The Bridge – 1×01 Pilot

The Bridge - 1x01 PilotIn quest’estate televisiva tutt’altro che magra sotto il profilo delle serie TV, ecco arrivare un nuovo – probabile – gioiello targato FX che ci porta direttamente al confine tra gli Stati Uniti d’America ed il Messico.

The Bridge nasce da un’idea tanto semplice quanto brillante: ambientare le vicende ed i reati – perché pur sempre di un poliziesco si sta parlando – presso il Ponte delle Americhe, il simbolico luogo di passaggio tra gli Stati Uniti d’America ed il Messico. In verità la serie non è originale ma è tratta da “Bron”, un telefilm scandinavo che sarà presto alla base di un’altra serie europea, The Tunnel (tra Francia e Inghilterra).

The Bridge è incentrato sulle figure di due membri della polizia, Sonya Cross e Marco Ruiz, rispettivamente detective di El Paso, Texas e Chihuahua, Messico, costretti a lavorare insieme dopo il ritrovamento di un cadavere sul Ponte delle Americhe in pieno conflitto di attribuzione. La loro vicinanza sarà però un pretesto per un ben più nobile (ed interessante) conflitto tra mentalità e nazionalità completamente opposte: la prima risulta – salvo una particolarità di cui parlerò più avanti – né più né meno il classico detective delle serie TV alla C.S.I., l’altro invece rappresenta l’inedito volto del buon poliziotto messicano immerso in un mare di corruzione e sudditanza nei confronti dei cartelli dei narcotrafficanti.

The Bridge - 1x01 PilotSin dalle prime scene si evince che la serie non ha una specifica direzione investigativa – salvo imprevisti l’assassino è noto sin da subito –, ma che è ben più interessata  all’indagine umana e soprattutto al confronto tra due Paesi così vicini eppure così distanti come mentalità. In un’America sempre più travagliata dall’insofferenza nei confronti degli immigrati latini (ogni anno sempre più numerosi), questa serie TV si innesta a gamba tesa nella discussione, mostrandoci sin da subito i problemi e la corruzione tra i messicani attraverso però un protagonista che rappresenta l’anima buona del Messico. Se da un lato in alcuni momenti le critiche verso questo Paese sembrano avere un ruolo maggiore e meno equilibrato, non mancano le feroci e numerose stoccate verso il finto perbenismo americano che si sente superiore alla vicina civiltà, salvo farci un salto con estrema compiacenza quando si è alla ricerca di compagnia femminile a pagamento.

La chiave di lettura di questa serie sembra non poggiarsi particolarmente sul caso investigativo in sé, che probabilmente occuperà gran parte della stagione, ma sui personaggi e le loro caratteristiche. Data la provenienza da un telefilm scandinavo, un confronto con The Killing è assolutamente necessario: quest’ultima serie è caratterizzata da un’insolita coppia di detective (Linden e Holder) alle prese con un efferato delitto ai danni di una giovane ragazza in una Seattle buia e piovosa; laddove The Killing si concentrava e ci regalava anche il punto di vista sofferto della famiglia della vittima, The Bridge si allontana dall’interesse per la condizione umana dopo un lutto per focalizzarsi sullo scontro tra civiltà e di conseguenza tra i due protagonisti della serie. Punto di comunione tra i due resta comunque l’attenzione rivolta verso i personaggi legati all’indagine in corso di cui se ne seguono le evoluzioni.

The Bridge - 1x01 PilotMarco Ruiz rappresenta l’altro lato del Ponte: è un personaggio forte, marito e soprattutto genitore senza moralismi; almeno per ora viene posto come la mosca bianca all’interno di una struttura in cui il Comandante prende parte a quelle che parrebbero bische clandestine, e la polizia ha pubblicamente accettato un ruolo subordinato rispetto allo stato delle cose. Un punto di vista inedito sul Messico che sarebbe risultato troppo manicheo senza l’aggiunta di ombre e soprattutto luci nella caratterizzazione del detective Ruiz.  Demián Bichir (A Better Life) svolge un ottimo lavoro di caratterizzazione e risulta essere il migliore interprete di quest’episodio.

The Bridge - 1x01 PilotPersonaggio molto chiacchierato è sicuramente quello interpretato da un’ottima Diane Kruger (Inglourious Basterds): il detective Sonya Cross è affetta dalla Sindrome di Asperger, un disturbo dello sviluppo paragonabile all’autismo e che porta chi ne soffre, tra le altre difficoltà, ad una incapacità di instaurare relazioni sociali. Non ci vorrà molto tempo prima che Sonya mostri a noi e ad un personaggio della serie la sua incapacità di creare empatia con gli altri al punto da risultare fuori luogo e fredda. Per quanto l’interpretazione della Kruger sia piuttosto buona (chiaramente deve ancora affinare il personaggio per capire bene che direzione dare), l’Asperger della Cross si inserisce in quel filone sempre più di moda di personaggi con problemi psichici di varia natura e, almeno in questo episodio pilota, non sembra arricchire particolarmente il tessuto narrativo. Per assurdo il rischio è proprio il contrario: troppe volte, infatti, sembra richiamare i tic e le fissazioni di Sheldon Cooper, protagonista della serie TV “The Big Bang Theory”; trattandosi però di un drama e non di una comedy, il parallelismo non è un punto di forza, dato che fa scivolare la serie nell’involontariamente comico.

The Bridge - 1x01 PilotNonostante questa chiara difficoltà, che potrà però facilmente essere corretta in corso d’opera, l’episodio pilota diretto dal regista Gerardo Naranjo funziona davvero molto bene, arricchendosi con un finale di grande effetto. La narrazione non ha mai punti morti sebbene non si concentri – e questo ne aumenta il valore – su folli inseguimenti o grandi sparatorie: è un poliziesco dal sapore moderno che non dimentica il lato umano né quello sociale.

Accompagnato da ascolti piuttosto soddisfacenti, The Bridge coprirà l’intera estate con i suoi 13 episodi. Oltre ad apprezzare la scelta sempre più diffusa di un numero minore di puntate, che permetterà di non inserire vuoti riempitivi, la serie è una delle novità più interessanti di questa estate e certamente merita una opportunità.

Voto: 7

P.S. Ricordo che questa serie andrà in onda anche su FOX Crime (pacchetto Sky) a partire dal prossimo 18 Luglio, con solo poco più di una settimana di ritardo dall’edizione americana. Per una volta anche chi volesse seguirlo con il doppiaggio non sarà costretto ad attendere tempi biblici.

 

Mario Sassi

Napoletano trapiantato da anni a Roma, non nasconde la sua anima nerd e la sua passione per serie TV e cinema.

6 Risposte

  1. Sara scrive:

    giuro di aver pensato la stessa identica cosa sulla “somiglianza” tra i tic della Cross e di Sheldon Cooper!
    ma a parte ciò, sono d’accordo sull’opportunità da dare a questa serie (mamma FX sa lanciare dei veri gioielli); qualche dubbio in più viene dall’altra storyline del tizio che muore dopo aver chiesto il divorzio (ah, il destino). chissà dove andranno a parare! capisco che sia decisamente troppo presto per parlare, ma sembrava lanciata lì in mezzo tanto per. staremo a vedere!

     
  2. M.O.P. scrive:

    Fino ad ora, almeno per me, la migliore novità seriale estiva del 2013. Un buon pilot, ben diretto e ben interpretato (e con margini di miglioramento enormi). Per me è un 7.5, sperando di non rimanere deluso nel prosieguo della serie.

     
  3. Ambrosia scrive:

    Davvero molto carino, peccato che ci sia Diane Kruger la cui recitazione è al pari della Stewart.
    Andava bene per fare la bella Elena e basta.
    Per il resto seguirò questa serie con piacere!

     
  4. Attilio Palmieri scrive:

    Gran bel pilot! L’ibridazione tra la detection story e le questioni legate alla frontiera può essere un motivo di grande interesse per il prosieguo.

     
  5. Alberto scrive:

    Soltanto uno striminzito 7 a questo meraviglioso pilot? Senza parole…
    The Bridge parte alla grandissima: ambientazione fascinosa, personagggi interessanti e ben recitati, sceneggiatura notevole (cosa si pretende, l’assoluta originalità dopo milionate di sceneggiature già passate sotto gli occhi umani negli ultmi secoli? Quel che conta sono le sottili sfumature di “diversità” e il montaggio del tutto in un contesto diverso dai precedenti narrati). Fotografia impeccabile.
    Uno dei pilot più belli degli ultimi anni, a parer mio merita senza dubbio un 9.

     
  6. Simone scrive:

    Ma della somiglianza con lo stile dei meravigliosi film di Inarritu non ne parla nessuno?

     

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