Hannibal – 1×06/07 Entrée & Sorbet

Hannibal – 1×06/07 Entrée & SorbetVedendo alcune scene di Hannibal si potrebbe pensare di assistere ad una puntata di una versione più di classe della prova del cuoco – se non fosse per la provenienza della materia prima. La cura nella messa in scena delle crime scenes e della parte cooking dello show vale da sola il prezzo del biglietto e trasforma in qualcosa di nuovo e inaspettato quella che poteva essere una serie alla guardia e ladri come tante.

Hannibal non è un crime convenzionale, non ci sono vere e proprie indagini, ma sedute di psicoanalisi; non si interrogano dei testimoni, ma ci si interroga su come potrebbero essere stati commessi i crimini che tengono banco di puntata in puntata, forti di un’empatia sovrasviluppata del protagonista Will Graham (personaggio interpretato al cinema anche dal Grissom di CSI nel lontano ’86). Ed infatti la parte psicologica risulta la più interessante e curata, usando gli omicidi come mero espediente per raccontare le tremende deviazioni umane.

Le puntate sei e sette cercano di dare vita ad una trama orizzontale più sostanziosa, dopo il tentativo – fallito – fatto con la nascita di una sorta di complicità tra Hannibal e la figlia del cacciatore-cannibale del pilot Abigail, personaggio scomparso nelle ultime puntate.

1×06 – Entrée

Hannibal – 1×06/07 Entrée & SorbetCon Entrée siamo arrivati a metà pasto, pardon serie, carichi della voglia di capire dove vuole andare a parare questo innovativo progetto televisivo: se infatti capiamo di trovarci davanti a qualcosa di nuovo, non è altrettanto chiaro il fine narrativo che caratterizza Hannibal e come i personaggi principali ne saranno coinvolti. L’introduzione dello squartatore di Chesapeake ci chiarisce le idee ed inizia a delineare meglio la figura del dottor Lecter, che sappiamo essere un bad guy più per la filmografia che precede la serie, che per quanto raccontato nelle precedenti puntate. La caccia all’uomo è ufficialmente aperta e, complici diversi flashback, facciamo un salto nel passato per tentare di capire cosa muova gli istinti omicidi del dottore e come la polizia stia affrontando questo serial killer.

Appena ci allontaniamo dalla messa in scena e dalle modalità d’indagine, però, iniziano a venire meno le originalità che rendono interessante Hannibal: l’omicida che partecipa alle indagini per i suoi stessi crimini non è cosa nuova – Dexter insegna – e così anche il fatto che la polizia non si accorga di avere una talpa al proprio fianco. In aggiunta, il non sviluppo della parte crime come tutte le altre serie in circolazione – fatto molto apprezzabile – toglie una certa parte di adrenalina alle indagini, rimpiazzata da una analisi più profonda dei crimini e del colpevole. La puntata quindi non può che essere più lenta e riflessiva e senza colpi di scena importanti: in questo caso l’omicidio della puntata è anche già risolto e non viene neanche dato spunto per rivelazioni sconvolgenti.

Hannibal – 1×06/07 Entrée & SorbetInteressante è una scena citazione del film Il Silenzio degli Innocenti, con la visita in prigione qui al presunto squartatore di Chesapeake, nei cinema invece al dottor Lecter. Sebbene narrativamente abbiano un peso molto diverso nell’economia complessiva del progetto, è stato piacevole voler omaggiare la saga a cui si ispira la serie, anche se Hannibal è molto più vicino al prequel Red Dragon.

I rapporti tra i personaggi sono il vero fulcro su cui ruota l’episodio, che non delude e non esalta, restando in media con quelli precedenti.

Voto: 7+

1×07 – Sorbet

Il settimo episodio riprende le redini del discorso lasciate alla fine del sesto: lo squartatore di Chesapeake non è stato ancora catturato e, a causa di diversi emulatori, Will crede che l’originale si farà presto sentire per rivendicare la sua opera.

Hannibal – 1×06/07 Entrée & SorbetFinalmente iniziamo ed entrare più in profondità nella psicologia del serial killer, alias Hannibal Lecter, elemento portante non solo di Sorbet, ma di tutta la stagione: ormai è chiara la sua doppia vita di medico-assassino, ma altrettanto non si può dire dei motivi che lo spingono a ciò. Qualche puntata fa Hannibal si era autodefinito ethical butcher, parlando del suo modo di cucinare – ed implicitamente della sua sete di morte; ora invece ci confida di aver abbandonato il campo della chirurgia dopo aver causato la morte di un paziente sicuramente a lui caro. Proprio questo episodio deve essere stato la causa scatenante della lunga lista di omicidi: capiamo che Hannibal decide di togliere la vita a quelle persone che non ritiene degne di viverla, come contrappasso alla morte di quel personaggio ancora misterioso.

Questo tassello apre ulteriormente le porte ad una morale di fondo che lega tutti gli omicidi raccontati nei sette episodi di Hannibal: ogni caso ha in comune il fatto che i carnefici avessero come obiettivo l’elevare in qualche modo le loro vittime, mangiandole come nel pilot (perchè “se no sarebbe solo un omicidio”), eliminando le famiglie d’origine (così da creare una nuova e migliore famiglia), creando ali dalla schiena dei cadaveri (così che avessero potuto vegliare come angeli sul futuro del loro carnefice), oppure cercando di fare giustizia, ammazzando persone indegne di vivere dopo aver ucciso lui stesso, per sbaglio, l’unica sua ragione di vita – come per Lecter.

Hannibal – 1×06/07 Entrée & SorbetAnche in questo settimo episodio siamo rapiti da quello che vediamo: Hannibal ha un certo fascino perverso vagamente gore che ci fa rabbrividire; la vista di tutti quei cuori, polmoni e fegati assolutamente veri sbattuti su un tagliere da cucina porta il realismo su un altro piano. Non si parla più di realismo narrativo, ma scenico, tutto ci sembra falso, ma non fittizio, coinvolgendo lo spettatore tanto da fargli voler girare la testa durante le scene più crude.

La serie ha imboccato la strada giusta, cercando una trama orizzontale degna di una messa in scena molto forte. Aspettando la notizia del rinnovo da parte della NBC, i diritti dello show sono stati acquistati da Mediaset che manderà in onda la serie sul suo nuovo canale digitale free chiamato Top Crime, in data da destinarsi.

Voto: 8

 

Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. Intanto studio, perché il pezzo di carta è importante, si sa! "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

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