Boardwalk Empire – 4×02 Resignation

Boardwalk Empire - 4x02 Resignation Dopo uno splendido episodio introduttivo, Boardwalk Empire ricomincia a sfruttare a pieni giri tutto il suo potenziale. Gli sceneggiatori dell’episodio, avendo a disposizione un arco di personaggi molto ampio, sfruttabili autonomamente durante il ciclo produttivo dell’intera stagione, decidono di concentrare la loro attenzione su quattro vettori narrativi principali.

Sorprende innanzitutto la capacità di aver creato in soli due episodi un universo creativo completamente autosufficiente rispetto alle prime tre stagioni, con gli autori che si sono permessi il lusso di rinunciare ad interi filoni narrativi. Ancor più dei maggiori boss criminali, ad attirare l’attenzione degli spettatori in queste prime due puntate è l’azione di forze esterne, alla ricerca di una legittimazione sul territorio e capaci di gettare un’inquietante ombra sugli equilibri politico-economici formatisi fino ad ora. Boardwalk Empire, in questo primo scorcio stagionale, rinuncia quindi parzialmente alla dinamicità e all’azione, confermando di essere una serie atipica, che pazientemente incasella le proprie pedine sullo scacchiere, pronta a far esplodere il conflitto durante il resto dell’Annata.

Better not to vow than to vow and not pay.”

Boardwalk Empire - 4x02 Resignation L’episodio si apre con il primo piano di Nelson Van Alden che ci re(introduce) ad un personaggio che da sempre ha subito il nucleo famigliare (in particolar modo nelle prime due stagioni) come una forza castrante, che lo intrappolava nel ruolo di rappresentante ipocrita e moralista della legge. Il radicale cambiamento che ha subito durante la terza stagione trova un ideale punto di arrivo in questo episodio, in cui la vita coniugale di Van Alden sembra aver ritrovato una propria stabilità. L’incontro con la famiglia Capone permette agli autori di sfruttare tutto il potenziale umoristico del personaggio, riuscendo ad incanalare le sue istintive esplosioni di violenza in un contesto criminale capace di esaltarle.

When you see your children tonight, remember, it didn’t cost you anything.”

Boardwalk Empire - 4x02 Resignation In correlazione con le vicende che vedono protagonista Nelson, anche Richard beneficia della ritrovata composizione del proprio microcosmo famigliare. Tornato in Wisconsin da sua sorella Emma, sembra voler porre fine al suo tragico viaggio fatto di vendette, enormi traumi emotivi e violente imprese eroiche. La contingenza con l’ambiente in cui ha vissuto la sua infanzia inibisce la sua capacità di saper uccidere, così come la ritrovata vicinanza della sorella e il timore di perderla gli permettono di prendere coscienza dell’instabilità della sua condizione. Per la prima volta, Richard va così alla ricerca di normalità e protezione, cercando di allontanare per sempre il suo passato da sicario e criminale alle dipendenze della malavita organizzata (“I don’t want any more of it”). La telefonata finale, però, preannuncia per lui un’ennesima svolta negativa, che con ogni probabilità porterà ulteriore dolore e violenza nella sua esistenza.

Mr. Thompson is part of everything. He is in the sky and sea. He is in dreams of children at night. He is all that there is. Forever.”

Boardwalk Empire - 4x02 Resignation Ad Atlantic City, dopo il rinnovato consolidarsi del rapporto con suo fratello Eli, un sempre più devastato e rintanato Nucky deve fare i conti con l’esplosione di un conflitto interno, quello con il suo collaboratore storico Eddie. Il tedesco, rimasto ferito per salvare la vita di Enoch durante Two Imposters, leggendo ora negli occhi di Nucky una sorta di pietà nei propri confronti, con orgoglio rifiuta di ricevere una delegittimazione lavorativa (e umana) e riafferma con decisione e orgoglio la sua centralità. La dimostrazione di stima e riconoscenza che concede al suo storico assistente, permette a Nucky di riuscire a trovare la forza di rientrare nel grande gioco degli affari economici di Atlantic City, riaffermando la sua supremazia intellettuale e politica, anche grazie al supporto retorico di Eddie.

The moral dimension is absent from the criminal’s makeup.”

Boardwalk Empire - 4x02 Resignation I maggiori pericoli per il futuro di Nucky sembrano, però, poter arrivare dal fronte giudiziario. In una sequenza quasi completamente indipendente dalla narrazione principale della puntata, ci viene mostrata la reale identità dell’enigmatico Warren Knox, agente sotto copertura e alle dipendenze di un giovanissimo J. Edgar Hoover. Bastano un paio di linee di dialogo per permettere agli autori di riuscire a dotare  di spessore scenico uno dei personaggi più controversi della Storia americana contemporanea .

– “You see why I wish to deal with you?”

– “I don’t think I do.”

– “Only Kings understand each other.”

Boardwalk Empire - 4x02 Resignation Il conflitto razziale legato alla dimensione privata e alle ambizioni di scalata sociale di Chalky White non è un tema inedito per la serie, ma in questo episodio permette agli autori di introdurre magistralmente un nuovo personaggio, che sembra possa prendere presto il posto di villain stagionale, lasciato vacante dopo la violenta dipartita di Gyp Rosetti. Capace persino di tenere testa alla machiavellica parlantina di Nucky, il Dottor Valentine Narcisse si configura come un character con un evidente spessore criminale, capace di ridimensionare la figura di Chalky, umiliandolo intellettualmente e moralmente. Presentatoci come un uomo profondamente religioso e dai solidi valori etici, che lo portano a difendere la dignità della propria etnia d’origine contro l’ipocrisia che contraddistingue l’ascesa sociale di Chalky ( “he Libyan performs in your club. The Libyan serves in your club. But the Lybian may not attend your club”), il Dottor Narcisse si svelerà nel corso dell’episodio come abile manipolatore e perfino come assassino spietato, che giustifica le proprie azioni criminali attraverso una spaventosa ideologia razzista (“A thing mixed is a thing weakened”) .

Resignation conferma Boardwalk Empire come uno dei prodotti di punta della serialità televisiva americana, una serie che, al suo quarto anno di attività, riesce ancora a rimanere un punto di riferimento inarrivabile per vitalità dell’impianto narrativo e per impatto scenico e visivo. 

Voto: 8

 

Davide Cinfrignini

Nato a Roma nel 1991, a 5 anni impara a leggere da solo rubando i quotidiani sportivi del padre.  Dopo essersi diplomato nel 2010 con una tesi su Woody Allen, decide di iscriversi a Studi Italiani alla Sapienza e per coerenza intellettuale si appassiona alla letteratura americana: McCarthy, De Lillo e David Foster Wallace. Amante delle arti visive trascorre la maggior parte del tempo a bombardarsi di immagini e parole tra cinema, videoclip e serie tv. Seppur non credente ha avuto Roger Federer come esperienza religiosa. Per due anni scrive recensioni cinematografiche finché si rende conto di quanto sia più affascinato dall’analisi delle serie tv, data la complessità della struttura narrativa.  Et voilà, nel 2013 approda finalmente a Seriangolo. Il resto seguitelo voi.

5 Risposte

  1. Namaste scrive:

    Non avevo sinceramente colto la metafora razzista sulla frase dell’imperturbabile Dottor Narcise (“una cosa mischiata è una cosa attenuata”), ma dal disprezzo mostrato verso le impurità della white whore immagino di sì, che possa essere vista anche in quest’ottica. Oh, a me questa new-entry piace assai. A patto che non sia lì solo per impartire sermoni sulla razza, cosa che sminuirebbe il personaggio – soprattutto quello di Chulcky, che ha già dimostrato in passato di sapersi fare rispettare da solo – se dovesse in qualche modo rivelarsi il vero big bad stagionale, abbiamo trovato il degno erede di Gyp Rossetti.

    Finalmente ritornano anche i siparietti Eddie-Nucky, l’espressione di quest’ultima quando il fidato collaboratore lo paragona ad un Dio in terra è impagabile. Datecene di più!

    Ho paura per Richard Arrow, gentili autori non fate scherzi, grazie!

    Serie che comunque continua a regalare grandi soddisfazioni, ci stava anche un 9 :-)

     
  2. Attilio Palmieri scrive:

    Complimenti per la recensione Davide!
    Che episodio, ragazzi, che episodio. Ed è solo il secondo. Quest’apertura stagionale è stata talmente bella che ho già la nostalgia per quando sarà finita quest’annata e il lunedì mattina non potrò più vedere Capone, Nucky, Richard e co.

    Dei dialoghi che rimangono impressi nella memoria, parole che dalle labbra di Eddie, di Narcisse, di Al rimangono lì, come aforismi sganciabili dalla serie e riutilizzabili.

    L’entrata in scena di Jeffrey Wright, attesa da tutti ormai, è di una bellezza, di un’intelligenza e di una consapevolezza enormi: messa in scena perfettamente simmetrica (bravo Davide ad aver scelto quel frame) con la donna affianco a Narcisse, unico elemento profilmico asimmetrico, “oggetto” che sbilancia i rapporti di forza a favore della new entry. In quella sequenza Boardwalk Empire diventa Django Unchained, facendo propria la sua ironia e le sue tematiche che lo straordinario Wrght che sale in cattedra con un’interpretazione sempre misurata.

    Sarebbero infinite le cose di cui poter parlare, personalmente mi è piaciuto tantissimo ritrovare Eric Ladin (fratello di Betty in Mad Men e braccio destro di Richmond in The Killing) nei panni di Hoover. Sono curiosissimo di sapere come riusciranno a intrecciare la Storia con la storia di Nucky.

    Capone è sempre più il numero uno e la mazza di ferro avvolta nel Chicago Tribune è con la spada laser la mia nuova arma preferita.

     
  3. sara scrive:

    Mi unisco ai complimenti per la recensione!
    Sono convinta anch’io che questo inizio di stagione sia fra i più belli della serie! Non ci avrei scommesso troppo, soprattutto perché sostituire Rossetti non era cosa da poco: belle premesse e hype a mille per l’evoluzione del nuovo arrivato, il caro dottor Narcisse.
    MA fin qui tutto bene, perché dove ho sentito il cuore fare il vero balzo di gioia è stato alla parola Hoover! da fan di DeLillo, come posso non apprezzare l’entrata in scena del più famoso capo dell’FBI di sempre?! Grazie Boardwalk Empire, grazie Terence Winter!

     
  4. Davide Cinfrignini scrive:

    Grazie Attilio, Grazie Sara.
    Mi dispiace di non aver saputo valutare il supporto di Dennis Lehane alla sceneggiatura, non conoscendo particolarmente bene la sua Produzione Letteraria.
    L’attesa è enorme per il resto della stagione e per il prossimo episodio targato Terrence Winter.

     
  5. Attilio Palmieri scrive:

    Dicevo che c’era qualcosa di grande! Ho saltato la sigla e mi sono perso che la sceneggiatura è co-firmata da Dennis Lehane!
    Ho letto tutti i suoi romanzi, è uno dei miei autori preferiti contemporanei, è stato usatissimo al cinema con Gone Baby Gone, Mystic River e Shutter Island. Gli ultimi due sono dei grandissimi film (anche l’esordio di Ben Affleck non è male, anni luce meglio dal sopravvalutatissimo Argo). La sua scrittura è perfetta per la trasposizione sullo schermo, tanto che con gli anni si è adattato anche a scrivere sceneggiature. Non è nuovo infatti alla scrittura per la tv, tanto che è stato tra gli autori di The Wire. E ho detto tutto.
    Grazie Boardwalk Empire.

     

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