Once Upon a Time – 2×20 The Evil Queen

Once Upon a Time – 2x20 The Evil QueenOnce upon a time ci ha fatto spesso sentire come quei bambini considerati un po’strani perché preferiscono la Regina cattiva a Biancaneve. In questo episodio neanche la predominanza della nostra Evil Queen riesce ad alzare il livello di una stagione che corre prepotentemente verso il finale lasciando intravedere pochissimi margini di riscatto sia a livello stilistico che narrativo. 

In questa seconda annata, è venuta progressivamente meno quella linearità narrativa che riusciva a legare armoniosamente i vari rimandi tra un mondo e l’altro, con parallelismi ben costruiti ed espedienti che, arricchendo la caratterizzazione dei singoli personaggi fiabeschi, riuscivano a consegnarceli illuminati da una prospettiva nuova. All’interno di questo percorso, il lungo arco narrativo sul conflitto tra bene e male che dilania il personaggio di Regina è stato diluito così tanto che ha cominciato a perdere la sua forza tematica: a meno due dalla conclusione  l’ennesima esplorazione che questa puntata ci offre risulta un po’ superflua.


The Queen is dead. Long live The Evil Queen.

Once Upon a Time – 2x20 The Evil QueenHa da poco fatto uccidere il re, suo marito, e cercato di farne incolpare la figlia, quell’amorevole Snow White, alla cui lealtà un intero villaggio è legato fino a difenderla con la propria vita; ma per Regina ciò non basta a giustificare quell’epiteto di Evil che viene costantemente premesso al suo titolo di Queen. Per Regina, quella malvagità che sembra contraddistinguerla agli occhi del suo popolo è il risultato delle azioni di Biancaneve: per dirla con Pirandello: «Per chi cade nella colpa, il responsabile di tutte le colpe che seguono non è chi per primo ne determinò la caduta?». Questa battuta della Figliastra de i Sei personaggi in cerca d’autore ci offre un perfetto assist per avere una spiegazione, più o meno razionale, del perché Regina preferisca la vendetta all’amore.

Una vendetta vista come una via d’uscita che potrebbe riportarla verso se stessa, verso quel suo lato buono che la stessa Biancaneve ha conosciuto; ma come fa notare Hook, anni e secoli dopo nella moderna Storybrooke potrebbe essere proprio la vendetta il motivo dell’odio verso di loro – the reason we have no one who cares us. Dopo aver vagato inutilmente verso la redenzione per tutta la prima parte della seconda stagione, forte del coinvolgimento di Mary Margaret nella perdita della madre e nell’allontanamento da Henry, Regina è tornata al suo primordiale scopo vendicativo. Con un espediente narrativo a mio parere debole e un po’ forzato (quel dialogo con Henry poi cancellato magicamente dai ricordi del ragazzo) il Sindaco Mills ci svela il suo piano: distruggere Storybrooke. Dopo aver rubato i fagioli magici e distrutto il campo, tutto è pronto per tornare nella Enchanted forest insieme ad Henry, l’unica persona che ancora potrebbe amarla. Occorre solo riprendere l’innesco e l’arrivo di Hook cade, come si suol dire, a fagiolo. Questa volta però, nella volontà di beffare il nostro Capitan Uncino, è proprio Regina ad essere ingannata e privata dei suoi stessi poteri grazie ad un esperimento scientifico della nuova coppia bad: Tamara & Greg/Owen.


It’s not magic. Actually, this is something much better: science.

Once Upon a Time – 2x20 The Evil QueenIn un contesto come quello che Once Upon a Time aveva costruito nel corso della prima stagione (e in parte anche in quest’ultima con il personaggio di Cora), l’opposizione tra bene e male trovava linfa vitale nell’essere radicata in dicotomie che sfruttavano le classiche opposizioni fiabesche. L’inserimento di questi nuovi cattivi, sprovvisti di un sostrato rilevante, rappresenta una delle maggiori debolezze di questi ultimi episodi della stagione. L’opposizione Magia/Scienza avrebbe potuto essere una fonte da cui attingere spunti interessanti, ma buttarla lì a poche puntate dalla fine e affidarne il compito a dei personaggi totalmente privi di caratterizzazione rende il tentativo non solo inutile e fuorviante, ma, forte della confusione che ne deriva, anche noioso. Greg non riesce a provocare nessuna suspense con quel suo I’m not telling you che segue la rivelazione secondo la quale la sua reale missione non è quella di ritrovare suo padre; allo stesso tempo non disperiamo più di tanto del rapimento di Regina – con in tasca l’innesco della maledizione – che di per sé, se sfruttato bene, potrebbe essere un buon espediente narrativo.
Nel frattempo, Emma seguendo il suo “potere” investiga su Tamara con l’aiuto di Henry: così come l’Operazione Cobra ha spezzato la maledizione, l’operazione Mantide religiosa salverà la città dalla sua distruzione? Per quanto questa ipotesi di finale possa essere in linea con la circolarità narrativa che ha contraddistinto la migliore tradizione di OUAT, ciò che più mi auguro per il prossimo season finale è la creazione di un vero punto di rottura con ciò che abbiamo visto finora. Che vi sia una distruzione metaforica o reale non importa, ma sarebbe auspicabile che gli ultimi stilemi spariscano a favore di un’eventuale (la ABC non ne ha ancora ufficializzato il rinnovo) terza stagione di rinascita. The Evil Queen, nonostante tutto, raggiunge una stentata sufficienza quasi interamente grazie all’ingente minutaggio affidato al personaggio interpretato da una Lana Parrilla come sempre da encomio, soprattutto nel tessuto narrativo riguardante i flashback nella foresta incantata.

Voto: 6-

 

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