#SerialFight – Tenth Doctor vs Eleventh Doctor

#SerialFight - Tenth Doctor vs Eleventh DoctorChiedere ad un fan di Doctor Who di scegliere il suo Dottore preferito è un po’ come chiedere ad una mamma quale dei suoi figli ama di più. E’ una cosa che farebbe uno come Moffat, per intenderci. Ma qui vogliamo farci del male e abbiamo deciso di imbarcarci, nella settimana dell’annuncio del 12°, in una vera e propria impresa: stabilire il migliore tra i due più iconici Dottori della nuova generazione, ovvero Ten e Eleven.

Per farlo abbiamo pensato di prendere in considerazioni le stagioni che li hanno visti protagonisti, la bravura degli attori che li hanno interpretati ed infine il personaggio in sé e la sua storia. E allora diamo il via alla sfida e… Allons-Y! O forse dovremmo dire Geronimo?

LE STAGIONI

#SerialFight - Tenth Doctor vs Eleventh DoctorTen e Eleven sono il risultato di ciò che hanno vissuto e della direzione che Davies e Moffat, in quanto showrunner, hanno deciso di far prendere alla loro storia. Un confronto tra i due gruppi di stagioni è dunque necessario per inquadrare al meglio il contesto in cui si muovono le figure dei due Dottori e in definitiva i Dottori stessi.

Le stagioni 2-4, ovvero quelle con Ten protagonista,  sono sicuramente meno spettacolari di quelle Moffattiane, in particolare in termini di produzione, effetti speciali, regia e fotografia. La serie ha fatto un notevole salto di qualità con l’avvento del nuovo showrunner nella quinta stagione, assumendo finalmente respiro internazionale. Pur trattando tematiche decisamente adulte, infatti, il Doctor Who Daviesiano non riusciva a staccarsi di dosso l’etichetta di “show per bambini”, in altre parole non riusciva a farsi prendere davvero sul serio.  Ironico, dato che, aspetti tecnici a parte,  le stagioni  Moffatiane risultano  in generale meno mature di quelle Daviesiane.   Mentre RTD si concentra su temi sociali e personaggi, infatti, Moffat punta molto su plot complessi, enigmi vari e timey wimey stuff Certo, anche Davies ha costruito le sue stagioni intorno a dei misteri, pensiamo a Bad Wolf o  Harold Saxon, così come Moffat ha più volte affrontato tematiche importanti (vedi  Vincent and the Doctor o The Girl Who Waited), ma è innegabile che l’approccio dei due scrittori alla serie sia, se non opposto, quantomeno differente.  La trama orizzontale nelle stagioni Daviesiane era sicuramente meno pervasiva (e anche meno interessante) rispetto a quanto non lo sia adesso, così come le singole avventure avevano in generale meno mordente di quelle dell’era Moffatt.  Ricordiamo che alcuni degli episodi più originali della gestione Davies, come ad esempio BlinkThe Girl in the Fireplace, portano proprio la firma di Steven Moffat.

Tuttavia, Davies ha mostrato fin dalla prima stagione di avere molto a cuore i suoi personaggi e di saperne#SerialFight - Tenth Doctor vs Eleventh Doctor gestire l’evoluzione senza mai scadere nella banalità. Il percorso di Donna Noble, per certi versi molto simile a quello di Rose, è probabilmente l’esempio più calzante dell’ottimo lavoro svolto in questo senso da RTD e, soprattutto, della sua idea di companion, molto distante da quella di Moffat. Un altro dei punti di forza dell’era Davies è, come già detto, l’attenzione per i grandi temi sociali. Senza soffermarci troppo, possiamo ricordare episodi come Satan’s Pit, Human Nature/Family of Blood, Midnight, che hanno affrontato  temi difficili quali la religione o le meccaniche sociali, e lo hanno fatto con risultati eccellenti, soprattutto considerata la natura dello show. La scrittura di RTD ha dunque prediletto la costruzione e l’esplorazione di rapporti umani credibili e di tematiche importanti, utilizzando le avventure interplanetarie del Dottore come pretesto per parlare di altro.

Moffat, invece, ha preferito dedicarsi maggiormente alla creazione di vicende complesse ed intricati archi narrativi, sfruttando giustamente tutte le potenzialità che una serie tv su un viaggiatore del tempo può offrire.  L’ottima quinta stagione era riuscita nell’impresa di svecchiare la serie senza però snaturarla troppo, presentandoci  un personaggio fresco ed interessante come Amy Pond e un mistero, quello della crepa nell’universo, davvero intrigante. Dalla sesta in poi, però,  #SerialFight - Tenth Doctor vs Eleventh Doctorl’architettura delle stagioni Moffattiane si è fatta via via più complessa, forse troppo, e questo è andato a discapito non solo della storia in sé, le cui trame sono apparse sempre meno solide,  ma anche dei personaggi, dal momento che i misteri che li circondavano sembravano essere diventati più importanti di loro.  La settima stagione, complice l’infelice scelta di dividerla in due unità, non ha fatto che confermare questo trend.  In sintesi, il blocco di stagioni Daviesiane sembra avere maggiore coesione ed organicità rispetto alle annate successive per cui il primo punto va a Ten.

GLI ATTORI

La grande professionalità e lo straordinario talento di David Tennant sono sempre stati un punto fermo dell’era#SerialFight - Tenth Doctor vs Eleventh Doctor Daviesiana.  Con alle spalle numerose apparizioni  in produzioni teatrali, televisive e cinematografiche, Tennant ha dimostrato subito di essere all’altezza di un ruolo così complesso come quello del Dottore. Lo abbiamo visto fare di tutto: da questo a questo .  Grazie al suo innegabile fascino e  alla componente romance del rapporto con Rose, poi, è entrato ben presto nel cuore di tutte le fan dello show.

L’idea di prenderne il posto doveva certamente spaventare a morte il malcapitato Matt Smith, tra l’altro il più giovane attore ad aver mai interpretato il ruolo del Dottore. Oggi possiamo dire che questo  trentunenne con il viso da ragazzino ha fatto davvero un ottimo lavoro con il suo personaggio ed  è riuscito, se non a farci dimenticare Tennant, almeno ad accettarne l’addio.

He’s (il Dottore) a child, he’s a stroppy teenager, he’s a middle-aged bore, he’s a grumpy old man — all at once, all those things at the same time. And the actor that has done that the best to date is Matt. E’ quanto afferma Steven Moffat all’ultimo Comic Con di San Diego, dandoci sicuramente di che riflettere. Questa descrizione del Dottore corrisponde chiaramente all’idea intorno alla quale il buon Moff ha costruito il suo personaggio  e in questo senso non possiamo che essere d’accordo con lui: Matt Smith è riuscito a far convivere nei suoi occhi il vecchio ed il bambino, il passato ed il futuro di un uomo che ha ormai superato i 900 anni d’età ma non vuole arrendersi alla morte, e lo ha fatto alla perfezione.  Ten, però, è molto diverso da Eleven e questo va assolutamente tenuto presente.  Se nell’interpretazione di Tennant non c’è traccia dell’adorabile goffaggine o dell’immaturità di Eleven è perché, appunto, Tennant non interpretava Eleven, ma il Decimo Dottore così come era stato pensato da Russel T. Davies.

#SerialFight - Tenth Doctor vs Eleventh Doctor  Chiederci se Matt Smith avrebbe reso altrettanto bene i tormenti interiori di Ten e se David Tennant sarebbe stato in grado di farci sorridere con la stessa bravura di Matt Smith della stupidità di Eleven è pura speculazione. Ciò che sappiamo è che entrambi ci hanno regalato momenti indimenticabili e che hanno notevolmente contribuito a costruire i loro personaggi, salvando alle volte episodi un po’ sciatti con la sola forza della loro interpretazione.  Scegliere Tennant significherebbe premiare soprattutto la sua esperienza e ciò andrebbe a discapito di Smith, che ha sicuramente una carriera meno ricca alle spalle. Scegliere Smith, d’altra parte, potrebbe sembrare un po’ come commettere un sacrilegio. Cosa fare, dunque? Forse la scelta migliore è considerarlo un pareggio.

I DUE DOTTORI

Pur essendo sostanzialmente la stessa persona, il Decimo e l’Undicesimo Dottore sono molto diversi tra loro.

Innanzitutto non si può parlare di Ten senza spendere due parole su Nine, il primo Dottore del reboot. Nine è il prodotto#SerialFight - Tenth Doctor vs Eleventh Doctor di una sanguinosa guerra alla quale è riuscito a mettere fine soltanto pagando il prezzo più alto che si possa immaginare. Un Dottore in stato post-traumatico, insomma, tormentato dai suoi demoni. Con il tempo e grazie all’aiuto di Rose, Nine comincia a riconquistare la sua umanità ed è qui che entra in gioco Ten: più ottimista, più vivace del suo predecessore, ma ancora profondamente ferito.  RTD ci fa vivere insieme a lui il dolore per la perdita di Rose, il complesso rapporto con il Master e con gli altri Signori del Tempo, il senso di colpa,  il delirio di onnipotenza ed infine l’accettazione che il proprio percorso è finito. L’evoluzione della sua storia è coerente, ben scritta, coinvolgente. Con Eleven assistiamo ad una sorta di reset. Questo Dottore, forse come forma di rifiuto per tutto ciò che ha vissuto in precedenza, è molto più infantile ed a tratti egoista delle sue passate incarnazioni. Per questo motivo Moffat gli crea intorno una famiglia, quella dei Pond, che possa prendersi cura di lui.  Si comporta in maniera decisamente più folle ed impulsiva, si sforza di essere cool e strizza l’occhio al fandom con una quantità inesauribile di punchline. E’ un Dottore 2.0, a volte incoerente, sempre più alieno, ma anche divertente e  vulnerabile.

Certo, senza Ten non avremmo avuto questo Eleven: il tema della solitudine e  del bisogno di viaggiare insieme a dei compagni che possano tenerlo a freno, per esempio, sono chiaramente echi Daviesiani. D’altra parte il Dottore è sempre lo stesso uomo, come ci ricorda anche Moffat. Purtroppo, però, non assistiamo ad una vera evoluzione del personaggio paragonabile a quella di Ten e ad essa lineare, anzi potremmo dire che talvolta ci siamo trovati di fronte ad una involuzione, come nel caso di Dinosaurs on a Spaceship, in cui Eleven decide di lasciar morire il cattivo di turno pur avendo la possibilità di salvarlo.  Alcuni dei suoi atteggiamenti  sono sicuramente giustificabili all’interno del progetto Moffatiano, ma altri appaiono più come falle nella costruzione del personaggio, a volte più simile ad un eroe da blockbuster americano che al Dottore che conosciamo.

Questo strappo con il passato ha dunque prodotto una creatura nuova, che  molti faticano a riconoscere come il Dottore. Senza essere così drastici, è comunque chiaro che qualcosa è cambiato e nonostante Eleven abbia diversi punti di forza e una sua mitologia personale, il percorso intrapreso da Ten  appare più interessante e il personaggio meglio caratterizzato. Chissà, magari l’anniversary episode o lo Speciale di Natale riusciranno a cambiare le carte in tavola, ma per il momento questo punto va a Ten.

IL NOSTRO RISULTATO

Con un punteggio di 3 a 1, quindi, il vincitore di questa sfida sembra essere proprio il Dottore di David Tennant e Russel T. Davies.

IL VOSTRO RISULTATO

In questa seconda sfida, al contrario della precedente, il risultato delle vostre votazioni condotte sul blog, Facebook e Twitter coincide col nostro: Ten ha battuto Eleven con l’81,25% dei voti!

LA PROSSIMA SFIDA

Domenica torna Breaking Bad con gli ultimi 8 episodi, e non potevamo non coinvolgerlo nel confronto di settimana prossima. Da Lunedi, infatti, potrete votare la sfida tra Walter White e Nucky Thompson, protagonista di Boardwalk Empire.

 

Francesca Anelli

Galeotto fu How I Met Your Mother (e il solito ritardo della distribuzione italiana): scoperto il mondo del fansubbing, il passo da fruitrice a traduttrice, e infine a malata seriale è stato fin troppo breve. Adesso guardo una quantità spropositata di serie tv, e nei momenti liberi studio comunicazione all'università. Ancora porto il lutto per la fine di Breaking Bad, ma nel mio cuore c'è sempre spazio per una serie nuova, specie se british. Non a caso sono una fan sfegatata del Dottore e considero i tempi di attesa tra una stagione di Sherlock e l'altra un grave crimine contro l'umanità. Ah, mettiamo subito le cose in chiaro: se non vi piace Community non abbiamo più niente da dirci.

5 Risposte

  1. Tuco scrive:

    siete dei mostri!!
    come si fa scegliere tra i due dottori? e adesso ci dovete pure far scegliere tra WW e Nucky, dio vi stramaledica 😉

     
  2. lorebakery scrive:

    thumbs up! verdetto ineccepibile

     
  3. Marina (sì sì, l'amica tua) scrive:

    Concordo quasi pienamente con te. Nel senso che anche io sono una Davesiana convinta e in più credo che Tennant sia una spanna sopra qualsiasi altro Dottore dal Reboot in poi, per questo non avrei dato la parità nel caso degli attori, ma dare punteggio zero all’epoca Moffettiana senza riconoscere meriti non sarebbe per niente corretto, in fondo Smith ha fatto benissimo ciò che doveva fare e gli spacconi come Moffat ci piacciono, è inutile negarlo!
    Tornando alla prima frase dell’articolo, ”Chiedere ad un fan di Doctor Who di scegliere il suo Dottore preferito è un po’ come chiedere ad una mamma quale dei suoi figli ama di più.”, bhe… una mia amica mi disse ”Non importa quale attore sia tecnicamente più bravo o più coinvolgente, o quale sceneggiatura sia scritta meglio, il Tuo Dottore sarà per sempre il primo che vedi!” Sacrosanto!
    Per cui se devo scegliere obbiettivamente, attore e sceneggiatura, Davies è Davies e David Tennant è Dio! Ma se devo dare un risposta d’istinto e col cuore dico, Nine! Christopher Eccleston, sempre!

     
    • Hey, Marina l’amica mia :)
      Sì Moffat merita sicuramente dei riconoscimenti, e alla luce di quanto visto nel 50th special ancora di più!
      Per la storia del Dottore preferito, guarda, io non saprei. Nine è Nine, ma per me Ten è stato il Dottore dell’innamoramento. Matt Smith a me fa impazzire, lo trovo bravissimo e ho anche pensato un paio di volte che potesse spodestare Tennant, ma poi mi ricordo di certi episodi come Satan’s Pit e mi innamoro di nuovo di Ten 😛

       
  4. SerialFiller scrive:

    Sono quasi alla fine della sesta stagione, 3 serie viste in 10 giorni, ora anche io sono un signore del tempo…
    avevo letto in passato tante cose belle su doctor who e dopo le prime 2 stagioni non mi aveva entusiasmato come mi aspettavo ma poi ho ingranato la sesta e mi ha preso tantissimo.
    Mi è bastata una stagione e mezza con Matt Smith per capire che rispettto al vostro sondaggio sono nettamente controcorrente.
    David Tennant fenomenale e molto molto umano nelle sue corse, i suoi sorrisi e i suoi dialoghi ma Matt Smith mi ha davvero sorpreso perchè riesce a trasferire quella gioia ma anche quella sottile malinconia arrabbiata negli occhi del dottore che ne Ecclestone ne Tennant avrebbero saputo trasmettere. E poi è molto divertente, sveglio e piacevole, nonchè gli altri non lo siano stati ma lui è davvero scoppiettante.
    Vado con Matt.

     

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