True Blood – 6×05 Fuck The Pain Away

True Blood - 6x05 Fuck The Pain AwayFresco di rinnovo per una settima stagione, True Blood festeggia proseguendo sulla scia positivia dell’episodio precedente: trama che avanza, personaggi al loro meglio e divertimento assicurato, senza dimenticare l’immancabile satira sociale. A conferma che, dopo sei annate, la serie ha ancora le sue cartucce da sparare.

Chi pensava che questa sarebbe stata l’ultima stagione a Bon Temps, dovrà ricredersi. HBO ha infatti rinnovato la serie, senza nemmeno annunciarne la conclusione, sebbene sia difficile immaginarsi la prosecuzione oltre il prossimo anno di una storia che ha ormai “scomodato” divinità come Lilith e lager simil-nazisti.

“You Humans love your Pain, do you?”

True Blood - 6x05 Fuck The Pain AwayNella guerra ormai degenerata tra umani e vampiri, volta ad affermare la supremazia di una razza sull’altra, ciò che continua ad accomunare le diversità che popolano Bon Temps è una sola: il dolore. Pam prova a ribadire come la differenza tra loro e i comuni mortali sia proprio nel rifiuto di un sentimento del genere (“Pain is a worthless emotion“), ma finisce che il destino la chiami curiosamente sul finale alla prova del nove: uccidere il suo maker per attestare la veridicità delle sue affermazioni. Riuscirà la bionda vampira a dimostrare (soprattutto a se stessa) che il buon detto No Pain, no Gain è totalmente sbagliato?

True Blood - 6x05 Fuck The Pain AwayL’impressione forte di questa stagione è che gli autori stiano riuscendo a mettere meglio a fuoco i vari protagonisti, che sembrano più centrati rispetto alle due annate passate. Guardiamo a personaggi come Jessica, Bill e Eric, che sembrano aver recuperato tutta la loro ambiguità, lontani ormai da derive adolescenziali, patetici struggimenti d’amore e malriuscite parentesi buoniste. Dopo la fallimentare quarta stagione, già la quinta stava recuperando in parte i vari personaggi, ma è quest’anno che di nuovo sembra riproporsi in maniera riuscita e non ripetitiva quel contrasto tra luce e oscurità che caratterizzava tutti dalla prima stagione. Gli stessi Sookie e Jason, ormai lontani dalle precedenti storie amorose/lacrimose, sembrano essere tornati ai fasti di un tempo, la prima in una versione più cinica e perspicace (forse) di se stessa, l’altro ritornato a portare alta la bandiera del quarterback americano, tanto fisicato quanto scemo.

True Blood - 6x05 Fuck The Pain AwayAlla nostra bionda fata ha fatto indubbiamente bene il nuovo love interest/rivale Warlow. Se all’inizio dubitavamo dell’ennesimo belloccio che si affacciava alla serie candidandosi a nuovo partner di Sookie, bisogna ora ammettere che Ben/Warlow è in effetti uno degli innesti più interessanti di questa stagione. Sebbene su di lui pesi un possibile cambiamento di rotta deciso dagli autori (dov’è finito il mostro che minacciava Sookie nelle sue visioni? O che ha distrutto il club delle fate?), la progenie di Lilith si sta rivelando un ottimo personaggio, tanto simile a Bill quanto diverso, se pensiamo che mentre uno viaggia ormai spedito verso l’oscurità del suo fanatismo, l’altro cerca, attraverso Sookie, una sorta di redenzione dal Male che ha dentro di sé.

True Blood - 6x05 Fuck The Pain AwayFuck the Pain Away è un episodio che continua a portare avanti la trama con un ottimo ritmo (interrotto solo dalle vicende di Sam e Alcide, che hanno ormai l’effetto che la pubblicità ha su un film in tv), aiutato da dei personaggi in lotta con se stessi prima ancora che con gli altri. Non solo questo si esprime nell’evidente dualismo di Warlow o di Billith (al quale curiosamente ormai ci si riferisce al femminile), ma anche nel peso di un passato che grava sulle spalle di ognuno, ben evidente nell’ambiguità che circonda i genitori di Sookie, nelle vicende afghane di Terry o nella distruzione del villaggio di Warlow. Il dolore, appunto, e la sofferenza muovono i nostri personaggi verso territori sempre più dark, mostrandoceli terrorizzati perfino dalla loro stessa natura (come Jessica e Sam, ancora alle prese con un percorso in sospeso tra rifiuto e accettazione della loro condizione).

“I truly believe God wants Me to fuck You!”

True Blood - 6x05 Fuck The Pain AwayQuello che, però, da qualche puntata a questa parte True Blood sta riuscendo a fare di nuovo alla grande, è divertire. Del resto, quando nella serie girano bene personaggi e storia, diventa quasi un gioco da ragazzi proporre il tanto amato trash, ancor più funzionale quando, come in questo episodio, spinge sulla satira sociale, politica e religiosa che è marchio di fabbrica della serie. Si pensi all’ipocrisia religiosa della fanatica Sarah Newlin o al gioco deumanizzante delle biglie nel lager per vampiri (insieme a tutti gli altri esperimenti condotti al suo interno). Tutto è messo alla berlina in una rappresentazione grottesca di un’umanità che non riesce a coesistere nelle diversità che la caratterizzano.

True Blood - 6x05 Fuck The Pain AwayIl campo di concentramento è del resto l’introduzione forse più indovinata di questa stagione, nel quale si ripercorrono quelle pratiche naziste volte a rendere il diverso un oggetto inoffensivo, manipolabile, debole. Ogni creatura in True Blood cova dentro di sé una frustrazione che la spinge in maniera ossessiva al fanatismo e al delirio di potere, con conseguenze devastanti per tutti. Non a caso, quattro anni dopo la Compagnia del Sole, l’ex-Signora Newlin torna in gioco dimostrando che, se si dà anche solo un briciolo di potere a realtà così retrograde e di ristrette vedute, si finisce per precipitare in una barbarie che True Blood sa esprimere in tutto il suo non-sense.

True Blood - 6x05 Fuck The Pain AwayPeccato solo che in questa (per ora) ottima struttura narrativa, gli autori non siano riusciti a infilare in modo adeguato le storyline di Alcide e Sam. Licantropi e mutaforma ricopriranno probabilmente un ruolo importante nell’atto finale della guerra, ma per ora, non essendo fondamentali, l’impressione è che gli autori li stiano trascinando avanti attraverso una inutile sottotrama. Paradossalmente, nell’anno in cui i tanti protagonisti risultano meglio amalgamati nella narrazione, il difetto ormai congenito di True Blood delle troppe storyline emerge ancora di più, proprio perché concentrato solo su due dei protagonisti e su una trama, quella della figlia di Luna, che non ha né capo né coda e che risulta a tratti soporifera.

Nonostante ciò, True Blood arriva a metà stagione con la quarta inserita. I presupposti per una grande seconda parte ci sono tutti. Seppure sempre col timore di brusche frenate, andiamo avanti con fiducia.

Voto: 8

 

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