The Killing – 3×06 Eminent Domain

The Killing – 3x06 Eminent DomainCome spesso succede in questa serie e come da manuale per le detection story seriali, lo scorso episodio ci aveva lasciato con un tesissimo cliffhanger; dopo una settimana ripartiamo in medias res, proprio alla ricerca di quella verità sempre più nebulosa, nel solco dello stile che in questi due anni e mezzo The Killing ha fatto proprio.

 

Dopo qualche episodio dedicato soprattutto alla caratterizzazione dei personaggi, in particolare quelli secondari, la stagione inizia a entrare nel vivo con il ritrovamento del cellulare di Kallie che fa da vettore dell’avanzamento della storyline a lei dedicata. Come da copione è tutt’altro che facile seguire quella pista, che si rivela essere soltanto un’esca, un indizio che senza dubbio verrà utile nei prossimi episodi.

The Killing – 3x06 Eminent DomainL’altro cardine è palesemente rappresentato dalla testimonianza di Angie, ragazza sfuggita all’incubo e ricoverata in ospedale. Per il momento il suo personaggio è soprattutto il pretesto per parlare dei due protagonisti: nell’interrogatorio inscenato in ospedale emergono tutte le differenze attuali tra Linden e Holder. La prima è ben lontana dall’essere l’agente insicura e tormentata di un tempo, tuttavia capace di un’enorme empatia con le persone: lontana quindi dalla caratteristica che l’ha resa un’acutissima professionista in passato, che per lo spettatore di The Killing vuol dire soprattutto il caso Rosie Larsen, ancora non citato in questa nuova stagione; Holder invece sembra aver introiettato, seppur a suo modo, tutte quelle caratteristiche che hanno reso infallibile la sua collega, mostrando una capacità di comprensione e una sensibilità prima sconosciute.

The Killing – 3x06 Eminent DomainLa parte del leone in questo episodio la recita la vicenda legata ad Adrian, cuore della detection in senso esteso perché collegamento principe tra l’omicidio legato a Seward e il caso della stagione. Questo doppio nesso tiene insieme le due sequenze più belle della puntata. La prima è forse il momento più intenso tra Linden e Holder fino a questo momento, nonché la dimostrazione che la donna, seppur fragile e estremamente coinvolta in prima persona, può ancora dimostrare di essere un purosangue nel suo mestiere: i due vanno nella vecchia casa in cui è stata ritrovata morta la madre di Adrian e, dopo una simulazione delle condizioni dell’omicidio, arrivano alla conclusione che il bambino ha assistito all’uccisione della madre. La capacità di Linden di immedesimarsi nel testimone, unita alla sua testardaggine, è ancora in grado di lasciare lo spettatore a bocca aperta, specie se contestualizzata con l’isolamento in cui giace la protagonista sul posto di lavoro. Skinner infatti non crede alle sue parole, o meglio, non è disposto a darle fiducia perché la vede troppo coinvolta emotivamente e di conseguenza poco lucida; parole dalle quali traspare anche l’influenza della loro passata relazione.

The Killing – 3x06 Eminent DomainIl passo che porta all’altra scena madre dell’episodio è molto breve: quando Linden va a trovare Seward in carcere il dialogo si rivela per entrambi di notevole intensità. La qualità della scrittura di The Killing emerge anche dalla gestione del personaggio del condannato a morte: la sua vicenda si collega direttamente a quella di Linden solo ora perché in precedenza ha necessitato della fisiologica indipendenza per acquisire una considerevole e solida identità. Passo ultimo e capitale di questa progressiva crescita narrativa di Seward è consistito nell’assistere al suicidio del proprio compagno di reparto, il condannato a morte nero con il quale ha condiviso tante esperienze. La sequenza della morte, con Seward a fare da spettatore impotente, non solo porta il pubblico a immedesimarsi con le sue emozioni e sensazioni, ma lo fa in modo estremamente peculiare: non in soggettiva, bensì mostrando soprattutto il controcampo del suicidio, cioè mettendo in scena agli occhi del pubblico lo spettacolo di uno spettatore al cospetto del dramma della morte.

The Killing – 3x06 Eminent Domain“Eminent Domain” è un episodio abbastanza diverso dai precedenti: meno corale e maggiormente incentrato su pochi personaggi. Colei che risente di più di tale caratteristica è sicuramente Bullet, che nonostante il poco screentime a disposizione ricopre un ruolo tutt’altro che secondario. La sua vicenda è legata soprattutto a due incontri, di cui il primo gestito alla perfezione, mentre il secondo decisamente meno. La giornata passata con la madre di Kallie comincia in modo abbastanza freddo e distaccato per poi prendere quota sui binari della nostalgia e dell’affetto comune per una persona cara. In questo modo gli autori riescono allo stesso tempo a dare spazio e voce a Bullet e al suo passato, e anche a dare un’anima alla madre di Kallie, fino a questo momento soltanto tratteggiata. Ciò che convince un po’ meno è il ritorno a sera di Bullet da Lyric in cui, tolto il coraggio della serie di mostrare il bacio saffico tra le due ragazzine in prima serata, non è tanto chiaro come il loro rapporto stia evolvendo e con quali giustificazioni.

Un episodio che anche in questo caso finisce con la tensione alle stelle e con Holder che piazza un’importante zampata alla risoluzione del caso puntando il dito sul pastore.

Voto: 7,5

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

2 Risposte

  1. Penny Lane scrive:

    Bella rece, con la quale concordo però solo in parte. Prima di tutto è inspiegabile come Linden abbia fatto a non accorgersi durante la prima indagine su Seward del fatto che Adrian avesse assistito da lì all’omicidio. E’ assurdo che con tutta quell’ossessione non abbia mai notato per esempio le stelline dentro l’armadio…questo “dettaglio” purtroppo mi ha rovinato l’intera scena.

    Ho una visione abbastanza diversa anche della scena tra Bullet e Lyric: non vedo nel loro scambio e successivo (tenerissimo) bacio nessun salto ingiustificato. Entrambi i personaggi sono caratterizzati così bene che basta saperle due adolescenti sole al mondo per comprendere la facilità con cui si aggrappano l’una all’altra. Non c’è bisogno di molte altre spiegazioni a mio avviso.

     
  2. moonacre scrive:

    Sono d’accordo con Penny sull’assurdità del fatto che Linden non si fosse accorta prima di quel fatto nonostante fosse ossessionata da quel caso. Che aveva fatto quella volta per andare a finire in psichiatria se non era riuscita nemmeno a ricostruire l’omicidio come ha fatto ora? si era solamente pianta addosso fino ad impazzire? voglio dire, neanche si fosse incervellata tanto per trovare un colpevole dato che tutti gli indizi puntavano al padre. mha!
    sono invece contento che abbiano finalmente inserito un richiamo alle vecchie stagioni citanto Richmond.
    per quanto riguarda bullet e l’altra neanche a me convince tanto la cosa, più che altro perché io la vedevo meglio con Kellie.

     

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