Mad Men – 6×11 Favors

Mad Men - 6x11 FavorsIl titolo di questa puntata è forse uno dei più espliciti della stagione: senza giri di parole (A Tale of Two Cities) o immagini simboliche (The Doorway), affrontiamo la realtà nuda e cruda dei favori – chiesti, implorati, negati. Con questo episodio si è optato per un approccio corale al racconto ed ecco che vediamo comparire sullo schermo molti più personaggi chiave rispetto al solito.

E’ difficile analizzare come e quanto le richieste di aiuto vadano ad intrecciarsi e ad influenzarsi all’interno di questo terz’ultimo appuntamento con Mad Men: il nodo focale rimane ovviamente Don – la relazione con Sylvia, il rapporto con Sally, la collaborazione con Ted –, ma ad assumere grande importanza è un inaspettato trio, composto da Peggy, Ted e Pete.

Please tell me you don’t pity me. Because you really know me.

Mad Men - 6x11 FavorsPer Pete e Peggy questa puntata suona come un richiamo del passato: più volte li abbiamo visti interagire dopo la storia che hanno avuto, eppure sempre in maniera professionale o, di più, imbarazzata. Basta poco, o forse basta poco ora che sono entrambi vulnerabili, per vederli avvicinarsi come non era mai successo.
La cena di questo inaspettato triangolo, complice l’alcol che aiuta i due colleghi a sciogliersi un po’ e soprattutto Peggy, crea una connessione tra la donna ed entrambi gli uomini, ma non nel modo che ci saremmo aspettati. Il passato torna sotto diverse forme: prima il discorso tra Peggy e la madre di Pete, che riporta alla luce dopo molto tempo la questione del bambino – e il fatto stesso che Peggy ometta questa dettaglio durante la cena pesa proprio per la sua assenza –, poi il richiamo alla morte del padre di Pete, che ci riporta ancora alla seconda stagione.

I sentimenti che legano Ted a Peggy vengono notati da Pete, ma ciò di cui i due colleghi di vecchia data non si accorgono è quanto siano loro ad essere affiatati, in quelle goffe risate imbarazzate al pensiero di un’anziana madre e delle cure di Manolo, e quanto anche Ted se ne renda conto.
Il montaggio che porta alla fine della loro sottotrama evidenzia proprio questa loro connessione: se Ted, pur in crisi con la moglie, riesce a chiudere la serata in compagnia almeno dei figli, Pete e Peggy sono accomunati da una solitudine ricca di significati. Laddove Peggy ha chiesto aiuto (un favore) all’amico Stan, che restituisce il rifiuto ricevuto qualche puntata fa, Pete si trova a dover elaborare ciò che gli è appena successo con Bob Benson, che gli aveva fatto un favore mettendolo in contatto con Manolo, ma che solo ora esplicita il motivo del suo interessamento.
Mad Men - 6x11 FavorsBob rimane al momento un personaggio dubbio e ambiguo, e, per uno che è comparso così poco, possiamo davvero parlare di miracolo di scrittura: è tuttavia autentica la sua riflessione sull’amore – “When there’s true love, it doesn’t matter who it is” –, perfetta nella sua duplice funzione di spiegarci qualcosa di più su questo personaggio e al contempo introdurre con più coraggio il tema dell’omosessualità e del suo totale rifiuto – la risposta di Pete, “tell him it’s disgusting”, apparentemente rivolta a Manolo, è con tutta evidenza un messaggio diretto proprio a Bob e al suo tentativo di approccio knee to knee.

“You are the sweetest man” – Megan
”You make me sick” – Sally

Mad Men - 6x11 FavorsSono tante le donne che Don Draper ha tradito, e pochissime quelle che lo hanno davvero compreso: nell’episodio The Better Half Betty rivelava grandi verità sul suo conto – “She doesn’t know that loving you is the worst way to get to you” –, nella puntata To Have and To Hold Sylvia pregava “For you to find peace”. Ma se c’è qualcuno con cui ha sempre cercato di essere onesto è stata proprio Sally, tradita dalla sua costante assenza, ma mai da un padre che abbia voluto intenzionalmente starle lontano; non a caso a inizio puntata Sally ha l’ennesimo scontro con la madre e ciò che ne emerge è una figura paterna che “sostiene i suoi sogni” – scelta di immagine significativa, visto che in chiusura la vediamo gettarsi sul letto in procinto di avere presumibilmente i peggiori incubi della sua adolescenza.

Da un punto di vista drammaturgico è essenziale che Sally scopra l’identità traditrice del padre: è l’unica donna verso cui Don senta davvero una responsabilità e l’averle fatto vivere un’esperienza simile alla sua (il famoso guardare dalla serratura) non può che mandarlo ulteriormente in crisi – infatti per la prima volta vediamo un Don che non ha la minima idea di cosa fare. Siamo abituati a vederlo risolvere situazioni lavorative complicate con enorme semplicità (“Which one is bigger?” chiede per risolvere il contenzioso Ocean Spray vs. Sunkist) e a gestire la sua doppia vita con eleganza e charme, ma davanti alla scoperta della figlia non può che crollare e chiedersi davvero cosa ci sia ora da fare.
Mad Men - 6x11 FavorsIl suo tentativo di risolvere le cose dicendo a Sally che “quello che pensa di aver visto” era in realtà solo lui che “stava solo consolando Sylvia” non fa che evidenziare il suo essere totalmente disarmato davanti alla situazione: tratta la figlia come una bambina perché la cosa migliore è negare quello che è successo, ma è impossibile pensare che le cose torneranno ad essere come prima. Il loro dialogo con una porta di mezzo e quello stesso parallelo, entrambi con la testa sulla porta di Sylvia, non fanno che perpetuare la condanna di generazione in generazione, e Don questo sembra averlo capito benissimo.

You know you’re going to thank me – Julie
I can’t believe you would do this for me – Sylvia

L’incredibile serie di coincidenze che portano Sally a scoprire il padre insieme all’amante assume grande importanza proprio quando riguardiamo tutti gli eventi sapendo a cosa portano. L’iniziale e apparente scarso interesse di Don nei confronti del destino di Mitchell nasconde già un altro richiamo del passato che, con quel “He can’t spend the rest of his life on the run”, evidenzia ancora una volta come Don si relazioni alla sua doppia vita: non è in una vera fuga, ma solo perché lui non è più lui; Don vive la sua vita, mentre Dick non fa altro che scappare da lui per non farsi raggiungere, per non permettergli di sentire fino in fondo tutto ciò che è ormai pronto a farsi ascoltare.

Mad Men - 6x11 FavorsLa soluzione che Don riuscirà a trovare – e che passa ovviamente in mezzo a tentativi don-centrici, come quello di parlare ai capi della General Motors durante la cena – arriva con il fallimento e la buona riuscita di due tipi diversi di favori: il primo, quello chiesto a Pete, non porta a nulla, ma la sua funzione di “richiamo del passato” riporta in ballo la questione Don/Dick (“Does your friend still work at the Department of Defense?” rimanda alla puntata 4×10 Hands and Knees e alle indagini che stavano per iniziare a causa del probabile contratto con la North American Aviation); il secondo arriva come un’offerta da parte di Ted, che però ha tutto da guadagnarci: dimostra la sua lealtà, ma al contempo richiede a Don una prova della sua, colmando il gap che c’è sempre stato tra loro due.

Mad Men - 6x11 FavorsDall’altra parte abbiamo invece la presenza di Julie e il suo aiuto nei confronti di Sally: di nuovo, senza un favore ricevuto non si sarebbe arrivati a nulla, e il perfetto (o pessimo, dipende dai punti di vista) tempismo con cui Sally entra in casa proprio quando Don e Sylvia sono insieme – e non accadeva da parecchio – riesce a non suonare affatto artificioso. Non sembra di vedere gli intrecci della sceneggiatura, come a volte capita quando si cerca di far arrivare certi personaggi in un determinato punto; sembra invece di assistere al più classico dei butterfly effect, in cui ad un’azione minuscola corrispondono conseguenze inimmaginabili.

La puntata, di fondamentale importanza nelle sue conclusioni, subisce forse un po’ troppo la dispersione del racconto: le diverse parti prese singolarmente funzionano molto bene, ma nell’insieme tradiscono una certa difficoltà nel dare l’impressione di un unicum. Il tema del favore è certamente il filo conduttore, ma forse certe questioni avrebbero meritato di essere analizzate con più calma in contesti differenti.
Ad ogni modo, parliamo di Mad Men, una serie che bisogna guardare al microscopio se si vuole muovere una qualche critica: leggermente inferiore alle altre, anche questa puntata si dimostra però di ottimo valore nella scrittura delle singole sezioni.

Voto: 8

 

Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

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