Doctor Who – 7×10 Journey to the Centre of the TARDIS

Doctor Who - 7x10 Journey to the Centre of the TARDISIl TARDIS è stato per anni uno dei punti focali di Doctor Who, non soltanto perché è il mezzo con cui il protagonista compie i suoi incredibili viaggi, ma anche perché contiene al suo interno i suoi più oscuri segreti. Nel suo cinquantesimo anno di vita, la serie, citando Jules Verne, decide di regalarci un episodio interamente dedicato ai misteri della nave del Dottore, anche se si tiene ben lontana dal chiarire molti di essi.

“It’s an appliance, it does a job.” – “He’s a pretty cool appliance, we’re not talking cheese grater here!”

In una stagione che ha fatto ormai delle citazioni del passato della serie uno dei suoi punti di forza, un episodio come Journey to the Centre of the TARDIS non poteva mancare. Difatti, i punti più forti di questa puntata sono i rimandi al passato del Dottore, che funzionano alla perfezione, ma che, allo stesso tempo, non possono dare risposte definitive ad alcune delle domande più grandi: ecco quindi che, insieme alle tanto menzionate bibliotecapiscina, troviamo il celeberrimo libro sulla Guerra del Tempo, nel quale Clara legge il vero nome del Doctah. Ma la nuova compagna, in questo episodio, è quanto mai importante non solo per la scoperta di importanti elementi legati al TARDIS, ma anche per l’avanzamento della trama orizzontale, che si concentra molto sul rapporto tra la giovane ed Eleven.

“Why do you have zombie creatures? Good guys don’t have zombie creatures! Rule one: basics storytelling!”

Doctor Who - 7x10 Journey to the Centre of the TARDISNella scorsa puntata, avevamo visto infatti il TARDIS prendere in qualche modo in “amicizia” la nuova companion, dopo alcuni episodi in cui la trattava come una presenza sgradita. Qui, Clara inizialmente appare ancora poco accettata all’interno della macchina del tempo: un insieme di espedienti narrativi (labirinti, mostri ecc.) ci fanno sospettare che sarà lei a subire le più importanti conseguenze dell’attacco dei pirati spaziali. In realtà, per tutto l’episodio il TARDIS cerca di metterla in sicurezza, di proteggerla, cercando di ricongiungerla con il Dottore. La ragazza diventa quindi, in questo episodio, una companion a tutti gli effetti: non solo un’amica sincera per Eleven, ma anche una passeggera rispettata e protetta.

“You are beautiful. Beautiful, fragile human skin”.

Doctor Who - 7x10 Journey to the Centre of the TARDISSe da un lato, il TARDIS comincia ad accettare Clara, Eleven ancora non si fida del tutto: fino a questa puntata ha sempre nascosto i suoi sospetti verso la ragazza, ma stavolta, invece, le manifesta tutta la sua frustrazione. Il Dottore, inizialmente  preoccupato perché teme di perderla ancora una volta, diventa furioso nel momento in cui si rende conto che in realtà non ha scoperto ancora nulla su di lei.
Le domande che si pone Eleven sono le stesse che ci facciamo noi: che collegamento c’è tra le varie incarnazioni di Clara incontrate in passato (più precisamente, nella Season Premiere e nello Special Natalizio)? Chi, o cosa è veramente Clara?
Solamente nel momento in cui il Dottore coglie finalmente l’umanità, e quindi la fragilità e l’innocenza, della persona che gli sta di fronte, sembra riappacificarsi con sé stesso e con la sua companion. Ma non tutto è chiarito completamente: nella scena finale il Time Lord esprime un’altra preoccupazione, quella della sicurezza della ragazza: ora che Eleven sa (pur non avendo trovato ancora risposta alle sue domande) che Clara è convinta di essere una persona normalissima, può permettersi di portarla con sé, mettendola in pericolo?
La grande alchimia raggiunta dai due bravissimi Matt Smith e Jenna-Louise Coleman qui riesce perfettamente ad esprimere tutte queste problematiche.

The salvage of a Lifetime.

Doctor Who - 7x10 Journey to the Centre of the TARDISDal punto di vista della trama verticale, l’episodio risulta non molto elaborato. Questo perché, come già detto, ci si concentra di più sui misteri legati al TARDIS e sul rapporto tra Dottore e Companion. In generale, nella puntata possiamo rintracciare un parallelismo incentrato sul rapporto tra uomo e macchina: se da un lato lo stesso TARDIS rappresenta una tecnologia ibridata con elementi organici (pensiamo alla Eye of Harmony e all’albero di nano macchine che ricorda molto Avatar), bisognosa di persone che si prendano cura di lei, dall’altro viene presentata la storia di tre fratelli, i pirati spaziali Van Baalen.
Questa parte, però, risulta un po’ debole: davvero Tricky non si è mai accorto di nulla, non ha mai avuto alcun sospetto sul suo “essere androide”? Inoltre, risulta ridicola la motivazione stessa della sua condizione, ossia uno scherzo che il fratello maggiore avrebbe architettato per impedire che la nave spaziale andasse a lui com’era suo diritto. L’entrata in scena di questi personaggi sembra quindi solamente un semplice espediente che lo sceneggiatore Steve Thompson ha utilizzato per introdurre concetti e rivelazioni legati alla storia e ai misteri del TARDIS. 

“Picture the biggest ship you’ve ever seen. Have you picturing it? Good, now forget it, because this ship is infinite”.

Doctor Who - 7x10 Journey to the Centre of the TARDISCome sopra detto, il punto di forza dell’episodio sono l’insieme di citazioni e richiami che in questa occasione abbondano come non mai. Vediamo di elencarli:

– Finalmente scopriamo, oltre alla piscina e alla magnifica biblioteca (citate molte volte, ma principalmente in The Elevent Hour e Day of the Moon), anche l’Eye of the Harmony, di cui era stato fatto un accenno nello scorso episodio. Come detto sopra, nella biblioteca, Clara trova il libro “History of the Last Great Time War” (quante volte abbiamo sentito parlare della Guerra del Tempo), nel quale è riportato il vero nome del Dottore.

Doctor Who - 7x10 Journey to the Centre of the TARDIS– Esplorando le varie stanze del TARDIS, Clara viene a contatto con alcuni oggetti, tra cui: la culla del Dottore, vista per la prima volta in A good Man Goes to War, un giocattolo con le sembianze del TARDIS simile a quello creato da Amy Pond, visto per l’ultima volta in Let’s Kill Hitler, nonché una lente d’ingrandimento, che potrebbe essere la stessa che Eleven ha usato in The Power of Three. Clara trova anche un ombrello molto simile a quello usato dal Settimo Dottore nell’episodio del 1987 Paradise Towers;

– le crepe nel tempo alla fine dell’episodio ricordano quelle viste per tutto l’arco della quinta stagione;

– la chicca della puntata: quando il pirata Bram cerca di smontare la consolle del TARDIS sentiamo dei frammenti di dialogo di diversi episodi, quali An Unearthly Child (1963, il primissimo della serie), Colony in Space (1971), The Robots of Death (1977), Rose (2005, prima puntata del nuovo corso), The Beast Below (2010), Smith and Jones (2007) e The Doctor’s Wife (2011). La boccetta dell’enciclopedia di Gallifrey, invece, “rilascia” l’audio di un dialogo dal doppio speciale The End of Time (2009-2010).

– menzione “fuori serie”: la chiave del TARDIS.

“Smart buch, Time Lords. No dress sense, dreadful hats…but smart”.

Journey to the Centre of the TARDIS è quindi un episodio ricchissimo dal punto di vista delle citazioni e assolutamente coinvolgente per i suoi momenti di azione e per i misteri della mitologia di Doctor Who che qui vengono portati alla luce.
Doctor Who - 7x10 Journey to the Centre of the TARDIS Certo, probabilmente molti si aspettavano di più, magari di vedere maggiori segreti relativi al TARDIS, nonché alcune risposte più chiare su molti altri argomenti (in particolare, il nome del Dottore, che viene dimenticato da Clara alla fine).
Ma credo che in una serie come Doctor Who non ci si possa mai aspettare delle risposte complete se queste non sono seguite da ulteriori nuove domande.
In questo bisogna ammettere che l’episodio riesce molto bene.

Voto: 8/9

PS la canzone che si sente all’inizio e alla fine della puntata è questa.

 

alessala

Scrivo, leggo, faccio film e video. Suono quando capita, ma solo per me stesso e per la gioia del muro. Scrivo recensioni. Scrivo i cavoli miei in un blog. Ogni tanto lavoricchio. Sogno in grande ma resto piccolo.

2 Risposte

  1. alessala scrive:

    Eh sì, in effetti mi sono dimenticato di parlare del telescopio, ma l’avevo notato! Grazie per la segnalazione!
    Ad ogni modo, è veramente difficile stare dietro a tutte le citazioni quest’anno 😉

     

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