Bates Motel – 1×07 The Man In Number 9

Bates Motel - 1x07 The Man In Number 9Dopo un episodio come The Truth, Bates Motel sceglie di riprendere la narrazione inserendo altri elementi nella storia principale – soprattutto su Norman -, abbandonare le sotto trame costruite e procedere ad un ritmo decisamente più fiacco e discorsivo rispetto al precedente.

“We’d better talk.”

Lasciati in sospeso ad aspettare l’arrivo della polizia, The Man in Number 9 riprende esattamente da dove ci eravamo fermati, con un cold open lento e silenzioso dello sceriffo Romero sul luogo del delitto.

Bates Motel - 1x07 The Man In Number 9

Basta qualche minuto e ben due storyline – fino a questo momento – principali vengono bellamente chiuse da una versione dei fatti costruita ad hoc dallo sceriffo, ormai svestito di qualsiasi antagonismo – here’s what the story’s gonna be. Questa chiusura sa di precipitoso e di comodo, ma non di definitivo: se l’omicidio di Keith Summers sembra ormai giunto al suo epilogo, non si può dire la stessa cosa della tratta delle ragazze cinesi. Non se ne fa parola nel corso dell’episodio che si concentra soprattutto sulla ricerca di un nuovo inizio per Norman e Norma, ma la ragazza salvata da Emma e Norman, scappata nei boschi, è ancora lì fuori a piede libero. Inevitabile che ne risentiremo parlare.

“Everybody knows, Norma.”  

Ma questo nuovo inizio si palesa decisamente più arduo di quanto Norma potesse immaginare. Fino ad ora il motel era rimasto sempre sullo sfondo dell’azione, facendo sì da causa scatenante delle vicende ma per essere poi relegato a mero ambiente creepy dove far evolvere/tornare le varie storyline.

Bates Motel - 1x07 The Man In Number 9

Archiviate queste, bisogna riprendere in mano le fila della narrazione, rendere giustizia al titolo stesso della serie e aprire finalmente il Bates Motel. Nulla però può andare così semplicemente e Norma si trova a dover affrontare un’altra situazione di stallo che si frappone tra lei e il suo fantomatico move on. Infatti scopre – eppure c’è poco di sorprendente –  di aver ormai mandato all’aria sia la sua reputazione che quella della sua attività: il pettegolezzo, la voce è ormai corsa veloce ed inarrestabile di bocca in bocca – it’s just kind of tainted the place. Due omicidi, una notte in prigione e la scappatella con Deputy Shelby sono notizie quindi diffuse: ma così come stona la puritana manager del ristorante – dato che ci avevano fatto passare White Pine Bay come un’alcova di criminali -, così stona anche l’incredulità di Norma. Il suo sconforto dura in realtà ben poco, allietata dall’arrivo di un vecchio ospite del Seafairer Motel che rivendica la sua affezione alla stanza numero nove. Questo nuovo personaggio, che dà il “ non-nome” all’episodio, è inquietante al punto giusto ma Norma sembra non accorgersi di nulla: è ovviamente inverosimile anche la sua superficialità – I don’t think he was weird –, ma funziona alla luce di questo nuovo inizio che la protagonista sta ricercando in ogni modo.

“You can’t get blood out of stone, Norma.”

Bates Motel - 1x07 The Man In Number 9

A percepire questa stranezza sottintesa c’è invece Dylan. Il suo personaggio, che all’inizio ha convinto molto poco, continua invece a migliorare nel corso degli episodi: sarà perché sembra l’unico a saper guardare oltre il proprio naso e ad avere una sorta di proprio equilibrio e sanità mentale (nonostante tutto), ma soprattutto perché è davvero necessario alla rosa di protagonisti. Il suo ingresso aveva probabilmente peccato sia in originalità sia in quanto assente in Psycho: un personaggio ex novo è sempre un rischio in questi casi, ma il suo inserimento si sta rivelando decisamente più funzionale e azzeccato rispetto alla parte teen della serie. Ma nuovo e interessante elemento su quest’ultimo fronte, però, viene introdotto di soppiatto con il casuale incontro tra Dylan e Bradley, in cui Norman appare come il terzo incomodo tra gli sguardi degli altri due. La famosa misoginia di Norman Bates che spia attratto ma poi uccide pugnalando, memore degli insegnamenti di mamma Bates, si propone come uno spunto narrativo centrale per il dipanarsi della storia: usato in questo senso, anche la storyline di Bradley acquista un valore non indifferente. Al contrario, perde di spessore la controparte Emma che si ritrova a far comunella con mamma orsa: le gratuite scene di sesso immaginate da Norma, con al centro la biondina versione mangiauomini, hanno poco da raccontare e risultano anche banali.

“I shouldn’t have done it with someone like you.”

Bates Motel - 1x07 The Man In Number 9La parte più importante e interessante dell’episodio è sicuramente lo snodo innescato da Norma che insinua quel germoglio di odio/amore verso le donne, quella dualità così opprimente che caratterizza il Norman adulto. Seminare bene per costruire la complessa psicologia del protagonista non è sfida affatto semplice, ma, anche in questo caso, non si smentisce l’alchimia che corre tra madre e figlio e in primis tra la Farmiga e Highmore: il discorso da matriarca al tavolo della cucina ne è solo l’ennesimo esempio. Tradisce più ingenuità sicuramente il seguito, cioè il dialogo tra Bradley e Norman che si vede crollare addosso l’illusione di un amore corrisposto. Ma ad impreziosire il tutto è l’ennesima smaterializzazione della coscienza di Norman: senza abusarne, questo escamotage è il prezioso fondamento su cui continuare a costruire la storia. Certo, l’abbraccio che lo riporta istantaneamente alla realtà smorza la tensione fino a quel momento accumulata, ma si inserisce ancora perfettamente nel quadro generale: siamo pur sempre agli albori della storia e sul fronte disturbi di Norman è stata lanciata davvero molta carne sul fuoco, soprattutto nello scorso episodio.

Bates Motel - 1x07 The Man In Number 9

Sul finale, a rilanciare l’utilità di Emma, arriva provvidenziale la morte del nuovo cane di Norman – una vita davvero brevissima, in effetti. I’m taking her to Emma’s dad. He can fix dead things – dice Norman sconvolto dopo le rivelazioni di Bradley: si aggiunge  così anche questo altro importantissimo dettaglio della tassidermia, che presto – immaginiamo – diventerà una vera e propria passione per lo stesso Norman. Aggiustare qualcosa di irreparabile, eternizzare la morte per rimediare ai propri errori, l’inarrestabile influenza di Norma: tutti questi sono gli elementi che vogliamo continuare a vedere.

The man in number 9 è sicuramente un episodio meno adrenalinico del precedente, ma che compie il suo dovere e scorre senza intoppi, rivelando che la direzione presa potrebbe essere quella giusta.

Voto episodio: 7,5

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

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