Doctor Who – 7×12 Nightmare in Silver

Doctor Who - 7x12 Nightmare in SilverManca ormai poco al finale di stagione, e con questo episodio Doctor Who ci ricorda i motivi per cui amiamo ancora tanto questa serie. Sono in particolare due nomi a rendere possibile la buona riuscita di questa Nightmare in Silver: Neil Gaiman, grande scrittore contemporaneo e già autore di una puntata importante, e Matt Smith, di cui, mai come ora, possiamo ammirare la straordinaria bravura recitativa.

“I hate future, it’s rubbish! There’s no phone service”.

Doctor Who - 7x12 Nightmare in SilverNeil Gaiman non è solo uno degli scrittori più talentuosi del nostro secolo (sue opere come Sandman, Stardust, American Gods e Coraline), ma è anche, nell’ambito della serie di Steven Moffat,  autore di quella perla di The Doctor’s Wife, da molti considerato uno degli episodi migliori. Nightmare in Silver non raggiunge quelle vette, ma ben si colloca tra le puntate più belle di questa stagione, nonché dell’intero arco narrativo di Doctor Who.
La particolarità dell’episodio è data da una scrittura semplice che, anziché concentrarsi sugli aspetti salienti della trama verticale, predilige, come già successo per The Doctor’s Wife, la descrizione della psicologia dei personaggi. Gaiman, che pure ha a disposizione un argomento importantissimo come il ritorno dei Cybermen, nemesi storiche del Dottore, lo sfrutta solo come punto di partenza per potersi dedicare ad altro.
Doctor Who - 7x12 Nightmare in SilverE’ chiaro che un episodio che predilige l’approccio psicologico su quello puramente action, non può esimersi dall’avere interpreti all’altezza che caratterizzino molto bene i personaggi. La fortuna di Gaiman, e in generale di tutti gli autori di Doctor Who, sta quindi nella sicurezza data delle doti dell’ormai straordinario Matt Smith. In un certo senso possiamo considerare Nightmare in Silver come la prova definitiva del livello raggiunto da questo attore.

“You should see the state of these neurons. He’s had some cowboys in here”.

Doctor Who - 7x12 Nightmare in SilverC’è ancora uno zoccolo duro di fan che non riesce ad apprezzare Eleven, forse perché ancora legato all’istrionica presenza di David Tennant, da cui Smith, giustamente, si discosta, pur mantenendo alcuni elementi caratteristici. Innanzitutto, Smith ha avuto “contro” il fatto di essere il più giovane interprete del personaggio, nonché di essere al suo primo ruolo importante quando la sua avventura con Moffat è cominciata. Se guardiamo le prime puntate della quinta stagione e le confrontiamo con quelle di ora, ci accorgiamo di come egli sia cresciuto. Non è da sottovalutare il fatto che anche i punti più bassi di questa stagione siano stati resi comunque piacevoli dalla sola bravura di questo attore. La sua presenza magnetica, i suoi modi di fare rocamboleschi, a volte volutamente esagerati, la sua mimica facciale assolutamente irresistibile, la grande capacità di interpretare i diversi aspetti, positivi e negativi, del personaggio, l’hanno reso un degno successore di Tennant.

Doctor Who - 7x12 Nightmare in SilverE’ comunque sbagliato pensare di fare un paragone tra i due: gli approcci sono diversi perché il personaggio è diverso, pur essendo lo stesso. Moffat, con Eleven, ha impresso una visione personale al Dottore che solo un attore in crescita come Matt Smith avrebbe saputo realizzare. Se da un lato Tennant, che partiva con un’esperienza rodata, ha in un certo senso mantenuto in Ten, nonostante diversi nuovi spunti, alcune delle caratteristiche essenziali del Nine di Christopher Eccleston, Smith ha avuto dalla sua la possibilità di creare un “nuovo personaggio”, come una sorta di “rinascita”. Il Dottore che Smith interpreta è il risultato della combinazione di una buona scrittura con un talento recitativo in ascesa. Questa Nightmare in Silver è l’espressione più riuscita del suo talento, è anche, probabilmente, il punto di non ritorno rispetto alla altre incarnazioni.
Non a caso, durante la puntata, egli pronuncia le due parole chiave dei suoi predecessori, imitandoli: “Fantastic” e l’ormai mitico “Allons-y”. Un modo simbolico per affermare la ormai totale indipendenza del personaggio, e dell’attore, da tutto quello che è stato prima il Dottore. La serie continua, ma si evolve e cambia, come Matt Smith e il suo Eleven.

“The impossibile girl. A mystery wrapped in an enigma squeezed into a skirt that’s just a little bit…tight”.

Doctor Who - 7x12 Nightmare in SilverCome detto, il ritorno dei Cybermen è un puro pretesto che Gaiman usa per raccontare una storia di personaggi. Azzeccata la scelta di non dare troppo spazio ai ragazzi, con il rischio che diventino delle macchiette antipatiche, descrivendoli solo come vittime da salvare. In questo modo si dà più spazio a quello che conta di più: la relazione tra Clara e Eleven, che in questo episodio si evolve fino a diventare qualcosa di nuovo ed inaspettato.

Doctor Who - 7x12 Nightmare in SilverLa battaglia che Eleven affronta contro sé stesso in una fenomenale partita a scacchi (geniale l’invenzione di Mr. Clever), è ancora una volta motivo per interrogarsi su ciò che Clara significa per il personaggio. Per Eleven, che sta mettendo da parte la sua insicurezza sull’identità della companion, si sta probabilmente facendo strada un sentimento più forte, forse l’amore. Basta osservare le sue reazioni quando l’imperatore (Warwick Davis, celebre interprete di film fantasy come Willow, Labyrinth e la saga Harry Potter) chiede a Clara di sposarlo, o anche solo i suoi pensieri “impuri” su di lei alla fine della puntata (che, tra le altre cose, risvegliano un aspetto sopito finora in Doctor Who, quello del rapporto con la sessualità, già accennato in The Crimson Horror).

Doctor Who - 7x12 Nightmare in SilverDal canto suo, Clara è palesemente attratta dalla figura del Dottore, anche se non si capisce fino a che punto. Una delle scene migliori, in cui viene mostrata ancora una volta la grande alchimia raggiunta da Matt Smith e Jenna-Louise Coleman, è quella in cui Eleven pronuncia una sorta di incipit di dichiarazione d’amore. Ovviamente si tratta di una beffa, e Clara lo capisce (il Dottore non rivelerebbe mai un segreto del genere). Eppure, all’inizio, qualcosa sembra scattare nel suo sguardo …

“No weapons, golden ticket! Spacey zoomer! Free icecream!”.

Doctor Who - 7x12 Nightmare in SilverCitazioni a go-go anche in questa puntata: vengono innanzitutto richiamati episodi molto vecchi legati ai nemici giurati del Dottore, come The Moonbase e The Tomb of Cyberman (1967), The Wheel in Space e The Invasion (1968), nonché Revenge of Cybermen (1975) e Attack of the Cybermen (1984). Episodi più recenti che tornano alla mente sono Rise of Cybermen (2006) e Closing Time (2011). Delle vere chicche le già citate imitazioni di Nine e Ten, nonché  l’apparizione dei volti di tutte le incarnazioni del Time Lord, un po’ come già successo in The Eleventh Hour (2010).

Doctor Who - 7x12 Nightmare in SilverGaiman non ha risparmiato rimandi alla cultura letteraria: la scena del colloquio tra i due Dottori è simile a quella del fumetto Dreadnought, in cui l’Ottavo Dottore affronta proprio una battaglia contro una versione cibernetica di sé stesso dentro la sua mente; vi è anche un riferimento alla tecnologia sub-etha di Guida galattica per autostoppisti del grande Douglas Adams, a suo tempo autore di Doctor Who (nonché maestro di Gaiman); il Comunicatore Ansible è uno strumento ideato dalla scrittrice di fantasy e fantascienza Ursula K. Le Guin; il golden ticket proviene invece da Charlie and the Chocolate Factory di Roald Dahl, portato sul grande schermo nel 2005 da Tim Burton.

Doctor Who - 7x12 Nightmare in SilverNightmare in Silver è in definitiva un episodio ben fatto, con una scrittura efficace e un grande Matt Smith a coronare il tutto.
Ci avviciniamo quindi al finale di stagione con molte aspettative. Steven Moffat ha deciso di tenere da parte tutte le risposte per il capitolo conclusivo, che non può quindi che essere uno degli episodi più attesi di sempre.

Voto: 8/9 

PS. I Time Lords hanno inventato gli scacchi. Questo spiega molte cose.

 

alessala

Scrivo, leggo, faccio film e video. Suono quando capita, ma solo per me stesso e per la gioia del muro. Scrivo recensioni. Scrivo i cavoli miei in un blog. Ogni tanto lavoricchio. Sogno in grande ma resto piccolo.

1 Risposta

  1. Philip Roth scrive:

    “Neil Gaiman non è solo uno degli scrittori più talentuosi del nostro secolo”
    no certo, chi è gente come Philip Roth o Cormac McCarthy di fronte a Neil Gaiman, o Cesare Pavese, o Sartre, o Saramago o David Foster Wallace, Jonathan Franzen o Alice Munro…

     

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