Game of Thrones – 3×08 Second Sons

Game of Thrones - 3x08 Second SonsAnche nella realtà, si sa, i figli minori sono sempre quelli un po’ più sfigati. Figuriamoci nel mondo spietato di Game of Thrones, nel quale, se non si è i prescelti della propria casata, si può essere solo reietti, mercenari, agnelli sacrificali o prodotti di scambio. Sebbene siano di sangue reale, ciò che li attende è un destino da “bastardi”, al quale non sembra esservi rimedio.

Dopo due episodi estremamente corali come The Climb e The Bear and the Maiden Fair, Game of Thrones torna a concentrarsi su poche linee narrative, preparando il terreno per quello che sembra essere l’episodio più atteso della stagione, The Rains of Castamere.

Game of Thrones - 3x08 Second SonsLa puntata prende il titolo dall’esercito mercenario dei Second Sons, così chiamati “in omaggio” al destino che, da tradizione, spetta ai secondogeniti dei Lord: non avendo diritto ad alcuna eredità, essi non hanno che da combattere per la gloria o per l’oro. Le tre storyline, comprese tra un prologo e un epilogo dedicati rispettivamente ad Arya e a Samwell, si incentrano dunque sulle guerre personali dei figli minori di tre delle casate protagoniste: Stannis Baratheon, Tyrion Lannister e la Regina dei Draghi Daenerys Targaryen.

“I’ll give you one try, girl. Kill me and you’re free. But if I live, I’ll break both your hands.”

Game of Thrones - 3x08 Second SonsIl prologo dell’episodio ci mette subito di fronte due differenti modi di reagire ad uno status sociale poco fortunato: Arya Stark, emblema della ribellione ad un ruolo imposto che le è sempre stato stretto, e Sandor Clegane, emblema invece della cieca ubbidienza, nonostante il suo viso porti i segni delle vessazioni del fratello maggiore Gregor. Il segmento che li vede protagonisti ci pone di fronte ad una scelta che si riverbera per tutto l’episodio sugli altri personaggi: quando sei in una situazione come la loro, o uccidi chi ti prevarica o vivi per sempre con le mani spezzate. Quale strada avranno scelto i nostri protagonisti?

“We do not choose our Destiny, but we must do our Duty”.

Game of Thrones - 3x08 Second SonsVeniamo dunque a Stannis, secondogenito della famiglia Baratheon, relegato a Roccia del Drago e, in passato, scavalcato persino dal terzogenito Renly. Stannis ci viene inquadrato come un personaggio dall’animo totalmente corrotto dalla brama per il trono: ha ucciso l’odiato fratello, ha tradito la sua famiglia, ha imprigionato il fedele Davos Seaworth preferendogli il fanatismo religioso e ha accettato il sacrificio di un innocente, pur di conquistare quel potere che sente come suo. Del resto: “What’s one bastard boy against a kingdom?” chiede in uno dei dialoghi più riusciti e toccanti della puntata, con Davos pronto a ribattere: “You’re not a man who slaughters innocents for gain or glory“. Di nuovo, l’onore e il denaro, l’unica cosa che i second sons conoscono. Ma è troppo tardi per Stannis: il lord di Roccia del Drago ha deciso di non vivere con le mani spazzate. Ha scelto di uccidere.

– “You’ve slaughtered many lambs?” – “And none have seen the blade.”

Game of Thrones - 3x08 Second SonsIl destino ancora più avverso di quello dei figli minori spetta ai bastardi, coloro che si auto-definiscono “a mistake“. Ciò che attende chi non ha la forza di uccidere è di diventare agnello sacrificale, servito agli dei per favorire gli “eletti” della famiglia. E così, Gendry è il sacrificio per Stannis, Sansa e Tyrion lo sono per i Lannister, Daenerys lo era per il fratello quando la consegnò ai Dothraki. Tutti loro si ritrovano (o sono stati) sull’altare del sacrificio, costretti ad immolarsi per un dio o un signore della guerra. Solo una ne è uscita: Daenerys, che, lungi dal vivere con le mani spezzate, è riuscita a ribaltare i ruoli, uccidendo il fratello come sacrificio da pagare a se stessa per ottenere indipendenza, libertà e potere. “A fortnight ago, I had no army. A year ago, I had no dragons“. E a quanto pare, ben altro attende la Regina dei Draghi.

“I fight for Beauty.”

Game of Thrones - 3x08 Second SonsAnche Daario ha deciso di uccidere per affermare la sua indipendenza, allo scopo di dimostrare la propria lealtà alla Regina dei Draghi. Egli è colui che sfida il proprio destino di subordinato (“I only do what I want to do“) e sceglie la Bellezza come ideale per cui combattere. “I always have a choice” ricorda a Daenerys, come a reclamare un libero arbitrio che sfida la sua natura di mercenario. Trattasi della stessa rivendicazione di Sansa e Tyrion: i due decidono di ignorare le richieste di Tywin (in un impeto di libertà che ricorda molto il “Fuck Joffrey, Fuck the Queen” del Mastino), tanto che, come dimostrano le lenzuola pulite del mattino dopo, il sacrificio di sangue nel caso loro non si compie, contrariamente a quanto accade a Gendry.

“I’m the God of tits and wine.”

Game of Thrones - 3x08 Second SonsSansa era ben felice fino a qualche tempo fa di essere l’agnello sacrificale per l’unione delle Casate degli Stark e dei Lannsiter. Tuttavia, le sue illusioni le si sono ritorte contro, fino ad incastrarla in un matrimonio/funerale, in cui regna la finzione, il compromesso, il gioco di pedine (esplicitato, nella sua assurdità, da una sempre estremamente lucida Lady Olenna). Solo a tratti, emerge un briciolo d’onestà, nell’ubriaca schiettezza di Tyrion o nella feroce sincerità di Cersei: “If you ever call me sister again ill have you strangled in your sleep”. Cersei 1 – Resto del Mondo 0.

Game of Thrones - 3x08 Second SonsTyrion ha provato a combattere (ma non ad uccidere), ergendosi persino a salvatore del Regno, ma a nulla è servito. Per uscire da una sfortunata condizione come la sua serve ben altro, e il Folletto sembra non avere al momento ciò che serve. Lui è solo il Dio delle Tette e del Vino. Cerca di arrabattarsi, nascondendo l’amante Shae, ribellandosi alle decisioni pragmatiche del padre riguardo il fare figli, ma non è così che un figlio minore può conquistarsi un ruolo di primo piano nel gioco dei troni. Come accaduto con la Battaglia di Blackwater, la sua arguzia e la sua intelligenza finiscono sempre per essere prima usate e poi denigrate. Tyrion, al momento, ha decisamente le mani spezzate.

“Is your father cruel like mine?”

Game of Thrones - 3x08 Second SonsL’episodio curiosamente si conclude con Samwell, che in realtà dei Tarly è proprio il primogenito, e nonostante ciò, è comunque stato gettato come un rifiuto alla Barriera. Cos’è, allora, che differenzia un first son da un second son? L’uccisione finale del White Walker sembra volerci rispondere con: un atto di coraggio, la scelta di non essere sottomessi ad un last name (qualcosa che infatti Gilly non comprende), ma di far valere il proprio name. Curioso, infatti, come tutto l’episodio sia permeato dal peso delle parole: la differenza tra murder e sacrifice nel dialogo tra Daavos e Stannis, quella tra slaughtered e gone nel racconto di Cersei, quella tra blink e twink nella riflessione di Samwell. Ciò ci dice che l’unica differenza tra second son e first son, è quella che passa tra la sottomissione al caso (“gone“), al fato (“sacrifice“) e all’involontario (“blink“) e la scelta delle proprie azioni (“murder“, “slaughtered“, “twink“).

Ambitious climbers never want to stay on the second highest rung.”

Game of Thrones - 3x08 Second SonsCon un perfetto assist per il prossimo episodio, Cersei racconta l’episodio che ha ispirato la canzone The Rains of Castamere. I Reyne erano la seconda famiglia più potente del regno (di nuovo torna il tema dell’essere secondi), ad un passo dalla cima di quella scala (che torna prepotente come immagine tematica), dove c’è “nothing but the blue sky above you“. L’Ambizione, però, è destinata ad essere punita prima o poi. In attesa di Daenerys, chissà che non ci pensi prima Melisandre con la sua maledizione: “Usurper Robb Stark; Usurper Balon Greyjoy; Usurper Joffrey Baratheon“. Nuvole, dunque, si addensano su Westeros, in attesa del fatidico nono episodio.

Voto: 8,5

Note:

– Sono quattro le nominations per Game of Thrones ai Critic’s Choice Awards. Oltre a quella per la miglior serie tv drammatica, spiccano quelle per Nicolaj Coster-Wandau (Jaime Lannister) come non protagonista, Emilia Clarke (Daenerys Targaryen) come non protagonista, e Diana Rigg (Lady Olenna Tyrelle) tra le migliori guest star. Qui trovate tutte le candidature.

– Il prossimo episodio non andrà in onda questa Domenica, ma quella successiva.

– Non dimenticate di controllare i punteggi e cambiare gli schieramenti nel nostro FantaGame of Thrones.

 

4 Risposte

  1. Kon scrive:

    Ottima analisi per un’ ottima puntata.
    Posso soltanto aggiungere che la famiglia Lannister è stata benedetta da attori bravissimi, mentre Melisandre continua a non convincermi, sembra più una cosplayer di cappuccetto rosso da parodia p*rno che una maestosa, pericolosa e fanatica sacerdotessa, come invece dovrebbe essere.
    L’uccisione del White Walker ad opera di Sam “The slayer” Tarly l’ho trovata alquanto anticlimatica, ma forse perché mi aspettavo un essere più indefinito nella sua fisicità, e meno antropomorfo.

     
  2. Joy Black scrive:

    Come sempre grandissima recensione Aragorn, un’analisi sistematica e lineare non facile quando ci si trova di fronte ad un episodio di Got.

    Comunque Sam è un fesso… come fa a lasciare il pugnale di ossidiana lì?

     
  3. Son of the Bishop scrive:

    Sinceramente a me questa terza stagione delude sempre di più .
    Gli episodi sono girati divinamente ma non succede niente di niente e siamo a soli due episodi dalla fine !!! :(

     
  4. Fernando Torres 92 scrive:

    Per rispondere a Son of the Bishop… Non perderti la prossima puntata allora…

     

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