dover portare a casa più episodi del necessario.

Questa nuova serie TV è, almeno nelle intenzioni, destinata a prendere il testimone da Smallville, altra serie supereroistica della DC Comics in onda sullo stesso canale. La rete broadcast giovane, la CW, ci regala un telefilm che, contrariamente alle aspettative, funziona anche piuttosto bene sotto il profilo della spettacolarità e della trama, sebbene soffra indubbiamente sulla lunghezza e su alcune interpretazioni attoriali.

Arrow – Stagione 1La differenza con Smallville è evidente (ed in parte evidenziata nella recensione sul primo episodio): senza forzare la mano, gli autori si rivolgono ad un pubblico – quello giovane – che non sia però solamente attratto dalla sfera sentimentale (problema di altre serie colleghe, come The Vampire Diaries) ma possa seguire anche una maggiore analisi dei personaggi. Punto forte, infatti, del racconto è dapprima l’idea di essere all’altezza con le aspettative legate ai propri genitori, soprattutto nei confronti dei propri padri, per poi virare verso una demitizzazione della loro stessa figura. Se Oliver, infatti, si ritrova a dover rimettere al loro posto i numerosi illeciti perpetrati dal padre (con la parziale complicità della madre), Laurel deve riuscire a smarcarsi dal tentativo di controllo messo in atto dal proprio, di genitore, che per paura non di rado ne sminuisce il lavoro e la volontà. Il rapporto con la propria famiglia è chiaramente fondamentale anche nell’arco narrativo riguardante Tommy, dileggiato da quel padre dal quale comunque farà costantemente ritorno per dimostrargli d’essere all’altezza del proprio nome. La morte di Tommy è un fulmine a ciel sereno (si sarebbe scommesso su una rivalità Oliver-Tommy alla stregua di Spiderman-Osborn) ma indubbiamente capace di dare il via a tutta una serie di conseguenze sui personaggi che potranno, così, trovarsi di fronte a nuovi spunti narrativi.

Arrow – Stagione 1Venendo ai punti deboli, non si può che ammettere una certa debolezza soprattutto nella struttura centrale della serie: avendo la necessità di coprire un così ampio spettro di episodi, gli autori son costretti ad allungare il brodo con una serie di puntate non malvagie, ma comunque troppo deboli e stantie. A soffrirne è soprattutto il racconto legato al passato di Oliver Queen sull’isola: sebbene l’evoluzione del personaggio sia continuo e credibile (solo nell’ultimo episodio si intravede il vero cambiamento tra il primo Oliver e quello del presente) troppe volte si è avuta l’impressione di non sapere cosa dire, catturando e liberando personaggi per un po’ di azione gratuita. Nonostante ciò, Arrow non si impegna nel fornirci un racconto profondo, non è Game of ThronesBreaking Bad con le loro numerose letture e riletture, ma ha il pregio di saper intrattenere lo spettatore per una quarantina di minuti, assicurandogli una trama lineare, una profondità caratteriale rara in prodotti di questo tipo ed un po’ di azione (in alcuni casi davvero ben “coreografata”).

Arrow – Stagione 1A differenza dell’impressione iniziale, Stephen Amell, il protagonista che (non) indossa i panni di Oliver Queen, è andato via via migliorando in recitazione: partito piuttosto maluccio, riesce a rendersi sempre più convincente – siamo ben lontani da interpretazioni da Emmy, beninteso – e non rappresenta più il punto debole principale della serie; i comprimari sono tutti sulla sufficienza, seppure per fascino e resa domini John Barrowman. La regia e l’accompagnamento musicale fanno il loro dovere senza guizzi particolari.

Quando si aprirà la seconda stagione di Arrow dopo l’estate ci aspettano un bel po’ di cambiamenti sia sotto il profilo dei personaggi – come dicevo, la morte di Tommy darà uno scossone bello forte sia ad Oliver che a Laurel – che sotto quello della trama, con una buona parte della città distrutta e sicuramente nuovi villain in arrivo. L’isola ha ancora molto da raccontarci, sperando che sia però un po’ più interessante di quanto fatto sinora.

Voto Stagione: 6/7

 

Mario Sassi

Napoletano trapiantato da anni a Roma, non nasconde la sua anima nerd e la sua passione per serie TV e cinema.

5 Risposte

  1. September scrive:

    Aspettavo di vedere cosa pensavate di Arrow vista la stima che ho nei confronti di voi che scrivete per seriangolo e devo dire che concordo parola per parola, è come se questa recensione l’avessi scritta io…
    Alzerei solo di un mezzo punto il voto finale per incoraggiare un prodotto che nasceva con poche pretese e che sembrava strizzare l’occhio soprattutto al popolo teen e invece ha appassionato anche chi come me è un superseguace fedele dei vari cult ossia BB SOA, Dexter romanzo criminale fringe lost person of interest justified.
    Ha fatto decisamente dei vari followin vegas last resort e revolution lanciati in pompa magna in autunno.
    Concordo soprattuto con l’incremento esponenziale della bravura nella recitazione da parte di Amell Parte malissimo finisce molto bene.

     
  2. alessala scrive:

    Concordo in toto con la recensione. E’ una serie che non pretende di essere chissà cosa, ma allo stesso tempo convince e intrattiene molto bene. Attori così così, Amell sembra un robot, ma piano piano cresce (mentre abbiamo un bravo Borrowman, ma si sa…attori inglesi, gli americani ora se li stanno fregando tutti!). In definitiva, una serie molto divertente, al di sopra delle aspettative.
    Nota a margine: ho visto anche un po’ la versione italiana. Si può dire in questo caso che il doppiaggio rovina tutto completamente.

     
  3. September scrive:

    @alessala

    Riguardo alla traduzione-doppiaggio italiano volevo spendere 2 parole anche io su questa indecenza:
    ho visto un paio di puntate in italiano dopo averle viste gia in inglese e mi è sembrata una vergogna.
    Aldilà dei doppiaggi e delle voci da beautiful volendo essere teneri, degli effetti sonori e ambientali spariti la cosa più abominevole è stata vedere (sentire) che oliver aveva una voce non mascherata, non alterata quando indossava il cappuccio il tutto ovviamente lascerebbe presagire un ovvio riconoscimento da parte di chiunque incontri l’incappucciato della voce del super miliardario , famoso, playboy Oliver Queen e invece nulla…
    Ovviamente nella versione originale Oliver e il vigilante hanno 2 voci completamente diverse…
    Che imbecilli!!!
    Nel corso delle puntate anche in Italia poi hanno avuto il colpo di genio di cambiare le 2 voci…

     
    • alessala scrive:

      Io ho provato a seguirlo in italiano, ma non ci sono riuscito. Proprio mi ha fatto orrore, non riuscivo ad associare le voci ai personaggi.
      Certi attori della serie non sono ‘sta cima, ma hanno dalla loro il fatto di avere delle buone voci (es. Stephen Amell ha una voce perfetta per il ruolo, secondo me): il doppiaggio rovina questo pregio, rendendo, come dici tu, tutto una soap opera, cosa che la serie ha tentato per tutto l’anno di evitare.

       
  4. Marco scrive:

    Non son d’accordo per niente con la recensione e nemmeno minimamente con il voto.
    è il sottoprodotto di una mente allucinata, senza una benchè minima intelligenza creativa nè psicologica, tecnicamente pietoso, attori vomitevoli, primi piani sbagliati a gogo, personaggi meno credibili in assoluto degli ultimi 20 anni di tv americana, fotografia indecente, storia indecente.

    Dà la nausea, com’è possibile che un prodotto del genere sia stato reso possibile? è una vergogna, un’insulto all’intelligenza umana, perfino un cane sarebbe stato più bravo a scriverlo a 4 zampe.

    Non c’è limite alla stupidità umana.

     

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