Community – 4×13 Advanced Introduction to Finality

Community – 4x13 Advanced Introduction to FinalityCon quest’episodio termina anche la quarta stagione di Community. Ad essere cattivi non è esagerato dire che si finisce con un sospiro di sollievo, quasi come se la visione di quest’annata al Greendale fosse un calvario ormai lasciato finalmente alle spalle.

In passato non abbiamo mancato di sottolineare quanto la separazione tra Community e il suo creatore, Dan Harmon, sia stata una condanna a morte per lo show, un momento spartiacque dopo il quale molte cose sono cambiate, nello stile di scrittura, come anche nell’approccio al genere cui la serie afferisce. Senza ripeterci ulteriormente arriviamo a questo capitolo conclusivo senza troppe aspettative, che, una volta terminata la visione, non sarebbero in ogni caso state smentite: il solo prologo della puntata contiene già una serie di elementi significativi circa la crisi creativa della stagione. Innanzitutto la citazione iniziale di Tango & Cash, che se da un lato tenta di riprendere la tipica modalità citazionistica dell’incedere narrativo di Community, dall’altro però lo fa in modo strumentale e privo di un reale significato, quasi casuale. Se c’è un senso, questo è tutt’altro che incoraggiante: la scena infatti presenta immediatamente un episodio che sarà Jeff-centrico; caratteristica che non è mai stata foriera di qualità positive.

Community – 4x13 Advanced Introduction to FinalityIl pretesto narrativo di quest’episodio, come spesso capita ai finali di stagione di serie tv strettamente legate alla realtà, è una tappa fondamentale per i personaggi, ovvero la laurea. Nello specifico è quella, anticipata, di Jeff, dalla quale scaturisce tutta una serie di azioni e reazioni dei personaggi principali: litigi per l’organizzazione della festa; paure sull’addio di uno dei membri; banalizzazione ulteriore dell’attrazione del preside per Jeff, che fino alla scorsa stagione è stata resa in modo molto più sottile.

Il vero problema di quest’episodio (e in generale di quest’annata) è la scarsissima originalità delle situazioni mostrate, quasi mai nuove allo spettatore affezionato alla serie. A confermare questa tendenza è proprio il turning point di “Advanced Introduction to Finality” che ancora una volta è sintetizzato dal lancio dei dadi che aprono a nuove timeline – situazione narrativa interessante la prima volta che ci è stata sottoposta, ma ormai troppe volte riutilizzata per essere ancora stimolante.

Community – 4x13 Advanced Introduction to FinalityCome se non bastasse la parola timeline attira come una calamita gli alterego dei personaggi, ovvero le loro nemesi negative. Così come ormai da un paio di stagioni abbiamo imparato a conoscere Evil Abed, ora conosciamo tutti gli altri simulacri negativi dei protagonisti, senza che questo aggiunga nulla di davvero interessante o innovativo. Nella spasmodica rincorsa alla Community che fu, quasi a voler a tutti i costi denunciare un complesso d’inferiorità, gli autori mettono in scena anche una gara di paintball tra i personaggi reali e le loro evil-metà, come per andare sul sicuro, ragionevolmente convinti che possa bastare il solo paintball a salvare questo season finale, non considerando tra l’altro, la sensazione di posticcio e appiccicato che può scaturire dalla ripresa di questo gioco. La cosa più deprimente però è lo scioglimento della vicenda che lega i personaggi alle loro “copie malvagie”: nonostante questi appaiano cattivissimi e invincibili, hanno tutti i difetti delle loro metà reali, talloni d’Achille a tratti imbarazzanti, che li portano all’autodistruzione. Troy è ucciso dalla sua ingenuità, Annie dall’attrazione per Jeff, Britta dalle velleità rivoluzionarie, Shirley dalla gola, Pierce dal suo tipico atteggiamento goffamente eversivo e Jeff, infine, dal proprio ego e dalla smisurata vanità.

Non tutto è da buttare. L’utilizzo più prolungato di Alison Brie è senza dubbio un fattore positivo, viste le capacità della giovane attrice; allo stesso modo è interessante il fatto che a individuare i punti deboli dei gemelli malvagi siano proprio i loro speculari reali, operazione che suona come una sana e sincera autocritica, celata sotto le vesti del gioco. Nonostante ciò, però, l’atteggiamento generale degli autori e il registro complessivo della serie si dimostrano anche in questo caso il punto debole della stagione, proprio perché antitetici a quelli del passato. Tutta la vicenda del paintball è servita solo a lasciare andare Jeff nel migliore dei modi possibili, confermando quella tendenza a inserire la moralina finale a ogni episodio, quasi fosse un cartone animato per pre-adolescenti. In questo caso, infatti, Jeff impara che, una volta uscito da Greendale, la sua “boccaccia” è bene che la usi per aiutare le persone più svantaggiate e bisognose dell’ausilio di una persona arguta come lui. Questa sorta di redenzione, di fuga dal lato oscuro è applaudita dai compagni che brindano in suo onore. E tutti vissero felici e contenti.

“Advanced Introduction to Finality” chiude una stagione deludente, che forse sarebbe stato meglio non trasmettere, per lasciare la serie di Dan Harmon ai posteri come il gioiello di tre stagioni che era fino a un anno fa.

Voto episodio: 5,5

Voto stagione: 5

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

1 Risposta

  1. Lorenzo scrive:

    Stagione davvero difficile da giudicare in quanto i fattori da prendere in considerazione sono molti: Community era una serie ben avviata, e un team nuovo a dirigere il tutto si dev’essere certamente trovato in una posizione più che scomoda; aggiungiamoci un network che ha sempre trattato questa serie come la peggior cloaca, un pubblico ovviamente prevenuto e Chevy Chase che fa la primadonna e le cose si fanno ben difficili nella writer’s room. Quindi, nel complesso, non me la sento di bocciare questa stagione perché gli autori sono riusciti a barcamenarsi tra autoreferenzialità e caratteristiche dei personaggi senza snaturare la serie, nella maggior parte dei casi. Dove quindi non sono riusciti a raggiungere l’obiettivo?

    Nella continuity, troppe cose lasciate aperte: Abed sembra debba finalmente uscire con qualcuno e improvvisamente la ragazza non si fa più viva? Il Dean va a vivere di fianco a Jeff e questa situazioni viene sfruttata UNA sola volta? Nella puntata precedente al finale il Dean avversario sembra avere una piantina con un mega ragno gigante, che ne è stato di tutto questo? C’entra il fatto di avere avuto solo 13 episodi? Se così ci si poteva prendere meno rischi e andare più sul sicuro!

    _Nello spirito della serie stessa: ok le citazioni, ok le parodie, ok i personaggi estremi con le loro caratteristiche, grazie di non aver tolto tutto questo rendendo il tutto una sit-com qualsiasi (cosa che Chevy Chase voleva, a quanto pare! -.-) ma un punto focale dello show è sempre stato il suo sottile cinismo, non puoi quindi finirmi metà delle puntate (tra cui la stagione stessa) con Jeff che fa il discorsetto moralista e tutti felici e contenti. Il sentimentalismo c’è sempre stato ma era dosato in modo tale da non risultare stucchevole. Non fatemi poi parlare della puntata dei pupazzi: per quanto interessante il concept è stato sviluppato in una maniera incredibilmente ridicola, la puntata peggiore della serie finora.

    _In alcuni casi nelle caratterizzazioni dei personaggi: nelle prima puntata Shirley e Annie sono totalmente OOC; Abed sorride più in questa stagione che nelle altre tre sommate, a volte non pareva neppure lo stesso personaggio, mentre in alcuni momenti era troppo fermo nel proprio ruolo; Troy davvero poco divertente, e non ho neppure capito perché visto che molte delle sue battute degli anni precedenti parevano improvvisate (si può notare guardando i bloopers), magari è mancato il feeling con gli autori o c’era freddezza per la presenza di Chevy, non saprei.

    _Un uso eccessivo/sbagliato dei topoi della serie/personaggi: se non hanno totalmente snaturato la serie, e possiamo ringraziarli per questo, la coppia Port/Guarascio ha sicuramente oltrepassato il limite intersecando la darkest timeline con quella “reale” (fino a quando non si è capito che era tutto nella mente di Jeff ero pronto a gridare allo scandalo), utilizzando ancora il paintball che aveva già esaurito tutte le sue cartucce (no pun intended XD), esagerando con gli “aww” tanto da rendere fastidiosa anche Alison Brie (e ce ne vuole!) e spingendo eccessivamente sull’acceleratore delle caratteristiche prima divertenti dei personaggi, senza in realtà aggiungere loro nulla di nuovo.

    Queste le cose che mi vengono in mente dopo avere appena finito la quarta stagione della mia comedy preferita. Da biasimare quel *** di Chevy Chase e la NBC, hanno distrutto la mia comedy preferita e spero tanto che le successive due stagioni possano risollevare il livello di questo gioiello della comicità!

     

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