Person of Interest – 2×21 Zero Day

Person of Interest – 2x21 Zero DayIl penultimo episodio di Person of Interest è, probabilmente, uno dei migliori che questa serie ci abbia regalato: adrenalinico, “mitologico”, straordinariamente umano. Conferma – anzi, ribadisce – l’ottimo stato di salute della creatura di Nolan.

Se lo scorso anno Person of Interest ebbe un inizio piuttosto difficile, con una prima parte di stagione non all’altezza delle aspettative, tutto prese una piega diversa con la seconda parte, potente ed emozionante, con momenti di ottimo thriller che hanno reso la serie una delle migliori novità del panorama televisivo. Con la seconda stagione, invece, non ci si è trovati di fronte agli stessi problemi iniziali, seppure la trama abbia sofferto indubbiamente l’essere spalmata su 22 episodi (la parte centrale, infatti, ha faticato di più a reggersi sulle proprie gambe); eppure, con un lento ed inesorabile countdown, siamo arrivati all’episodio in cui il sistema, la Macchina, è costretto a resettarsi dopo l’attacco del virus della Decima Technologies.

Person of Interest – 2x21 Zero Day

Sin dalle potenti scene iniziali (il “previously” che va in crash) ci rendiamo conto che questo non sarà un episodio come tutti gli altri, ma sarà qualcosa di molto più potente. L’episodio è al cardiopalma, non c’è niente che possa fermare l’inesorabile arrivo dello scadere del tempo: come detto da Harold, ci troviamo di fronte al Day Zero che precede quel Day One che cambierà notevolmente le carte in tavola. Non c’è tempo per momenti inutili – al punto che Fusco viene mandato fuori città – e l’unica alternativa alla vicenda principale è ciò che riguarda Carter, salva per miracolo dall’HR ma nei guai seri con gli Affari Interni per la scomparsa della pistola dell’uomo da lei ucciso.

Per il resto c’è solo lui, Ernest Thornhill, ossia la Macchina. Se ad un primo sguardo a far la parte del leone sembrerebbe la figura di Finch, è proprio la Macchina che diviene quanto mai centrale nel tessuto narrativo dell’episodio, regalandoci momenti di pura fantascienza gestiti in modo sublime dagli autori. La storia delle macchine che si rendono indipendenti non è certamente una novità (su tutti domina il ricordo di Skynet), ma l’approccio moderato e lento con cui Person of Interest si affaccia su questo tema è del tutto inedito. I discorsi tra una sempre più straordinaria Amy Acker nei panni di Root ed un eccezionale Michael Emerson nel ruolo di Harold Finch ricordano in una forma distorta lo scontro tra l’Architetto e l’Oracolo di Matrix: l’una convinta che la Macchina abbia sviluppato dei propri sentimenti, dei propri ricordi e vada quindi lasciata libera di vivere, come una persona costretta in prigione; l’altro deciso a far sì che la Macchina resti, appunto, una macchina, senza possibilità di “indipendenza”, forse persino più pericolosa della Decima Technologies o del governo che vorrebbe controllarne le funzioni.

Person of Interest – 2x21 Zero DayProbabilmente la verità è, come indicato da Finch, proprio nel mezzo: egli, infatti, aveva già notato quelle anomalie che ad inizio stagione avevano aiutato Reese a rintracciare il proprio “capo” e a portarlo via dalle grinfie di Root stessa. È evidente che la Macchina – con questo impersonalissimo nome datogli da Finch – sia sempre più un oggetto pensante, al punto da crearsi una propria identità virtuale, quell’Ernest Thornhill che diventa un grande imprenditore con degli esseri umani sotto il proprio comando. La Macchina è sempre più reale e non è detto che in futuro non si possa virare sempre più verso una Macchina pensante ed agente, ancor più di quanto non abbia fatto sinora.

Poiché la puntata si incentra ovviamente sull’aspetto mitologico delle vicende, Reese ha uno spazio più risicato del solito ma non per questo scevro da alcuni momenti di grandissimo respiro: primo tra tutti quel “Can You Hear Me?” che rimarrà nella storia di questa serie TV e che pone Reese come amministratore della Macchina (ma bisogna capire se è un ruolo condiviso con Root o meno). Non di minore importanza lo slancio d’amicizia nei confronti di Finch, preoccupato per l’insana alleanza tra quest’ultimo e la donna; ma ancor più problematico sarà capire come reagirà alla rivelazione da parte del boss della Decima Technologies, riguardo alla colpevolezza di Finch e del suo legame con quel portatile che aveva quasi causato la morte di Reese e di Kara. Tutto diventa sempre più confuso, la trama sempre più intricata e, per questo, estremamente affascinante.

Person of Interest – 2x21 Zero Day

È in questo vortice di avvenimenti che i flashback sul 2010 assumono un ruolo catartico, con Nathan (indicato poi dalla Macchina come numero, bisogna vedere se come vittima o carnefice) a svolgere in segreto il compito che attualmente poggia sulle spalle dello Splendido Duo; flashback che ci permettono, inoltre, di capire quanto avanti fosse andata la relazione tra il genio e Grace (quella Carrie Preston moglie di Michael Emerson) e di quanto l’uomo soffrisse per le frequenti intromissioni della Macchina nella sua vita personale, al punto da volersi allontanare quanto più possibile dalla vista delle telecamere che tappezzano l’intera città di New York. Il difficile rapporto tra creatore-creatura viene ulteriormente ribadito, sottolineando la differenza tra quel Finch spensierato ed innamorato di pochi anni prima e quello contemporaneo, certamente meno felice.

I risvolti che potranno seguire questo splendido episodio sono numerosissimi e lasciano lo spettatore in fervente attesa della prossima puntata, conclusiva di una stagione che, nonostante dei momenti di debolezza, è riuscita a mantenere altissimi i propri standard.

Voto: 9

 

Mario Sassi

Napoletano trapiantato da anni a Roma, non nasconde la sua anima nerd e la sua passione per serie TV e cinema.

7 Risposte

  1. September scrive:

    NO COMMENT

    PUNTATA STRAORDINARIA CHE DIRE!!!!!!!!!!!!!!

     
  2. September scrive:

    La capacità di intrecciare tante sottotrame è disarmante da parte di Nolan, il giungere sempre con eleganza e chiarezza ai punti di svolta ai colpi di scena è fenomenale, la caratterizzazione dei personaggi, anche di quelli presenti solo pochi minuti. è enciclopedica. Aggiungetevi tematiche reali, interessanti ed attuali un po di azione ed ironia ed otterrete una serie perfetta.

     
  3. Aragorn86 scrive:

    D’accordissimo con te Mario, episodio bellissimo.

    E’ vero, la parte centrale ha avuto forse qualche momento di debolezza, ma credo che ormai siamo anche noi a non essere più abituati a serie da 22 episodi, ma solo da 12/13 (anzi, ormai anche meno, vedi bates motel, vikings, game of thrones, spartacus, true blood e altri, tutti da 10 puntate o meno).
    Magari, qualche anno fa, quelle debolezze le avremmo avvertite come normali, oggi credo che non ci siamo più abituati. POI rimane comunque forse l’unica serie attualmente in tv per cui 22 puntate sono giustificate!

    Una cosa interessante l’ha fatta ad esempio Revolution (sì, lo so, accostare “interessante” a “revolution” non è proprio il massimo): prendere una stagione da 20 episodi e dividerla in 2; praticamente così hanno fatto 2 stagioni autonome da 10 episodi, da mandare in onda una in autunno, l’altra in primavera. Potrebbe essere una soluzione interessante, peccato che Revolution non abbia saputo valorizzare questa cosa.

     
  4. September scrive:

    A proposito di revolution come mai non la recensite piu?

     
  5. Shadow Meister scrive:

    Fantastico episodio, POI è davvero uno dei prodotti migliori della TV in chiaro…non c’è altro da dire.

     
  6. September scrive:

    Ragazzi ho appena visto la 2×22 ed è fenomenale molto piu bella di questa addirittura…se non metterete 10 alla 2×22 allora forse su questo sito non vedremo mai un 10…

     

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