Comic Con 2013 – Almost Human

Comic Con 2013 – Almost HumanIl lungo racconto del Comic Con 2013 continua con Almost Human, nuova serie targata FOX, che debutterà il prossimo autunno. Dopo la chiusura di Fringe, la rete ci riprova con un altro drama fantascientifico, sperando di colmare il cratere lasciato dalla serie di J.J. Abrams.

La serie, ambientata 40 anni nel futuro, segue la storia di John Kennex (Karl Urban), un poliziotto con  disturbi sia fisici che psicologici causati da un attentato, che viene affiancato da un nuovo partner chiamato Dorian (Michael Ealy), un androide dalle inaspettate reazioni emotive. Sì, ci troviamo davanti alla classica strana coppia di poliziotti da film, con un pizzico di sci-fi. I produttori ed il cast di Almost Human hanno messo in chiaro che la serie si occuperà dell’intelligenza artificiale, ma in un modo in cui nessuno si aspetta. 
Comic Con 2013 – Almost HumanQuesta non è la classica storia di un robot che vuole diventare umano
. Il produttore Naren Shankar, che ha lavorato anche a Star Trek, ha paragonato le due serie: “Stark Trek: The Next Generation è stato un po’ diverso rispetto all’originale, lo vedo ammettere“, ha detto. “Per me, Data di Star Trek era davvero la storia di Pinocchio. Era il ragazzo di legno che voleva diventare un vero bambino. E allora le storyline parlavano della voglia di indagare sui sogni, o di avere un bambino. Data non era umano, ma voleva capire gli umani. In Almost Human, invece, gli androidi hanno fatto un passo in avanti, hanno acceso il cervello e trovo che questa sia la parte più interessante dello show. Dorian, pur essendo un androide, è molto più umano di certi umani, ed invece Kennex, che è umano con alcuni innesti robotici, sembra più distaccato e scollegato. L’idea che un robot insegnasse ad un umano come essere più umano è molto interessante.” Da qui la grande domanda che ci accompagnerà per tutte le puntate: dobbiamo considerare l’androide Dorian un essere vivente? O è solo una macchina?

Comic Con 2013 – Almost HumanMa come per ogni spettacolo, è interessante conoscere il rapporto tra l’attore e il suo personaggio. Urban vede Kennex come un uomo che è un po’ abbattuto ed ha paura della tecnologia e Dorian come l’essere che potrebbe aiutarlo a cambiare i suoi punti di vista. Il sogno di Dorian è di avere una seconda possibilità, visto che il suo modello è stato dismesso a causa della sua capacità di avere libero arbitrio ed emozioni che non lo rendono un ideale cop-partner. Ciò finisce per essere fastidioso per Kennex, che inizialmente non riesce a risolvere anche questo nuovo problema. A peggiorare le cose, Kennex ha una gamba robot, conseguenza di un vecchio incidente con un collega androide, con cui convive non senza problemi. Ma è un rifiuto psicologico della gamba o è un effettivo problema di dadi e bulloni?

Comic Con 2013 – Almost HumanI produttori Wyman e Shankar erano anche desiderosi di spiegare che quel futuro non è qualcosa da temere. Anche se la criminalità è dilagante e le città sono ricoperte di asfalto grigio, questo non è un handicap per lo spettacolo. “Penso che chiunque sia appassionato di fantascienza capisca il concept di Blade Runner. Per me questo è un grandissimo punto di riferimento di uno sci-fi”, ha detto Wyman. “Ma c’era una cosa di cui mi preoccupavo: non volevo che fosse distopico, perché io non ci credo. Credo che la razza umana diventerà più saggia e sarà in grado di interagire con la tecnologia in modi che non ci immaginiamo neanche“.

Shankar ha fatto eco dicendo: “L’idea che la tecnologia stia creando enormi problemi e cose terribili, essendo onesti, non è l’unica esatta. La tecnologia rappresenta l’unica possibilità che abbiamo per risolvere tutto, è la nostra unica arma come specie per risolvere tutti problemi che abbiamo causato. Lo show vuole mostrare proprio questi due aspetti: si creano cose cattive, ma anche nuove speranze. Non stiamo parlando di un futuro totalmente distopico, vogliamo dimostrare che c’è anche posto per l’ottimismo. Se siamo in grado di capire come funzionano la biologia e la tecnologia insieme, le cose andranno a finire bene.”

Fonte: tv.com

 

Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. Intanto studio, perché il pezzo di carta è importante, si sa! "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

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